sabato 12 marzo 2011

L'abbraccio nucleare è un abbraccio di morte.

Marco Cedolin
In Giappone il violentissimo terremoto di ieri ha creato un inferno apocalittico degno dei peggiori film catastrofici. Un inferno dove gli impianti petrolchimici bruciano rendendo nero il cielo, i depositi petroliferi riversano il greggio in mare, i viadotti crollano, le superstrade vengono inghiottite dalle voragini apertesi nel terreno le linee ferroviarie ultramoderne si accartocciano come fogli di carta dentro ad un caminetto, le dighe cedono di schianto creando nuovi Vajont. I mentori dell'onnipotenza tecnologica si ritirano nelle loro tane, i notiziari raccontano migliaia di vittime il cui computo sarà purtroppo destinato ad aumentare in maniera esponenziale con il passare delle ore.
Le centrali nucleari vacillano e quella di  Fukushima esplode in una nube bianca che potrebbe costituire il prodromo di una tragedia radioattiva della gravità di quella di Chernobyl.
La società del progresso tecnologico si ritrova spogliata ed in stato di shock, di fronte alla forza di quella natura che pretenderebbe di dominare. Una natura tanto più pericolosa in quanto violentata e profondamente minata nei suoi equilibri.
Le centrali nucleari vacillano e mostrano ancora una volta inequivocabilmente i termini di una scelta sbagliata, drammatica, demenziale ed assassina, ricordandoci che siamo seduti sopra ad una bomba di cui si è persa traccia della spoletta d'innesco.
Nel mondo sono attive circa 440 centrali nucleari. La Francia da sola ne possiede 80, la Spagna 9, la Svizzera 5 e la Germania una ventina, solo per citare i paesi a noi più vicini.
Ognuna di esse oltre a rappresentare una grave fonte di radiazioni per il territorio circostante, potrebbe essere causa di una catastrofe di proporzioni inenarrabili, nel caso si verificasse un incidente, un attentato o un intenso movimento tellurico come quello verificatosi in Giappone.
Ognuna di esse produce tonnellate di scorie radioattive che resteranno attive per un periodo che va dai 20 ai 150 mila anni. Scorie completamente ingestibili, poiché risulta materialmente impossibile determinare la sicurezza dei siti di stoccaggio delle stesse, dovendo ragionare su grandezze temporali nell’ordine delle decine di migliaia di anni….


Una pesante eredità fatta di veleni e di morte, che lasceremo in dono alle generazioni future, simile ad una spada di Damocle, sospesa nei secoli a venire sopra le loro teste.
Se a tutto ciò aggiungiamo da parte dei governi, la sempre più spiccata propensione ad affidare sia la costruzione che la gestione delle centrali nucleari ad imprese private come già avviene in Giappone, le quali sono interessate solo ed unicamente al proprio tornaconto, quello che traspare è un quadro a tinte fosche, potenzialmente pericolosissimo ed i cui contorni si perdono nell’imponderabile.

Dal 1945 ad oggi sono state oltre 2000 le esplosioni atomiche messe in atto per sperimentare nuovi ordigni nucleari. Se ne annoverano 1039 da parte dei soli Stati Uniti.
Impossibile determinare la gravità della ricaduta radioattiva conseguente a tali esperimenti, anche a causa dell’omertà di buona parte del mondo scientifico, asservito ai grandi poteri.
I dati riguardanti i casi di tumori e leucemie, aumentati negli ultimi 50 anni in maniera esponenziale, dovrebbero essere da soli bastevoli a far comprendere la grandezza del problema dell’inquinamento nucleare.
Nonostante ciò in campo medico i pericoli per la salute dell’uomo, indotti dalle ricadute radioattive, continuano ad essere colpevolmente sottaciuti, mentre si cerca di mistificare le reali cause di tumori e leucemie, imputando il loro ingenerarsi a colpevoli di ogni genere, la maggior parte dei quali assolutamente improbabili.

