In un periodo estremamente drammatico per l’economia del
nostro Paese come quello che stiamo vivendo, mentre perfino l’epidemia
di covid – 19 viene usata dalla consorteria del cemento come cavallo di
Troia per sdoganare senza alcun controllo ogni sorta di grande opera impattante per il territorio,
venerdì 10 luglio a Venezia si terrà l’ennesimo atto di una commedia
del grottesco che è già costata al contribuente italiano 7 miliardi di
euro e probabilmente altri ne costerà negli anni a venire....
mercoledì 8 luglio 2020
lunedì 15 giugno 2020
Tutta la verità sul 5G: risorsa o pericolo?
Marco Cedolin
Intervista a Marco Pizzuti
È opinione comune che l’avvento del 5G rappresenti la pietra miliare sulla strada di una rivoluzione epocale in ambito tecnologico, in grado di cambiare in profondità le nostre vite, abbracciando svariati campi, dalla domotica all’industria 4.0, dall’intrattenimento all’ambito medico e diagnostico, dal nuovo “internet delle cose” alla sfera militare.
L’introduzione di questa nuova tecnologia non sta creando solamente aspettative, ma anche tutta una serie di timori e contestazioni, che spaziano dalla pericolosità per la salute dei cittadini e dell’ambiente all’ingerenza nella privacy della persona, fino all’ipotesi tutt’altro che peregrina che in campo occupazionale il 5G segni l’inesorabile sostituzione dell’uomo con la macchina.
Un ventaglio di questioni che Marco Pizzuti ha approfondito in “Dossier 5 g – Inchiesta non autorizzata sulla rivoluzione tecnologica destinata a cambiare la nostra esistenza”, un libro pubblicato da Mondadori, che prova a restituire a chi legge un’indagine il più oggettiva possibile....
Intervista a Marco Pizzuti
È opinione comune che l’avvento del 5G rappresenti la pietra miliare sulla strada di una rivoluzione epocale in ambito tecnologico, in grado di cambiare in profondità le nostre vite, abbracciando svariati campi, dalla domotica all’industria 4.0, dall’intrattenimento all’ambito medico e diagnostico, dal nuovo “internet delle cose” alla sfera militare.
L’introduzione di questa nuova tecnologia non sta creando solamente aspettative, ma anche tutta una serie di timori e contestazioni, che spaziano dalla pericolosità per la salute dei cittadini e dell’ambiente all’ingerenza nella privacy della persona, fino all’ipotesi tutt’altro che peregrina che in campo occupazionale il 5G segni l’inesorabile sostituzione dell’uomo con la macchina.
Un ventaglio di questioni che Marco Pizzuti ha approfondito in “Dossier 5 g – Inchiesta non autorizzata sulla rivoluzione tecnologica destinata a cambiare la nostra esistenza”, un libro pubblicato da Mondadori, che prova a restituire a chi legge un’indagine il più oggettiva possibile....
martedì 14 aprile 2020
Glifosato: studi truccati per “salvare” il diserbante di Bayer-Monsanto
Marco Cedolin
Il glifosato, storico prodotto della Monsanto (recentemente acquisita dalla farmaceutica Bayer), nato nel 1974 e commercializzato con il nome Roundap, attualmente prodotto da varie aziende essendo scaduto il brevetto, si manifesta come l’erbicida in assoluto più utilizzato nel mondo e sicuramente anche il più discusso. Classificato come cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ma poi declassato a “potenzialmente cancerogeno” dietro forti pressioni dell’organismo per la sicurezza alimentare della UE (EFSA). In grado di compromettere l’equilibrio ormonale e renale, nonostante l’EFSA tenti di negare l’evidenza degli studi scientifici compiuti in materia. E stando agli studi più recenti portati avanti dall’Università della California potenzialmente in grado di danneggiare gravemente il fegato, il glifosato non si presenta certamente come un toccasana per la nostra salute, ma piuttosto come un “mostro” acquattato nell’ombra di legislazioni compiacenti e gruppi di pressione disposti a tutto pur di evitarne la messa al bando, nonostante negli USA migliaia di persone abbiano già intentato una causa per risarcimento danni e in alcuni casi Bayer-Monsanto sia già stata condannata a pagare....
