Neppure
in un Paese del quarto mondo (o del quinto nel caso esistesse) può
accadere di entrare con la propria auto in autostrada, pagando un
pedaggio faraonico, e ritrovarsi a morire ammazzati nel crollo del
ponte che si sta attraversando in tutta tranquillità. Ma purtroppo
in Italia succedono anche queste cose.
Nel
Paese dove sono stati spesi ad oggi decine e decine di miliardi di
euro per costruire linee ad alta velocità destinate ad una esigua
minoranza dei passeggeri ed a merci di fantasia che non ci sono mai
salite, mentre i pendolari spesso sono costretti a viaggiare su
littorine diesel a 42 gradi d'estate e prossime allo zero d'inverno,
il più delle volte su tratte a binario unico, può accadere anche
questo.
In un
Paese dove larga parte della rete autostradale italiana, costruita
con i soldi dei contribuenti e non dei privati, da decenni è stata
regalata (o se preferite data in concessione a prezzi ridicoli) a due
famiglie di ladroni....