Dal dopoguerra ad oggi sono stati 32 gli incidenti, ufficialmente dichiarati dalle autorità, provocati da armi nucleari.
I mari del mondo sono assurti al ruolo di vere e proprie pattumiere nucleari. Basti l’esempio del Mediterraneo, già teatro nel 1956 dell’inabissamento di un bombardiere statunitense B- 47, con due capsule nucleari a bordo e divenuto discarica, in tempi più recenti, per centinaia di bombe all’uranio impoverito, sganciate nell’Adriatico da aerei americani durante la guerra in Kosovo.
Naturalmente, come sempre accade quando si tratta d’inquinamento nucleare, nessuno si è preoccupato di approfondire le conseguenze di tali situazioni sulla salute di tutti noi, che consumiamo i prodotti ittici e pratichiamo la balneazione.

Un caso su tutti, che ritengo esaustivo per meglio comprendere la ferale pericolosità dell’inquinamento radioattivo, è quello della città di Mayach, negli Urali del sud, in Russia.
Una città invisibile, epurata dalle cartine geografiche, insieme ai suoi abitanti, tristi fantasmi, simili a morti che camminano.
Mayach fu costruita nel 1945 e dal 1948 in poi divenne operativa nella produzione di plutonio.
Fino al 1951 scorie liquide radioattive di medio ed alto livello vennero rilasciate direttamente nel fiume Techa, contribuendo a contaminare oltre 100.000 abitanti che vivevano sulle sponde dello stesso.
Dopo il 1951, dal momento che il fiume Techa sfociava nell’oceano artico e la contaminazione rischiava di diffondersi in maniera incontrollabile, gli scarichi dell’impianto vennero indirizzati verso il lago Karachai, privo di contatti diretti con l’oceano.
Nel 1957 un’esplosione all’interno degli impianti contaminò una regione grande quanto la toscana. Si trattò di un disastro di enormi proporzioni, ma la cosa venne tenuta segreta.
Dieci anni dopo, nel 1967, allorquando a causa di una secca il lago Karachai fu oggetto di un ritiro delle acque, il vento sollevò grandi quantità di polvere radioattiva, contaminando gravemente un’area di 2000 Kmq.
Oggigiorno il lago Karachai è un mostro radioattivo in grado di uccidere un uomo che sostasse per una sola ora sulle sue sponde, e tale rimarrà nei secoli a venire.
E’ indicativo rilevare, a beneficio di coloro che ancora si ponessero domande riguardo ai reali effetti della radioattività sulla salute dell’uomo, come fra i cittadini di Mayak e delle aree contaminate circostanti, negli ultimi 50 anni ci sia stato un aumento del 78% degli ammalati di cancro e leucemia. Inoltre come il 30% dei bambini dei bambini nasca con difetti e malformazioni genetiche ed il 50% degli uomini e delle donne risultino sterili.



L’uso in campo militare dell’uranio impoverito (DU) nella costruzione dei proiettili, nonché nella blindatura dei mezzi corazzati è stato avallato dalle forze armate di Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Turchia, Israele e Francia, Arabia Saudita, Pakistan e Tailandia.
Grazie a questa pratica sciagurata, tutti i paesi teatro di guerra negli ultimi 15 anni, dalla ex Yugoslavia, all’Afghanistan, all’Iraq, sono stati contaminati in maniera significativa.
Non esistono studi che possano determinare la reale pericolosità di questa contaminazione, né gli effetti che essa avrà sulla salute degli abitanti a medio e lungo termine.
Le uniche ricerche, oltretutto manipolate dai grandi poteri, si riferiscono al breve periodo e riguardano quasi esclusivamente il rischio per i militari impegnati nei combattimenti, la cui esposizione al DU è relativa al breve lasso di tempo nel quale essi sono rimasti nell’area del conflitto, a differenza della popolazione civile che in quella stessa area dovrà continuare a vivere, coltivare e allevare bestiame, subendo anno dopo anno le conseguenze di un territorio altamente contaminato.