Il glifosato, storico prodotto della Monsanto (recentemente acquisita dalla farmaceutica Bayer), nato nel 1974 e commercializzato con il nome Roundap, attualmente prodotto da varie aziende essendo scaduto il brevetto, si manifesta come l’erbicida in assoluto più utilizzato nel mondo e sicuramente anche il più discusso. Classificato come cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ma poi declassato a “potenzialmente cancerogeno” dietro forti pressioni dell’organismo per la sicurezza alimentare della UE (EFSA). In grado di compromettere l’equilibrio ormonale e renale, nonostante l’EFSA tenti di negare l’evidenza degli studi scientifici compiuti in materia. E stando agli studi più recenti portati avanti dall’Università della California potenzialmente in grado di danneggiare gravemente il fegato, il glifosato non si presenta certamente come un toccasana per la nostra salute, ma piuttosto come un “mostro” acquattato nell’ombra di legislazioni compiacenti e gruppi di pressione disposti a tutto pur di evitarne la messa al bando, nonostante negli USA migliaia di persone abbiano già intentato una causa per risarcimento danni e in alcuni casi Bayer-Monsanto sia già stata condannata a pagare....
lunedì 6 aprile 2020
L'inquinamento non va più "di moda"
Marco Cedolin
Per molti di noi potrebbe essere una sorpresa, ma il settore della moda così ricco di fascino e così colorato, oltre a brillare per l’istrionismo degli stilisti e per la sua capacità di farci sognare, risulta essere fra i più inquinanti al mondo, secondo solamente a quello del petrolio e del gas.
Lo ha reso noto, sciorinando dati assai preoccupanti, la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite che ha rivelato come l’industria tessile nel suo complesso sia responsabile del 20% dello spreco globale dell’acqua, del 10% delle emissioni di anidride carbonica arrivando a produrre una quantità maggiore di gas serra rispetto al trasporto aereo e navale, del 24% dell’uso di insetticidi e dell’11% di quello dei pesticidi. Come se non bastasse l’inquinamento determinato dall’industria dell’abbigliamento non si limita alla produzione e al trattamento dei capi, dal momento che i vestiti dismessi a un ritmo sempre più sostenuto (la loro durata media si è dimezzata negli ultimi 15 anni) finiscono nell’85% dei casi in discarica e solamente l’1% di essi viene riciclato.....
Per molti di noi potrebbe essere una sorpresa, ma il settore della moda così ricco di fascino e così colorato, oltre a brillare per l’istrionismo degli stilisti e per la sua capacità di farci sognare, risulta essere fra i più inquinanti al mondo, secondo solamente a quello del petrolio e del gas.
Lo ha reso noto, sciorinando dati assai preoccupanti, la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite che ha rivelato come l’industria tessile nel suo complesso sia responsabile del 20% dello spreco globale dell’acqua, del 10% delle emissioni di anidride carbonica arrivando a produrre una quantità maggiore di gas serra rispetto al trasporto aereo e navale, del 24% dell’uso di insetticidi e dell’11% di quello dei pesticidi. Come se non bastasse l’inquinamento determinato dall’industria dell’abbigliamento non si limita alla produzione e al trattamento dei capi, dal momento che i vestiti dismessi a un ritmo sempre più sostenuto (la loro durata media si è dimezzata negli ultimi 15 anni) finiscono nell’85% dei casi in discarica e solamente l’1% di essi viene riciclato.....
venerdì 3 aprile 2020
Acqua contaminata in Veneto: uno scandalo di cui non si parla abbastanza
Marco Cedolin
Solamente in Veneto, nel territorio compreso fra le province di Vicenza, Verona e Padova, almeno 350 mila persone che vivono in un territorio di 180 chilometri quadrati risultano essere contaminate dai Pfas presenti nelle acque di falda trasferitisi all’interno della catena alimentare e 90 mila di esse necessitano di essere sottoposte a controlli clinici periodici. Secondo i risultati di una ricerca condotta dall’amministrazione della regione Veneto a partire dal 2016 e condotta su un campione di 25 mila persone di età compresa fra i 14 ed i 65 anni residenti nelle aree maggiormente contaminate, ben il 65% del campione ha mostrato nel sangue la presenza di valori di Pfas superiori a quelli ritenuti limite, in alcuni casi anche di decine di volte....
