martedì 29 aprile 2008

Report Rai: non tutta la verità

Marco Cedolin

Report condotto su Rai 3 dalla brava Milena Gabanelli è una di quelle rarissime trasmissioni grazie alle quali ci si può ancora illudere che abbia un senso tenere in casa la TV. Inchieste ficcanti, documentate e precise, nessuna soggezione verso i grandi poteri, enorme capacità di sintesi, estrema linearità di linguaggio, hanno fatto negli anni di Report uno dei più fulgidi esempi di reale giornalismo d’informazione.
Forse proprio per queste ragioni l’ultima puntata della trasmissione, andata in onda domenica 27 aprile è parsa stonata nel suo incedere spesso equivoco, nella mancanza di obiettività, nella disarmante scarsità di dati oggettivi che potessero suffragare alcuni parallelismi sconcertanti portati avanti con ostinazione nel corso del programma.

Report di domenica ha esordito presentando un’interessante e documentata indagine avente per oggetto gli aeroporti italiani e l’enorme quantità di progetti concernenti il loro ampliamento attualmente in fase di proposizione. Ha messo in evidenza le pesanti conseguenze, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, della scelta scellerata di operare ampliamenti incontrollati, spesso senza manifestare alcuna attenzione nei confronti del territorio e dei cittadini e nell’assoluta mancanza di realistiche prospettive di ritorno economico. Ha puntato il dito contro l’incongruenza costituita dall’esistenza di una miriade di scali aeroportuali, molti dei quali situati a poche decine di chilometri l’uno dall’altro. Ha messo in luce una grande mole di “finanziamenti” scarsamente trasparenti e assai discutibili, destinati alle compagnie low cost, operati con denaro pubblico dai gestori degli scali al fine di attrarre nuovo traffico. Il tutto con estrema abbondanza di dati, testimonianze ineccepibili e grande competenza.

Giunti a questo punto la trasmissione ha cambiato angolazione, con l’intento di dimostrare come il treno sarà destinato a soppiantare l’aereo nel prossimo futuro fra i sistemi di trasporto passeggeri, e qui si è iniziato a fare una terribile confusione.
Il postulato secondo cui nei decenni futuri la movimentazione delle persone sarà destinata ad incrementare in maniera esponenziale è stato interpretato come una verità assiomatica, senza mettere neppure per un attimo in discussione gli evidenti limiti (spesso documentati nelle puntate precedenti) di un modello di sviluppo devastante, difficilmente perseguibile in prospettiva. La “necessità”di velocità è stata elevata allo status di bisogno primario dell’uomo, quasi correre sempre più veloci equivalesse a mangiare, bere o respirare.
Milena Gabanelli ha iniziato a profondersi in una serie di lodi sperticate nei confronti di Sarkozi autore di una moratoria sulla costruzione di nuovi aeroporti, aggiungendo che “in Francia si investe sulle linee ad alta velocità e si recuperano quelle dimesse ed anche in Germania non si investe su nuovi aeroporti, si investe sulle linee ad alta velocità e sotto i 400km si prende il treno perché inquina di meno”.
In questo caso purtroppo le informazioni fornite dalla brava Gabanelli sono risultate assai poco corrette, in quanto la Germania sta investendo in nuovi aeroporti, come sta a dimostrare la costruzione del nuovo megascalo Bbi di Berlino che dovrebbe essere pronto nel 2011. Se “sotto i 400 km si prende il treno” non si tratta di quello ad alta velocità, poiché tutti gli esperti di trasporti sono concordi sul fatto che i treni veloci diventano competitivi sulle tratte superiori ai 400 km. Il treno inquina meno dell’aereo se consideriamo le emissioni dei 2 mezzi di trasporto, ma se inseriamo nel confronto l’inquinamento determinato dalla costruzione delle infrastrutture (aeroporti e linee ferroviarie per l’alta velocità) deputate a permetterne la circolazione la situazione risulterà pesantemente ribaltata dagli enormi impatti determinati dalla costruzione delle linee AV, impatti che la Gabanelli oltre ad essersi dimenticata di documentare omette perfino di menzionare.