L’inquinamento nucleare, si può annoverare senza dubbio come uno fra i problemi più gravi, in grado di minacciare sia il nostro presente, sia il nostro futuro, nonché quello delle generazioni a venire.
Un problema che si muove su vari livelli, spaziando dalla gestione del nucleare civile a quello militare, fino ad arrivare all’ingerenza dei privati che in molti casi stanno soppiantando le amministrazioni pubbliche.
Un problema scientemente sottaciuto dai media, nascosto all’opinione pubblica, sia mistificando la gravità degli incidenti già avvenuti, sia ignorando colpevolmente la situazione pericolosissima che molteplici elementi stanno ingenerando in propensione futura.
I pochi studi seri, riguardanti l’inquinamento radioattivo sono, per forza di cose limitati al breve e medio periodo e la maggior parte di essi è stata secretata.

Un abbraccio, quello nucleare, sempre più stretto e sempre più invisibile, un abbraccio che si può continuare a far finta non esista, in quanto non menzionato da giornali e TV, ma le corsie degli ospedali non hanno bisogno di telecamere e taccuini, per essere annoverate come parti della realtà.

20 commenti:

Simone ha detto...

Non ho alcun dubbio nel condividere la tua posizione.
Alcune cose, come i materiali radioattivi, esistono in natura per errore.
Purtroppo essi sono l'Anello del romanzo di Tokien, uno degli anelli, tutti sanno che farà del male ma le opportunitàche ne derivano sono troppo appetibili.

Anonimo ha detto...

Un articolo che lascia il segno, caro Marco.
Lo stampo e poi diffondo.
Grazie.

Sofia Astori.

Alba kan. ha detto...

La forza della natura è tanto potente quanto la stupidità dell'uomo, e purtroppo questa consapevolezza affiora solo quando si verificano tragedie come queste, poi tutto viene dienticato.
Credo che il Giappone, all'avanguardia per ciò che riguarda le costruzioni antisismiche, adesso è l'esempio più evidente del fatto che l'uomo non è Dio...come forse crede.
Le centrali nucleari sono un enorme rischio, e forse sarebbe ora di riflettere sul fatto che anche l'Italia è una zona altamente sismica...

Fabio ha detto...

Già, tutti gli scienziati sono asserviti al potere e non parlano, per fortuna che c'è Super Marco che ci salva parlando di quel che ignora!
Non esistono "bombe ad uranio impoverito"! L'uranio si usa come proiettile per il suo alto peso specifico, che sia naturale o impoverito non fa differenza e comunque non sono bombe.
"Non esistono studi"... beh, se non li vuoi neanche cercare..."
Le ricerche sono manipolate"... per fortuna c'è almeno Marco a salvarci
Le centrali sono "una grave fonte di radiazioni per il territorio circostante"... dì, ma hai idea di quel che scrivi?
Mi citi almeno una centrale nucleare nelle cui vicinanza si misura un livello di radiazioni diverso da quello del fondo naturale? Chernobyl esclusa.
Se non vuoi spendere 100 euro per comprarti un contatore geiger ti presto il mio.
Su "la centrale esplode" e gli scenari apocalittici puoi essere scusato perché i media stanno raccontando minchiate a nastro, ma prima di mettere delle idee sul web un minimo di approfondimento ci deve essere, sennò il rischio di fare una magra figura lo corri.

Poi che i militari abbiano combinato porcate enormi con più o meno tutte le tecnologie che hanno avuto per le mani è vero, ma che c'entra con l'energia nucleare?

marco cedolin ha detto...

Gentile Fabio,
temo tu abbia dei seri problemi nel comprendere l'italiano, se hai creduto di leggere bombe, laddove c'è scritto "L’uso in campo militare dell’uranio impoverito (DU) nella costruzione dei proiettili, nonché nella blindatura dei mezzi corazzati"
Chi ha parlato delle bombe all'uranio impoverito che allignano solo nella tua testolina?