Solamente in Veneto, nel territorio compreso fra le province di Vicenza, Verona e Padova, almeno 350 mila persone che vivono in un territorio di 180 chilometri quadrati risultano essere contaminate dai Pfas presenti nelle acque di falda trasferitisi all’interno della catena alimentare e 90 mila di esse necessitano di essere sottoposte a controlli clinici periodici. Secondo i risultati di una ricerca condotta dall’amministrazione della regione Veneto a partire dal 2016 e condotta su un campione di 25 mila persone di età compresa fra i 14 ed i 65 anni residenti nelle aree maggiormente contaminate, ben il 65% del campione ha mostrato nel sangue la presenza di valori di Pfas superiori a quelli ritenuti limite, in alcuni casi anche di decine di volte....
venerdì 20 marzo 2020
Modello Italia
Marco Cedolin
Nel corso della conferenza stampa di questa sera, durante la
quale veniva sviscerato il canonico bollettino di guerra con la conta dei morti
e dei feriti della giornata, rispondendo alla domanda di un giornalista che
rilevava come l'Italia con oltre 3400 decessi fosse diventata il Paese con il
più alto numero di morti al mondo per Coronavirus, segno inequivocabile del
fatto che qualcosa qui da noi fosse andato storto, il responsabile dell'ISS ha
risposto che al contrario tutto fino ad oggi è filato alla perfezione, fino al
punto da far sì che il “modello Italia” sia ormai diventato il sistema da
imitare in Europa e nel mondo.
In verità un paio di elementi che possono fare scuola nel
mondo, durante questo primo mese di epidemia li abbiamo visti realmente. In
primo luogo l’abnegazione con cui tutto il personale sanitario, medici
infermieri, oss, operatori del 118, combatte giorno dopo giorno all’interno
degli ospedali bombardati dai tagli, con le poche armi spuntate a sua
disposizione e con tanto coraggio, indispensabile nell’affrontare un pericolo
ferale di questo genere senza essere in possesso delle protezioni necessarie.
Personale sanitario costretto a sobbarcarsi turni massacranti, ad abbandonare i
propri affetti e la propria famiglia, molto spesso perfino ad ammalarsi
(costituisce il 14% dei contagiati totali) e talvolta perfino a morire (sono
ormai decine i medici e gli infermieri deceduti), senza mai mollare di un
centimetro la propria posizione….
giovedì 12 marzo 2020
Coronacaos
Marco Cedolin
Insomma, da domani
mattina non potremo più andare a prendere un caffè al bar ma potremo recarci
nel negozio d’informatica per acquistare uno smartphone, non potremo più andare
al ristorante a mangiarci una cotoletta ma potremo entrare in profumeria a
comprare Chanel numero 5, non potremo più andare in un negozio di abbigliamento
per acquistare un paio di pantaloni ma potremo comprare una Smart TV o andare
dal ferramenta, ma non dal barbiere e neppure dall'estetista, mentre sarà
possibile acquistare una lampada da mettere sul comodino.
In base alle stesse direttive dovremo restare in casa a
condurre una vita monastica e potremo interrompere questa esperienza
contemplativa, varcando la soglia solamente per andare a fare la spesa o in
farmacia, sempre che non ci conduca fuori dall’uscio qualche motivo di grave
necessità. Al tempo stesso però dovremo continuare ad andare a lavorare nelle
fabbriche e negli uffici, prendendo come se niente fosse i mezzi pubblici se
necessario.
Al termine della giornata senza dubbio più tragica
dall'inizio dell’epidemia di Coronavirus, con 2000 contagi e 200 decessi
registrati in sole 24 ore, mentre l'OMS dichiara la pandemia globale da Covid19
e la Lombardia, appoggiata dal Piemonte e dal Veneto, domanda al Premier di
chiudere tutte le attività (tranne naturalmente supermercati e farmacie) dal
momento che il servizio sanitario risulta ormai al collasso e non potrebbe
sopportare altre settimane sulla falsariga di questa…
giovedì 5 marzo 2020
Decisioni difficili
Marco Cedolin
Supponiamo per un attimo che il virus con il quale stiamo
iniziando a fare i conti, quello che in una decina di giorni ha prodotto almeno
3000 contagi, 107 decessi, portato 300 persone in rianimazione ed un altro
migliaio dentro ad un letto di ospedale sia realmente un virus estremamente
pericoloso. A causa della sua estrema contagiosità, del fatto che non lo
conosciamo e allo stato attuale delle cose non esiste una cura e della
consapevolezza che il nostro sistema sanitario dilaniato da decenni di tagli si
regge in piedi con le stampelle.
