venerdì 22 agosto 2008

Ecco i veri terroristi

Marco Cedolin

In Afghanistan nel distretto di Shindand, all’interno della provincia di Herat, le forze della coalizione di cui fanno parte i soldati italiani hanno ammazzato nel corso di un bombardamento 76 civili la maggior parte dei quali donne e bambini.
La notizia, simile in tutto e per tutto a quelle che settimanalmente giungono dall’Afghanistan e dall’Iraq, è stata fornita dal ministero dell’interno di Kabul che ha espresso il “suo più vivo rincrescimento per questo incidente involontario, e ha inviato sul posto una delegazione di dieci persone per ottenere maggiori dettagli una volta che l'inchiesta sull'episodio verrà portata a termine”.

Il comando Usa dal quale dipendono le forze della coalizione coinvolte nell’operazione aveva in precedenza spudoratamente mentito parlando di 30 miliziani uccisi in combattimento e della cattura di un presunto comandante ribelle, prima di venire clamorosamente smentito dalla realtà dei fatti che raccontano l’ennesima carneficina di donne e bambini compiuta dalle truppe di occupazione.
Truppe di occupazione finanziate anche con i soldi delle nostre tasse, dal momento che sono 2.350 i militari italiani impegnati in Afghanistan, con lo scopo di condurre la lotta globale contro il terrorismo.

Ma quale terrorismo è peggiore di quello che dilania sistematicamente i corpi di donne e bambini innocenti giustificando le stragi come incidenti involontari? Quali terroristi hanno fatto negli ultimi anni più vittime innocenti dell’esercito americano e dei suoi alleati?
Non credo esistano assolutamente dubbi sulla natura dei veri terroristi e purtroppo neppure sull’identità di coloro che sono costretti a finanziarli pagando il loro lauto stipendio, terroristi che vestono una divisa e si nascondono dietro la parola democrazia, consci del fatto che non rischieranno mai di essere processati come meriterebbero per i propri crimini.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Sante parole Marco.Devo dire inoltre che mi vergogno di far parte di questo "occidente" così profondamente democratico da sbudellare chiunque osi sbandare un attimo dal pensiero unico legalizzato,figuriamoci sti pezzenti medio ed estremo orientali.Sappiamo tutti che non valgono una pippa,quindi si massacra e si pretendono le scuse dai famigliari sopravvissuti per essere stati di intralcio alla granata che,povera,è sì intelligente ma frequentando certi personaggi pure loro ogni tanto vanno fuori di matto.Scusa il macabro umorismo ma quando vedo che si tributano onori ecc a certi esseri,peggiori dei peggiori assassini,qualche dubbio sul corretto funzionamento di questa società,mi viene.Se poi pensiamo che il papa,che dovrebbe essere il portavoce diretto di chi (dicono)ci ha creato,chiede "consigli" a kissinger...bhè!Ho cresciuto mia figlia ,ormai ventenne,insegnandole il rispetto,per se stessa e il prossimo,senza però aspettare che sia "l'altro" per primo ma ad essere sempre lei per prima a portalo, il rispetto.Spero di non averle rovinato la vita.
Certo,è molto difficile cambiare le cose in corso,certamente si può migliorare se solo volessimo,appunto.Un pò di umiltà e molto rispetto per chiunque ci attraversa la vita,a voler essere i padroni del mondo ci si logora il fegato e come ricambio si ottiene odio il quale viene ripagato con qualche granata che ,essendo sì intelligente ma uscita di senno per un attimo,distrugge le vite innocenti di esseri umani che ,come noi, hanno avuto ed hanno tuttora il diritto di vivere e gioire di questa fantastica Terra...Amen

Ciao, Mariano

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

No caro Marco,sulla reale natura dei terroristi non esistono ( almeno per noi) dubbi.
Grazie per questo tuo articolo
Un caro saluto,
Marco.

marco cedolin ha detto...

Caro Mariano,
condivido pienamente il tuo sfogo che seppur condito da qualche nota umoristica denota tutta l'amarezza che senti dentro riguardo ad una società come quella occidentale dove la più becera violenza viene veicolata nascostamente all'interno della parola democrazia, con l'approvazione di tutti, papa compreso.

