Il
"grande usuraio", parafrasando Stefano Benni un poco più
sboccato nei suoi Celestini, sembra ormai essere in procinto di
pensare alle cose serie. Dopo la valanga di nuove tasse (che con
l'acuirsi della recessione non renderanno granché), dopo
l'eliminazione delle pensioni per le generazioni future, che comunque
saranno costrette a pagare sempre più Inps, dopo avere posto le basi
per un mercato del lavoro dove esisterà solo più la parola
"uscita", inizia il periodo delle grandi svendite. Saldi
fuori stagione che costituivano il motivo primo dell'insediamento a Palazzo Chigi di un banchiere di Goldman Sachs che nessuno aveva
votato, ma Napolitano si era premurato di nominare senatore a vita,
per una serie di meriti che si perdono nell'imponderabile....
giovedì 14 giugno 2012
lunedì 11 giugno 2012
“Tav a Vicenza? Una presa in giro colossale”
Luca Matteazzi
«Vi stanno prendendo per il culo, e tanto anche». Quando gli si chiede di commentare le ultime novità sul passaggio della Tav a Vicenza, Marco Cedolin non le manda certo a dire. Di Tav lui si occupa da tempo. Come giornalista, blogger, scrittore (tra i suoi libri ci sono “Tav in Val di Susa, un buio nel tunnel della democrazia” e “Grandi Opere, le infrastrutture dell’assurdo”), militante dei No Tav piemontesi ed esponente del movimento per la “decrescita felice”. E smonta punto per punto il progetto di alta velocità low cost presentato la settimana scorsa dalle categorie economiche vicentine e fatto suo dal sindaco Achille Variati del Pd. «È tutto fumo. È una proposta fatta per la stampa e per trovare consenso tra la popolazione, ma in realtà priva di senso».
Si comincia con il progetto della nuova stazione in zona Fiera....
«Vi stanno prendendo per il culo, e tanto anche». Quando gli si chiede di commentare le ultime novità sul passaggio della Tav a Vicenza, Marco Cedolin non le manda certo a dire. Di Tav lui si occupa da tempo. Come giornalista, blogger, scrittore (tra i suoi libri ci sono “Tav in Val di Susa, un buio nel tunnel della democrazia” e “Grandi Opere, le infrastrutture dell’assurdo”), militante dei No Tav piemontesi ed esponente del movimento per la “decrescita felice”. E smonta punto per punto il progetto di alta velocità low cost presentato la settimana scorsa dalle categorie economiche vicentine e fatto suo dal sindaco Achille Variati del Pd. «È tutto fumo. È una proposta fatta per la stampa e per trovare consenso tra la popolazione, ma in realtà priva di senso».
Si comincia con il progetto della nuova stazione in zona Fiera....
sabato 9 giugno 2012
Rivoluzionari contro
Marco Cedolin
Sta
assumendo dei toni grotteschi la vicenda concernente l'attacco di
presunti attivisti di Anonymous al sito di Beppe Grillo, oggi non più
solo comico, ma anche riferimento politico di un movimento come
quello a 5 stelle che ha di recente ottenuto i primi risultati significativi nella tornata elettorale del mese scorso.
Sorvolando
sulla reale natura del gruppo di rivoluzionari da tastiera che si
cela dietro la sigla Anonymous, risulta piuttosto singolare il fatto
che l'attacco in questione arrivi proprio nel momento in cui il
movimento di Beppe Grillo sta muovendo i primi passi nell'agone
politico, osteggiato con furia belluina non solo dai mestieranti del
Pd con e senza elle, ma anche da buona parte della sinistra radicale,
assai disorientata per lo "scippo" di molte delle battaglie
che negli ultimi anni ha finto maldestramente di portare avanti......
venerdì 8 giugno 2012
Le banche si mangiano la RAI
Marco Cedolin
Da un
paio di giorni in molti si stavano domandando la ragione del
piagnisteo di Monti, trasformatosi per l'occasione in un epigono di
lacrima Fornero, riguardo alla perdita dell'appoggio dei "poteri
forti" di cui egli si reputava vittima.
La
risposta sembra essere arrivata questa sera, quando il contraltare a
tanti lai presidenziali si è concretato in un vero e proprio colpo
di mano, attraverso il quale l'usuraio di Goldman Sachs ha d'imperio
posto la RAI nelle mani dei banchieri, affinché ne facciano buon
uso.
