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mercoledì 16 novembre 2011

E' nato il governo Vichy

Marco Cedolin

Sta insediandosi proprio in queste ore il nuovo governo di occupazione, presieduto da Mario Monti, novello Presidente del Consiglio con delega al ministero dell'Economia e composto da 16 ministri, rigorosamente tecnici.
Tutti, Monti compreso, mai eletti dagli italiani e deputati a portare avanti un programma di governo imposto nei dettagli dalla BCE e mai sottoposto al vaglio degli elettori, che a suo tempo votarono i programmi di Berlusconi e Veltroni, di natura profondamente diversa, se non antitetica, rispetto a quello che verrà realizzato nei prossimi mesi.
Dovrebbe essere chiaro a tutti che non si tratta di un ribaltone, bensì di un'azione estremamente più grave, consistente nell'esautorare completamente il popolo dal diritto di scegliere chi lo governerà e sulla base di quale programma espliciterà il proprio mandato.
In tutta evidenza chiaro non lo è dal momento che i cittadini e le cosidette parti sociali, anzichè trovarsi in strada con il forcone, sono comodamente seduti a guardare la TV o impegnati a tentare di conquistare la benevolenza del nuovo padrone, ragione per cui ci sembra giusto constatare la morte cerebrale intervenuta per asfissia del mito della democrazia.
La lista dei ministri scelti da Monti, che in queste ore sta tenendo banco su giornali e TV, risulta molto oculata e dimostra chiaramente come ci si trovi davanti ad un progetto costruito nel tempo con cura certosina e non certo ad una squadra improvvisata dal professore nel corso dell'ultimo paio di giorni....

martedì 15 novembre 2011

Il ricatto in tempo reale

Marco Cedolin

“Btp sopra la soglia di allarme, ma la situazione migliora dopo il sì al nuovo governo dei due principali partiti.”
Era uno dei titoli che stamane popolavano l’home page di Repubblica e lascia intuire con chiarezza adamantina quale sarà la strategia applicata nell’Italia in stato di occupazione nel corso dei prossimi mesi.
Qualche remora nell’applicazione di nuove tassazioni a carico del contribuente? Lo spread inizia a salire in maniera vertiginosa e la cifra (500 – 520 – 550 – 600 – 610 - 700) campeggia a caratteri cubitali sui giornali e sugli schermi TV, mentre gli “esperti” vaticinano il crollo del paese nel baratro del default. Le remore vengono immediatamente meno, facendo si che si possa tassare a profusione e lo spread inizia a scendere gradualmente, ma non troppo, perché continui a restare un monito per chiunque osi mettere i bastoni fra le ruote alla megamacchina tecnofinanziaria.
Le proteste per i previsti 300mila licenziamenti iniziano a prendere piede e perfino qualche improvvido sindacalista fulminato sulla via di Damasco osa esprimere malcelato scetticismo? Ecco che lo spread sale alle stelle.....

lunedì 14 novembre 2011

Una riforma ci seppellirà?

Marco Cedolin

Anche il linguaggio fa parte a pieno titolo delle armi di distrazione di massa, utilizzate per metterci in mutande mentre ostentiamo un ebete sorriso sulle labbra e continuiamo a ripeterci che anche se sta arrivando l’inverno in fondo si sta bene pure così.
Il termine riforme, usato ed abusato a vario titolo nel corso degli ultimi decenni è una delle parole chiave utilizzate per veicolare impunemente nefandezze di ogni genere, non ultime guerre di occupazione e sterminio di popoli innocenti.
Il giochetto risulta in fondo di una semplicità disarmante, si sceglie un termine (come appunto riforme) privo di qualsiasi valenza intrinseca e lo si carica di un significato positivo che non ha ragione di essere, per poi radicarlo in questa forma deviata presso l’immaginario collettivo, dove diventerà sinonimo di buono, bello, moderno, efficace, utile ed irrinunciabile.
Il termine riforme in realtà è assolutamente neutro, né bello, né brutto, né positivo, né negativo, dal momento che la sua valenza sarà determinata solo ed esclusivamente dal merito delle riforme stesse che potranno risultare migliorative o peggiorative in funzione del loro contenuto e della situazione soggettiva dalla quale se ne subiscono le conseguenze.
Una riforma che elimini le eccessive pastoie burocratiche per i cittadini potrà avere le prerogative per migliorare la vita degli stessi, una riforma che innalzi l’età pensionabile nuocerà a chi aspira ad andare in pensione, ma gioverà ai conti dello stato, una riforma che permetta il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori statali metterà un milione di persone in mezzo ad una strada e via discorrendo…..

domenica 13 novembre 2011

Tutti fermi, tutti zitti, governa lo Spread!

Marco Cedolin

Perfino gli ottimisti che pensavano si fosse toccato il fondo nel corso dell'ultimo decennio, caratterizzato dal sempre più palese asservimento del bestiario politico ai grandi poteri finanziari di Bruxelles e dal disastro dell'euro, hanno dovuto ricredersi nel corso dell'ultima settimana.
Il golpe della BCE ha fatto piazza pulita a velocità supersonica non solo del caramogio di Arcore politicamente defunto da tempo, ma anche di tutte le favole ispirate alla costituzione e alla democrazia che albergavano nell'immaginario degli italiani fin dai tempi delle scuole elementari.
Napolitano ha gestito il colpo di stato per conto terzi con consumata destrezza, meritandosi il plauso del padrone. I camerieri della politica, affiancati dalla pletora di pennivendoli d'accatto ed opinionisti radical chic hanno certificato la scarsa opportunità d'interpellare i cittadini in merito al loro futuro, dal momento che il "popolo bue" mai capirebbe i termini del problema e il suo intervento potrebbe turbare profondamente i mercati.
Nel corso di sole 48 ore (meno di un battito di ciglia riguardo a questioni di questo peso) l'usuraio di Goldman Sachs Mario Monti è stato prima nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica che non c'è più (e forse non c'è mai stata), per meriti immaginari che non hanno nessuna ragione di essere.
Poi proditoriamente investito dell'autorità di presiedere un governo illegittimo che non risponderà agli interessi nazionali, bensì esclusivamente alle direttive di Bruxelles e ai dettami dei mercati.
Infine coinvolto in un toto ministri all'interno del quale cadaveri politici di ogni risma e colore sgomitano e sbavano per ritagliarsi un posto al sole al servizio degli occupanti.
Il tutto rigorosamente prima che il cielo inizi a biancicare e sorga l'alba del lunedì, quando i mercati e lo spread pretenderanno che il lavoro sia stato portato a termine con cura certosina e l'Italia sia ridotta ad uno schermo TV da gestire con il telecomando.......