L'educazione che hai dato a tua figlia credo sia il migliore regalo che potessi farle. E' vero che per certi versi potrebbe rischiare di essere un agnello all'interno di un branco di lupi, ma è altrettanto vero che sarà una delle poche persone realmente "vive", perchè l'individuo privato della propria umanità rischia di diventare simile ad un pezzo di metallo inanimato.

Caro Marco,
in effetti i dubbi esistono solo per coloro che il terrore lo creano e attraverso il terrore costruiscono profitti.

Un abbraccio
Marco

Anonimo ha detto...

Caro Marco,
fermo restando che condivido in pieno quanto dici nel presente articolo, cosi pure quanto detto dagli amici nei loro commenti, mi permetto sole di spostare per un attimo l'attenzione anche su coloro che vengono mandati inconsapevolmente a sacrificare la loro vita in nome di valori quali la Patria, l'onore e la Bandiera (solo per citarne alcuni) violati e bistrattati a pie' sospinto dalle stesse persone che ce li hanno mandati.
Ritengo, quindi, che anche i soldati, i nostri soldati, siano da considerarsi delle vittime, ancorche' in misura minore ed inconsapevole, di questo sistema che ha completamente distorto la realta'.
Un caro saluto
Alessandro

marco cedolin ha detto...

Caro Alessandro,
vedo con piacere che sei tornato:-)

Mi dispiace di essere stato in alcuni casi equivocato, non da te che mi conosci, ma fuori di qui in alcuni forum dove il mio articolo è stato postato da qualcuno, fra l'indignazione dei parenti dei soldati italiani in missione all'estero.

L'attribuzione di "terroristi" che provocatoriamente ho affibbiato all'esercito americano ed ai suoi alleati non è indirizzata ai militari (italiani o non)che per molti versi, come hai ricordato tu, sono essi stessi delle vittime, bensì a chi decide il loro operato e perpetra massacri di puro stampo terrorista.

I nostri soldati oltre ad essere diventati complici spesso inconsapevolmente (in quanto fuorviati pensando di difendere la loro patria e ben altri valori)rischiano la vita due volte, prima sul campo e poi una volta tornati a casa a causa dell'uranio impoverito e delle polveri sottili che minano la salute di larga parte dei reduci dalle missioni "di pace".
Credo proprio la battaglia per la vita e la salute di questi ragazzi sarebbe quella che dovrebbero portare avanti le famiglie dei militari che tanto si sono infdignate per le mie parole ed in questo caso mi vedrebbero sicuramente al loro fianco.

Un caro saluto
Marco

Anonimo ha detto...

Ciao Marco,
sono evidentemente un altro Alessandro:-)) Sono di Milano ed e' comunque molto tempo che ti leggo e se non ho mai commentato un tuo articolo prima e' perche sono riuscito solo ora a capire come fare:-)))
Fatta questa premessa penso anche io che leggendo il tuo articolo con attenzione sia difficile equivocare le tue argomentazioni cio' nonostante comprendo quanto sia altrettanto difficile far comprendere a molte persone quali siano i reali motivi della presenza occidentale e quindi anche italiana a queste cosiddette missioni di pace senza suscitare la loro indignazione. Ancor piu difficile e' farlo capire a coloro che sicuramente in buona fede mettono a repentaglio la propria vita al servizio di un paese che con la retorica della liberta' copre le ragioni incofessabili della guerra....di tutte le guerre.
Ciao e a presto
Alessandro

marco cedolin ha detto...

Ciao Alessandro,
scusami per averti confuso con un altro Alessandro della provincia di Torino:-)
Condivido pienamente le tue riflessioni tanto acute quanto intelligenti. Molte volte diamo per scontato quello che per molti scontato non è.

Un caro saluto a presto
Marco

Alessandro Aimone ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro Aimone ha detto...

Caro Marco,

eccomi tornato sul serio ;-)

Per una volta mi sento di obiettare su quanto hai scritto rispondendo al mio omonimo.
I soldati che vanno (e sottolineo 'vanno', non 'vengono mandati') in Afghanistan sono ben consapevoli di andare a combattere una guerra; vengono addestrati per questo. Magari non tutti conoscono cosa viene nascosto dietro queste operazioni (petrolio, traffico di stupefacenti, destabilizzazione dell'area sulla base di teorie geopolitiche assolutamente folli) ma non credo proprio che il soldato in partenza dica tra sé e sé 'vado in missione di pace, porto pane e amicizia ai bambini per costruire un futuro di fratellanza e serenità perché credo in un mondo diverso e migliore'. Queste cose le posso pensare io che sono un nostalgico del 'peace&love' degli anni '60, non un ragazzo che vive di tricolore, inno e signorsìsignore!

