venerdì 23 maggio 2008

Deliri nucleari

Marco Cedolin

La classe dirigente italiana continua a mostrare limiti sempre più evidenti che prendono corpo in questi primi giorni di governo Berlusconi, durante i quali il nuovo esecutivo sta tentando in maniera molto maldestra di dipingersi addosso un’immagine di modernità ed innovazione assolutamente inesistente.
Riuscire ad immaginare come elementi di novità i personaggi che compongono l’armata Brancaleone creata dal Cavaliere richiede l’ausilio di davvero molta fantasia, in quanto politicanti imbolsiti come Matteoli, Schifani, Maroni, Sacconi e tanti altri, in questa veste risultano davvero impresentabili. Ma neppure la fantasia potrebbe venirci in aiuto se tentassimo d’interpretare in chiave di modernità ciò che il governo si propone di “creare” nell’ambito dell’energia e dei rifiuti.

La costruzione “a pioggia” di nuovi inceneritori (in Campania sono già diventati quattro) in mancanza di qualunque strategia concernente la creazione di un circolo virtuoso dei rifiuti, lascia semplicemente basiti, in quanto nulla risulta essere più anacronistico dell’incenerimento del pattume e basterebbe gettare una rapida occhiata verso gli altri Paesi, non solo europei, per rendersi conto che siamo rimasti gli unici a destinare ogni risorsa disponibile verso una tecnologia nella quale all’interno dei paesi “sviluppati” ormai più nessuno crede.

All’insana passione per la pratica dell’incenerimento, nuova come potrebbe esserlo un dinosauro, sta affiancandosi in questi giorni anche una martellante ed ossessiva campagna in favore del ritorno delle centrali nucleari, bandite dal nostro Paese nel 1987 grazie al risultato di un referendum.
L’armata Berlusconi, che ancora dovrebbe spiegare agli italiani cosa intenderà fare delle tonnellate di rifiuti radioattivi attualmente stipati in depositi di fortuna, come quello di Saluggia, dove inquinano le falde acquifere e migrano regolarmente nell’ambiente, sta tentando in ogni modo di riportare l’Italia sulla via dell’atomo, spacciando la scelta nucleare come un qualcosa di nuovo e moderno.
Non esistono elementi di novità nella scelta atomica, così come negli inceneritori, anche se si tentano giochi di prestigio sintattici definendoli nucleare di “nuova generazione” e “termovalorizzatori”, così come non esiste novità nella banda di governo che pretenderebbe di “rialzare l’Italia” mentre non riesce neppure a rialzare gli occhi da terra per volgere lo sguardo verso i Paesi che le stanno attorno. Quasi tutti i Paesi “sviluppati” con l’eccezione della Francia, del Giappone e pochi altri hanno da tempo smesso d’investire nel nucleare in quanto la gestione (lo smaltimento in quest’ambito non esiste) delle scorie radioattive risulta troppo costosa e pericolosa. Quasi tutti i Paesi “sviluppati” stanno orientando altrove i propri programmi energetici, ma di questo il “nuovo” governo sembra non essersi assolutamente accorto, tanta e tale risulta la limitazione di capacità e d’idee che affligge i componenti del nuovo esecutivo.
Se lor Signori, come dicono, intendono raccogliere l’eredità del “vecchio nucleare”, inizino a parlarci delle scorie di Saluggia e dell’acquedotto del Monferrato che ne raccoglie la radioattività, delle centrali dismesse che nessuna osa demolire perché darebbero origine a nuove scorie che non si saprebbe dove stipare, della realtà incontrovertibile che testimonia come il Gotha della scienza mondiale di fronte al problema delle scorie nucleari si sia da tempo arreso ed abbia abdicato da quello che avrebbe dovuto essere il suo ruolo.
Inizino a parlarci di queste cose gli illuminati del nuovo governo e soprattutto inizino a guardare anche i paesi che stanno loro intorno, così potranno evitare di continuare a proporre come novità inusitate pratiche che altrove si stanno abbandonando come vecchie, antieconomiche ed ambientalmente insostenibili.

7 commenti:

Ferro e Seta ha detto...

Ti seguo da poco tempo ma ora non posso fare a meno di venire a leggere ogni qualvolta ci sia un nuovo articolo.
Tu ti preoccupi dell'impatto ambientale, loro no. E tanto per ribadirlo, come hai fatto notare qualche articolo fa, non hanno neanche attivato un ministero dell'ambiente, tanto per non porsi il problema. Basta che entra la pecunia e sono tutti contenti (loro).

