Atlantomed

giovedì 29 dicembre 2011

L'anno che non verrà

Marco Cedolin

Da sempre Capodanno rappresenta Il simbolico spartiacque fra un anno che sta morendo, con tutto il suo carico di accadimenti (buoni e cattivi) ed uno che sta nascendo, vestito per l’occasione di carezzevoli illusioni e condito di languide speranze. Una sorta di limbo dove rimanere per un istante sospesi fra il prima e il poi, a tracciare bilanci di vita e sognare vite che non ci apparteranno mai, prima che la giostra del divenire stemperi l’attimo ed il futuro si faccia presente, riportandoci alla realtà.
Guardare al 2012 che arriva, ostentando speranza ed ottimismo rappresenta però, più che in altre occasioni, un’esperienza dedicata a pochi intimi, dal momento che la ratio e la matematica ci riporterebbero immediatamente sulla terra, rendendoci consapevoli del fatto che il nuovo anno sarà molto peggiore del precedente, essendo state poste tutte le basi (ma proprio tutte) perché ci si ritrovi a rimpiangere gli ultimi dodici mesi, nonostante abbiano rappresentato il gradino più basso della storia recente nazionale ed internazionale.
In Italia nel lasso di tempo di un paio di settimane è stata alienata ogni residua e fittizia illusione di democrazia e le banche, nella persona dell’usuraio Monti, hanno di fatto esautorato i camerieri politici dal loro ruolo di mestieranti della commedia, ridimensionandoli ad arredamento del palazzo, oltretutto molto costoso e kitsch......

mercoledì 16 novembre 2011

E' nato il governo Vichy

Marco Cedolin

Sta insediandosi proprio in queste ore il nuovo governo di occupazione, presieduto da Mario Monti, novello Presidente del Consiglio con delega al ministero dell'Economia e composto da 16 ministri, rigorosamente tecnici.
Tutti, Monti compreso, mai eletti dagli italiani e deputati a portare avanti un programma di governo imposto nei dettagli dalla BCE e mai sottoposto al vaglio degli elettori, che a suo tempo votarono i programmi di Berlusconi e Veltroni, di natura profondamente diversa, se non antitetica, rispetto a quello che verrà realizzato nei prossimi mesi.
Dovrebbe essere chiaro a tutti che non si tratta di un ribaltone, bensì di un'azione estremamente più grave, consistente nell'esautorare completamente il popolo dal diritto di scegliere chi lo governerà e sulla base di quale programma espliciterà il proprio mandato.
In tutta evidenza chiaro non lo è dal momento che i cittadini e le cosidette parti sociali, anzichè trovarsi in strada con il forcone, sono comodamente seduti a guardare la TV o impegnati a tentare di conquistare la benevolenza del nuovo padrone, ragione per cui ci sembra giusto constatare la morte cerebrale intervenuta per asfissia del mito della democrazia.
La lista dei ministri scelti da Monti, che in queste ore sta tenendo banco su giornali e TV, risulta molto oculata e dimostra chiaramente come ci si trovi davanti ad un progetto costruito nel tempo con cura certosina e non certo ad una squadra improvvisata dal professore nel corso dell'ultimo paio di giorni....

martedì 15 novembre 2011

Il ricatto in tempo reale

Marco Cedolin

“Btp sopra la soglia di allarme, ma la situazione migliora dopo il sì al nuovo governo dei due principali partiti.”
Era uno dei titoli che stamane popolavano l’home page di Repubblica e lascia intuire con chiarezza adamantina quale sarà la strategia applicata nell’Italia in stato di occupazione nel corso dei prossimi mesi.
Qualche remora nell’applicazione di nuove tassazioni a carico del contribuente? Lo spread inizia a salire in maniera vertiginosa e la cifra (500 – 520 – 550 – 600 – 610 - 700) campeggia a caratteri cubitali sui giornali e sugli schermi TV, mentre gli “esperti” vaticinano il crollo del paese nel baratro del default. Le remore vengono immediatamente meno, facendo si che si possa tassare a profusione e lo spread inizia a scendere gradualmente, ma non troppo, perché continui a restare un monito per chiunque osi mettere i bastoni fra le ruote alla megamacchina tecnofinanziaria.
Le proteste per i previsti 300mila licenziamenti iniziano a prendere piede e perfino qualche improvvido sindacalista fulminato sulla via di Damasco osa esprimere malcelato scetticismo? Ecco che lo spread sale alle stelle.....

lunedì 14 novembre 2011

Una riforma ci seppellirà?

Marco Cedolin

Anche il linguaggio fa parte a pieno titolo delle armi di distrazione di massa, utilizzate per metterci in mutande mentre ostentiamo un ebete sorriso sulle labbra e continuiamo a ripeterci che anche se sta arrivando l’inverno in fondo si sta bene pure così.
Il termine riforme, usato ed abusato a vario titolo nel corso degli ultimi decenni è una delle parole chiave utilizzate per veicolare impunemente nefandezze di ogni genere, non ultime guerre di occupazione e sterminio di popoli innocenti.
Il giochetto risulta in fondo di una semplicità disarmante, si sceglie un termine (come appunto riforme) privo di qualsiasi valenza intrinseca e lo si carica di un significato positivo che non ha ragione di essere, per poi radicarlo in questa forma deviata presso l’immaginario collettivo, dove diventerà sinonimo di buono, bello, moderno, efficace, utile ed irrinunciabile.
Il termine riforme in realtà è assolutamente neutro, né bello, né brutto, né positivo, né negativo, dal momento che la sua valenza sarà determinata solo ed esclusivamente dal merito delle riforme stesse che potranno risultare migliorative o peggiorative in funzione del loro contenuto e della situazione soggettiva dalla quale se ne subiscono le conseguenze.
Una riforma che elimini le eccessive pastoie burocratiche per i cittadini potrà avere le prerogative per migliorare la vita degli stessi, una riforma che innalzi l’età pensionabile nuocerà a chi aspira ad andare in pensione, ma gioverà ai conti dello stato, una riforma che permetta il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori statali metterà un milione di persone in mezzo ad una strada e via discorrendo…..

domenica 13 novembre 2011

Tutti fermi, tutti zitti, governa lo Spread!

Marco Cedolin

Perfino gli ottimisti che pensavano si fosse toccato il fondo nel corso dell'ultimo decennio, caratterizzato dal sempre più palese asservimento del bestiario politico ai grandi poteri finanziari di Bruxelles e dal disastro dell'euro, hanno dovuto ricredersi nel corso dell'ultima settimana.
Il golpe della BCE ha fatto piazza pulita a velocità supersonica non solo del caramogio di Arcore politicamente defunto da tempo, ma anche di tutte le favole ispirate alla costituzione e alla democrazia che albergavano nell'immaginario degli italiani fin dai tempi delle scuole elementari.
Napolitano ha gestito il colpo di stato per conto terzi con consumata destrezza, meritandosi il plauso del padrone. I camerieri della politica, affiancati dalla pletora di pennivendoli d'accatto ed opinionisti radical chic hanno certificato la scarsa opportunità d'interpellare i cittadini in merito al loro futuro, dal momento che il "popolo bue" mai capirebbe i termini del problema e il suo intervento potrebbe turbare profondamente i mercati.
Nel corso di sole 48 ore (meno di un battito di ciglia riguardo a questioni di questo peso) l'usuraio di Goldman Sachs Mario Monti è stato prima nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica che non c'è più (e forse non c'è mai stata), per meriti immaginari che non hanno nessuna ragione di essere.
Poi proditoriamente investito dell'autorità di presiedere un governo illegittimo che non risponderà agli interessi nazionali, bensì esclusivamente alle direttive di Bruxelles e ai dettami dei mercati.
Infine coinvolto in un toto ministri all'interno del quale cadaveri politici di ogni risma e colore sgomitano e sbavano per ritagliarsi un posto al sole al servizio degli occupanti.
Il tutto rigorosamente prima che il cielo inizi a biancicare e sorga l'alba del lunedì, quando i mercati e lo spread pretenderanno che il lavoro sia stato portato a termine con cura certosina e l'Italia sia ridotta ad uno schermo TV da gestire con il telecomando.......