Certamente come molti credono potrebbe anche trattarsi di
una banale influenza enfatizzata ad hoc per inocularci un vaccino, di un
esperimento sociale per portarci nel panico, di una manovra finalizzata a dare
economicamente il colpo di grazia all'Italia, di un laboratorio sperimentale
delle teorie malthusiane e di molto altro ancora.
Ma torniamo all’ipotesi primigenia, supponendo che ci si
trovi davvero di fronte ad un virus estremamente pericoloso, potenzialmente in
grado di farci molto male, non solo economicamente ma anche dal punto di vista
della salute pubblica. Un virus che a causa di scelte politiche sbagliate,
supponenza e pressapochismo è stato finora lasciato libero di proliferare nel
Paese….
sabato 29 febbraio 2020
Calma e gesso
Marco Cedolin
Ad una settimana dall’esplosione dell’epidemia di
Coronavirus in Italia possiamo affermare senza tema di smentita di averne viste
davvero di tutti i colori. Sullo sfondo dell’abnegazione con cui ha lavorato
senza sosta (per molti versi eroicamente ) il personale sanitario delle zone
maggiormente interessate dal contagio, il resto del sistema Paese è riuscito a
dare veramente il peggio di sé.
La politica non è stata in grado di leggere la gravità e la
complessità della situazione nella sua interezza, finendo per abbandonarsi ad
una sterile fibrillazione. Litigi, contraddizioni, conflitti di potere e di
competenze, hanno fatto da corollario a meschini tentativi d'imbastire proprio
sull’emergenza virus l'asse portante d'improbabili campagne elettorali.
I virologi, pseudo virologi o comunque esperti nostrani sono
andati in TV e sui giornali in ordine sparso, spesso contraddicendosi l'uno con
l'altro, difendendo ciascuno la propria teoria, forti di una sicumera che non
aveva ragione di esistere dal momento che il virus in questione è un qualcosa
di nuovo anche per loro.
I media mainstream, già poco avvezzi a raccontare la realtà così
come si manifesta, hanno perso di vista completamente quello che dovrebbe
essere il loro ruolo, riuscendo a passare in pochi giorni dall'allarmismo più becero
alla reticenza squallida di un giornale di regime….
giovedì 27 febbraio 2020
Fragili come il cristallo
Marco Cedolin
Se c’è una cosa che l’epidemia di Coronavirus che stiamo
vivendo ha dimostrato inequivocabilmente, a prescindere da come la si pensi riguardo
alla pericolosità del virus, questa è l’estrema fragilità della nostra società globalizzata
che si nutre esclusivamente di crescita e sviluppo.
Qualora si verificasse un evento catastrofico di un certo peso, non mi riferisco alla caduta di un meteorite ma ad eventualità molto più concrete come una pandemia ad alto indice di mortalità, l'esplosione di una centrale o di una bomba nucleare, un terremoto di notevole intensità che colpisca aree altamente urbanizzate o qualsiasi altro disastro sui generis, la sensazione preponderante è quella che non esistano gli anticorpi per farvi fronte e riuscire a sopravvivere….
Qualora si verificasse un evento catastrofico di un certo peso, non mi riferisco alla caduta di un meteorite ma ad eventualità molto più concrete come una pandemia ad alto indice di mortalità, l'esplosione di una centrale o di una bomba nucleare, un terremoto di notevole intensità che colpisca aree altamente urbanizzate o qualsiasi altro disastro sui generis, la sensazione preponderante è quella che non esistano gli anticorpi per farvi fronte e riuscire a sopravvivere….
martedì 25 febbraio 2020
Con il Virus in poppa
Marco Cedolin
In soli tre giorni le vittime del Coronavirus sono passate
da una a sette, il numero dei contagiati è salito da 16 a 230 portandoci al terzo posto nel mondo, una
quindicina di paesi sono isolati dal resto d’Italia e oltre 50 mila persone
vivono in una piccola Wuhan padana dove ogni accesso è presidiato dalle forze
di polizia. Ben 7 regioni, Lombardia, Veneto, Piemonte, Trentino, Liguria,
Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia hanno chiuso le scuole di ogni ordine e
grado per una settimana insieme ai musei, sospeso ogni genere di evento
comprese le messe e le competizioni sportive. In alcune di esse è stata
disposta la chiusura di bar e locali notturni dalle 18,00 alle 6 del mattino,
mentre i matrimoni ed i funerali potranno svolgersi solo “a porte chiuse”. I
supermercati di alcune grandi città come Milano e Torino sono stati letteralmente
svuotati da un'orda di clienti decisi a fare incetta di ogni genere di prima
necessità, i metrò e le strade milanesi sono semideserti come in un film post
apocalittico e dappertutto si respira paura. L’Italia dei “porti aperti come i
culi" e della fissazione no borders inizia ad innalzare “muri” contro i
propri connazionali, la Basilicata impone la quarantena per qualunque cittadino
arrivi dal Nord e la Puglia sembra intenzionata a fare altrettanto. Il tutto
mentre all’estero ci guardano con sempre crescente sospetto, respingono aerei
ed autobus con a bordo i nostri turisti ed invitano i loro a non recarsi in
Italia. La borsa crolla, l’economia promette di andare ancora più giù (nonostante
sembrava non fosse possibile), l’OMS ci bacchetta ed un Presidente del
Consiglio in fibrillazione, non sapendo più che pesci prendere, tenta di
scaricare le colpe della politica su medici ed infermieri che combattono in
prima linea e minaccia di avocare a sé i poteri delle regioni, in un delirio di
onnipotenza privo di costrutto….
