Atlantomed

martedì 1 agosto 2017

Chi gestisce le migrazioni

Marco Cedolin

Agli osservatori più attenti (e forse anche ai meno attenti) dovrebbe essere balzato all'occhio il fatto che negli ultimi giorni, pressapoco da quando è iniziato il braccio di ferro fra le ONG ed il governo riguardo al nuovo codice di condotta, sono miracolosamente spariti non solo gli sbarchi di migranti nei nostri porti, ma anche le situazioni di emergenza nel Mediterraneo....
concernenti barconi che rischiavano di affondare con il proprio carico di esseri umani a bordo.

Il contatore del Ministero dell'interno è ormai fermo da parecchi giorni a quota 94.802 e non accenna a muoversi e probabilmente non lo farà fino a quando le ONG che ieri hanno rifiutato perentoriamente di sottoscrivere il codice di comportamento proposto dal governo, non troveranno un accordo che sia di loro gradimento.

Anche per chi indulgesse nel voler credere alle coincidenze o al valore degli accordi che il ministro Minniti millanta di aver concluso con la Libia, dovrebbe essere ben chiaro chi tira le fila dell'immigrazione selvaggia, gestendo a proprio piacimento i flussi di migranti verso l'Italia e creando all'uopo le "situazioni di emergenza" che poi i media utilizzano scientemente per sensibilizzare l'opinione pubblica e giustificare quello che altrimenti non sarebbe giustificabile.

Fra qualche giorno, quando il governo e gli scafisti delle ONG avranno finito di litigare, dopo avere trovato un accordo sul traffico di esseri umani che sia di comune soddisfazione, vedrete che tutto tornerà alla normalità. Sbarchi, naufragi, emergenze umanitarie e tutto il corollario del tam tam mediatico che in questi giorni di "sciopero" ci manca perfino un po'.

1 commento:

Peppe ha detto...

A proposito di Libia. Ecco un eloquente paragrafo del recente articolo di Maurizio Blondet (http://www.maurizioblondet.it/sapra-la-merkel-gestire-modo-razionale-linevitabile-italexit/)

Gentiloni: schiaffi da Macron, schiaffi dalle ONG
E qui veniamo alla qualità del “nostro” (loro) governo. Come uno zombi coatto, Gentiloni continua ad appellarsi a una “Unione Europea” , a una solidarietà europea, che palesemente non esiste più. E’ stato sorpreso ed offeso da Macron che ha riuniuto i due contendenti libici ad un tavolo a Parigi, “tagliandoci fuori”? Ma persino Di Maio aveva proposto a Gentiloni ed Alfano di farlo, mesi fa, ma Gentiloni no: lui ancora non ha preso atto che a vincere in Usa non è stata la sua Hillary, è rimasto senza ordini, quindi lui non parla con Haftar (che ha con sé Mosca e il Cairo, e adesso anche Parigi) ma con Sarraj, “riconosciuto dalla comunità internazionale”. Una comunità internazionale perlomeno fantomatica, ormai. Impagabile, il Mattarella dal Quirinale ha rigettato con orgoglio i suggerimenti di Orban e implorato la “europeizzazione dell’accoglienza e dei rimpatri e la predisposizione dei canali di immigrazione”, perché “Solo un’Europa coesa potrà concorrere con efficacia a far valere i propri valori e a determinare gli equilibri mondiali”.
http://www.ilvelino.it/it/article/2017/07/24/migranti-mattarella-europa-e-africa-sempre-piu-vicine-europeizzare-acc/e62832dd-d9c4-4644-bbba-9e9966d8f7fe/
Patetico: due giorni dopo, Macron ci ha fottuto la Libia, senza nememno avvertirci come si usa fra buoni vicini. Juncker, che forse già è occupato dal suo trasloco, ci ha assicurato, sui migranti, l’appoggio di una UE che non esiste più, dove ognuno sta ingegnandosi di perseguire il suo interesse nazionale. Persino le Ong a Roma si rifiutano di obbedire a Minniti, ossia di obbedire al codice di comportamento che “l’Europa” ci ha approvato (cosa le costa?). Solo noi siamo rimasti a fare sacrifici “per l’Europa”, e prendiamo calci in faccia persino dalle ONG: dopo quello che ci hanno visto prendere da Macron, non gli ispiriamo certo timori di nostre ritorsioni. Se per la Merkel ci sono dubbi sulle sue qualità di statista e comandante da grandi tempeste, per Gentiloni, Mattarella ed Alfano è proprio un dubbio sul Q.I., il quoziente intellettivo.”