Anna
Maria Tarantola, attualmente vice direttore generale della
Banca d'Italia, sarà la nuova Presidente della TV di stato, Luigi
Gubitosi di Bank of America diventerà il nuovo direttore generale,
mentre Angelo Marcello Cardani, bocconiano doc e grande amico di
Monti rivestirà il ruolo di nuovo Presdidente dell'Agcom.......
giovedì 7 giugno 2012
Berremo anche questa?
Marco Cedolin
L'esplosione
avvenuta dinanzi alla scuola Morvillo di Brindisi, nella quale trovò
la morte la sedicenne Melissa, sembrò fin dal primo momento figlia
di quella strategia della tensione alla quale in Italia siamo
purtroppo tristemente abituati. In tutta evidenza qualcosa non aveva
però funzionato a dovere, come dimostrano le tantissime inconguenze
emerse riguardo all'attentato. Stando alle dichiarazioni degli
inquirenti a scoppiare furono tre bombole di gas collegate fra loro,
ma i risultati della deflagrazione non sembravano affatto compatibili
con un elemento di questo genere. Gli inquirenti in un primo tempo
dichiararono che la bomba artigianale era comandata da un timer
programmato per provocare lo scoppio nel momento di maggior afflusso
degli studenti, "fortunatamente" bloccatosi
anticipatamente. Poi invece del timer non si fece più menzione e
l'artefice dell'attentato diventò una persona anziana ripresa dalle
telecamere, con in mano un telecomando a distanza. Poco importa se
l'uso di un telecomando a distanza fosse un elemento scarsamente in
sintonia con un ordigno di costruzione artigianale (e il timer
bloccato che fine aveva fatto?) e se, come ben sa chiunque abbia una
minima competenza nel campo degli esplosivi, per provocare la
deflagrazione di tre bombole del gas sarebbe stato necessario
disporre di una certa quantità di esplosivo ad alto potenziale,
difficilmente reperibile e assai poco artigianale.
Alle
incongruenze si sommò la caducità del clamore mediatico. Dopo la
sovraesposizione iniziale sui giornali e nei TG, abortita sul nascere
la pista mafiosa che vaticinava improbabili ritorsioni ed evaporata
altrettanto lestamente la pista terroristica che ventilava un
collegamento con l'attentato occorso a Genova al manager Ansaldo, la
bomba di Brindisi fu rinchiusa in tutta fretta nel cassetto
dell'oblio mediatico.
Per
ricomparire solo oggi, con la fulgida veste del caso risolto (o in
via di risoluzione) dove esiste un colpevole con nome e cognome, con
annessa chiara dinamica di come si svolsero i fatti e di quale fosse
il movente all'origine degli stessi.....
martedì 5 giugno 2012
Il buongiorno si vede dal mattino
Marco Cedolin
Le giornate stanno continuando ad
allungarsi, l'aria si é fatta tiepida e mentre l'estate sta
iniziando a fare capolino, sembra giunto il momento di trastullarci
con un sommario bilancio di questo primo semestre di governo dei
banchieri, partendo dal presupposto che probabilmente nel momento del golpe operato dalla premiata ditta Monti & Napolitano, eravamo
stati troppo ottimisti.
La pressione fiscale é salita a
dismisura, a causa dell'introduzione di una marea di nuove tasse e
delle accise sul prezzo dei carburanti. I redditi delle persone meno abbienti sono quelli che ne hanno risentito di più e si stanno
drammaticamente allungando le file alle mense della Caritas, le
persone costrette a dormire in macchina e quelle letteralmente
buttate sotto ad un ponte da Equitalia.
Ma nonostante l'aumento esponenziale
della tassazione, le entrate del governo risultano inferiori di 3,4
miliardi rispetto alle previsioni e resta difficile immaginare che
una congrega di contabili e banchieri non avesse previsto che la
contrazione dei consumi e delle imprese, determinata proprio dalle
nuove tasse, avrebbe provocato un effetto domino di questo tipo. Per
fare fronte a questo ammanco di cassa, la soluzione sarà quella
d'imporre nuove tasse che ridurranno ulteriormente le entrate dello
stato, in un gioco al massacro il cui senso ultimo può essere solo
la volontà di portare al fallimento questo disgraziato paese, per
poi venderlo a tranci al miglior offerente....
giovedì 31 maggio 2012
Prima la festa, per il lutto c'è tempo
Marco Cedolin
Per quanto ci riguarda non abbiamo mai
apprezzato la festa del 2 giugno, con il suo corollario di sfilata
delle forze armate. In primo luogo perchè riteniamo che le armi di
distruzione di massa rappresentino un elemento di morte scarsamente
adatto ad alimentare feste e baccanali, in secondo luogo perchè
l'esercito che sfila non difende la patria, ma opera alle dipendenze
dei governi stranieri di cui costituiamo una delle tante colonie.
