Atlantomed

martedì 31 gennaio 2012

Miserie umane

Marco Cedolin

Solamente per chi nutra una qualche ambizione masochista e abbia voglia di farsi del male, proponiamo due perle estrapolate dal circo equestre dei media mainstream.
La prima è costituita dalle esternazioni di Attilio Befera, avvoltoio a capo della più grande organizzazione a delinquere presente nostro paese, meglio conosciuta col nome di Equitalia. La seconda da una riflessione esperita da Antonio Polito , capofila fra le teste di legno ed i cervelli all’ammasso che quotidianamente maramaldeggiano insultando la lingua italiana e l’intelligenza dei lettori.
Befera, nel corso di un'audizione in commissione Finanze della Camera, durante la quale ha presentato il nuovo redditometro (fiore all’occhiello nella santabarbara del terrorismo fiscale) ha pensato bene di emulare lacrima Fornero…..

venerdì 27 gennaio 2012

Cercasi sciopero disperatamente

Marco Cedolin
La giornata odierna era stata presenta con grande enfasi da giornali e TV come il venerdì nero dei trasporti, con bus, metropolitane, treni, aerei e navi bloccati, a causa dello sciopero indetto dai sindacati di base, per protestare contro il decreto liberalizzazioni varato dalle banche.
Ma oggi, per trovare notizie che documentino la situazione, in merito ai disagi e alla portata della protesta, occorre scalare l'home page dei maggiori quotidiani, fin quasi ai trafiletti di fondo pagina.
Trafiletti che raccontano di disagi tutto sommato contenuti e partecipazione scarsa, nulla di eclatante, nonostante la contemporaneità con il blocco degli autotrasportatori in corso da giorni avrebbe potuto lasciare presagire esattamente il contrario.
Esiste la possibilità che i media abbiano ricevuto dalle banche l'ordine di minimizzare gli effetti della contestazione, per non creare a Monti altre difficoltà. Così come è possibile che i sindacati di base, quando si tratta di lottare contro le banche (gradite anche a tanta sinistra) abbiano manifestato una minore propensione ad impegnarsi per la buona riuscita della protesta.
La sensazione preponderante è però quella che queste motivazioni siano in fondo marginali, mentre la vera ragione del flop (o chiamatelo voi come meglio vi pare) alligni nella crescente insofferenza dei lavoratori nei confronti del meccanismo dello sciopero, sia esso indetto dai sindacati canonici a libro paga della finanza o da quelli di base ancora non cooptati e asserviti completamente......

giovedì 26 gennaio 2012

Dopo le bastonate, la santa inquisizione

Marco Cedolin
Neppure il tempo di commentare il brutale pestaggio dei pescatori che ieri protestavano dinanzi a Montecitorio, con lo stato di polizia che mostra i muscoli dinanzi ai lavoratori, che già si apre un nuovo capitolo della saga, con la magistratura al servizio della lobby del tondino e del cemento che ordina rastrellamenti in tutta Italia, a carico di chi lotta contro il TAV.
Sarebbero una quarantina (fra arresti e consegne ai domiciliari) le persone inquisite nell'ambito di un'operazione partita alle luci dell'alba a carico di soggetti che si battono contro l'alta velocità, gran parte dei quali non risiedono in Val di Susa, pur venendo definiti dai media come elementi di spicco del novimento NO TAV.
Tutti i procedimenti giudiziari riguarderebbero gli scontri avvenuti in quel di Chiomonte a cavallo fra la fine di giugno e l'inizio di luglio ed avrebbero come oggetto reati personali, senza alcuna volontà (ha sottolineato il procuratore Caselli) di agire politicamente contro il movimento NO TAV.
Chi ha vissuto in prima persona quelle giornate, sa bene che al contrario, da parte di chi gestisce la macchina repressiva e nel buio ne arma la mano....

mercoledì 25 gennaio 2012

Iniziano le bastonate, Monti non lo si deve contestare!

