Atlantomed

venerdì 4 agosto 2017

Geneticamente modificati

Marco Cedolin

Abbiamo parlato qualche giorno fa della nuova tecnica del Crispr che potrebbe permettere di modificare il Dna degli embrioni umani, e lo abbiamo fatto con un piede nel futuro, astrologando sui bimbi del domani, "ordinati" su misura un po' come oggi si fa con l'automobile. Ma la tecnica di editing genetico è già ampiamente utilizzata per la ricerca scientifica di base in diversi laboratori....

e molto probabilmente entro pochi anni uscirà dall'ambito sperimentale e potrà essere usata nella cura di molte malattie, da quelle genetiche ad alcuni tipi di tumori.

Inoltre le tecniche di modificazione genetica sono state già da molti anni sdoganate ed applicate in ambito agricolo, dove le sementi OGM hanno invaso buona parte del mondo da parecchio tempo e la sperimentazione si sta ormai traducendo in realtà in ambito zootecnico.

Le mucche senza corna per garantire la sicurezza degli allevatori sono ormai prossime ad approdare nei nostri pascoli, così come quelle modificate per produrre latte non allergenico e quelle resistenti alla tubercolosi bovina. Seguite dalle capre e pecore con il gene della miostatina modificato per aumentare la massa muscolare e dai maiali resistenti al virus della sindrome riproduttiva e respiratoria.

Da qui al cane che non abbaia per non disturbare in condominio, al gatto con le unghie smussate che non rovina i divani e alle galline prive di orientamento temporale che producono più uova, come si può facilmente intuire il passo è breve.

Gli scienziati sono concordi nel sostenere che le tecniche di ricombinazione genetica hanno un basso fattore di rischio e stanno diventando sempre più sicure, ma il buonsenso  (spesso dimenticato) ci ricorda che giocando a fare Dio si può correre facilmente il rischio di scottarsi come se si fosse all'inferno.

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