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giovedì 11 novembre 2004

Quando le persone diventano percentuali

Marco Cedolin

Il Corriere della Sera ci rende edotti del fatto che il 31% degli italiani vorrebbe avere un cellulare umts, proponendo la notizia in primo piano nell'home page del proprio sito web.
Leggendo i risultati dell'indagine molto dettagliata, grazie all'innata propensione dei sondaggisti a categorizzare tutto e tutti, dalla quale è scaturito questo dato, si finisce quasi subito per soffermarsi a pensare quante e quali altre cose percentualmente vorrebbero gli italiani.

Molto probabilmente più del 50% di noi che discendiamo dagli etruschi e non arriviamo a fine mese saremmo ardentemente desiderosi di arrivarci.
Almeno il 70% dei lavoratori in giovane età vorrebbero percepire uno stipendio che permettesse loro di costruirsi una propria famiglia, anziché continuare a gravare a tempo indefinito sulle spalle dei genitori, con il conseguente senso di frustrazione che inevitabilmente ne consegue.
Sicuramente il 99% di coloro che hanno perso il lavoro e versa in stato carestoso, carezza il desiderio di riuscire a trovarne uno che non passi attraverso le forche caudine delle agenzie interinali e dello sfruttamento legalizzato dei lavoratori.

Il 63% (o forse era il 67%...non ricordo bene) di nostri concittadini aspirava a vivere in un mondo di pace ed era contrario alla guerra in Iraq. Il 51% lo è ancora oggi, nonostante giornali e TV abbiano continuato a dire che si trattava di un sacrificio necessario.
Già, necessario….. Quante assurdità oggettivamente riconosciute come tali, ci vengono imposte nella vita di tutti i giorni, in quanto necessarie, indispensabili, imprescindibili, figlie di una realtà incontrovertibile che cambia, ma per uno strano scherzo del destino la mutazione presenta sempre un carattere peggiorativo.

La precarietà del lavoro, che finisce per amaricare la vita di milioni di noi, è un sacrificio necessario, poiché non si può prescindere da traguardi magicali quali flessibilità e mobilità.

La perdita di potere d'acquisto delle famiglie, sempre più schiave di quella sorta di usura legalizzata chiamata credito al consumo è una conseguenza spiacevole ma necessaria del nuovo che avanza.

Perfino le telecamere che ci spiano all'angolo di ogni palazzo, la TV spazzatura strabordante d'imbonitori di ogni genere e razza, l'ecocidio sistematico del pianeta, l'intolleranza, il progredire della povertà, il penoso decadimento della cultura, gli omicidi mirati, la soppressione dei diritti dell'individuo, il ricorso alla tortura, le manganellate gratuite, le morti cercate…sono necessarie, inevitabili, apodittiche, assolutamente indispensabili.

Il 93% di coloro che non possono permettersi una casa, tutte le notti quando si addormenta in qualche ricovero di fortuna, sola con il proprio cauterio, sogna di possederne una, ma solo l'1% fra di essi vorrebbe un cellulare umts.

Il 96% di coloro che alle ore di pranzo e cena, anziché mangiare è costretta fare esercizio di anagogia, perdendosi nella contemplazione ascetica della propria tavola vuota, desidererebbe potere godersi un desco, ma solo lo 0,7% di questi signori vuole un cellulare umts.

Il 74% fra coloro che sono caduti nel calappio di aderire alla sovvenzione statale che li induceva all'acquisto del decoder digitale terrestre, hanno oggi capito di essere stati vittima di un disegno capzioso e difficilmente saranno disposti a ripetere l'esperienza poco edificante attraverso l'acquisto di un cellulare umts.

Il 90% delle persone che si ritrovano sopra al tetto di casa le antenne del sistema umts, continua a domandarsi senza alcuna speranza di ricevere delle risposte concrete, quanto queste antenne siano in realtà nocive per la propria salute.
Probabilmente il 20% di loro finirà per rassegnarsi ed acquistare un cellulare umts.

L'82% degli italiani tutti vorrebbe poter guardare al proprio futuro in una prospettiva che non parli solamente di regresso e continue perdite di diritti necessarie, ma stento a credere che il 31% di noi aspiri a vederlo chiareggiare sullo schermo di un cellulare umts.

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