A seguire un lungo servizio sulle mirabolanti doti dell’alta velocità spagnola, con ammirato stupore per i treni che corrono ad oltre 300 km/h, per la gioia di viaggiatori e pendolari (pendolari?) che intervistati esprimono il proprio entusiasmo. Fra Madrid e Barcellona 650 km di linea TAV, solo 2 ore e mezza di viaggio, solo 130 euro di biglietto, un chiaro esempio da seguire per l’Italia che “va lenta”.
La redazione di Report ha purtroppo dimenticato di documentarsi riguardo agli impatti ambientali determinati da quella tratta di 650 km, ha dimenticato di menzionare le reiterate proteste di cittadini e comitati contrari all’opera, ha dimenticato d’intervistare le migliaia di persone evacuate dai condomini di Barcellona, poiché la costruzione della linea ad alta velocità aveva determinato il rischio di crollo per le loro abitazioni. Il parallelismo con l’Italia è poi assolutamente improponibile a causa della differente morfologia dei territori e del fatto che nel nostro Paese l’alta velocità è progettata per trasportare merci e persone (non solamente viaggiatori come in Spagna) e non presenta tratte superiori ai 200 km senza fermate intermedie.

Immancabili a questo punto le faziose interviste ai viaggiatori italiani: ma lei invece dell’aereo non poteva scegliere il treno? Assolutamente no, il treno in Italia è lento, per andare a Torino non c’è l’alta velocità (per andare a Milano, Firenze o Roma c’è?)… se ci fosse un TAV.
Stupisce oltremisura constatare come la redazione di Report attribuisca alla mancanza dell’alta velocità gli alti tempi di percorrenza dei treni italiani, dimenticando la giungla d’inefficienze, disservizi e disorganizzazione che essa stessa aveva minuziosamente documentato negli anni passati. Sarebbe stato logico domandarsi oggettivamente cosa determini la lentezza del trasporto ferroviario italiano, magari documentandosi e fornendo dati, come Report generalmente è solita fare.
Invece nulla, una sequela di vuoti slogan e la domanda finale di Giovanna Boursier che si chiede “Perché gli spagnoli riescono a fare un treno Barcellona – Madrid che ci mette 2 ore e mezza, mentre da noi non abbiamo l’alta velocità nemmeno fra Torino e Milano? Perché in Spagna ci riescono e noi non ci riusciamo?

Dopo avere ascoltato la trasmissione alcune domande sorgono spontanee e rischiano di essere perfino più dirette di quelle della Boursier.
Perché Report ha deciso di fare un servizio partigiano, scarsamente documentato e infarcito d’inesattezze finalizzato a sponsorizzare il TAV? Perché Report non racconta quanto denaro pubblico è stato sperperato nella costruzione delle linee ad alta velocità a detrimento dell’efficienza del servizio ferroviario italiano? Perché Report ha deciso di smettere con l’ottimo giornalismo d’informazione che contraddistingueva la trasmissione ed inizia a balbettare frasi sconnesse intrise di propaganda? Perché proprio Report?
Forse perché Report è sempre stata un’ottima trasmissione e la gente ha imparato nel tempo a fidarsi di quello che dice, già a fidarsi.



13 commenti:

Alessandro Aimone ha detto...

Illuminante..come sempre.. Mai abbassare la guardia mi verrebbe da dire. Per fortuna in giro ci sono ancora persone come te. Grazie Marco!

Anonimo ha detto...

Grazie anche da parte mia e mi associo al mio omonimo.

HAVEADREAM ha detto...

Dopo la vicenda Barnard-Gabanelli-Rai, la redazione tutta e la trasmissione Report hanno perso di credibilità.

Unitamente a Beppe Grillo, che non ha mai speso una parola su questa incresciosa e vergognosa storia di "censura".