Sul resto del commento preferisco sorvolare, forse volevi essere ironico, forse volevi far ridere, l'unica mia speranza, per il tuo bene è che non parlassi seriamente.
Ti consiglio di andare a leggere altrove, dove gli scienziati servi sono usi scrivere le fesserie attraverso le quali si alimentano i geni come te, dal momento che il prossimo commento di questo tenore verrà da me personalmente cancellato. Il confine fra l'ironia e la maleducazione è molto labile e dopo qualche riga tu l'avevi già superato abbondantemente.

Perditempo astenersi, grazie!

blu-flame ha detto...

Piu' che il corrosivo...
il corroso!

L'uranio impoverito si usa anche nelle barche a vela...
Vuoi dirmi che sono armi?
santa cipolla!
per quanto riguarda le stupidate a nastro e la tua insensibilita' per 10.000 MORTI per davvero non ipotizzati
http://allarovescia.blogspot.com/2011/03/fukushima.html

marco cedolin ha detto...

Blu-flame,
più che stupidate a nastro mi sembra l'assalto all'arma bianca dei nuclearisti psicotici ai quali stanno saltando i nervi.

La ragione per cui ti senti in diritto di disquisire riguardo alla mia sensibilità e linkare sul mio blog un articolo dove definisci zecche gli ecologisti, sinceramente mi sfugge.

Vai per la tua strada ed usami la cortesia di portare i tuoi commenti nei siti dove un tale squallore di pensiero risulta gradito.
Come ho già scritto in precedenza:
perditempo astenersi, grazie!

Anonimo ha detto...

il vero costo del nucleare è semplicemente incalcolabile, e chiunque agisca o parli a favore di una scelta del genere che provocherà conseguenze per migliaia di anni -quando la vita media di un uomo è di 80- è un irresponsabile all'ultimo stadio.
Ogni riferimento a persone e fatti è puramente voluto.
ciao, Roberto

PS
Marco, il tuo editoriale "L'abbraccio nucleare è un abbraccio di morte." è stato ripreso da ilcambiamento.it, che proprio oggi è in home page anche su comunivirtuosi.org

Le persone di buona volontà fanno e faranno sempre la propria parte; si attende il risveglio di tutti coloro che si sono fatti anestetizzare da raiset

marco cedolin ha detto...

Ciao Roberto, grazie per l'informazione.
Un abbraccio grande!

Brumik ha detto...

Bravo Marco.

A proposito del nucleare, mi sono ricordato di aver scritto nel maggio del 2005 un articolo su "il Federalismo", settimanale della Lega Nord ormai chiuso da tempo. Sono andato a rispolverarlo in questo frangente e mi sono meravigliato della sua inaspettata attualità.

Lo ripropongo qui nel blog con piccoli aggiornamenti.

