Atlantomed

venerdì 6 maggio 2011

Il ruggito del nemico invisibile

Marco Cedolin
Dopo la macchinosa farsa dell'uccisione di Osama Bin Ladin, messa in scena dall'amministrazione americana con il pressapochismo confusionario a cui ci ha abituato fin dal 2001, sembra arrivato il momento d'iniziare a capitalizzare lo sforzo profuso.
Nonostante la cospicua mole d'incongruenze, le foto false e quelle mancanti, il cadavere magicalmente inghiottito dalle acque, gli elicotteri fantasma ed i fantasmi risorti dalle ceneri, tutto il mondo sembra avere creduto alle parole di Obama.
Anche perchè non avrebbe potuto fare altrimenti, dal momento che basta un attimo per trasformare un paese amico in uno stato canaglia e serve solo un battito di ciglia perchè le democrazie diventino regimi ed i presidenti in carica trasmigrino allo status di dittatori sanguinari. Per non parlare dei giornalisti, ben consapevoli del fatto che professarsi amici di Obama e sostenitori di qualsiasi avventura di fantasia venga proposta dall'amministrazione americana, costituisce il viatico per continuare a fare il proprio mestiere con soddisfazione.
Obama ha dunque più di un motivo per rallegrarsi e dopo avere dimostrato che ammazzare a sangue freddo un fantasma, per poi gettarne in mare l'essenza può rivelarsi esercizio propedeutico alla riconquista dei consensi perduti quando si gettavano a mare le prospettive di futuro dei cittadini, fino al punto da indurre il suo popolo a scendere in strada per festeggiare la lieta novella, ora sembra iniziare a pensare davvero in grande.
Osama è morto, ma il nemico invisibile risulta più vivo che mai, minaccia vendette sanguinarie, progetta attentati fantascientifici e promette perfino un nuovo video di Bin Ladin.....


girato e montato (quando si parla di coincidenze) una settimana prima di venire ammazzato.

Stando alle notizie diffuse oggi dalla "buona stampa" che si qualifica tale per competenza e serietà, l'intelligence statunitense avrebbe trovato nel covo di Osama una vera miniera d'oro d'informazioni e perfino un computer intonso contenente il piano dettagliato per fare deragliare un treno in occasione del decimo anniversario dell'attentato alle torri gemelle.

Al Quaeda, dopo qualche perplessità iniziale, si sarebbe vista costretta ad ammettere l'uccisione di Bin Ladin ad opera dei Seals americani e lo avrebbe comunicato via web attraverso i molti siti che gestisce (in collaborazione con la CIA) in giro per il mondo. Aggiungendo naturalmente una lunga sequela di minacce contro l'occidente infedele che sarà punito severamente per il sacrilegio compiuto.

Sarebbe inoltre imminente (e qui la buona stampa si supera) la diffusione di un nuovo video di Bin Ladin, risalente ad una settimana fa, che preconizzando la dipartita del suo spirito, avrebbe provveduto affinchè il "nemico invisibile" continuasse a vivere negli anni che verranno, senza privare gli Stati Uniti del pretesto della guerra al terrorismo, rivelatosi così proficuo nell'ultimo decennio per costruire guerre di occupazione laddove l'operazione si rendeva necessaria.

Insomma Osama è morto, ma il nemico invisibile è più vivo che mai, pericoloso come solo una bestia ferita può esserlo. Occorre alzare la guardia e prepararsi al peggio. Abbiate paura ed è bene che ne abbiate molta, ma non disperate, noi siamo un popolo di eroi e alla fine anche nelle favole più cruente il "bene" non manca mai di trionfare.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per i tuoi post

Ricky ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@enio ha detto...

l'importante è che almeno gli americani fanno qualcosa di concreto. Il fatto che certamernte Bin Laden non ci romperà i maroni in futuro è motivo per me di grossa soddisfazione. Comunque questyo è un mio personalissimo parere.

Anonimo ha detto...

Dà sempre più l'impressione, che qualunque sia il terrorista numero uno, si abbia sempre l'attenzione spostata su un'enorme palcoscenico politico-economico, per aver modo di giustificare ed usare sempre più la forza, ed i talenti militari, che altrimenti, forse, cadrebbero nella immotivazione totale non sapendo cosa colpire o difendersi.

Simone

maura ha detto...

Come vede il video di Bin Laden con la barba nera ed il commentatore tlevisivo ci informa che l'ha tinta per sembrare giovane e forte, come se il terrorista numero uno fosse vanitoso come una perona normale? Oltre il danno anche la beffa, comunque per giustificare un'altra guerra, fatta in realta solo per meri motivi economici(vedi gli stanziamenti per le folli spese militari), gli Usa s'inventerebbero qualsiasi cosa. Anche risvegliare un fantasma e fargli tingere la barba.