giovedì 20 ottobre 2011

Assassini

Marco Cedolin
La foto di Gheddafi sanguinante e senza vita campeggia a tutta pagina sulle TV, sui giornali e sui siti web, come un trofeo di caccia da esibire appeso sopra al caminetto, per compiacere l’ego degli “eroi” senza macchia e senza paura, che elevatisi al rango di gendarmi del mondo hanno “legalizzato” la strage e l’omicidio, inserendoli nel novero dei sacrifici necessari per ottenere un nuovo ordine mondiale che sia completamente funzionale alle loro esigenze.
Abbiamo prodotto riflessioni sull’argomento, fin dall’inizio della "guerra santa", portata avanti dall'occidente con la vile compiacenza dell’ONU, nascosto sotto l’ombrello di una risoluzione farsa del tutto disancorata dalla realtà dei fatti e dalle azioni messe in atto sul campo.
Abbiamo seguito passo passo l’annientamento dello stato sovrano socialmente ed economicamente più avanzato dell’intero continente africano, le tonnellate di bombe lanciate sul suo popolo, la distruzione delle sue città e delle sue infrastrutture, la morte e la devastazione portata dal “mostro” occidentale e delegata nelle operazioni di terra ad un manipolo di mercenari e briganti della peggior specie……

venerdì 30 settembre 2011

La Marcegaglia in soccorso di Trichet

Marco Cedolin
Fra gli avvoltoi che planano in cerchi sempre più bassi, attendendo con impazienza di spolpare la carogna di questo disgraziato paese, non potevano certo mancare i prenditori d'accatto che da sempre vivono alla grande foraggiati dai sussidi statali, ma fra una puntatina a Porto Cervo, un briefing di alta finanza e una delocalizzazione produttiva, non mancano mai di tessere le lodi del libero mercato, declinato come il luogo dove si socializzano le perdite, privatizzando al contempo i profitti (leciti ed illeciti) derivanti dalla macelleria sociale.
Degna portavoce di questa congrega di sciacalli che vestono Prada e Max Mara, ma strizzano l’occhio alla sinistra chic e si fingono interessati alle sorti dei lavoratori (italiani o cinesi non si comprende bene) non poteva essere che Emma Marcegaglia , la quale a sostegno di Draghi e Trichet e dei molteplici affari di famiglia, sta in queste ore producendosi nell’ennesimo sforzo per “salvare il paese” dalla remota possibilità che gli italiani non seguano i greci nel tunnel della disperazione.
Oggetto dello sforzo un documento denominato "manifesto per la crescita"  (non si comprende bene di cosa) imposto ai camerieri di governo e sindacati, sotto forma di ultimatum o ricatto, indispensabile perché Confindustria non faccia saltare qualsiasi tavolo di dialogo.
Entrare nel merito del suddetto manifesto crea giocoforza non pochi imbarazzi, dal momento che sono troppe e troppo forti le similitudini con la lettera "segreta" di Draghi e Trichet che commentammo ieri a fronte della sua pubblicazione integrale (per ironia del destino avvenuta proprio il giorno precedente a quella del manifesto della Emma nazionale), ma dal momento che l’esercizio del repetita juvant talvolta si rende necessario, proveremo comunque a spendere qualche parola…..

giovedì 29 settembre 2011

Lettera “segreta” ma catastrofe manifesta

Marco Cedolin
Sta tenendo banco in queste ore, dopo che il testo ha trovato pubblicazione sui giornali, la lettera "segreta" a firma Mario Draghi e Jean-Claude Trichet che la BCE ha inviato al governo italiano il 5 agosto scorso per impartire ai camerieri di turno gli ordini relativi ad un menù a base d’Italia e d’italiani, deputati a trasformarsi in leccornie prelibate al desco della grande finanza, prima di defungere nel cassonetto della spazzatura sotto forma di rifiuti organici.
Le parole contenute nella missiva che intima alla classe politica  la direzione da intraprendere, sono senza dubbio assai interessanti, così come sono interessanti l’indignazione e lo stupore manifestati nel leggerle, da parte di tanti benpensanti (soprattutto a sinistra) che da sempre difendono strenuamente l'euro , la UE, la BCE e tutta l’accozzaglia politico/mafiosa che da Bruxelles sta tirando le fila dello stato unico monoculturale (ma all’insegna del multi) e globalizzato. 
Una sorta d'inferno in superficie, dove i cittadini verranno trasformati in tante scimmiette ammaestrate, che scimmiottano il modello americano e lavorano ad interim con paghe da fame, mangiano ad interim cibo spazzatura, vivono ad interim dentro a qualche tugurio fatiscente, ma votano regolarmente (non ad interim) uno dei due candidati del monopartito unico, con il convincimento di essere scimmiette con un’esistenza ad interim, ma in possesso di solidi valori di destra o di sinistra che li rendono scimmiette migliori…..

mercoledì 21 settembre 2011

Quali sono i veri poliziotti?

Marco Cedolin

Il ministro La Russa, trovatosi stamattina durante il suo ingresso a Montecitorio, di fronte ad un centinaio di poliziotti che lo contestavano urlando  “Vergogna” e “Parassiti” ha esternato dubbi sulla natura dei contestatori, dichiarando “Secondo me non erano veri poliziotti”.
Si potrebbe fare della facile ironia, supponendo che nelle speranze di La Russa e dei suoi colleghi di governo, anche gli operai che protestano potrebbero non essere veri operai, e così i sindaci, gli insegnanti, i pastori sardi. Tutte controfigure assunte a Cinecittà per fare una comparsata e via, mentre gli italiani, quelli veri,  tutti felici e gaudenti , riconoscenti come non mai per il regalo dell’iva al 21%, con corollario di tagli assortiti.
Ma le parole di La Russa, oltre alla facile ironia, ci suggeriscono anche una domanda seria. Quali sono in realtà i veri poliziotti?......

venerdì 16 settembre 2011

Il TAV in TV

Marco Cedolin
Proprio dopo essere riuscito a spegnere la TV in maniera definitiva, ed avere portato a termine fino in fondo il processo di disintossicazione da telecazzate assortite, sono purtroppo caduto preda della malsana idea di farmi del male un'ultima volta, dando sfoggio di un masochismo che non credevo appartenermi.
Mi hanno detto che su LA7 si parlava del TAV in TV, nell'ambito della puntata di "Piazza Pulita", con perfino una diretta da Chiomonte, davanti al cancello della centrale, quello dove i tutori dell'ordine (costituito o meno) sono soliti gasarti ogni volta che ti avvicini. E non sono riuscito a resistere, ho imbracciato il telecomando e animato tutti i piccoli Sims che da tempo immemorabile albergavano rinchiusi nei pixel.
Non ho impiegato molti secondi per comprendere che si trattava di un'idea oltremodo infelice e che un buon libro sarebbe stato di gran lunga compagno migliore, ma ormai la frittata era fatta e non mi restava che ascoltare i Sims, fingendo che si trattasse di una cosa seria.
In tutta verità del TAV non si parlava, gli argomenti dei servizi e dei dibattiti in studio erano altri e spaziavano da tristi vicende di escort e puttane a raccapriccianti storie di mazzette e malaffare, per poi sfiorare ogni tanto problemi quali il debito pubblico e la credibilità della classe politica che, se misurata sulla campionatura dei politici ospitati in studio, appariva a dir poco in caduta libera.
Dopo avere ascoltato oltre un'ora di fesserie assortite, condite da battute di dubbio gusto e amenità dalle fogge più strane, ecco che intorno alle 23 (probabilmente attendendo che i bambini facilmente impressionabili potessero andare a letto) finalmente il conduttore passa la linea all'amico Sortino in collegamento da Chiomonte, con nutrita presenza di NO TAV per una volta assiepati tranquillamente davanti al cancello senza ricevere in dono gas e lacrimonegeni in faccia.....