Come credere ancora a questa gente, che professa paladina della verità, quando ci si comporta anche peggio della censura di Stato?

marco cedolin ha detto...

In effetti episodi come questo inducono a riflettere riguardo all'uso strumentale di personaggi e trasmissioni che si sono guadagnati negli anni una patente di probità grazie ad inchieste di spessore e battaglie condotte "controcorrente".

Quando la Gabanelli o Travaglio parlano a favore del TAV, fingendo d'ignorare le coordinate (a loro ben note)della truffa che si nasconde dietro l'operazione concernente le tratte ad alta velocità, risuona per forza di cose un campanello d'allarme.

Se ti viene permesso di lavorare ben remunerato all'interno del circo mediatico, pur mettendo in atto inchieste che denunciano l'operato scorretto di chi il circo mediatico lo controlla, è solamente perchè tu possa conquistare popolarità presso l'opinione pubblica, per poi spenderla al momento opportuno laddove ai grandi poteri più necessita di essere incisivi.

Alessandro Aimone ha detto...

Mi permetto di obiettare sul tuo pensiero su Travaglio. In più occasioni (ti lascio due link come esempio) MT ha spiegato l'inutilità del TAV e ne ha delineato i contorni più che mai oscuri di inciuci destra-sinistra e delle lobbies economiche che si nascondo dietro questo progetto.

http://it.youtube.com/watch?v=HLinfT-_S2Y
http://it.youtube.com/watch?v=tey5q8BWD1M

Che ne pensi?

marco cedolin ha detto...

Caro Alessandro,
quello che dici è verissimo, Marco Travaglio ha spesso messo in evidenza l'inutilità del TAV e soprattutto gli intrecci del malaffare che si nascondono dietro l'opera. I 2 filmati da te segnalati (uno dei quali risalente alla manifestazione NO TAV del dicembre 2005 a Torino)stanno a dimostrarlo, ma anche io in passato l'ho sentito fare dal vivo gli stessi discorsi.
Anche Report in passato ha più di una volta messo in evidenza sprechi e malaffare connessi al TAV, pur non arrivando a spiegare che l'opera oltre che costosissima è sostanzialmente inutile.

Il problema tornando a Marco Travaglio è che in una recente lettera aperta letta nel 2007 ad Anno Zero e in sucessive apparizioni pubbliche ha più volte asserito che il governo Prodi in Val di Susa si è incamminato sulla strada giusta dialogando con i cittadini ed adoperandosi per costruire il TAV con il loro consenso.
Informazione assolutamente falsa poichè in Val di Susa nessuno, nè il governo Berlusconi nè il governo Prodi, ha mai dialogato con i cittadini, nè tanto meno cercato consensi intorno ad un'opera che i valsusini rifiutano nella maniera più assoluta oggi come ieri.
Inoltre Travaglio in campagna elettorale ha invitato a votare Antonio Di Pietro che è fra i più accaniti sponsor del TAV oltre che l'ex Ministro delle Infrastrutture colpevole di avere richiesto (ottenendolo) un finanziamento di 671 milioni di euro per la costruzione del TAV in Val di Susa sulla base di un progetto farsa spacciato in maniera fraudolenta in Europa come condiviso dalla popolazione.

Personalmente non ho nulla contro Marco Travaglio che è un ottimo giornalista, però comprenderai che certe affermazioni non corrispondenti alla verità e l'esortazione a votare Di Pietro (e conseguentemente il PD)che vuole (vogliono) costruire il TAV a tutti i costi, contrastino con i discorsi di qualche anno fa riscontrabili nei filmati, al punto di destare più di qualche perplessità.

Spero che il mio pensiero sia risultato comprensibile.

Alessandro Aimone ha detto...

Caro Marco,

il tuo pensiero è più che comprensibile. Uno dei motivi principali per i quali non sono andato a votare alle ultime elezioni è proprio il fatto che l'IDV (che se vogliamo è il meno peggio della scena politica nostrana) sia favorevole alla realizzazione del TAV.

