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martedì 1 dicembre 2009

LUIGI


Marco Cedolin

Spesso, negli ultimi anni mi sono trovato controcorrente rispetto alla maggioranza dei miei simili. Ho dato la colpa al mio spirito anarcoide, alla mia ossessione per la verità, ma intorno a me continuava a perpetrarsi ogni genere d’ignominia nell'acquiescenza e nel disinteresse generale. Ho vissuto a lungo nell'ombra dei perché, cercando invano di capire, finché una sera d’autunno, mentre il giorno scolorava nella notte e si accendevano i primi lampioni ho conosciuto Luigi e improvvisamente tutto mi è parso più chiaro.
Luigi è un uomo normale, di una città normale, ha frequentato scuole normali, ha un lavoro normale e conduce una vita normale. I pochi libri che ha letto risalgono all'adolescenza, non ha tempo per andare su internet, così quotidiani e Tv sono diventati i suoi unici amici inseparabili.
L'idillio è cominciato con la caduta del muro di Berlino e la fine del comunismo, una festa bellissima e l'inizio di una nuova era. Poi l'Iraq governato da un tiranno di nome Saddam Hussein ha invaso il Kuwait, uno stato libero e democratico, il mondo ha dovuto coalizzarsi per ricacciare indietro l'invasore. Sono state notti memorabili davanti allo schermo verdino, coi traccianti della contraerea che baluginavano nel cielo.

Intanto in Italia una classe dirigente corrotta e tangentista lasciava il posto a volti nuovi che chiedevano qualche sacrificio per colmare il deficit lasciato dai loro disonesti predecessori.
La destra a poco a poco diventava “buona” e la sinistra faceva altrettanto. La DC che Luigi aveva sempre votato prima di passare al socialismo si era dissolta nel nulla e così il partito di Craxi. Aveva allora scelto di optare per D'alema e compagni nell'ottica del riformismo.
Nel frattempo nella ex Yugoslavia un criminale di nome Milosevic capeggiava il popolo serbo in massacri d'inusitata violenza. Bisognava assolutamente fermarlo e l'unico modo per farlo consisteva nel bombardare Belgrado fino ad ottenerne la resa. Ci volevano oltre due mesi ma alla fine il sanguinario Milosevic veniva portato in giudizio davanti a un tribunale internazionale ed i poveri kossovari potevano tornare nelle loro case.
In Italia il governo progressista iniziava le privatizzazioni e chiedeva nuovi sacrifici per riuscire ad entrare in Europa.

Poi si tornava a votare e la scelta metteva di fronte l'Ulivo e la Casa delle libertà. Luigi decideva di scegliere quest'ultima perché nella libertà aveva sempre creduto e quel Berlusconi si vedeva che era una persona in gamba, se aveva saputo costruirsi un impero avrebbe fatto bene anche alla guida del governo. E inoltre aveva promesso di mettere a posto tutti quegli extracomunitari che sono buoni solo a rubare e vendere droga.

L'11 settembre arriva l'apocalisse, un gruppetto di terroristi impazziti dirottano aerei di linea e si gettano contro le torri gemelle di New York, proprio quelle torri che Luigi ha visto talmente tante volte nei film da sembrargli sorgano sotto casa sua.
Sembra ci siano 20000 morti, poi diventeranno 3000, nulla nel mondo sarà più come prima, anche lui si sente americano, parte di quella grande democrazia ferita ma pronta a risorgere più indomita che mai.
Il capo dei dirottatori è un terrorista di nome Bin Laden, un arabo pazzo e sanguinario che promette stragi in tutto l'occidente. Costui si rifugia in Afghanistan dove lo ospitano i talebani. Una sorta di casta farneticante e sanguinaria che costringe le donne al ruolo di schiave.
Bisogna bombardare l'Afghanistan per uccidere il satana che ha sterminato tutta quella gente, cacciare i talebani e liberare le donne costrette ad indossare una specie di corazza medioevale chiamata burka.
Luigi vive per molti mesi con la paura del terrorismo, sembra che quei mussulmani pazzi vogliano diffondere malattie spaventose.