giovedì 8 settembre 2011

La brutta aria si è fatta cattiva

Marco Cedolin
Sono andato in vacanza per qualche settimana. A dirla tutta si è trattato di una vacanza metaforica, di ultima generazione, a costo zero, senza code in autostrada tarantolato sotto il solleone, senza alberghi da pagare, senza lettini ed ombrelloni noleggiati a peso d’oro, senza passeggiate serali nei santuari dello shopping balneare, senza alcuna preoccupazione concernente il meteo. Mi sono limitato a mettere il cervello in stand by (diventando un problema per i geniacci che redigono le statistiche in TV) continuando a recepire tutto quanto stava accadendo, ma rifiutandomi categoricamente di elaborarne il contenuto, sempre ammesso che esistessero dei contenuti da elaborare nella cacofonia convulsa che mi scorreva senza soste davanti agli occhi.
Ora che sono tornato, seppur vittima della sindrome da vacanze finite, che sul Corriere della Sera viene sviscerata con dovizia di particolari, provo a riaccendere qualche neurone, ma intendo farlo con prudenza ed a piccole dosi, dal momento che, stante il tenore degli accadimenti, lo shock potrebbe rischiare di essere troppo forte.
La Libia è stata definitivamente devastata, smembrata ed occupata dalla Nato, così come accaduto in Afghanistan ed in Iraq. Anche se in questo caso gli occupanti non hanno agito in divisa, preferendo deputare al massacro della popolazione civile una banda di ladroni sanguinari composta da briganti locali, mercenari di varie etnie e contractors ormai da tempo a libro paga degli statunitensi.
Gli uomini in divisa si sono limitati ad uccidere dall’alto, fatta eccezione per qualcuno che la divisa se l’è tolta ed è sceso sul campo a coordinare le armate dei briganti. I giornalisti al contrario la divisa l’hanno tenuta ben stretta, lavorando sodo per il padrone, fra filmati falsi, notizie destituite di ogni fondamento e veri e propri set cinematografici allestiti alla bisogna in qualche paese amico.....

giovedì 11 agosto 2011

Tira una brutta aria

Marco Cedolin
Fra primavere arabe, estati europee e ferragosti italiani, si sta rischiando di andare in confusione, nell’incertezza fra spendere tempo e fatica nell’affannosa di ricerca di qualche coordinata attraverso la quale orientarsi, o rassegnarsi a tentare di rilassarsi lasciandosi cullare dal saliscendi ritmico delle onde sul bagnasciuga.
La tentazione di abbandonare lo sguardo sulla linea blu dell’orizzonte, lasciando che la mente si perda in qualche volo pindarico dove la fantasia tutto può, è forte, anche per la maggior parte degli italiani che in ferie non ci possono andare, o sono ormai schiavi della vacanza mordi e fuggi, vissuta in larga parte a bordo di auto canicolate in fila sull’autostrada.
Ma Londra brucia, di un fuoco che somiglia molto più a quello indotto dalla fame, piuttosto che non dai conflitti etnici, la Libia brucia sotto le bombe della Nato, la Siria brucia di fiamme che arrivano dall’estero, le borse bruciano miliardi, i mercati bruciano le sovranità nazionali, il governo (o meglio la pletora d’impiegati di banca che si fregiano di questa qualifica) si appresta a bruciare salari, pensioni e quel poco che resta del patrimonio nazionale, e in mezzo a tutto questo tramestio pure il sole inizia a bruciare sulla pelle. Per cui non resta che andare un attimo a sedersi all’ombra e calarsi nella realtà, dove gli orizzonti sono assai vicini e di tonalità molto differenti dal blu…..

mercoledì 3 agosto 2011

La disinformazione non va in ferie

Marco Cedolin
Mentre i parlamentari si apprestano ad andare in vacanza per cinque settimane, essendo fra i pochi italiani a potersi permettere di farlo, dopo avere messo in "mutande" buona parte degli altri, penne in affitto e mezzibusti telecomandati continuano indefessi nella loro opera di disinformazione che non conosce pause.
Ieri è balzata per forza di cose agli onori della cronaca, la notizia concernente il fallimento della ditta Italcoge, impegnata in queste settimane nella costruzione del cantiere per il tunnel geognostico del TAV a Chiomonte e con alle spalle una storia non proprio adamantina, vissuta fra appalti pilotati e guai fiscali, in occupazioni di varia natura, comprendenti anche la costruzione della Salerno – Reggio Calabria. Fallimento determinato dall'insolvenza della stessa nei confronti di alcuni creditori.
Il TG3 regionale nel presentare la notizia ha dato largo spazio all'avv. Francesco Torre, legale della società, che arrampicandosi sugli specchi ha pubblicamente accusato il movimento NO TAV di avere provocato il fallimento Italcoge, attraverso una qualche oscura trama. Senza sentirsi in dovere, come sarebbe compito di un giornalista, di aggiungere le reali motivazioni del crac societario e di fatto avallando una tesi tanto pittoresca quanto visionaria.....

martedì 2 agosto 2011

Economia e canaglie

Marco Cedolin
Ti  svegli canicolato nel bel mezzo di una mattina d’agosto, con tutto il peso dei  tuoi problemi “spiccioli” che grava sulle spalle e ti tiene ancorato a respirare la mefitica aria di città anche nel pieno dell’estate. Perfino il caffè non riesce a perdere quel retrogusto chimico, che sembra una punizione inflitta con sadismo a chi è costretto ad usare miscele da discount. Dal momento che a farti del male ci stai prendendo gusto, carezzi la malaugurata idea di aprire il giornale, e dopo averla carezzata lo fai sul serio, ostentando genuina temerarietà, o forse solamente uno spirito abitudinario difficile da sradicare.
C’è scritto che lo Spread  è salito a livelli da record, la borsa di Milano ha bruciato 15 miliardi di euro, i BTP sono ad alta tensione.
I toni sono da tragedia greca e hai la sensazione che se solamente ti riuscisse di comprendere appieno  il senso di ciò che stai leggendo, il caffè alla varichina dovrebbe andarti di traverso, fino a farti tossire e sputacchiare come un indemoniato. Invece lo sorseggi con calma, pensando che la bolletta della luce è scaduta da 2 settimane e l’Enel ha già avvertito che se non paghi entro la prossima, la tua utenza sarà sottoposta a limitazione. Quando tuo figlio accenderà la playstation in cameretta ti toccherà spegnere la TV. Poco male, visto che in estate alla TV non c’è nulla che valga la pena di guardare e può essere un’occasione per andare a letto presto. Però prima o poi la bolletta va pagata, insieme alla rata del condominio. Non scherzano quelli e quando arriva Equitalia, in un battibaleno si pappano la casa, che è l’unica cosa che ti sia rimasta, dopo che hai perso il lavoro e ti hanno preso la macchina, perché non riuscivi più a pagare le rate dell’Inps......

mercoledì 27 luglio 2011

Pennivendoli

Marco Cedolin
Fra il paese reale, vissuto sulla strada e raccontato in rete, ed il paese virtuale, vissuto in poltrona e raccontato da giornali e TV, la distanza si è fatta ormai abissale, fino al punto da arrivare a costituire due universi antitetici privi di contatto fra loro.
Tutti coloro che non hanno la capacità, il tempo o la voglia di attingere da internet il proprio bagaglio informativo, e costituiscono la stragrande maggioranza della popolazione, restano relegati in un mondo virtuale, costruito ad hoc per emarginarli dalla realtà e veicolato presso l'opinione pubblica da pennivendoli e mezzibusti TV, deputati a rendere credibile un mondo di fantasia che non esiste.
La conseguenza più evidente di questo stato di cose è costituita da una manipolazione sempre più profonda dell'opnione pubblica, condotta al guinzaglio laddove chi tira le fila dell'informazione intende portarla.
Per meglio leggere le dinamiche di questo processo, proviamo a rifarci ad una serie di avvenimenti di questi ultimi giorni che riguardano la lotta contro il TAV in Valsusa, in merito ai quali conosciamo nel dettaglio la realtà dei fatti, avendola vissuta in prima persona. Con la premessa che gli accadimenti in oggetto e la loro rappresentazione filmica nel mondo di fantasia, non costituiscono un'anomalia, ma al contrario rappresentano lo specchio fedele di quanto avviene sistematicamente in ogni angolo d'Italia, in merito alle questioni più svariate.
Dopo un paio di settimane durante le quali pennivendoli di ogni risma e colore hanno dispensato menzogne a pioggia in merito alla manifestazione svoltasi a Chiomonte il 3 luglio, animando di fittizia vita ectoplasmatici black block ed incensando la correttezza delle forze dell'ordine, impegnate (mai viste dai reporter) a gasare cittadini inermi e sparare lacrimogeni ad altezza uomo in faccia al malcapitato di turno, si diffonde in rete un filmato ........

domenica 24 luglio 2011

Tangenti sui lacrimogeni illegali al CS, usati in quantità industriale in Val di Susa?