In un momento come questo, di fronte al terremoto infinito che sta squassando l'Emilia Romagna da oltre una
settimana, con il suo carico di morti e di persone rimaste senza casa
e senza lavoro, l'incartapecorito Napolitano avrebbe sicuramente
dovuto compiere un gesto che dimostrasse come anche all'interno di una classe
politica miope e supponente esistesse ancora qualche barlume di buon
senso. Sospendeno la sfilata militare, dichiarando il 2 giugno
giornata di lutto nazionale e devolvendo i 3/4 milioni di euro
destinati ad organizzare la festa alle vittime del terremoto......
mercoledì 30 maggio 2012
Meglio aumentare la benzina
Marco Cedolin
Più
passano i mesi vissuti all'insegna del governo golpista del duo
Monti/ Napolitano, più quella che inizialmente era solamente una
sensazione a pelle si trasforma in una certezza granitica. Per affossare definitivamente l'Italia, eliminando lo stato sociale,
svendendone il residuo patrimonio e creando un regime di polizia
fiscale, dove ogni problema si "risolve" attraverso
l'introduzione di una nuova tassa, non era certo necessario scomodare
i banchieri di Goldman Sachs e tanti "cervelli fini" che
hanno studiato alla Bocconi. Sarebbe stato sufficiente un gruppo di
detenuti prelevato dalle patrie galere, che almeno avrebbero
praticato il ladrocinio con quel briciolo di umanità sconosciuta ai
banco robot della banda Monti.
La
gestione da parte del governo dei rovinosi terremoti che stanno
mettendo in ginocchio l'Emilia Romagna ed hanno già provocato una
trentina di vittime e almeno 14mila sfollati, è stata fin da subito
grottesca, vissuta all'insegna di un mix fra il più totale
disinteresse e la ferma volontà di far si che la catastrofe non
incidesse minimamente sulle casse dello stato.
Solamente
poche ore prima che le scosse iniziassero a martoriare i territori
oggetto della devastazione, il governo golpista, dimostrando
sorprendenti doti di lungimiranza, già si era preoccupato di mettere
le proprie casse in sicurezza, varando una legge che sgravava lo
stato dall'obbligo della ricostruzione nel caso di calamità
naturali, naturalmente senza che i media mainstream sentissero la
necessità di rendere pubblica la cosa, documentata solamente
all'interno di qualche trafiletto sms dell'Ansa.....
martedì 22 maggio 2012
Monti incontra i terremotati: fatti vostri!
Marco Cedolin
In Italia negli ultimi 60 anni i
terremoti sono stati parecchi, dal Belice all'Irpinia, dal Friuli
all'Umbria, fino ad arrivare all'ultima tragedia in ordine di tempo
che fu quella dell'Aquila. Così come sono stati molti i governi
ritrovatisi a gestire queste catastrofi, talvolta operando con una
discreta efficienza, molto spesso dando prova di profonda
disorganizzazione. In alcuni casi, penso ad esempio al Friuli, i
cittadini sono potuti rientrare nelle proprie abitazioni,
completamente ricostruite da stato e regione, in tempi
ragionevolmente brevi, in altri hanno dovuto attendere decenni
all'interno dei container. In alcuni casi la gestione della calamità
é filata via liscia, in molti altri i fondi destinati ai terremotati
sono stati oggetto d'intrallazzi, speculazioni e tangenti senza fine.
Mai e poi mai è però stato messo in
dubbio il principio basilare in virtù del quale lo stato aveva la
piena responsabilità di procedere alla ricostruzione delle case
distrutte e alla ristrutturazione degli edifici lesionati.