In Italia il governo chiede nuovi sacrifici, le riforme vanno avanti a rilento, si parla di recessione a causa dell'attentato. Il terrorismo è il nuovo grande nemico, alligna ovunque sempre pronto a colpire.
I talebani vengono cacciati, le donne liberate, Bin Laden fugge nei recessi dell'inferno.
A Genova i no- global, giovinastri che hanno poca voglia di lavorare e protestano sempre su tutto si abbandonano alla violenza, spaccano le vetrine e incendiano le auto, per fortuna la polizia gli da il fatto loro e che gli serva da lezione.
L'Iraq di Saddam Hussein, quello che aveva invaso il Kuwait è d'accordo con i terroristi. Ha armi di ogni tipo, forse anche nucleari e soprattutto chimiche, le stesse con le quali ha gasato 5000 curdi. Bisogna disarmare questo tiranno prima che assalga tutti noi.
L'O.N.U manda degli ispettori a cercare le armi ma non le trovano, chissà dove le nasconde. Milioni di pacifisti sfilano in tutto il mondo, si fa presto a dire pace, ma come la mettiamo con i terroristi che promettono ferro e fuoco? Inoltre Saddam è il più sanguinario dittatore mai visto nella storia, perseguita il suo popolo, tortura, massacra. Bisogna assolutamente fermarlo e ridare a quei poveretti la democrazia, gli arabi non possono continuare a vivere come barbari.
Si bombarda a tappeto l'Iraq per 20 giorni e nelle battaglie molti" poveri americani" perdono la vita. Alla fine arriva la liberazione, il regime del terrore crolla sotto forma di una statua, assurta a simulacro del dittatore e il popolo liberato inneggia festoso a Bush in una gioia dell'anima simile alla caduta del muro di Berlino.

Gli anni passano, dell’Iraq ormai i giornali parlano raramente e quasi sempre riferendo di attentati con centinaia di morti, carneficine, massacri, possibile che gli arabi siano così diversi da noi da non volere la democrazia? In Afghanistan continuano a dare la caccia a Bin Ladin ma non riescono a trovarlo e sono necessarie sempre più truppe per evitare che i guerriglieri talebani ritornino al potere, costringendo tutte le donne ad indossare il burka. In Italia gli abitanti della Val di Susa hanno scatenato una mezza rivoluzione perché non vogliono il TAV che è un nuovo treno veloce costruito per trasportare le merci che oggi viaggiano sui TIR ed impedire che noi si rimanga isolati dall’Europa.
Luigi non vuole rimanere isolato dall’Europa e nemmeno che in Afghanistan i talebani ritornino ad imporre una società da medioevo, però quel Berlusconi inizia a piacergli sempre meno. Sembra abbia compiuto un mucchio di malefatte e non vuole farsi processare, ha fatto picchiare a sangue i manifestanti in Val di Susa che in fondo non erano no global ma povera gente e continua a mandare soldati in Iraq e in Afghanistan con quello che costano. Inoltre l’economia va sempre peggio e lo stipendio da quando c’è l’euro non basta più. E’ davvero venuto il momento di cambiare.

Ci sono di nuovo le elezioni e Luigi sceglie la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi, che sembra una brava persona ed è apprezzato anche in Europa. Prodi finalmente farà tutte quelle riforme che sono indispensabili, i giornali lo ripetono sempre, anche se con precisione non sa di quali riforme si tratti. E poi ridurrà le spese militari, aiuterà la povera gente e penserà anche al problema dell’ambiente che in TV dicono si stia facendo sempre più allarmante.
Il nuovo governo vara l’indulto che fa comodo anche a Berlusconi, poi finalmente ritira i soldati dall’Iraq ma li manda in Libano, dove dei guerriglieri arabi hanno scatenato una guerra contro Israele e anche se i combattimenti sono finiti la situazione resta molto tesa. Luigi scopre che vicino a casa sua stanno costruendo un inceneritore, ma non si preoccupa più di tanto, perché in TV hanno detto che si tratta di un nuovo tipo d’impianto che non provoca danni alla salute, lo ha confermato perfino un grande medico come Veronesi. Intanto il governo aumenta le tasse e anche i finanziamenti per le spese militari, mentre i suoi esponenti continuano a litigare fra loro, senza fare le riforme che sono così necessarie. L’economia va male e con lo stipendio diventa sempre più difficile tirare avanti. Gli immigrati sono sempre di più, stuprano, ammazzano, rubano, senza che il governo prenda provvedimenti. A Napoli esplode l’allarme rifiuti perché mancano gli inceneritori, le strade sono strapiene d’immondizia e dei vandali incendiano i cassonetti stracolmi. Non se ne può più e quando cade il governo a Luigi sembra quasi una liberazione.