Fernando Rossi
E' un fatto che candelotti e razzi, lacrimogeni, urticanti e che altro, usati da esercito e polizia in Val Susa sono vietati nei paesi "civili".
Penso che nel Parlamento non ci siano rappresentanti del popolo che intendano tutelarne davvero i diritti, anzi vedo che in luogo di una sua chiamata alle camere per rispondere dei reati portati a termine in Val di Susa, da lui ordinati e/o condivisi, le varie bande partitiche fanno a gara nel blandire Maroni, tirandolo il più possibile dalla propria parte, come nuovo leader della Lega Nord. Uno spettacolo indecoroso, ma media e partiti, ancora una volta non fanno che coprire e mistificare le questioni relative al potere ed alla sovranità popolare.
 Credo che, vacanti le Istituzioni Repubblicane, debbano essere i valsusini e quanti sono stati vittime di quei comportamenti irresponsabili, provocatori e immotivati o e criminoso a portare di fronte alla giustizia nazionale ed europea il Governo e le autorità responsabili degli ordini impartiti a polizia ed esercito. Io sono tra questi e mi dichiaro pronto a promuovere una causa collettiva......

giovedì 21 luglio 2011

SPECIALE TAV













A cosa serve il TAV?

Anche la Germania boccia il TAV

Assedio NO TAV ma i teppisti sono in divisa

Che mondo è?

Crolla il traffico merci

Dopo le bastonate la santa inquisizione

Dovremmo essere tutti NO TAV

Frecciarossa ma solo di vergogna

Frecciarossa vola come un aereo

Hanno il coraggio di chiamarlo dialogo

Hanno perso ma non sanno come dirlo

Hanno tradito?

Il capotreno

Il frecciarossa ha fatto flop

Il MiTorinese mutante

Il TAV è come un tunnel infinito

Il sistema TAV è l'unico vero tunnel

Il TAV divora il futuro

Il TAV e l'informazione

Il TAV in Val di susa ha perso la prima battaglia

Incubo TAV

In Val di Susa inizia l'inquisizione

In Val di Susa i sindaci applaudono il TAV

In Val di Susa 1500 persone sono già in prima fila

I sacerdoti del TAV restano senza fedeli

La nuova questua per il TAV

L'incubo dei treni ad alta velocità è tornato in Val di Susa

Litigi a bassa velocità

Moretti il cantastorie

Nei cantieri del TAV discariche illegali

Non picchiamo l'informazione e neppure i giornalisti

NO TAV a Shanghai come in Val di Susa

NO TAV e decrescita

NO TAV in Spagna come in Val di Susa

NO TAV in Val di Susa, fra passato e futuro

NO TAV, l'attesa

NO TAV NO MAFIA

Portatevi coperte e panini

Processo TAV: lo scherzo continua

Questi sono i black block

TAV a Vicenza? Una presa in giro colossale

Il TAV in TV

Tanto fumo e poco arrosto

TAV in Val di Susa, facciamo chiarezza

TAV in Val di Susa, l'incubo ritorna

TAV in Val di Susa, lo scontro continua

TAV in Val di Susa, per trasportare cosa?

TAV in Val di Susa si torna al 2005

TAV: LTF cala la maschera

Trivelle ad alta velocità

Trivelle false, botte vere!

Una notte sureale ma senza cantieri

Val di Susistan

mercoledì 20 luglio 2011

Un futuro da asfaltare

Marco Cedolin
Nella nostra società contemporanea che si ciba di crescita e sviluppo, non esistono processi logici che possano prescindere dall’incremento del Pil, dall’aumento dei consumi, dall'inseguimento di un progresso tanto illusorio nella sua natura quanto devastante nelle sue conseguenze. La classe politica ed i grandi poteri economici e finanziari che ne gestiscono l’operato hanno scelto ormai da tempo il “caos” come ambiente ideale all’interno del quale perseguire i propri interessi senza dovere sottostare ad alcuna logica che non sia quella del profitto personale.
I messaggi spesso contraddittori di cui il cittadino è fatto oggetto hanno il solo scopo d’indurre una cacofonia di stimoli volta ad ingenerare uno stato di confusione generalizzato dove si possa affermare tutto ed il contrario di tutto senza preoccuparsi di cadere in contraddizione.
Tutte le problematiche connesse ai mutamenti climatici, al livello intollerabile dell’inquinamento, allo stato di profonda sofferenza in cui versa il nostro ecosistema e di conseguenza anche la qualità della nostra vita, sono state ormai sdoganate dal cono d’ombra in cui giacevano da tempo immemorabile.....

sabato 16 luglio 2011

Questi sono i black block

 
Questi sono i black block che da qualche settimana occupano la Maddalena di Chiomonte.
Chiunque, dopo avere visto le immagini comprenderà come liberarsi di questa feccia diventi ogni giorno di più una priorità imprescindibile.Quelli che Napolitano e Maroni non hanno esitato a definire "eroi", in meno di 3 minuti di filmato riescono a dare sfoggio di tutto il proprio repertorio di gesta epiche......

giovedì 14 luglio 2011

Bastonata finanziaria

Marco Cedolin
E’ oltremodo difficile riuscire a trovare le parole giuste, per commentare la nuova manovra finanziaria, dettata dalla BCE  e dai “mercati”, imposta dal presidente Napolitano e redatta dal passacarte Tremonti. Non solamente perché detta manovra, raddoppiata nelle ultime ore fino a raggiungere i 79 miliardi di euro, somiglia ad un marasma di tagli ed aggravi fiscali portati alla rinfusa, senza logica né senso, ma anche perché, pur facendo appello a tutta la buona  volontà possibile, diventa davvero difficile comprendere come un cavallo stramazzato a terra per l’inedia, dopo una settimana di digiuno, possa venire “rimesso in piedi” solamente a furia di bastonate e nuove prospettive di digiuno.
A venire colpiti dalla scure dei “sacrifici” saranno gli italiani tutti, in misura inversamente proporzionale al loro reddito. Introduzione dei ticket sanitari, tagli di tutte le agevolazioni fiscali per le famiglie, incremento di oltre un punto percentuale della pressione fiscale, una tassa di 200 euro perfino sui ricorsi al giudice del lavoro per vertenze riguardo a licenziamenti e mobbing, mentre a salvarsi dalla mannaia sembrano essere stati solo gli avvocati che hanno fatto valere il proprio peso specifico.
Il tutto in un paese dove la disoccupazione, la sottoccupazione e il precariato dilagano ormai senza controllo…..