Marco Cedolin
E' accaduto dinanzi a Montecitorio, dove un centinaio di pescatori presidiavano fin dal primo mattino l'ingresso principale della Camera. Pescatori esasperati, perchè il caro gasolio (diventato ancor più caro grazie alle nuove accise varate dalle banche al governo) si sta portando via buona parte di quello che resta dei loro introiti. E con quegli introiti tocca loro campare la famiglia, provvedere al desco un paio di volte al dì, pagare le tasse e le bollette e magari pure tenere in efficienza la barca con la quale lavorare.
Ma essendo il verbo "lavorare"  un esercizio sillabico assolutamente sconosciuto in quel di Montecitorio, viene da sè che la presenza dei pescatori sia risultata profondamente sgradita......

martedì 24 gennaio 2012

Monti minaccia e sputa veleno indignato per lesa maestà

Cedolin Marco
La prima (e ad oggi unica) vera protesta contro l'esproprio bancario, portato avanti dal governo dell'usura, sta facendo saltare i nervi di mr. Goldman Sachs e della congrega di servoprofessori che lo coadiuvano nell'impresa di rendere l'Italia un grande successo come la Grecia.
Per ironia della sorte a far barcollare Monti non sono i sindacati, già preventivamente cooptati sul libro paga del professore, non è la sinistra antagonista in profonda crisi d'identità e decisamente a corto di antagonismo quando si tratta di combattere Bruxelles e le banche e neppure la Lega di Bossi dispensatrice di aria fritta. Sono i camionisti, che ridotti con le pezze al culo hanno messo i propri mezzi di traverso, bloccando la macchina del consumo e toccando nel vivo l'unico nervo scoperto di un banchiere con tanto aplomb: il portafoglio! Quello suo e dei suoi padroni naturalmente, perchè i portafogli degli italiani somigliano ogni giorno di più a dei porta monete.
Mario Monti è rimasto un poco spiazzato, (ma solo un poco non fatevi illusioni) perchè fermamente convinto di avere comprato tutti coloro che era necessario comprare, per garantirsi l'acquiescenza del paese........

lunedì 23 gennaio 2012

Blocchi dei TIR in tutta Italia, ma in strada dovrebbero esserci i cittadini

Marco Cedolin
La rivolta dei Forconi siciliani sembra avere contaminato anche il resto d’Italia, almeno così sembrerebbe dal momento che da Nord a Sud non si contano i blocchi stradali creati dagli autotrasportatori e il traffico sta andando in tilt in larga parte della rete autostradale e delle tangenziali italiane. Così come documentato (questa volta) anche dai media mainstream che in prima pagina danno ampio spazio all’accaduto e alle accorate parole della Cancellieri, braccio poliziesco dell’usura al governo, che si manifesta preoccupata perché a suo avviso la protesta potrebbe degenerare.
In verità i blocchi degli autotrasportatori sono figli illegittimi della rivolta dei Forconi, poiché interpretano solo parzialmente lo spirito con cui è partita la contestazione siciliana, limitandosi a protestare contro tutto ciò (prezzo dei carburanti alle stelle, nuovi aumenti dei ticket autostradali e dell’irpef) che sta mettendo in ginocchio la categoria, ma senza spaziare su temi di più ampio respiro, sovranità monetaria, ripudio dell’illegittimo governo Monti e di una classe politica imbolsita e decotta e via discorrendo, come accadeva invece nell’ambito del movimento primigenio.
Ciò nonostante gli autotrasportatori in lotta, per rivendicazioni sacrosante, rappresentano un altro pezzo dell'Italia esasperata che si muove, lotta, tenta di reagire alle “bastonate”, così come tentano di reagire i taxisti, i benzinai e molti altri. Un’Italia che si dibatte, magari scompostamente, ma dimostra di essere viva e di non voler morire in silenzio.
L’esatto contraltare dell’altra Italia, quella dei “cittadini normali”……..

sabato 21 gennaio 2012

Dritto per la sua strada, non c'è forcone che tenga

Marco Cedolin
Se c'è una cosa che non può essere contestata all'usuraio Mario Monti, è la propensione a lasciarsi condizionare da quello che accade intorno a lui. Anzi si percepisce nettamente la sensazione che al sapienziale professore non importi assolutamente nulla di tutto ciò che prescinde dalla certosina applicazione dei comandamenti impartiti dalla BCE.
Mentre i Forconi paralizzano la Sicilia e la protesta inizia a dilagare anche fuori dall'isola, mentre i tassisti scendono sul piede di guerra, i benzinai minacciano una serrata di 10 giorni, gli autotrasportatori sono in fermento, i commercianti mugugnano, gli edicolanti si arrabbiano.......