Siamo sempre lì. Tutte le volte che succede un incidente nucleare di un certo rilievo o che si fanno i conti di quanto ci viene a costare la dipendenza dal petrolio, i soliti amanti dell'energia atomica rilanciano l'idea perversa di riaprire al nucleare. E giù con la storia del fabbisogno energetico la cui crescita viene sempre data acriticamente per scontata e della cui effettiva necessità o meno nessuno vuol mai parlare. Dicono che serve energia per costruire con crescente frenesia nuovi modelli di automobili, frigoriferi, lavatrici, computer, telefonini, tutte cose che, a parte qualche pezzo in plastica, di innovativo non hanno nulla se non il compito di farci buttare nelle discariche (quasi sempre abusive) quelle che già abbiamo e che funzionano benissimo. Quando affermano che ci si deve affrancare dalla dipendenza del petrolio e dunque anche da quella dei Paesi Arabi hanno mille ragioni, però trascurano sempre il fatto che noi l'uranio non ce l'abbiamo, neanche a pagarlo a peso d'oro. Dunque si passerebbe da una dipendenza all'altra. E, guarda caso, i loro calcoli del costo al kWh non tengono mai conto delle spese di smaltimento delle scorie e delle conseguenze sulla nostra salute in caso di incidente. A distanza di quasi venticinque anni dall'infausto 26 aprile 1986 si riscontrano ancora oggi gravi ripercussioni genetiche sugli innocenti nati dopo il disastro del reattore n.4 della centrale nucleare di Chernobyl. Perché mai nessuno dei filo-radioattivi ci dice quanto verrebbe ad incidere sul costo del kWh una simile sciagura?
E tanto meno nessuno di loro vuol mettere in conto le ripercussioni "morali" se in un lontano futuro dovesse verificarsi una fuoriuscita radioattiva dalle cave di stoccaggio dei rifiuti ancora in attività. Sì, proprio le ripercussioni morali, perché la radioattività residua delle scorie, nonostante i costosissimi trattamenti di bonifica, può avere un periodo di dimezzamento (e non di annullamento!) compreso tra 1.000 e 100.000 anni. Dunque esiste sempre il pericolo che, a causa di sconvolgimenti tellurici, assai probabili in tutto quell'arco di tempo, torni in superficie del materiale ancora radioattivo e faccia crepare di cancro i nostri pronipoti. Proprio loro che da quelle scorie non hanno tratto alcun beneficio. È come se ai nostri giorni qualche milione di persone morisse di cancro a causa delle scorie radioattive sotterrate dagli Assiro-Babilonesi. Ci sarebbe da incavolarsi veramente!
Se noi oggi ci avveleniamo col petrolio o col carbone che utilizziamo per scaldarci le natiche, sono affari nostri o al massimo dei nostri nipoti, e la faccenda durerà finché qualcuno più perspicace di noi avrà capito che così non si può continuare. Il modello di sviluppo di tipo occidentale sta in piedi solo se i mercati sono infiniti e se infinite sono le risorse naturali, dunque non può avere lunga vita. Ma il fatto di goderci ora il tepore e gli agi derivanti da una energia che "sporca" e poi di far pagare le conseguenze a gente innocente che nascerà fra mille anni è profondamente e moralmente vergognoso.

(continua)

Brumik ha detto...

E così, quando gli "amanti della fissione" si accorgono che gli argomenti contro il nucleare sono seri e inconfutabili, allora, come extrema ratio, tirano fuori la scusa peregrina basata sull'ingenuo sillogismo che, essendo già noi circondati da altre centrali atomiche, tanto vale che le costruiamo anche noi. Ed è a questo punto che si evidenzia la logica da Bar Sport, imperniata sul banale concetto del "... per tanto così, allora...". (Obnubilati dalla travolgente passione per il materiale fissile si dimenticano che il famigerato Superphoenix da 1200 Mwe, sito nelle nostre vicinanze appena al di là del confine, è stato spento agli inizi del 1998 a causa di una "continua e dispendiosa serie di guasti").

Per dimostrare che sul grado di rischiosità il loro ragionamento non regge, ammettiamo pure che le attuali centrali nucleari, chiuse dopo il referendum del 1987, vengano riavviate e che si decida di costruirne ancora delle altre. Visto come sono andate le vicende a Scanzano Ionico, le nuove centrali saranno "ovviamente" costruite in Padania, cioè dove tutti stanno zitti quando viene loro imposto di smaltire la spazzatura di Napoli e dove la gente, al massimo della protesta, si mette a mugugnare dietro le finestre di casa.