Poi é arrivato il governo golpista
delle banche, capitanato da Mario Monti e le cose sono cambiate
radicalmente, riducendo allo status di dilettanti tutti i truffatori
del passato....
sabato 19 maggio 2012
Bomba a Brindisi, utilità della tensione
Marco Cedolin
Esplode
una bomba (costituita da tre bombole del gas collegate fra loro)
davanti ad una scuola di Brindisi, facendo scempio di studenti e
lasciando sul selciato il corpo inanimato di una ragazza di 16 anni e
altri ragazzi feriti gravemente. Una tragedia che strazia il cuore e
s'insinua nelle coscienze, lasciando in bocca un gusto amaro e tanto
dolore.
Quale
significato potrebbe mai avere un attentato di questa crudeltà,
apparentemente privo di senso?
E quali
attori perversi si celano dietro ad un'azione così aberrante? La
mafia? Il terrorismo eversivo? I servizi segreti?
Gli
inquirenti naturalmente stanno vagliando l'accaduto e forse fra
qualche giorno saranno in grado di presentare una qualche verità
ufficiale, oppure le indagini proseguiranno, come è accaduto spesso
in passato, senza risultati per decenni, fino a perdersi nei meandri
del tempo e dell'imponderabile.
Senza
alcuna presunzione di voler dare delle risposte, riteniamo comunque
giusto portare qualche riflessione, basata unicamente sull'uso della
logica.
Come
molti hanno già avuto modo di scrivere è assai improbabile che ci
sia la mafia dietro alla bomba di Brindisi. La mafia, nelle sue varie
declinazioni, fino ad oggi non ha mai colpito nel mucchio attentando
alla vita di comuni cittadini, ma quando è accaduto ha sempre
diretto le proprie azioni contro obiettivi ben precisi che avevano un
senso all'interno del contesto. Inoltre la mafia rifugge la
pubblicità e da un attentato come quello di Brindisi avrebbe solo da
perdere: gli occhi degli inquirenti e dei media focalizzati sul
territorio, nuove leggi più repressive, maggiori attenzioni ai suoi
movimenti. Una iattura insomma.....
venerdì 18 maggio 2012
Cani e porci
Marco Cedolin
I primi sono i cuccioli che vivono con noi ed allietano le nostre giornate con la loro compagnia.
I secondi la congrega di banchieri che senza averne diritto governa
questo disgraziato paese e lo prosciuga di ogni risorsa, attraverso
l'imposizione di una tale marea di tasse che avrebbe fatto
impallidire perfino un professionista come il povero Padoa Schioppa.
Fidando naturalmente sulla capacità degli usurai di Equitalia di
estorcere denaro anche a chi ormai sta letteralmente morendo di fame.
Per la seconda volta si sta
infatti tornando a parlare di un progetto di legge, mirato a tassare
i possessori di animali domestici, finalizzato dal "nobile
proposito" di rimpinguare le casse comunali, finanziando una
migliore gestione del randagismo.
Stando alle pagine di
Repubblica, leader indiscusso fra i giornalacci mainstream, la
proposta di legge in oggetto avrebbe in un primo tempo riscosso i
favori del governo, che si sarebbe poi però affrettato nel prendere
le distanze, per bocca (o meglio tastiera) del sottosegretario
all'Economia Gianfranco Polillo, che esprimendosi nel merito nel
luogo deputato a discutere le leggi, cioè twitter, avrebbe definito
l'appoggio precedentemente dato al provvedimento solamente una
"battuta"....
giovedì 17 maggio 2012
Il fantasma del terrorismo per coprire la realtà
Marco Cedolin
Nessuna persona in buona
fede e nella pienezza delle sue facoltà mentali potrebbe seriamente
prendere in considerazione l'ipotesi dell'avvento di una stagione di
terrorismo nell'Italia del 2012, così come stanno vaticinando alcuni
ministri del governo Monti, coadiuvati nella mistificazione da larga
parte del bestiario politico e di quello mediatico, deputato all'orientamento del pensiero.
Tutti i parametri della
società sono cambiati così radicalmente nel corso degli ultimi 40
anni, da far si che oggettivamente diventi assolutamente
improponibile qualsiasi parallelismo con la stagione del terrorismo
che sconvolse il paese a cavallo degli anni 70.
Quaranta anni fa, sull'onda
della rivoluzione cubana e della contrapposizione ideologica fra
comunismo e capitalismo, l'immaginario collettivo era
fondalmentalmente ancora così ingenuo da prendere in considerazione
la possibilità di sovvertire l'ordine costituito attraverso la
pratica della lotta armata.