mercoledì 13 luglio 2011

Val di Susistan

Marco Cedolin
Dopo le missioni di guerra al soldo degli americani, Bosnia, Iraq, Afghanistan, Libano, Libia, inizia la stagione delle missioni militari al servizio della mafia del tondino e del cemento, e quale teatro potrebbe essere più consono ad inaugurarle, della Valsusa ribelle, dove i "talebani" NO TAV rifiutano il treno veloce , le gallerie scavate a dinamite e la didascalia del progresso?
Da domani, 150 alpini della Taurinense saliranno a Chiomonte, per liberare le donne valsusine dal burka della bandiera con il treno crociato, per bonificare il terreno dalle mine anti – talpa e per dare la caccia al Mullah Perino, accusato d'incitazione alla rivolta contro ruspe, talpe, contractors che le manovrano e poliziotti che ne proteggono l'operato..... 

martedì 5 luglio 2011

Assassini della verità, ma pacifisti quando serve

Marco Cedolin
Chi ha avuto lo stomaco per riuscire a farlo, ha potuto godere in questi ultimi due giorni, della rappresentazione scenica “mandata in onda” dai media mainstream riguardo alla grande manifestazione  NO TAV di domenica 3 luglio in Val di Susa.
Dal fiume d’inchiostro dispensato a profusione e dal ragliare querulo dei mezzibusti in TV, tutti i lettori e gli ascoltatori che fossero stati all’oscuro dell’argomento, avrebbero potuto purtroppo cogliere solamente un vasto campionario di amenità assortite, finalizzate a rinchiuderli a doppia mandata all’interno dell’oscurità pregressa.
Non una testata o un TG che abbia ritenuto giusto contestualizzare quello che stava accadendo in Val di Susa, magari tentando di spiegare per quale ragione da 20 anni gli abitanti di una valle alpina stiano portando avanti una lotta che impegna le loro giornate e le loro notti, a detrimento degli affetti, della salute e del portafoglio.
Non una testata o un TG che si sia soffermato sui numeri straripanti di un corteo che raccoglieva aderenti da ogni angolo d’Italia e anche dall’estero, a dimostrazione di come sempre più persone stiano prendendo coscienza del senso di una lotta che riguarda gli interessi di tutti.
Non una testata o un TG che abbiano “posato gli occhi” sulla moltitudine eterogenea dei manifestanti, che comprendeva tutte le classi sociali, tutte le fasce d’età, tutte le sensibilità politiche, unite per l’occasione in un percorso comune che pennivendoli e cantastorie non sono assolutamente stati in grado di cogliere….

lunedì 4 luglio 2011

Assedio NO TAV, ma i teppisti sono in divisa

Marco Cedolin

Come ampiamente preventivato, la grande manifestazione contro il TAV in Val di Susa, forte di oltre 70 mila partecipanti, si è distinta per l'imponenza dei numeri, tale da dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio come non esista alcun spazio per la realizzazione di un'opera avversata radicalmente  dalla stragrande maggioranza della popolazione interessata dal progetto.
Giunti a questo punto, l'evidenza dei fatti, dovrebbe costituire un messaggio forte e chiaro, all'indirizzo della classe politica. I cantieri del TAV in Val di Susa non possono trovare alloggio, a meno che non s'intenda trasformare una valle alpina in un teatro di guerra permanente e militarizzare per un paio di decenni un intero territorio, al prezzo di costi economici e sociali assolutamente insostenibili.
Nonostante fosse di una chiarezza adamantina, il messaggio non sembra comunque essere stato colto dalla consorteria politica italiana che, con in testa Giorgio Napolitano, non ha saputo finora fare di meglio che lodare l'atteggiamento criminale dei teppisti dell'ordine, che per l'intera giornata hanno tentato invano con ogni mezzo d'impedire ai manifestanti di difendere il territorio in cui vivono....

giovedì 30 giugno 2011

Val di Susa, domenica la riscossa

Marco Cedolin
(Aggiunte informazioni, utili per chi viene in Val di Susa)

La grande manifestazione nazionale, indetta per domenica 3 luglio in Val di Susa, potrebbe costituire il viatico per porre fine all’occupazione militare dei terreni oggetto del futuro cantiere propedeutico alla realizzazione del TAV, a distanza di appena 5 giorni dal momento in cui sono stati “conquistati”, per mezzo di una pioggia di gas lacrimogeno tossico, vietato nei teatri di guerra, ma in tutta evidenza dispensabile in quantità nei polmoni della popolazione civile.
Ed è quello che ci auguriamo vivamente, ma sarebbe profondamente sbagliato guardare alla giornata di domenica e alla “riscossa” in termini di confronto “militare” con le forze dell’ordine e vaticinare una battaglia a colpi di pietre, manganelli e lacrimogeni, come molti media mainstream sicuramente faranno.
La “riscossa” infatti non passerà attraverso uno scontro all’ultimo sangue fra cittadini e poliziotti, e questo per tutta una serie di ragioni, la prima delle quali è costituita dal fatto che le forze dell’ordine non costituiscono il vero antagonista di chi si batte contro il TAV, ma solamente il terminale deputato a veicolare sul campo le decisioni della politica. Ed è proprio nel confronto con la politica del malaffare che il popolo che si radunerà il 3 luglio avrà l’occasione per vincere la propria battaglia e riprendere possesso dei terreni stuprati, con la forza dei numeri e dell’evidenza che nessuno (neanche la peggiore consorteria politico/industriale) può nutrire l’ambizione di costruire un cantiere, contro la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini.....

mercoledì 29 giugno 2011

TAV in Val di Susa, facciamo chiarezza

Intervista di Fabio Polese a Marco Cedolin per il quotidiano Rinascita.
I recenti avvisi di garanzia che in questo periodo sono stati recapitati ad una sessantina di persone che si battono contro il Treno ad Alta Velocità in Val di Susa, unitamente agli annunci concernenti la prossima apertura del cantiere di Chiomonte, hanno riacceso i riflettori sulla questione. Per discutere su una battaglia che stanno portando avanti - ormai da quasi 20 anni - molti abitanti della zona, abbiamo incontrato Marco Cedolin, autore di “T.A.V. in Val di Susa – Un buio tunnel nella democrazia”, edito da Arianna Editrice e parte integrante del movimento denominato “No T.A.V.”.

Cedolin, ci spieghi le motivazioni che vi spingono quotidianamente a scendere nei boschi e a bloccare fisicamente i lavori per la costruzione del Treno ad Alta Velocità con il rischio dell’incolumità fisica e penale…

La Val di Susa è una valle alpina larga mediamente 1,5 km, all’interno della quale corrono una ferrovia internazionale a doppio binario, il cui ammodernamento è terminato un anno fa, un’autostrada, la cui costruzione è stata completata nel 2000, due statali, alcune strade provinciali e un fiume. Il fondovalle è già oggi simile ad una colata di cemento senza soluzione di continuità e immaginare la presenza di una nuova infrastruttura delle dimensioni e degli impatti di una linea ad alta velocità sarebbe semplicemente pura follia.....

lunedì 27 giugno 2011

Tanto fumo, poco arrosto!

Marco Cedolin

Il fumo è quello dei gas lacrimogeni ed asfissianti, con i quali le forze dell'ordine hanno materialmente "soffocato" gli oltre 2000 cittadini valsusini che presidiavano la Libera Repubblica della Maddalena contro l'assalto della mafia del tondino e del cemento. L'arrosto quello di un cantiere immaginifico e senza futuro, che la consorteria politica tenterà di vendere all'opinione pubblica e alla compiacente UE, come la prima pietra di quel TAV in Val di Susa, nato già morto e destinato ad essere solo una fonte di guadagni illeciti, alla quale fare abbeverare animali politici e prenditori d'accatto.
Di questa nottata di trepidante attesa, fino al mattino, vissuto con i polmoni che bruciano, gli occhi accecati, ma la testa alta, rimangono molte immagini, alcune destinate a scolorire velocemente, altre a rimanere nella memoria come segni indelebili.
L'orgoglio del popolo, che anche in questa Italia votata al malaffare e all'opportunismo, trova il coraggio di mettere a repentaglio la propria incolumità fisica, per difendere la terra in cui vive e il futuro dei propri figli, riscoprendo valori che la maggior parte degli italiani hanno dimenticato. Ed è un popolo disposto a passare le notti all'addiaccio, rubando le ore alla famiglia e al lavoro, un popolo che riscopre la bellezza dello "stare insieme" e del sentirsi parte di qualcosa che travalichi l'egoismo qualunquista, ormai diventato forma mentis imperante.....