Condivido le tue perplessità sul discorso 'dialogo con i cittadini'. La sostanziale differenza tra i metodi dei governi Berlusconi e Prodi è che con il primo mi sono preso un paio di manganellate sulla testa ai Passeggeri quel memorabile 8/12, con il secondo 'solo' tanta delusione e rabbia per promesse non mantenute e scelte (i famosi 12 punti dopo la prima crisi o la richiesta di finanziamento all'UE) decise a tavolino e senza l'approvazione degli elettori.

Concludendo su Travaglio, che reputo il miglior giornalista italiano, non penso che stia facendo il gioco della 'popolarità ben spesa'. Nei suoi libri e negli interventi pubblici espone fatti (come dovrebbero fare un pò tutti i giornalisti) e li mette in relazione tra loro. Se c'è un giro di tangenti per appalti sul TAV lo dice chiaro e tondo, senza aggirare il problema. Quello che forse manca è una documentazione completa sull'impatto ambientale, economico, paesaggistico e sociale che la realizzazione del TAV porterebbe. Ma per questi aspetti ci sono i tuoi di libri...

marco cedolin ha detto...

Caro Alessandro,
vedo che hai spiegato la questione Travaglio molto meglio di come sia riuscito a fare io.
Come nel caso della Gabanelli (altra ottima giornalista) sarebbe sbagliato presumere la cattiva fede senza dati oggettivi che sostanzino un simile pensiero. Più probabile che in certi casi sia mancata loro la sufficiente documentazione sullo specifico.
Proprio questo voleva essere il senso dell'articolo, non certo un attacco a "Report venduto" cosa che oltretutto non ho mai pensato.

Ai passeggeri le manganellate io le ho scampate, ma temo purtroppo ci saranno presto nuove opportunità per mettermi al pari con te :-)

Alessandro Aimone ha detto...

Eheh..ovviamente mi auguro che tu abbia torto in modo da poter detenere ancora a lungo questo triste - e doloroso - primato.
Se così non fosse potremmo darci appuntamento nei nostri rispettivi metri quadri.. ;-)

Buon lavoro e grazie per le risposte!

Anonimo ha detto...

Caro Marco, leggo con molto interesse i tuoi articoli, e sulla TAV spesso mi sono trovato in perfetta sintonia.
Voglio però richiamare la tua attenzione sulla complessa vicenda siciliana dove il treno è soltanto un sogno. La tratta Trapani-Siracusa, meno di 400 km, si percorre in più di 12 ore, e se vogliamo spostarci da Palermo a Catania, 200km ca, impieghiamo più di 5 ore. La Regione Siciliana per sopperire a tali carenze strutturali (non si capisce qual'è la causa e qual'è l'effetto), finanzia centinaia di autolinee (spesso gestite da politici diventati imprenditori ad es. Cuffaro),che riescono a fornire tempi di percorrenza decenti, ma che sicuramente appesantiscono notevolmente il bilancio ambientale dell'Isola. Inoltre queste società diventano spesso serbatoi di voti per alcuni politici, visto l'abbondanza dei finanziamenti e l'uso che se ne fa.
Alla luce di tutto questo, non pensi che una linea ferroviaria veloce pensata e realizzata rispettosa dell'ambiente, che comunque possa garantire una mobilità "di tipo europeo piuttosto che da terzo mondo", possa essere una risposta per uno sviluppo sostenibile della Sicilia?

marco cedolin ha detto...

Gentile amico,
conosco molto bene lo stato disastroso in cui versa il sistema dei trasporti in Sicilia, di cui tu mi porti un interessante esempio.

Senza dubbio in Sicilia esiste la necessità di tratte ferroviarie moderne a doppio binario, sulle quali possano correre treni altrettanto moderni.
Una cosa totalmente differente dal sistema italiano dell'alta velocità. Assolutamente sproporzionato nel rapporto fra costi dell'infrastruttura e benefici del servizio, totalmente inadeguato a rispondere alle esigenze dei pendolari (il TAV non può permettersi le fermate intermedie) e per nulla rispettoso dell'ambiente, come credo si possa evincere dall'ampia letteratura che esiste a questo proposito.