La "lotta di classe"
era un qualcosa di tangibile, in una società molto semplice e
schematica, dove le classi più povere, prevalentemente composte da
operai, mantenevano un certo grado di coesione al proprio interno e
una forte volontà di rivalsa nei confronti di quelle dominanti.
La televisione, agli albori,
non aveva ancora esplicitato nella sua interezza il proprio ruolo di
lavaggio del cervello che inibisce il senso critico, anestetizza le
coscienze e sostituisce la cultura ponderata con l'informazione
urlata. Si leggeva molto di più, si parlava molto di più e si
"sognava" molto di più di quanto non accada oggi......
venerdì 11 maggio 2012
Fra una bastonata e un volantino, l'importante è fare confusione
Marco Cedolin
Caricati e bastonati con furia dalla
polizia gli studenti che a Torino tentavano di entrare alla fiera del
libro, per contestare il "banchiere" Profumo che sta giocando a fare il
ministro. Sgomberati con violenza gli operai senza lavoro che
nell'area dell'Alfa di Arese tentavano di difendere i diritti
perduti. Picchiati e caricati a più riprese dalle forze dell'ordine
i cittadini napoletani che protestavano animosamente davanti alla
sede di Equitalia.
Gli usurai non si toccano e neppure si
contestano, sembra il chiaro messaggio che lo stato (le banche)
intende lanciare ai molti cittadini ormai preda della disperazione,
facilitato in questo dall'atteggiamento complice dei partiti politici
che hanno abbandonato ed isolato coloro che (sbagliando) li avevano
votati, preferendo servire fedelmente la grande finanza, nella speranza che li lasci sopravvivere ancora un pò.
A fare da corollario al pugno duro
contro chiunque osi protestare, non potevano mancare le dotte
disquisizioni degli esperti di statistica dell'Istat (quelli che
stimano la disoccupazione sotto il 10% solamente perchè con la
soppressione degli uffici di collocamento é scomparso anche il mezzo
per conteggiare i disoccupati) che senza dimostrare la minima decenza
si sono sentiti in dovere di disquisire sul numero degli italiani suicidati da Monti e Befera.....
mercoledì 9 maggio 2012
Brigate Rosse e volpi imbiancate
Marco Cedolin
L’Italia dello spread e dei governi
tecnici è uno strano paese, dove un allenatore che tira un paio di
cazzotti al proprio giocatore che lo ha schernito, viene additato
come becero violento e licenziato seduta stante, ma un poliziotto
che bastona a sangue una donna che giace a terra indifesa, violento non lo è,
anzi si propone per ricevere una promozione. Un paese confuso e
confusionario, abbarbicato sui cortocircuiti logici, dove spesso
vince chi urla più forte, ma se urli dalla parte sbagliata ti verrà
prontamente fatto notare come sia vietato alzare la voce. Un paese
dove giovani e meno giovani marciscono da mesi nelle patrie galere,
per aver fatto una scritta su un muro o partecipato ad una
manifestazione, ma chi in galera dovrebbe andarci sul serio, per
avere ammazzato, rubato o stuprato, spesso riesce a farla franca
sgusciando fra le maglie arrugginite della macchina della
giustizia.
In questo clima un po’ così, a metà fra una commedia grottesca e un festival degli orrori, non poteva certo mancare qualche tombarolo che riesumasse la mummia del terrorismo degli anni di piombo, per agitarla con furia belluina dinanzi agli occhi del “popolo”, vaticinando violenze e violenze e sventure senza fine…….
In questo clima un po’ così, a metà fra una commedia grottesca e un festival degli orrori, non poteva certo mancare qualche tombarolo che riesumasse la mummia del terrorismo degli anni di piombo, per agitarla con furia belluina dinanzi agli occhi del “popolo”, vaticinando violenze e violenze e sventure senza fine…….
martedì 8 maggio 2012
Notte buia
Marco Cedolin
Il tramonto è ormai scolorato da tempo
fra le pieghe della notte e le prime luci dell’alba si scorgeranno
solamente quando il buio inizierà a farsi meno fitto. Siamo nel bel
mezzo della notte, ma la notte della ragione non è scandita dalle
lancette di un orologio, può squarciarsi in un lampo quando meno te
l’aspetti, così come mantenerti appiccicato al suo buio di gomma
per l’eternità.