sabato 22 febbraio 2020
Carognavirus
Marco Cedolin
Puntualizziamo innanzitutto come allo stato attuale delle
cose ciascuno di noi abbia molte più probabilità di morire a causa di un tumore
o di una malattia cardiaca, di un incidente stradale o di un'infezione
batterica ospedaliera, di quante ne abbia di defungere a causa del Coronavirus
proveniente dalla Cina.
Detto ciò non si può negare che lo spettro di un virus
pandemico sia qualcosa che terrorizza in profondità, vuoi perché riporta alla
mente paure ancestrali legate alle grandi epidemie di peste e vaiolo del
passato, piuttosto che al dramma dell’influenza spagnola che molti dei nostri
nonni conobbero in gioventù, vuoi perché l'idea stessa di una pandemia con
tutte le ripercussioni ad essa legate è un qualcosa di fronte a cui diventa
impossibile non rabbrividire.
La paura rischia oltretutto di aumentare, quando si ha la
netta sensazione che non ci abbiano raccontato tutta la verità e che le
autorità e le strutture del Paese in cui viviamo siano del tutto inadeguate a
far fronte ad un’emergenza di questo genere…..
mercoledì 20 novembre 2019
La truffa del MOSE: l’ecomostro che NON salverà Venezia
Marco Cedolin
Ormai alla soglia del 2020, durante gli ultimi giorni piovosi che caratterizzano questo autunno dal cielo cinereo, Venezia è drammaticamente finita sott’acqua una, due, tre, quattro volte in un brevissimo lasso di tempo. Una serie devastante di ondate di marea, la più alta delle quali martedì 12 novembre ha raggiunto i 187 cm risultando seconda solamente al picco di 197 cm riscontratosi nel 1966. Come risultato di questo disastro un vero e proprio scenario di guerra, l’80% dell’intera città sott’acqua, negozi ed alberghi devastati, vaporetti accartocciati, barche distrutte, abitazioni devastate e perfino due vittime, mentre le prime stime parlano di un miliardo di euro di danni....
Ormai alla soglia del 2020, durante gli ultimi giorni piovosi che caratterizzano questo autunno dal cielo cinereo, Venezia è drammaticamente finita sott’acqua una, due, tre, quattro volte in un brevissimo lasso di tempo. Una serie devastante di ondate di marea, la più alta delle quali martedì 12 novembre ha raggiunto i 187 cm risultando seconda solamente al picco di 197 cm riscontratosi nel 1966. Come risultato di questo disastro un vero e proprio scenario di guerra, l’80% dell’intera città sott’acqua, negozi ed alberghi devastati, vaporetti accartocciati, barche distrutte, abitazioni devastate e perfino due vittime, mentre le prime stime parlano di un miliardo di euro di danni....
martedì 19 novembre 2019
Il MOSE era davvero l'unica strada percorribile?
Marco Cedolin
Un gruppo di esperti nominati dal Comune di Venezia quale
organo di consulenza per le linee e le opere di salvaguardia della laguna,
nella sua relazione del 15 novembre 2005 bocciò sostanzialmente il MOSE
considerandolo un progetto obsoleto, costoso, impattante e non in linea con i
criteri fissati dalla Legge Speciale per Venezia, collocandolo all’undicesimo
posto fra i 12 progetti alternativi esaminati....
venerdì 25 ottobre 2019
Ansia, malessere e disagio psichico: crescere non è mai stato così difficile
Marco Cedolin
Secondo i dati diffusi lo scorso anno dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza i tentativi di suicidio fra i giovanissimi in età compresa fra i 14 ed i 19 anni sono raddoppiati nel biennio 2015/2017, facendo sì che ben 6 ragazzi su 100 abbiano tentato di togliersi la vita.