Ne sono convinto perché ho un amico in partenza per Kabul e la sua cazzo di testa malata non vede l'ora di mettere in pratica quello per cui è stato addestrato.

Poi è ovvio che la responsabilità in primis vada riconosciuta a chi pianifica e dirige queste operazioni, ma non si può giustificare il ragazzo italiano 'inconsapevole' di essere stato tratto in inganno dai suoi superiori. E questo per il semplice fatto che le cose non stanno così.

Ale

Alessandro Aimone ha detto...

Mi sono lasciato un pò prendere verso la fine del precedente commento.. chiedo scusa per il tono poco educato.

Ti e vi lascio il link a una pagina del sito di PeaceReporter all'interno del quale non è raro trovare casi come questo: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=2&ida=&idt=&idart=10021.

marco cedolin ha detto...

Caro Alessandro, questo sei proprio tu :-)

ti assicuro che in questo articolo (sicuramente dal titolo un pò forte ma ci voleva)ho faticato oltremisura a farmi capire da tutti, a partire dagli indemoniati parenti dei militari che su questo forum http://www.intopic.it/forum/estero/14624/
mi hanno pesantemente insultato gratuitamente (ma ci sono abituato e va bene così)per passare attraverso il tuo omonimo che ha portato delle riflessioni da me in parte condivise, per finire con te che ne hai portate delle altre per molti versi sacrosante.

Senza dubbio gli esrciti "alleati" si comportano da terroristi nei vari Paesi da loro occupati in armi. Altrettanto senza dubbio la responsabilità di ciò grava in larga parte su chi da gli ordini ma sarebbe ipocrita affermare che i soldati non abbiano nessuna responsabilità.
Come dici tu se ti addestri per fare la guerra e vai volontario ad occupare in armi un Paese estero, stipendiato oltretutto profumatamente, non sei sicuramente un pacifista nè pensi di fare "opere di bene".
Al tempo stesso questo non toglie, come ricordava il tuo omonimo, che tu possa essere stato raggirato perchè pensavi di "combattere per la tua patria" (concetto a me alieno ma che rispetto) mentre ti ritrovi a massacrare donne e bambini.

Nessuna giustificazione perciò riguardo al fatto che questi ragazzi sanno benissimo di andare in guerra, laddove potrà capitare loro di uccidere altri uomini, ma anche la giustificazione che credo la maggior parte di loro finisca per diventare "terrorista" inconsapevolmente.

Spero di essermi spiegato un pò di più, ma ho molti dubbi :-)

marco cedolin ha detto...

Alessandro,
ti capisco benissimo, anche io quando tratto certi temi (e volutamente lo faccio raramente)mi sento ribollire il sangue e fatico a mantenere la calma serafica e la lucidità che dovrebbero sempre accompagnare chi scrive.
Grazie per il link.

Adesso che sei tornato aspetto i tuoi commenti.

Un caro saluto
Marco

Alessandro Aimone ha detto...

Avevo già capito il senso del post alla prima lettura, ma un argomento così delicato scatena inevitabilmente incomprensioni e interpretazioni controverse. E onestamente trovo che sia un aspetto positivo quando nascono discussioni e scambi d'opinione.

Col tuo permesso domani posso pubblicare sul mio blog il tuo articolo sull'oleodotto BTC o essendo preso dal libro (peraltro illuminante) è coperto da copyright? ovviamente linkerei la fonte..

Ale

marco cedolin ha detto...

Ciao Ale,
certo ben vengano discussioni e scambi di opinione che sono il vero sale di un blog.
L'articolo sul BTC pubblicalo tranquillamente, adesso che so che hai un blog provvedo a linkarlo sul corrosivo.

A presto
Marco

Alessandro Aimone ha detto...

Grazie mille Marco!

A preso.. diciamo al prossimo post..

Ale