Si ritorna alle urne e Luigi vota di nuovo Berlusconi, in fondo forse lo aveva giudicato male troppo presto e poi quando c’era lui al governo non si stava certo peggio.
Berlusconi risolve subito il problema dei rifiuti di Napoli, mette in cantiere la costruzione di 5 inceneritori (di quelli nuovi che non fanno male) e le strade ritornano linde e libere. Poi in autunno arriva la grande crisi internazionale causata dalle banche americane. Tutto il mondo è in subbuglio, i governi distribuiscono miliardi perché le banche non vadano in fallimento, ma l’economia va male, anzi malissimo, anche se in Italia i giornali dicono che siamo più fortunati rispetto ad altri paesi. Molte aziende chiudono e moltissimi lavoratori vengono licenziati o messi in cassa integrazione.
Il governo reagisce destinando molti miliardi alle costruzione di quelle grandi infrastrutture di cui abbiamo tanto bisogno per rilanciare l'economia. Il Ponte sullo Stretto di Messina, il TAV, il Mose, le autostrade, gli inceneritori e tante altre. Gli israeliani attaccano la Palestina proprio a cavallo delle festività natalizie, compiono una carneficina ma bisogna anche comprenderli, perché non ne potevano più dei terroristi palestinesi che da mesi lanciavano razzi pericolosi contro di loro. In Libano non si combatte più da anni ma i nostri soldati continuano a rimanere lì a praticare opere umanitarie.
Come se non bastasse arriva la pandemia dell'influenza suina che potrebbe fare una strage. Per fortuna le aziende farmaceutiche si sono affrettate a produrre il vaccino che il governo ha acquistato e quando l’influenza arriva siamo al sicuro, anche se non sembra poi così grave e ci sono perfino degli invasati che ritengono il vaccino pericoloso, nonostante in TV abbiano rassicurato tutti dicendo che non lo è affatto. Intanto con l’autunno arrivano anche i primi segnali della fine della crisi, lo dicono i giornali e le TV di tutto il mondo e lo dice anche il governo. Il peggio ormai è alle nostre spalle, anche se Luigi è spesso in cassa integrazione e girano strane voci riguardo alla ditta in cui lavora, la quale, si sussurra, sarebbe intenzionata a trasferire all’estero il suo stabilimento.
In Afghanistan intanto si continua a combattere e muoiono anche dei soldati italiani, nonostante ci siano state finalmente le elezioni democratiche. Berlusconi su richiesta di Obama, il nuovo presidente americano, quello buono che ha vinto anche il premio Nobel per la pace, ha acconsentito a mandare là più soldati.
Berlusconi piace ancora a Luigi, ma un po’ di meno, perché sembra sia implicato in scandali sessuali ed anche in altre faccende losche per le quali stanno ricominciando i processi. Inoltre anche il suo governo non sta facendo le riforme che sono così importanti per il futuro del paese e perfino all’estero iniziano a parlare male di lui. Il 5 dicembre ci sarà una grande manifestazione per chiedere le sue dimissioni. Luigi non sa se ci andrà e non sa neppure con chi lo vogliano sostituire, ma sa che molto probabilmente presto ci saranno nuove elezioni e lui andrà a votare, per scegliere qualcuno che finalmente cambi le cose.