A livello mondiale il suicidio è la seconda causa di morte fra giovani e giovanissimi, in Giappone e negli Stati Uniti addirittura la prima. Solamente in Italia 200 ragazzi under 24 si tolgono la vita ogni anno. All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma i ricoveri in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario sono aumentati di 20 volte negli ultimi otto anni e hanno riguardato anche bambini di 10-11 anni.
In Europa oltre un quarto degli adolescenti con età media di 14 anni mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo, in Italia il fenomeno riguarda circa il 20% dei ragazzi.
Stando alle statistiche 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale, è stato riscontrato un aumento del 37% nella depressione adolescente e un aumento del 200% del tasso di suicidi nei bambini fra i 10 ed i 14 anni.....
Secondo i dati diffusi lo scorso anno dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza i tentativi di suicidio fra i giovanissimi in età compresa fra i 14 ed i 19 anni sono raddoppiati nel biennio 2015/2017, facendo sì che ben 6 ragazzi su 100 abbiano tentato di togliersi la vita.
A livello mondiale il suicidio è la seconda causa di morte fra giovani e giovanissimi, in Giappone e negli Stati Uniti addirittura la prima. Solamente in Italia 200 ragazzi under 24 si tolgono la vita ogni anno. All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma i ricoveri in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario sono aumentati di 20 volte negli ultimi otto anni e hanno riguardato anche bambini di 10-11 anni.
In Europa oltre un quarto degli adolescenti con età media di 14 anni mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo, in Italia il fenomeno riguarda circa il 20% dei ragazzi.
Stando alle statistiche 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale, è stato riscontrato un aumento del 37% nella depressione adolescente e un aumento del 200% del tasso di suicidi nei bambini fra i 10 ed i 14 anni.....
venerdì 18 ottobre 2019
Amianto: il killer silenzioso con il quale continuiamo a convivere
Marco Cedolin
A partire dall’inizio del secolo scorso l’amianto è stato utilizzato nei più svariati ambiti d’uso, in virtù delle proprie qualità ignifughe, delle proprietà isolanti e della duttilità con cui poteva essere lavorato. Nonostante già negli anni 40 fosse noto come l’esposizione alle fibre di asbesto potesse provocare il mesotelioma pleurico (un tumore maligno particolarmente aggressivo con tasso di mortalità del 100%), altre forme di carcinomi maligni e naturalmente l’asbestosi, fin quasi alla fine del secolo l’amianto venne estratto e utilizzato in maniera sempre più smodata. Nella coibentazione degli edifici, così come delle navi e dei treni, come materiale da costruzione nell’edilizia (il tristemente noto Eternit) per fabbricare tegole, tubazioni, pavimenti, canne fumarie, ripiani dei forni per la panificazione, nella produzione delle auto, delle tute dei Vigili del fuoco, degli assi da stiro, nella fabbricazione della plastica, dei cartoni, della corda, perfino come coadiuvante nella filtrazione del vino....
A partire dall’inizio del secolo scorso l’amianto è stato utilizzato nei più svariati ambiti d’uso, in virtù delle proprie qualità ignifughe, delle proprietà isolanti e della duttilità con cui poteva essere lavorato. Nonostante già negli anni 40 fosse noto come l’esposizione alle fibre di asbesto potesse provocare il mesotelioma pleurico (un tumore maligno particolarmente aggressivo con tasso di mortalità del 100%), altre forme di carcinomi maligni e naturalmente l’asbestosi, fin quasi alla fine del secolo l’amianto venne estratto e utilizzato in maniera sempre più smodata. Nella coibentazione degli edifici, così come delle navi e dei treni, come materiale da costruzione nell’edilizia (il tristemente noto Eternit) per fabbricare tegole, tubazioni, pavimenti, canne fumarie, ripiani dei forni per la panificazione, nella produzione delle auto, delle tute dei Vigili del fuoco, degli assi da stiro, nella fabbricazione della plastica, dei cartoni, della corda, perfino come coadiuvante nella filtrazione del vino....
Iscriviti a:
Post (Atom)