Immaginiamo che siano costruite in Piemonte (come il governatore Cota ha "promesso" in campagna elettorale), così da creare, con quelle d'oltralpe, una discreta concentrazione di impianti per la produzione di energia. Se ciascuna centrale del pool ha una probabilità "p" di buon funzionamento senza gravi incidenti in un dato periodo di tempo, il calcolo statistico ci dice che, per "n" centrali, la probabilità che non succeda nulla all'interno del loro raggio d'azione è data da "p" elevato a "n". Per esempio, se le centrali sono 10 e ciascuna ha una probabilità del 95% di non creare guai nell'arco di un secolo, l'affidabilità di tutto il complesso nucleare scende drasticamente al 60%. Ciò vuol dire che, proprio per la presenza di quelle dieci centrali, in cento anni abbiamo una probabilità di subire una contaminazione radioattiva del 40%. E non del 5% come se ce ne fosse una sola! Quindi smettiamola una buona volta di dire che essendo già circondati da centrali nucleari possiamo benissimo costruirle anche noi; e con ciò pensare ingenuamente che il rischio rimanga invariato.

Le lampadine decorative dell'albero di Natale sono collegate in serie: se una si brucia si spengono anche le altre. Più lampadine si mettono in fila per migliorare l'abbellimento, più aumentano le probabilità che l'albero resti al buio.

Michele Brunati

Anonimo ha detto...

Ciao Marco, buon articolo, riguardo i "paladini del nucleare" non preoccuparti... è questione di tempo! Laggiù in quelle terre devastate dal terremoto si sta innescando una reazione a catena di difficile comprensione per i più, vedi le barre di combustibile incapsulate non essendo più raffreddate e danneggiate raggiungeranno temperature di fusione entro poco tempo. La questione si sposta anche sul fatto che non avendo elettricità per pompare il liquido di raffreddamento, cercano invano di sostituirlo con l'acqua marina col risultato che questa essendo salata diviene corrosiva e a contatto con le alte temperature genera idrogeno, il quale dopo il surriscaldamento esplode! Un cane che si morde la coda da il giusto quadro della situazione... Peccato che al posto del cane ci siamo noi, e al posto della coda.....

Ciao Ceci

marco cedolin ha detto...

Ciao Michele, che ne dici se lo pubblichiamo sull'aria che tira?
Però devi darmi un titolo.....

Ciao Ceci,
e al posto della coda....beh :-)
Mi fa molto piacere rileggerti, un abbraccio!

nazarus ha detto...

Un articolo disarmante.
La nostra condizione di esseri umani appare effimera, momentanea se raffrontata al perdurare della minaccia che le sole scorie infliggono al genere umano: centinaia di migliaia di anni.Dovendoci inserire in un orizzonte temporale risulta problematica anche solo la comprensione di un lasso di tempo cosi vasto.La natura corrotta nel suo intimo, ci estingueremo lasciando la nostra muta eredità radioattiva.
Da brividi.

p.s. leggendo alcuni commenti direi che "nuclearisti psicotici" è una definizione che calza a pennello!

ciao marco

Marco ha detto...

Scusa Marco, ma come fai a dire che Fabio ha dei problemi nel leggere l'italiano quando il tuo articolo dice testualmente
"...con due capsule nucleari a bordo e divenuto discarica, in tempi più recenti, per centinaia di bombe all’uranio impoverito, sganciate nell’Adriatico da aerei americani durante la guerra in Kosovo."?
Inoltre, visto che consideri le sue contro deduzioni alla stregua di 'sterco del diavolo', puoi renderci note le fonti da cui trai le tue informazioni?
Per un corretto e sincero dibattito le fonti non andrebbero mai escluse. Grazie

marco cedolin ha detto...

Gentile Marco,
in qualità di avvocato di Fabio ti rispondo per esteso.
Pensavo che Fabio si riferisse al paragrafo dove parlavo in maniera estesa dell'uranio impoverito, mentre mi era sfuggita quella frase nel contesto dell'inquinamento del mare nostrum.
Ragione per cui mi scuso con Fabio per averlo accusato di non sapere leggere l'italiano.