venerdì 20 gennaio 2012

Associazioni dei consumatori, 1800 euro di marchetta

Marco Cedolin
Le associazioni dei consumatori costituiscono un'entità che mi ha sempre incuriosito oltremisura.
In questo disgraziato paese, pullulano come mosche sullo sterco coloro che a qualche titolo si arrogano il diritto di rappresentare gli altri. Dai politici di accatto ai sindacalisti, passando attraverso le associazioni ambientaliste e l'infinita ridda di mestieranti che a qualche titolo si sentono in diritto di parlare in tuo nome.
Quasi tutte queste mosche, prima di farlo, si sono però premurate, magari per vie traverse, di ottenere un certo grado di consenso presso i soggetti che pretendono di rappresentare. Spesso si tratta di un consenso estorto attraverso elezioni farsa monopartitiche, oppure di adesioni ottenute esclusivamente per servizi da commercialista sottocosto, ma almeno il tentativo di estorcere il consenso dei rappresentati, seppure in nuce, a grandi linee esiste.
Le Associazioni dei consumatori invece no, si sentono in diritto di rappresentare 60 milioni d'italiani (perchè consumatori lo siamo tutti, ma proprio tutti), senza che la stragrande maggioranza della più grande categoria del paese li abbia mai delegati a farlo......

martedì 17 gennaio 2012

I Forconi siciliani sono l'emblema di un mondo che cambia

Marco Cedolin

Non so quanta “fortuna” avrà la protesta dei Forconi che sta paralizzando la Sicilia, così come non conosco le prospettive di una movimentazione che sembra manifestarsi (per la prima volta in Italia) realmente trasversale, abiurando i partiti e tentando di mettere nel cassetto le divisioni settarie fra “rossi e neri” che da sempre minano alla radice qualsiasi battaglia in questo disgraziato paese, conducendola ogni volta sul binario morto della diffidenza e dei distinguo.
Ma la protesta dei Forconi mi piace, non solamente perché da l’impressione di un movimento di popolo che si ritrova nella difesa del proprio futuro e sputa in faccia alle differenze, ma anche perché rompe profondamente con un passato fatto di manifestazioni in piazza con le varie bandierine di partito……

lunedì 16 gennaio 2012

I Forconi in Sicilia, censurati dai TG

Marco Cedolin
Abbiamo più volte sottolineato su queste stesse pagine, come la realtà costruita dai media mainstream si manifesti  profondamente distonica rispetto al paese reale, fino al punto da costituire un vero e proprio mondo di fantasia, edificato a tavolino con la connivenza di pennivendoli ed anchor men compiacenti, con il solo scopo d’indirizzare l’opinione pubblica, laddove il potere finanziario e politico desidera che essa vada ad incagliarsi.
Non desta pertanto il minimo stupore il fatto che alla bisogna alcune notizie vengano enfatizzate oltremisura, altre minimizzate, altre ancora semplicemente inventate (come dimenticare le fosse comuni di Gheddafi?) oppure ignorate completamente, senza alcun senso del pudore.
Nonostante questa consapevolezza ha però del grottesco la cortina di omertà calata sulla protesta del movimento dei Forconi e di una composita serie di organizzazioni di autotrasportatori, pescatori, imprenditori agricoli e altre ancora, che da questa notte sembra stiano paralizzando parte del traffico della Sicilia, con l’intendimento di protrarre l’agitazione per almeno cinque giorni, per denunciare l’insosteniblità  delle politiche economiche  e finanziarie messe in atto e progettate dal governo Monti e più in generale lo stato di profonda prostrazione in cui stanno venendo a trovarsi un numero sempre maggiore di cittadini.
Scrivere “sembra” purtroppo è un esercizio che fa male….

sabato 14 gennaio 2012

Metropoli galleggianti

Marco Cedolin
Ritengo che la tragedia occorsa alla nave da crociera Costa Concordia, incagliatasi la sera del 13 gennaio sugli scogli dinanzi all'isola del Giglio, oltre a determinare profonda angoscia per la sorte dei molti sventurati che risultano ancora dispersi, perplessità sulle reali dinamiche dell'accaduto e seria preoccupazione per il disastro ecologico che può venire innescato dalla sciagura, possa anche essere l'occasione per riproporre un'articolata riflessione sui grandi "mostri del mare" e sulle dinamiche attraverso cui il fenomeno delle crociere sta sperimentando una nuova "età dell'oro" nel corso dell'ultimo decennio, sull'onda del mito della grandezza e dell'ambizione di dominio sulla natura.....