No Tav - L'attesa


Catherine

Ed è ancora attesa lassù a Chiomonte in Val di Susa. 
Sono anni che i valsusini aspettano. 
Aspettano che il progetto assurdo del treno ad alta velocità sia cestinato, che ritorni nel posto dal quale non sarebbe mai dovuto uscire, nel bidone dell'immondizia. Un progetto che, dopo essere stato studiato e ristudiato a fondo e dopo che la sua inutilità e dannosità sembravano ormai dimostrate, avrebbe dovuto essere abbandonato.
Si è sperato che la macchina - molto più pesante di un treno - politica e d'interesse si sarebbe fermata. Ma no, chi può fermare il progresso!
Ed è di nuovo nella totale indifferenza dei media che 4000 persone questa sera si sono ritrovate in una fiaccolata delle ultime ore di questa lunga attesa. Ricordano ancora, i valsusini, quando nel 2005 sono stati caricati e aggrediti dalle forze dell'ordine, e ora tutto sta per ricominciare. Ma adesso dovrebbe essere un'attesa di ancora poche ore. E io scrivo per ingannare quest'attesa...

lunedì 20 giugno 2011

La Marcegaglia che ti aspetti

Marco Cedolin
Fra le persone che nel corso della propria carriera hanno sproloquiato a vario titolo in merito all'alta velocità in Val di Susa, non poteva certamente mancare il leader dei "prenditori" d'accatto Emma Marcegaglia, intervenuta oggi all'assemblea dell'Unione industriale di Torino.
La Presidente di Confindustria, perennemente alla ricerca di contributi statali, attraverso i quali socializzare le perdite, ha dichiarato con piglio autoritario "Quando sento che per un’opera come la Tav si è creata “la libera Repubblica de La Maddalena”, dove circa 150 persone bloccano l’avvio dell’opera e l’apertura dei cantieri, penso che non sia degno di un Paese civile".
Ritenendosi in tutta evidenza titolata a stigmatizzare quello che non conosce, dimenticando che in un "Paese civile" lei e la congrega d'imprenditori che le fanno seguito, sarebbero stati mandati da tempo a lavorare sul serio, anziché "vivere alla grande" sulle spalle dei contribuenti italiani, di cui (sui numeri la buona Emma è stata male informata) le decine di migliaia di valsusini che si oppongono al TAV fanno purtroppo parte......

domenica 19 giugno 2011

La "bufala" del treno solare

 Marco Cedolin
Da alcuni giorni stanno circolando, in rete e sui giornali, fino a giungere perfino sulle pagine patinate dell'Espresso, notizie concernenti nuovi “treni solari” ad alta velocità, che sull’onda della Green Economy prometterebbero un futuro tanto verde quanto performante nell’ambito del trasporto su rotaia. Fino al punto da indurre molti giornalisti a sbilanciarsi nel vaticinare una vera e propria “rivoluzione” nel campo dei trasporti, indotta dai treni in questione, impropriamente definiti a zero emissioni.
Nonostante sia forte, anche in questa sede, la tentazione di unirsi al canto che racconta di vallate verdi e prati fioriti anche durante l’inverno, ci preme comunque portare qualche precisazione che giocoforza smorzerà gli entusiasmi, ma al contempo contribuirà a ricondurre il discorso nell’ambito della realtà.
Innanzitutto i treni in questione sono due. Quello Giapponese in via di sperimentazione a Shanghai consiste in un progetto per molti versi futuristico, basato su un treno ultraleggero a levitazione magnetica, alimentato tramite centrali solari e pale eoliche, naturalmente estranee alla struttura del convoglio stesso…..

sabato 18 giugno 2011

Il quotidiano Rinascita sostiene la banda del TAV?

Marco Cedolin
Non senza un certo stupore, leggendo come faccio spesso l'home page del quotidiano Rinascita, mi sono imbattuto in un articolo, a firma Giuspe, dal titolo "I NO TAV nel tunnel della giustizia", all'interno del quale l'autore disserta a vario titolo sulla questione dell'alta velocità in Val di Susa, oltre a documentare la notizia dei recenti avvisi di garanzia, recapitati in questo periodo ad oltre una sessantina di persone che si battono contro il TAV.
La ragione del mio stupore è da imputarsi al fatto che apprezzando in linea di massima l'onestà intellettuale con la quale il quotidiano in oggetto viene generalmente costruito e conoscendo l'avversione della linea editoriale nei confonti della manipolazione mediatica, ben interpretata da una mia intervista sul tema, che Rinascita pubblicò lo scorso dicembre, ho faticato non poco a comprendere per quale ragione nell'articolo in questione venissero dispensate menzogne a profusione, nell'evidente tentativo di distorcere la realtà.....

venerdì 17 giugno 2011

In Val di Susa inizia l'inquisizione

Marco Cedolin
Dopo avere preso atto del fatto che in Val di Susa la strategia dei manganelli non ha invero sortito alcun effetto tangibile, che prescindesse dal rafforzamento della protesta, la "banda del buco" sembra ora avere deciso di chiamare a raccolta legulei e magistrati compiacenti, per tentare di smantellare la lotta NO TAV attraverso l'uso dell'inquisizione.
Sono infatti 65 gli avvisi di garanzia, a vario titolo recapitati in questi giorni ad attivisti del movimento NO TAV, ed è di questa mattina perfino la perquisizione nella casa di Alberto Perino, bancario in pensione, da sempre in prima fila nella lotta contro l'alta velocità.
I reati ipotizzati sono in linea di massima istigazione a commettere reati, resistenza aggravata, interruzione di pubblico servizio e violenza privata e riguardano una serie di fatti accaduti nell'inverno 2010 e la sassaiola (quella delle 711 pietre contate dalla questura) dello scorso 24 maggio alla Maddalena di Chiomonte.
Curiosamente le proteste dello scorso anno, oggetto delle accuse, furono provocate (ad arte?) da una serie di sondaggi, assolutamente inutili dal punto di vista tecnico, poiché effettuati sotto i piloni dell'autostrada e dentro le discariche, messi in essere in tutta evidenza al solo scopo di generare una reazione da parte di chi contesta l'opera. Mentre la sortita notturna del 24 maggio fu condotta dalle forze dell'ordine in maniera talmente maldestra da lasciare supporre che fosse unicamente finalizzata ad istigare i manifestanti.....

mercoledì 15 giugno 2011

Meglio tagliarsi la barba o una gamba?

Marco Cedolin

La famiglia Brambilla ha un sacco di debiti con le banche. Dal mutuo contratto per acquistare la casa in cui vive a quello per l’appartamentino al mare, dalle rate delle nuove auto euro 5,  alle carte di credito argentate e dorate,  per finire con i finanziamenti “generosamente” devoluti da un paio di società finanziarie dalla bocca buona.
Negli anni passati tutti la invitavano ad indebitarsi a più non posso, dal momento che “vivere a debito” più che una moda sembrava fosse diventata una filosofia di vita.
Fino all’altro giorno, quando il direttore di banca, quello nuovo dallo sguardo severo, ha telefonato a casa per dire che così non va. Occorre impostare un severo piano di rientro che consenta una progressiva riduzione del debito, costi quel costi, ma si deve fare.
La famiglia Brambilla, riunita in salotto davanti al mega schermo lcd, inizia a prendere le proprie decisioni, gravi ma necessarie, dal momento che l’alternativa sarebbe la bancarotta.
La scuola di calcio e la nuova playstation del piccolo Enrico non si possono toccare, però si potrebbe evitare di portarlo dal dentista e di comprargli libri che in fondo neanche legge.
Per quanto riguarda Cristina, guai a toccare le lezioni di danza o mettere in predicato l’arrivo del motorino, o peggio ancora ridurre il budget per i concerti o quello per l’intervento al seno, ne farebbe una malattia.....