Mi auguro pertanto che possa arrivare il giorno in cui la Sicilia (e l'Italia tutta) usufruiranno di un servizio ferroviario di tipo europeo, del quale ad oggi purtroppo non si vede assolutamente traccia.

Ricky ha detto...

Caro Marco, il tuo obiettivo é sbagliato. Spostarsi é una necessità per l'uomo e se é in velocità é meglio. Sono d'accordo che la TAV sia un pozzo di corruttele, spreco e malaffare, ma la soluzione non é abolirla, é lo stesso ragionamento di chi dice che siccome in tv passano programmi diseducativi, propone di abolire la tv, o dato che in internet si trovano cose aberranti, propone di limitare o chiudere internet.
Vivo in Spagna e so quello che dico: se per andare da Madrid a Valencia dal 2010 ci metterò un'ora invece di 3 e 1/2, anche se mi costerà di più che andare in auto, sarò ben felice di lasciare l'auto a casa perché inquinante e pericolosa, e potrò pensare di aprire un'attività turistica o di altro tipo a Valencia, contando sul richiamo che ottiene la possibilità di spostarsi rapidamente. Insisto: sono 10000 anni che l'uomo si muove, non ti pare una necessità primaria?

marco cedolin ha detto...

Caro Riccardo,
dopo averti ringraziato per la stima e l'impegno nel leggermi, ti rispondo molto volentieri, dal momento che certi argomenti non diventano mai vecchi, ma al contrario continuano a rimanere di estrema attualità.

Senza dubbio, come hai detto tu, spostarsi nel contesto della nostra società è necessario e se gli spostamenti sono veloci tanto meglio, poichè ci porteranno via meno tempo. Tutto questo ovviamente, consumando quantità di risorse ambientali ed energetiche fra quelle che restano ancora a nostra disposizione, compatibili con le possibilità di sopravvivenza dell'ecosistema all'interno del quale viviamo. Potrebbe infatti essere per certi versi attraente la prospettiva di lavorare o trascorrere il week end a migliaia di km da casa nostra, da coprire in un paio di orette con un jet personale,ma comprenderai bene che (a prescindere dalle disponibilità finanziarie) se la maggior parte di noi si comportasse così in pochi anni non esisterebbe più un pianeta terra dove lavorare o trascorrere il week end.

Personalmente non contesto affatto (fino a quando le risorse lo permetteranno) l'ambizione di muoversi più velocemente. Contesto il fatto che il sistema dei treni ad alta velocità, sia quello francese/spagnolo che quello italiano, sia la maniera migliore per muoversi velocemente, consumando la minor quantità di risorse ambientali ed energetiche possibili.

Un treno veloce potrebbe rispondere a questa necessità, qualora sfruttasse sistemi simili a quelli del "mitico" pendolino (guarda caso affossato da chi aveva a cuore i miliardi del TAV) che correva veloce utilizzando le linee ferroviarie esistenti e perciò riduceva al minimo l'aumento di consumo di risorse.
Nel caso del TAV avviene esattamente l'opposto, poichè la necessità di costruire ex novo tratte ferroviarie lunghe centinaia di km, estremamernte pesanti, massicce ed invasive, con correlati megatunnel ed infrastrutture quantitativamente rilevanti per la distribuzione dell'energia, finisce per rendere questo mezzo di trasporto estremamente più inquinante ed energivoro perfino del trasporto in automobile.
A questo riguardo in entrambi i miei libri dove viene trattato l'argomento potrai trovare spiegazioni più dettagliate che, sono sicuro, riterrai estremamente interessanti.

Ho scritto quanto sopra naturalmente nel pieno rispetto delle tue idee e dei tuoi ragionamenti.

A presto e continua a leggermi.

Marco