Luigi non ha mai avuto la minima idea di chi fossero in realtà Saddam Hussein, Milosevic, i serbi, i kossovari, Bin Ladin, i talebani, le donne afghane, gli israeliani, i palestinesi, i terroristi, il popolo iracheno, né di quali siano le conseguenze del TAV e degli inceneritori, né conosceva la reale natura del problema rifiuti di Napoli, della crisi economica, dei rischi connessi all’influenza suina, prima che la TV ed i quotidiani li portassero dentro casa sua e dessero di loro un'immagine stereotipata a proprio uso e consumo.
Non è mai stato in Iraq nè in Kuwait, in Yugoslavia, in Afghanistan, in Libano, in Palestina. Non ha altri strumenti che prescindano dall’informazione urlata dei giornali e della TV, per valutare il pacifismo, i no global, gli ambientalisti, i no TAV, gli ulivi e le case della libertà.
Luigi è figlio dell'orientamento di massa che la cattiva informazione si premura di diffondere, creando mostri e miti, tiranni ed eroi e facendoli diventare reali e tangibili nell'immaginario collettivo.Luigi è il mio vicino di casa ed il tuo, la mia collega e la tua, il verduriere del negozio all'angolo, l'insegnante dei nostri bambini, l'uomo e la donna che ci siedono accanto nel metrò. Luigi è l'ombra della massa silenziosa che inconsapevolmente ad ogni tornata elettorale decide per me, per te e per tutti.

11 commenti:

marco cedolin ha detto...

Mi scuso preventivamente con tutti i lettori che si chiamano Luigi, nome oltretutto bellissimo :-)

Faber ha detto...

Io mi chiamo Fabrizio e di Luigi ne conosco molti .
Sono tutti uguali , tanti fantasmi che neanche sanno di essere morti , parlano poco tengono la testa china , meglio non farsi notare coi tempi che corrono... meglio non protestare che non serve a niente .

ciao Marco

Anonimo ha detto...

Ci sono anche tante Luigine!
Roberta da Sydney

Lorenzo ha detto...

Luigi è un mio zio (si chiama proprio così), un uomo a metà del guado, metà consapevole e metà legato ancora al sentire comune. Di saltare il fosso non ci pensa, non disdegna la verità, ma ne disdegna le scomodità. Ha paura della voragine che si spalancherebbe tra lui e gli altri. Sì, è vero, ragionare con la propria testa, cercando fonti alternative di approvvigionamento informativo, significa un po' isolarsi, un po' atteggiarsi ad "asociali".
Bisogna essere tenaci ed agire, prima ancora che parlare.Come sta facendo Marco Cedoin, che ringrazio per tutto quello che fa.

Orizzonte ha detto...

Che senso ha la "democrazia" quando c'è "una massa silenziosa che inconsapevolmente decide per tutti?"
In demorazia il voto è l'atto finale, se non esiste a monte un'informazione sana e un'educazione alla capacità di discernimento tutto suona falso.
Se non sappiamo neanche cosa vogliamo per noi, come possiamo decidere anche per gli altri?
Direi che alla base c'è anche un senso di onestà verso se stessi, che spesso manca.
A questo proposito segnalo un mio pensierino:

http://orizzontepassodopopasso.blogspot.com/2008/08/essere-onesti-con-se-stessi.html

Italo ha detto...

Grande pezzo...complimenti Marco, sei un grande!
Italo

http://liberalvox.blogspot.com ha detto...

Caso Cucchi: la cartina tornasole di una dirigenza incapace!