In Italia si vota sempre di meno e ci si suicida sempre di più, senza che il mezzobusto patinato deputato a leggere il gobbo del TG si produca in una filippica intorno al cambiamento dei gusti degli italiani.
La penuria di votanti tutto sommato è un problema risibile, dal momento che non esistono quorum e per eleggere il cameriere di turno sono più che sufficienti i consensi dei soliti fedelissimi. Poco importa il fatto che in Italia il maggior partito sia quello degli astenuti, l’importante è che rimanga un coacervo di differenze governato dal dividi et impera, cristallizzato e senza possibilità di nuocere.
L’ondata di suicidi al contrario è qualcosa di un poco più serio, se non altro perché esiste sempre la remota possibilità che arrivi un giorno in cui il “disperato” decida di rivolgere “l’arma” non contro sé stesso ma contro il suo aguzzino. E allora le parole d’ordine sono dissimulare, sottacere, minimizzare. Ignorare insomma il più possibile il problema, fintanto che le sue dimensioni consentano di farlo. L’alternativa sarebbe quella di prenderlo in considerazione, entrare nel merito degli elementi che lo ingenerano, tentare di arginarlo proponendo delle soluzioni. Tutte azioni politicamente scorrette, che potrebbero mettere a rischio l'equilibrio dello spread e la stabilità dei mercati finanziari. Troppo pericoloso.
Ma anche all’interno della notte più buia, spesso capita di scorgere delle ombre che si agitano nei recessi senza luce…..
In Italia si vota sempre di meno e ci si suicida sempre di più, senza che il mezzobusto patinato deputato a leggere il gobbo del TG si produca in una filippica intorno al cambiamento dei gusti degli italiani.
La penuria di votanti tutto sommato è un problema risibile, dal momento che non esistono quorum e per eleggere il cameriere di turno sono più che sufficienti i consensi dei soliti fedelissimi. Poco importa il fatto che in Italia il maggior partito sia quello degli astenuti, l’importante è che rimanga un coacervo di differenze governato dal dividi et impera, cristallizzato e senza possibilità di nuocere.
L’ondata di suicidi al contrario è qualcosa di un poco più serio, se non altro perché esiste sempre la remota possibilità che arrivi un giorno in cui il “disperato” decida di rivolgere “l’arma” non contro sé stesso ma contro il suo aguzzino. E allora le parole d’ordine sono dissimulare, sottacere, minimizzare. Ignorare insomma il più possibile il problema, fintanto che le sue dimensioni consentano di farlo. L’alternativa sarebbe quella di prenderlo in considerazione, entrare nel merito degli elementi che lo ingenerano, tentare di arginarlo proponendo delle soluzioni. Tutte azioni politicamente scorrette, che potrebbero mettere a rischio l'equilibrio dello spread e la stabilità dei mercati finanziari. Troppo pericoloso.
Ma anche all’interno della notte più buia, spesso capita di scorgere delle ombre che si agitano nei recessi senza luce…..
sabato 5 maggio 2012
Gli ambulanti e la Bolkestein
Marco Cedolin
Mercoledì scorso, a Torino, alcune
centinaia di ambulanti sono scesi in strada contro la direttiva Bolkestein che di fatto metterà seriamente a repentaglio le
prospettive della loro attività, già fortemente minate dalla
contrazione degli acquisti imposta dalla recessione.
Per tentare di dare alla loro protesta
(politicamente scorretta e pertanto completamente ignorata tanto dai
media quanto dai partiti che "difendono" i più deboli) una
qualche visibilità, gli ambulanti hanno bloccato parzialmente, con
l'ausilio, dei propri furgoni la tangenziale torinese in occasione
della partita Juventus - Lecce, ingenerando un discreto caos nella
circolazione.
Se da un lato questo gesto ha pagato,
facendo si che agli ambulanti venisse dedicato qualche trafiletto
perfino sulla Stampa, dove oltre a stigmatizzare l'accaduto e
"piangere" i poveri tifosi in coda, si é fatto anche
brevemente cenno alle ragioni della protesta, dall'altro la risposta
della macchina repressiva è stata di quelle da far rizzare i capelli
in testa a chiunque ancora pensi che il cittadino dovrebbe essere
libero di difendere i propri diritti......
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