lunedì 13 giugno 2011

Gli italiani hanno detto NO al nucleare e all’acqua merce

Marco Cedolin
Finalmente quella che era solo una sensazione si è tramutata in realtà. Nonostante lo spostamento a giugno dei referendum, rifiutando l’accorpamento con le elezioni amministrative di qualche settimana fa, nonostante le manovre messe in campo dal governo per dissuadere la gente dall’andare alle urne, ritirando scorrettamente una legge oggetto della contesa referendaria, nonostante alchimie ed ostruzionismi assortiti, il quorum è stato abbondantemente superato ed il numero dei votanti si è assestato intorno al 57%.
Poco importa se il valore giuridico della consultazione può ritenersi relativo, così come poco importa se fra coloro che festeggiano, dopo essere saliti sul carro del vincitore, c’è un ampio bestiario politico che da sempre offre la sponda tanto alla lobby dell’atomo quanto alla mercificazione dei beni comuni.
Quello che conta è il messaggio politico adamantino che gli italiani hanno inteso mandare recandosi in massa alle urne, in barba a tutti i tentativi di dissuaderli. No alla reintroduzione in Italia delle centrali nucleari, già bocciate nel 1987 e NO alla trasformazione dell’acqua in una merce, da vendere “a barili” come il petrolio…..

venerdì 10 giugno 2011

NO TAV e decrescita

Marco Cedolin
Mi è accaduto più volte di domandarmi e sentirmi domandare quante e quali siano le consonanze fra la lotta contro il TAV che portiamo avanti noi valsusini e il pensiero della decrescita, del quale Maurizio Pallante ritengo sia uno degli interpreti più brillanti e concreti.
In realtà quando 15 anni fa qui in Val di Susa un esiguo gruppo di cittadini, esperti ed ambientalisti iniziò ad opporsi al progetto del treno veloce, concetti come quelli di decrescita o democrazia partecipata erano in Italia semisconosciuti e nessuno fra coloro che avevano intrapreso tale battaglia poteva nutrire velleità di questo genere. Né tanto meno poteva supporre che la lotta NO TAV avrebbe nel tempo acquisito una rilevanza tale da arrivare a rivestire un ruolo di “esempio” per chiunque oggi in Italia si batta contro le grandi opere e le nocività.
Coloro che per primi in Valsusa iniziarono ad opporsi al TAV erano semplicemente un gruppo di persone preoccupate per le sorti del territorio in cui vivevano, che poste di fronte ad un progetto devastante avevano iniziato ad accumulare conoscenze sull’argomento, a porsi delle domande, a sviluppare il proprio senso critico. In Val di Susa in quegli anni si stava ancora completando la costruzione dell’autostrada A32 Torino - Bardonecchia, un’opera altamente impattante per il territorio, la cui opportunità era stata giustificata attraverso il nobile proposito di velocizzare e favorire il traffico dei mezzi pesanti, liberando in questo modo le statali ed i paesi dall’ingombrante ed inquinante passaggio dei TIR. Prima ancora che l’autostrada fosse interamente terminata si stava già progettando una nuova opera ancora più enorme ed impattante che secondo le parole dei proponenti avrebbe avuto lo scopo di spostare quegli stessi TIR dall’autostrada ai vagoni dei nuovi convogli ad alta capacità. Chiaramente i conti non tornavano ed il cortocircuito logico risultava più che evidente.....

mercoledì 8 giugno 2011

Il pasticcio dei referendum

Marco Cedolin
A scanso di ogni equivoco inizio col precisare che andrò a votare SI ai referendum del 12 e 13 giugno per l'acqua pubblica e contro il nucleare, e lo farò sperando vivamente di essere in compagnia di almeno il 51% degli italiani. Non ritirerò invece la scheda concernente il quesito sul legittimo impedimento, dal momento che abrogare oggi, una legge destinata a decadere comunque prima dell'autunno, ritengo costituisca una truffa messa in piedi dai promotori, al solo scopo di fare propaganda elettorale ed incassare il relativo rimborso, soprattutto alla luce del fatto che proprio Luigi De Magistris ha nei mesi scorsi vergognosamente fatto ricorso a quella stessa legge che il suo partito domanda di abolire.
Senza nessuna esitazione mi sento pertanto in dovere d’invitare tutti gli italiani ad andare alle urne per fare sentire la propria voce, in merito a due questioni che ritengo della massima importanza.
In una società che nutra l’ambizione di definirsi civile, un bene primario come l’acqua non può venire trasformato in una merce, ma deve restare nella disponibilità di tutti, a prescindere dalla capacità economica di ciascuno.
In una società che nutra l’ambizione di sopravvivere a sé stessa e di fornire una prospettiva di futuro ai propri figli e ai propri nipoti, non esiste spazio per una tecnologia come quella nucleare che produce scorie altamente radioattive, destinate a rimanere tali per decine di migliaia di anni, ed ha già ampiamente dimostrato tutta la propria drammatica inaffidabilità......

lunedì 6 giugno 2011

Minestrone di notizie in ordine sparso

Marco Cedolin
Fra i nuvoloni neri che solcano i cieli di questa tarda primavera un poco anomala, dando quasi l’impressione che in preda a un qualche pentimento la stagione intenda rifuggire la canicola dell’estate incipiente, per tornare alla chetichella sui propri passi, anche le notizie che si affastellano disordinatamente sull’albero marcescente dell'informazione, sembrano germogli destinati ad essiccare ben prima della fioritura.
La guerra contro la Libia continua con violenza sempre crescente, mentre la copertura mediatica risulta in progressivo declino. Ora le armate dei volenterosi , dopo avere iniziato il conflitto scientemente nascosti dietro il paravento della difesa dell’incolumità del popolo libico dalle stragi mai compiute da Gheddafi, bombardano sistematicamente Tripoli, facendo strage di civili che non verranno mai “raccontati” da giornali e TV
Il tutto mentre ieri, al confine con la Siria, l’esercito israeliano ha ritenuto giusto sparare su una folla di manifestanti siriani, ammazzando 23 persone e ferendone 200, senza che la comunità internazionale o volenterosi di sorta abbiano avuto nulla da eccepire……

martedì 31 maggio 2011

A cosa serve il TAV?

Marco Cedolin

Fin dal momento della sua nascita il progetto TAV fu propagandato all’opinione pubblica attraverso l’uso sistematico della menzogna. Nei proclami di coloro che nel 1991 la presentarono alla stampa, l’infrastruttura avrebbe dovuto essere finanziata per il 60% da capitale privato, sarebbe statadestinata ad ospitare esclusivamente treni passeggeri e avrebbe comportato un costo di 26.180 miliardi di lire.
In realtà gli investitori privati non esistevano affatto, come emerse pubblicamente alcuni anni più tardi, i potenziali passeggeri sarebbero stati pochissimi, per cui nel corso del tempo la destinazione d’uso fu allargata al trasporto delle merci ed il costo dell’opera lievitò in maniera esponenziale fino a raggiungere nelle stime più attendibili la stratosferica cifra di 90 miliardi di euro.
Per giustificare l’utilità e la necessità dell’opera sono state accampate nel corso degli anni le ragioni più disparate, destinate a venire regolarmente smentite dalla realtà oggettiva dei fatti e dal giudizio degli esperti che si esprimevano riguardo al loro campo di competenza. Questo poiché in realtà il progetto TAV non interpreta nessuna delle esigenze connaturate alla movimentazione di merci e persone presenti nel nostro paese.
La prima motivazione a sostegno dell’alta velocità ferroviaria è stata quella di potere offrire ai viaggiatori italiani la possibilità di spostarsi in maniera più rapida.....

domenica 29 maggio 2011

Il Punto - TAV in Val di Susa

"Il Punto", rubrica a cura di Monia Benini
In questa puntata...