Sono stati reintegrati, nel reparto penitenziario dell'ospedale Sandro Pertini, i tre medici indagati per omicidio colposo nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano di 31 anni, arrestato il 15 ottobre scorso dai carabinieri per detenzione di droga e deceduto una settimana dopo nell'ospedale romano. La decisione "ibrida" di trasferire i tre medici in un altro ospedale era stata adottata il 18 novembre scorso dalla direzione sanitaria del nosococomio, che con quel procedimento aveva deciso di prendere le debite distanze dall'accaduto, trasferendo d'ufficio i tre medici senza far valere la benchè minima "presunzione d'innocenza": un principio del diritto penale secondo il quale un imputato è innocente fino a prova contraria! Non sarebbe stato più giusto aspettare gli esiti dell'indagine giudiziaria per stabilire eventuali colpe e se colpe c'erano perchè il trasferimento e non il licenziamento? Comunque, se la decisione del "trasferimento" è stata affrettata e profondamente sbagliata, pure quella di oggi - che lo "revoca" - arriva in maniera altrettanto "discutibile"! Tant'è. Il reintegro è stato deciso dal direttore generale dell'Asl Rmb, Flori Degrassi. Riguarda Aldo Fierro, responsabile del reparto penitenziario, ed i medici Stefania Cordi e Rosita Caponnetti. Nel provvedimento appositamente emesso, si leggono le risultanze dell'indagine interna effettuata dalla Uoc Risk Management aziendale che nella relazione depositata il 30 novembre 2009 ha concluso: "Il gruppo audit ha individuato nel carattere improvviso e inatteso del decesso, in rapporto alle condizioni generali del paziente, l'elemento dell'avversità in oggetto delle indagini. L'analisi non ha messo in luce, sul piano organizzativo e procedurale, alcun particolare elemento relativo ad azioni e/o omissioni da parte del personale sanitario con nesso diretto causa-effetto con l'evento avverso in questione. Contestualizza e configura pertanto l'oggetto dell'indagine sotto il profilo dell'evento non prevenibile". È davvero sconcertante l'operato della Asl che prima condanna, poi assolve i suoi dipendenti in maniera del tutto arbitraria, chiude la propria inchiesta interna, ancor prima di quella penale e, oltretutto, sostiene che la morte di Cucchi sarebbe stata "improvvisa e inattesa". Ma, allora, cosa dovrebbe fare un ospedale se non prevenire un decesso e individuarne le cause? Nessuno vuole provvedimenti punitivi nei confronti dei medici prima che si concludano le indagini e quindi il processo. È evidente, tuttavia, che anche in questo caso, come in altri mille che passano inosservati in altrettante corsie d'ospedale, ma pure tra le scrivanie e le scartoffie della P.A. in senso lato, si è tristestemente misurato il peso di una classe dirigente a dir poco "leggera"! Ancora una volta, dobbiamo denunciare una dirigenza assai "confusa" e poco "preparata"! http://liberalvox.blogspot.com

Anonimo ha detto...

Mah....Non credo di essere Luigi ma so che a volte vorrei esserlo.
Dal momento in cui si prende consapevolezza di come funziona il sistema cominci ad essere " escluso" e non tanto dal sistema, perchè in fin dei conti un piede dentro si continua ad averlo, ma escluso dai rapporti interpersonali....partiti, sport, marche.....mi sembrano cose lontanissime da me.

E non ultimo prendo come esempio il no berlusconi day, qual è il senso? Forse sono io quella totalmente fuori di testa e non riesco a capire il senso di protestare contro berlusconi quando è tutto il sistema che non va più, quando chi "governa" in realtà ricopre solo un ruolo e che altri, quelli altri che veramente governano il mondo, hanno voluto che ricoprisse.

Cambiano i governanti, cambia il "nemico" , cambiano i nomi dei partiti ma la sostanza, l'essenza, resta uguale.

Se leggo il nuovo presidente dell' UE che adesso si è in cammino ad un governo mondiale e intorno a me noto indifferenza totale, neanche esiste la curiosità di sapere, di chiedersi, " cosa sarà mai questo governo mondiale?" cosa me ne faccio della consapevolezza e del fatto che non m'informo dalla tv e dalle testate giornalistiche del sistema? Ecco, allora è quando vorrei essere Luigi.

Vane

marco cedolin ha detto...

Grazie per le riflessioni che avete portato e per l'attenzione dimostrata nel leggere fino in fondo un articolo sicuramente molto più lungo di quelli che sono solito pubblicare.
Mi piacerebbe rispondere a tutti personalmente, ma finirei per scrivere un altro articolo e non voglio abusare della vostra attenzione....errare humanum est, perseverare autem diabolicum :-)

Marco

Anonimo ha detto...

ti scrivo per avvertirti che "konte rosso" ha inserito il tuo Luigi su facebook e che tra poco lo farò, da lì altri amici hanno già visto il tuo link spero faccia bene al tuo blog e alla decrescita felice che condivido, saluti, A.J. Bellini

marco cedolin ha detto...

Ciao Bellini,
un grazie per la diffusione dell'articolo su facebook e un arrivederci a presto.

Marco