venerdì 13 gennaio 2012

Repubblica istiga alla guerra fra poveri

Marco Cedolin

Nessuno avrebbe potuto nutrire qualche dubbio in merito al sostegno offerto dal quotidiano Repubblica al decreto sulle liberalizzazioni, dal momento che il giornale di De Benedetti  riveste il ruolo di supporter mediatico dell’usuraio Mario Monti, vero e proprio capofila del giornalismo d’accatto al servizio delle banche e della finanza.
A stupire pertanto non è la vile condiscendenza con cui sulle sue pagine viene trattato l’argomento, bensì  il vero e proprio linciaggio mediatico al quale sono stati sottoposti  stamane i tassisti che protestano nel tentativo di difendere il proprio posto di lavoro, che la stampa politicamente corretta è usa definire privilegio.
Sul sito web del quotidiano campeggiano titoli come “Rivolta selvaggia” e “Violenze contro le auto circolanti”…….

giovedì 12 gennaio 2012

Liberammazziamo

Marco Cedolin

Dopo avere imbonito  con astuzia i seguaci del babaismo, attraverso la spettacolare operazione “Cortina fumogena” e terminata la prima tranche di nuove tasse (autoreplicanti) per tutti, soprattutto se poveri, il balitore al servizio dell’usura, Mario Monti, sembra avere intenzione di dedicarsi ad un nuovo capitolo del progetto “affonda Italia” che sta alacremente portando avanti per conto terzi. Laddove i terzi sono costituiti dalla grande finanza internazionale, coniugata attraverso banche e multinazionali.
Per iniziare a prodursi nei licenziamenti di massa probabilmente i tempi non sono ancora maturi, ragione per cui, nell’attesa che lo diventino, contando sull’ausilio della “stampa amica” che incensa ogni passo compiuto dal Cagliostro di Goldman Sachs, trasformando il letamaio in un balsamario, l’usuraio sembra per ora accontentarsi  di qualche provvedimento minore, finalizzato a caducare l’art. 18 ed eliminare progressivamente i contratti nazionali, affinché la strada per le lettere di licenziamento risulti il più possibile sgombra da impicci.
Sembrano maturi invece i tempi per lanciare la campagna delle paventate liberalizzazioni, già tentate a suo tempo dal buon Bersani , precedute come sempre dall’elegiaco e starnazzante codazzo dei giornalisti italiani…..

lunedì 9 gennaio 2012

Quanta confusione sulla decrescita

Marco Cedolin
Mai come in questi anni, vissuti all’insegna della crisi economico/finanziaria, creata scientemente da chi sta costruendo la “società del futuro”, globalizzata, massificata ed appiattita sul dorso del moribondo modello americano, accade sistematicamente di leggere i giudizi e le esternazioni più svariate concernenti la filosofia della decrescita.
Giudizi ed esternazioni esperite quasi sempre da chi, dopo avere letto sommariamente qualche testo che tratta l’argomento, manifesta il convincimento di poterne discettare dottamente, pur avendolo (nel migliore dei casi) compreso solamente in maniera parcellare, quando non equivocato completamente.
Sono tanti i genialoidi che affermano con adamantino convincimento che proporre la decrescita non avrebbe alcun senso, dal momento che la decrescita c’è già, incarnata dalla contrazione del pil che si sta attualmente verificando, con tutte le conseguenze, disoccupazione, impoverimento ed angustie assortite che stiamo sperimentando in questi giorni.
Se costoro avessero capito almeno quel poco che hanno letto, dei vari Pallante, Latouche, De Benoist, Roegen et similia, saprebbero benissimo che la riduzione del pil attualmente in atto non ha nulla a che fare con il modello della decrescita tratteggiato dai suoi sostenitori.
Oggi ci troviamo di fronte ad una società fondata sulla crescita e costruita per crescere indefinitamente in maniera illimitata, che per svariate ragioni, nonostante lo voglia fortemente,  non riesce più a crescere, trovandosi pertanto a boccheggiare come un pesce senza acqua che moribondo agonizzasse nell’ultima pozzanghera rimasta.
La società che i vari teorici della decrescita auspicano possa nascere è un modello basato su fondamenti di tutt’altro genere…….