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martedì 6 ottobre 2015

Landini è pronto ad occupare le fabbriche

Marco Cedolin

Non possono che strappare un sorriso amaro le parole del segretario generale della Fiom Maurizio Landini, pronunciate nel corso di un'intervista su Rai3, riguardo alle proteste in Francia dei lavoratori di Air France, durante le quali la sede del gruppo è stata presa d'assalto dai dipendenti, dopo l'annuncio del taglio di 2900 posti di lavoro.
Lontano senza dubbio anni luce dai lavoratori francesi (così come altrettanto lontani lo sono gli italiani), Landini da buon cerchiobottista condanna l'aggressione ai manager della compagnia francese, ma si dice pronto ad occupare le fabbriche per difendere il lavoro, naturalmente pacificamente e democraticamente, come a suo dire il sindacato da lui rappresentato avrebbe sempre fatto....


E' impossibile non domandarsi in quale maniera Landini intenderebbe occupare una fabbrica pacificamente e democraticamente in un paese come l'Italia, dove le forze dell'ordine ti bastonano ed i tribunali ti rovinano la vita anche solamente se blocchi una strada o una linea ferroviaria.

Ma è ancora più difficile non chiedersi quali fabbriche intenderebbe occupare Landini, dal momento che anche grazie alla supina condiscendenza di sindacati come il suo, le fabbriche da occupare ormai hanno chiuso da tempo o sono state delocalizzate all'estero, ragione per cui nel migliore dei casi ci vorrebbe un viaggio aereo per andarle ad occupare. E ancora con quali "armate" Landini intenderebbe mettere in atto l'occupazione democratica e pacifica, dal momento che con Marchionne, ad di una delle ultime grandi industrie che possiedono ancora qualche stabilimento in Italia (perché finanziato dallo stato), il suo sindacato non è stato neppure in grado di "convincere" i lavoratori a pretendere qualche briciola di pane in più.

Le parole di Landini, in tutta evidenza spaventato dal fatto che oltralpe possano esserci lavoratori che fattivamente tentano di linciare i manager, fanno in fondo molta tenerezza. Sicuramente Marchionne ed i manager italiani non hanno mai rischiato neppure di venire spettinati dalla protesta dei loro lavoratori, grazie alla supina rassegnazione che si è ormai impadronita del popolo italiota e dell'opera di "mediazione" di un sindacato molto più impegnato a raccogliere mazzette da governo ed industriali, piuttosto che a difendere i diritti di chi lavora. E altrettanto sicuramente in Italia non vedremo mai Landini che alla testa di una qualche armata Brancaleone procede (democraticamente e pacificamente) all'occupazione di una fabbrica, a meno che si tratti di una di quelle centinaia che giacciono chiuse da anni a triste ricordo di un tempo che fu.

Però se ci fosse un'immagine che davvero ci solleticherebbe vedere sarebbe quella di un sindacalista (magari proprio della CGIL) che con la giacca e la camicia strappate, come il manager di Air France, cerca di mettersi in salvo dalla folla inferocita dei lavoratori presi per il naso da una vita, che lo insegue per linciarlo, mentre democraticamente e pacificamente ci auguriamo che alla fine lo acchiappino.

1 commento:

altrosimone ha detto...

Per completare, con questa mia, quanto scritto nell'ultimo paragrafo, finisca pure come Mussolini senza passare per l'impiccagione.

Poi una puntualizzazione, anche se si evince dal suo scritto, in Francia, se si è arrivati a ciò, è proprio per la mancanza di capacità di dialettica sindacale, se non l'assenza stessa di una forza contrapposta alla globalizzazione del diritto industriale.
Invece nel tempo non ha saputo costruire, se non per accomodamenti propri, la continuazione di valori, oggi ormai assenti anche tra gli stessi lavoratori.