Val di Susa...andata e ritorno
Ne parliamo con Marco Cedolin, blogger e scrittore. La doppia partita di chi vuole soffocare la sovranità dei cittadini No Tav. Il teatrino dei media per costruire un'opinione pubblica contraria a chi difende il proprio territorio dallo sventramento necessario per la costruzione di un'opera inutile, dannosa e costossissima.
Lettura consigliata: M.Cedolin, Grandi Opere, Arianna Editrice

giovedì 26 maggio 2011

L’incubo dei treni ad alta velocità è tornato in Val di Susa

(ASI) Oggi, nonostante i media mainstream ne parlino poco, l’incubo dei treni ad alta velocità in Val di Susa è tornato. Fabio Polese, per Agenzia Stampa Italia, ha incontrato Marco Cedolin, autore di “T.A.V. in Val di Susa – Un buio tunnel nella democrazia”, edito da Arianna Editrice, per capire cosa sta accadendo in queste ore.
 Nel suo recente articolo intitolato “T.A.V. in Val di Susa, l’incubo ritorna, più nero che mai” ha descritto la situazione attuale così: “L’incubo ritorna, ritornano i presidi, le notti con il cellulare sotto il cuscino e gli scarponi davanti al letto, ritorneranno probabilmente la militarizzazione, i check point, le cariche con i manganelli contro la gente disarmata, le intimidazioni, poiché l’inizio dei lavori è stato annunciato a giorni e “l’assalto all’arma bianca” sembra davvero più questione di ore piuttosto che di settimane”. Ci spiega cosa sta succedendo?
 Sta accadendo semplicemente che lo scellerato progetto consistente nella costruzione di una nuova infrastruttura per i treni ad alta velocità/capacità in Valle di Susa, dopo essere stato cacciato “fuori dalla porta” nell’autunno 2005 da una vera e propria rivolta popolare, stia tentando di rientrare dalla finestra per opera di una consorteria composta dai mestieranti della politica e da alcune lobby “prenditoriali” nostrane. Durante i quasi sei anni che sono intercorsi dal fallimento, la consorteria ha riordinato le proprie fila, costruito mediazioni politiche, “venduto” anche a livello europeo una lunga sequela di dati e stime sui flussi di traffico palesemente false e rielaborato un nuovo progetto, più costoso ed impattante di quanto non lo fosse quello precedente......

martedì 24 maggio 2011

Una notte surreale ma senza cantieri

Marco Cedolin
Il primo assalto all'arma bianca contro la Val di Susa, per tentare di dare il via al cantiere propedeutico alla costruzione della Torino – Lione, si è svolto ed è fallito in una tiepida notte di tarda primavera, dove fra boschi, sentieri punteggiati dalle torce elettriche e vie di accesso sbarrate da robuste barricate, si respirava un'atmosfera surreale, carica di ellettricità, ma fresca come l'aria pulita che profuma di orgoglio e libertà.
La "politica" e le forze dell'ordine alle sue dipendenze, di orgoglio ne hanno invece dimostrato molto meno, compensando comunque con la fantasia. Facendo si che l'assalto sia iniziato con una proposta di "mediazione" intrisa di bonomia che ha contribuito a rendere i toni della serata ancora più surreali.
Lasciateci installare un finto cantiere simbolico, buono solo per la stampa e per non perdere i finanziamenti europei, e non useremo la forza con nessuno, sono stati, riassumendo in breve i toni della proposta succitata, partita in via ufficiale e destinata ad interlocutori ufficiosi che l'hanno respinta al mittente con il sorriso sulle labbra.....

lunedì 23 maggio 2011

TAV in Val di Susa, l’incubo ritorna, più nero che mai

Marco Cedolin
Ci sono incubi che ti svegliano nel cuore della notte, lasciandoti con il respiro corto e madido di sudore, altri che svaniscono solo al mattino, portando con sé un ricordo evanescente, altri ancora che sono incatenati l’uno all’altro come scatole cinesi, facendo si che ogni risveglio rappresenti unicamente la riproposizione dello stesso incubo da una diversa prospettiva.
Lo scellerato progetto del TAV  in Val di Susa appartiene a quest’ultima categoria e per quanto la cosa possa sembrare paradossale, i cittadini di una valle alpina che ospita all’incirca 60mila abitanti, sono costretti da ormai 20 anni a confrontarsi con una vera e propria macchina da guerra  politica, mediatica e militare, decisa a distruggere il territorio in cui vivono, contro la loro volontà , una macchina da guerra determinata a raggiungere il proprio scopo con ogni mezzo.
Non sono bastati i giudizi di tanti economisti  che hanno ribadito come l’opera in questione rappresenti un “vuoto a perdere” totalmente privo di qualunque prospettiva di ritorno economico. 
Non sono bastate le valutazioni di tecnici ed esperti ambientali che hanno messo in evidenza come una grande opera di queste dimensioni sia assolutamente insostenibile per una valle alpina già pesantemente infrastrutturizzata attraverso un’autostrada, una linea ferroviaria internazionale a doppio binario, due statali e numerose provinciali, al punto che se la si guarda dall’alto il fondovalle già oggi somiglia ad un’unica colata di asfalto e cemento.
Così come non è bastato il crollo del traffico merci , tanto su ferro quanto su gomma che da ormai 10 anni ribadisce la sterilità commerciale di questa direttrice.
Né sono bastati i rapporti dei medici, allarmati per l’aumento di ammalati e mortalità che sarà determinato dallo scavo di gallerie all’interno di montagne ricche di amianto ed uranio......

Sacerdoti del progresso

Marco Cedolin
Anche il mito del progresso come qualunque manipolazione psicologica necessita di essere costruito con cura attraverso l’uso smodato della demagogia, il condizionamento del pensiero e la creazione di suggestioni che siano in grado di influenzare l’immaginario collettivo fino al punto di farlo collimare con il disegno di coloro che gestiscono il potere.
Gli artefici della manipolazione sono costituiti da tutti quei soggetti che a vario titolo concorrono alla formazione dell’opinione pubblica. Uomini politici, economisti, sindacalisti, giornalisti, pubblicitari, banchieri, scrittori, registi, personaggi dello spettacolo, manager di azienda, filosofi, sociologi ed opinion leader di ogni genere, si trovano nella condizione di partecipare alla costruzione di un pensiero dominante che possa essere condiviso dalla maggior parte dei cittadini. Tale pensiero è imperniato per forza di cose sugli obiettivi della crescita e dello sviluppo economico e li persegue in un’ottica di progresso basata sulla costruzione delle grandi opere, poiché solamente attraverso l’applicazione di questo modello i grandi gruppi di potere sono in grado di massimizzare i propri profitti.
La colonizzazione del linguaggio costituisce il presupposto attraverso il quale è possibile suggestionare, condizionare ed indirizzare l’immaginario collettivo nella direzione voluta.....

venerdì 20 maggio 2011

Fukushima e il grande silenzio

Marco Cedolin
Poche catastrofi al mondo hanno avuto un’esposizione mediatica paragonabile a quella della tragedia di Fukushima .
Settimane intere di prime pagine, TG, approfondimenti in seconda serata, aggiornamenti su aggiornamenti, dibattiti, contraddittori, ipotesi, smentite, poi ancora ipotesi e ancora smentite.
Il tutto ad onor del vero costruito in maniera molto raffazzonata, con le immagini dei reattori che esplodevano ma l’esperto di turno che rassicurava trattarsi di esplosioni “controllate” per impedire disastri più gravi. Con i noccioli prossimi alla fusione, macchè già fusi, ma no fusi solo parzialmente. Con le quantità di radioattività disperse nell’aria e nell’oceano espresse in valori assoluti (di cui nessun cittadino normale potrebbe comprendere la valenza) o con l’ausilio di parametri perfino troppo semplici. Cento volte, mille, un milione di volte il valore normale di radioattività, con il cittadino a domandarsi  ma qual è il valore che fa male? E quanto male fa? E la Tepco,  titolare degli impianti che fornisce dati catastrofici, e il governo giapponese che li smentisce e la Tepco (costretta?) ad annunciare che i calcoli erano sbagliati......