Non ho trattato le sue contro deduzioni come sterco del diavolo, ma quando delle contro deduzioni partono dal presupposto di accusarti di scrivere minchiate, generalmente non argomento e mi limito a mandare a fare in culo l'interlocutore, usando la sua stessa buona educazione.
Nel caso di Fabio non è accaduto e mi pare che la discussione si sia composta tutto sommato in modo molto civile.

Ecco qualche link:
http://www.verdinrete.it/verditoscana/DOC/URANIO/ADRIATIC.HTM

http://www.vitanuovatrieste.it/content/view/1704/40/

ma se ne possono trovare a bizzeffe se si ha voglia di spendere 10 minuti su google.
Resto comunque sempre dell'idea che se si pensa che il sottoscritto scriva minchiate, sia consigliabile andare a leggere altrove, dal momento che, se permetti, sui miei articoli gradisco decidere io se e dove necessita mettere delle fonti.

Grazie.

blu-flame ha detto...

definisco zecche in realta' i giornalisti e tutti coloro che usano una strage, perche tale e', calpestando i morti per portare in avanti il loro credo o fare piu' cassetta.
Se ti senti parte della cricca...

Il mio commento esiste in quanto ti facevo in buona fede.

L'uranio nelle bombe non si sgancia ma si spara: e' vantaggioso, come nelle barche a vela, in quanto pur essendo piu' denso del piombo e' duro come il tugsteno.
Si usa anche per colorare il vetro.
Se vosse pericoloso per i pesci vieterebbero pure le barche a vela da competizione, non trovi?
Proiettili all'uranio, che se fossero in altro METALLO sarebbero comunque tossici oltre che LETALI (non son caramelle)
http://it.wikipedia.org/wiki/APFSDS

Anonimo ha detto...

@blu-flame; giusto per puntualizzare...forse hai ragione: l'uranio, usato nelle barche, probabilmente non è particolarmente pericoloso per i pesci e per noi, di conseguenza -facciamo parte della stessa catena alimentare, giusto? :-) ma per quanto riguarda i proiettili, ti consiglio di dare un'occhiata al blog del dottor Stefano Montanari oppure al sito on line di Salto di Quirra, dove tengono aggiornati i lettori sull'evolversi delle indagini della moglie del dott. Montanari, dottoressa Gatti e del procuratore di Lanusei al poligono di Quirra.
Della serie: gli infiniti e incompprensibili modi di farsi del male...
Sofia Astori.

Simplicius ha detto...

HOMO SAPIENS ?!!

http://www.youtube.com/watch?v=vXqu6YPwR0A&feature=player_embedded#at=21

blu-flame ha detto...

"nuclearisti psicotici ai quali stanno saltando i nervi"

1)Veramente i nervi mi saltano quando vedo fisica e chimica che vengono assai trattate come se non esistessero e piegate al proprio volere. Mica sono opinioni!
2) non sono un nuclearista. Preferirei farne a meno.
Ma se 50.000.000 di persone si comportano in maniera tale che non e' possibile altrimenti...
3) definisco zecche quelli che con la scusa dell'ecologismo (o altro) APPROFITTANO di una sciagura. Se ti senti nel novero o meno e' una tua scelta.
Rileggi bene l'articolo e seguenti vedrai che e' tutto tranne che nuclearista. Conseguentista direi.

Una noticella sugli scienziati servi o meno:
E' gente che fino ad oggi e' riuscita a gestire la bellezza di 400TWh (circa) senza grossi problemi oltre ad un albero che si frappose fra noi e alcune centrali.
Sono numeri.

Chi li contesta solitamente non e' in grado neppure in grado di usare la legge di ohm. Sostanzialmente se si vuole classificare uno scienziato come "cattivo", visto che usa cose certe come la matematica e non puerili cose alla azzeccagarbugli e politicanti in genere e' semplice: basta saper LEGGERE quella lingua;
la fisica.