giovedì 8 maggio 2008

Il Think Tank di Montezemolo

Marco Cedolin

Nella sezione economia del sito web La Stampa di Torino compare un articolo a firma Paolo Baroni, a metà fra l’intervista e lo spot pubblicitario, che traccia il bilancio del personaggio Montezemolo che si sta apprestando ad abbandonare la presidenza di Confindustria dopo 4 anni e rende noti i progetti futuri di un “professionista” bravo come pochi altri nel costruire il profitto privato all’interno del libero mercato, per mezzo delle sovvenzioni statali, attingendo a copiose elargizioni di denaro pubblico a fondo perduto.

Il giornale torinese di casa Agnelli, la cui propensione a produrre disinformazione è così spiccata da avergli fatto meritare nel tempo il soprannome di “La Busiarda”, inizia con il mettere il luce i tanti motivi di orgoglio della presidenza Montezemolo che avrebbe “imposto all’attenzione del Paese temi come la crescita, la competitività, ed il taglio delle tasse al grido di facciamo squadra, rimbocchiamoci le maniche, avrebbe aumentato del 9,1% il numero degli iscritti all’associazione e creato nuovi e più forti rapporti con le banche e le altre associazioni. Continua poi enunciando i reiterati tentativi di condizionare l’attività dei governi che si sono succeduti alla guida del Paese, praticati da Montezemolo in qualità di presidente di Confindustria e considerati nell’articolo “battaglie per l’innovazione ed il merito e per le riforme dello Stato che costituirebbero ancora oggi la priorità delle priorità.”
Riporta le parole di Montezemolo che “boccia la pubblicazione su Internet dei redditi degli italiani perché, spiega, la gogna mediatica non va bene: fa male al Paese e si rischia di mettere gli uni contro gli altri. E per di più non c’è la stessa trasparenza nel dar conto di come lo Stato spende i soldi raccolti con le tasse”.
Probabilmente se lo Stato rendesse pubblici i canali attraverso i quali distribuisce il denaro estirpato dalle tasche dei contribuenti, i cittadini non sarebbero così felici di sapere che una delle destinazioni preferenziali è costituita dal finanziamento alle grandi imprese private come la Fiat, alle quali paga sotto forma di cassa integrazione una parte considerevole degli stipendi dei dipendenti, ma comunque Montezemolo sa bene che la trasparenza in Italia continuerà a restare una chimera e pertanto può permettersi di auspicarla senza per questo correre il rischio che venga messa in pratica.

La parte più interessante dell’articolo di Baroni riguarda comunque il futuro di Montezemolo che a suo dire non assumerà nessun incarico politico ma continuerà invece a fare il suo mestiere. Mestiere che ci pare di capire sia costituito dall’amministrare imprese private sovvenzionate a fondo perduto dallo Stato e creare dei gruppi di potere che si adoperino attraverso pressioni di vario tipo per condizionare a loro favore l’operato della politica.
Montezemolo oltre che della Ferrari si occuperà della Fiat e della “ nuova importante avventura nel settore privato dei treni ad alta velocità, che presenterà al governo a settembre e che aumenterà la concorrenza nel settore”.
La Fiat in realtà si occupa da quasi 17 anni dell’avventura dell’alta velocità ferroviaria, avendo fino ad oggi costruito in qualità di general contractor (cioè in regime di monopolio e senza alcun rischio d’impresa) buona parte delle tratte TAV italiane, accumulando profitti miliardari pagati dai contribuenti italiani. Da settembre sembra tenterà di “mungere” denaro anche praticando il servizio, probabilmente aggiudicandosi le “corse” migliori e lasciando che siano le FS (che hanno finanziato l’infrastruttura) a gestire quelle scarsamente remunerative.

Montezemolo continuerà inoltre a fare il presidente della Luiss e dopo l’estate lavorerà alla creazione di un think tank, «che vuole essere un centro di progettualità di pensiero a supporto di governo e Parlamento». Si tratterà ovviamente di un gruppo di pressione costituito da “esperti illuminati” sullo stile della commissione Attali francese, che avrà il compito di dettare alla politica i termini di un camminamento costituito da riforme impopolari quanto mai gradite alla finanza e all’industria.
Montezemolo conclude le proprie esternazioni citando Einstein “Sei giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti... e io ho ancora sogni”.
Mi permetto di aggiungere che sono gli italiani, soprattutto i giovani, che grazie a faccendieri come Montezemolo continuano ad avere sempre più incubi.

2 commenti:

Alessandro Morelli ha detto...

Impeccabile come sempre.
Altro che finanziare "le busiarde" in giro per l'italia, la rete e' il futuro e gente come te.

Franco ha detto...

Sempre lodevolmente ficcante, con piacere di chi legge.
Ma che brutta parola tank...
Forse adatta però. Sembra si cominci a chiamare le cose con il loro nome, e se non è un carro armato sempre di arma si tratta.
"Non sarai tanto ingenuo da credere che viviamo in una democrazia, vero Buddy? È il libero mercato. (Gordon Gekko, Wall Street)"