Alessandro Aimone ha detto...

Ciao Marco,

molto interessante - come sempre - quest'ultimo tuo post. Ti lascio il link di un'intervista a Carlo Rubbia di qualche mese fa sulla questione nucleare. Mi fai sapere cosa ne pensi? Grazie.

Carlo Rubbia e il nucleare

Ferro e Seta ha detto...

@ Alessandro Aimone

Ho letto l'articolo di Rubbia....e mi sono messo a piangere! Perchè abbiamo tanti cevelli e tante possibilità e ancora ci rifilano al favoletta del nucleare e del carbone, #+$cci loro!
Ho letto anche che uno scienziato giapponese (loro sul nucleare ne sanno qualcosa, anche a loro spese) che la fusione fredda è realtà. Riporto il link

http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/10916/

e questo di un bloggher che paventa una insabbiatura della scoperta e i motivi:
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2004/01/19/fusione_fredda_idrogeno_e_monopolio_energetico.htm

marco cedolin ha detto...

Caro Alessandro,
scusa se ti rispondo solo adesso ma sono stato fuori alcuni giorni per la presentazione del libro.

Ho letto l'intervista a Carlo Rubbia e fondalmentalmente sono d'accordo con le sue parole nella misura in cui giudica assurdo e senza senso ipotizzare l'investimento di risorse in fonti energetiche anacronistiche, altamente impattanti e con scarse prospettive di futuro quali il nucleare ed il carbone.

Penso anche io che occorra guardare all'energia solare come ad una delle principali opportunità per il futuro.
Ritengo però che occorra innanzitutto tagliare notevolmente in nostro consumo energetico, e sarebbe possibile farlo semplicemente eliminando gli sprechi ed ottimizzando il sistema di distribuzione dell'energia.

Personalmente sono contrario alla costruzione di grandi impianti eolici o solari sulla falsariga di quanto avviene per le centrali termoelettriche o a gas.
L'utilizzo delle fonti rinnovabili deve secondo me puntare su micro impianti domestici che sono scarsamente impattanti e riducono praticamente a zero la dispersione energetica conseguente al trasporto.
Il tutto ovviamente andrebbe ricollocato all'interno di un diverso sistema di distribuzione costruito a maglie che permetta di valorizzare l'autoproduzione energetica.

Ferro e Seta ha detto...

@Marco Cedolin

Sono totalmente daccordo con te sul fatto della riduzione degli sprechi, sia energetici che di materie prime (leggi differenziata), tanto che, nel mio piccolo, stò adottando tutto il possibile per attuarlo.
Sono padre da poco meno di un anno e vorrei lasciare un barlume di speranza a mio figlio, ma le notizie che leggo ogni giorno mi fanno sentire come Don Quixote.
Sto tentando di eliminare l'utilizzo di lampade ad incandescenza e di elettrodomenstici che non siano di classe A o superiori. Adotterò a breve prese con rilevatore di standby per disattivare TV e altri aggieggi elettronici totalmente quando sono inutilizzati. Ho ridotto di moltissimo la produzione di rifiuti di plastica eliminando le bottiglie e installando un desaporificatore per utilizzare l'acqua dell'acquedotto. Sto iniziando ad eliminare il tetrapak del latte utilizzando il latte alla spina. Una delle 2 auto che ho in famiglia è a GPL e l'altra, quando sarà da cambiare, sarà sicuramente una ibrida benzina/elettrica.
Ma se quete cose le fa una sola persona, rimane una goccia nel mare.
Per l'energia elettrica, è infatti assurdo rielaborare la produzione adottando gli stessi metodi di distribuzione, se questi ne permettono una produzione in loco, anche perchè lo spreco maggiore è infatti da attribuire al sistema di trasmissione via cavo (senza contare le patologie dovute all'esposizione dell'uomo ai campi elettromagnetici generati dai cavi dell'alta tensione).

Tanto per tornare al tema della fusione fredda, questa è un'intervista, rilasciata il 13 Maggio 2005, al Prof. Emilio Del Giudice e pubblicata sul sito Progettomeg. E' allucinanate come 3 anni dopo ancora si stai a dibattere sulla costruzione di centrali nucleari di 3 o 4° gen.
Consiglio di leggerlo perché molto interessante:
Progettomeg intervista il Prof.E.Del Giudice sulla Fusione Fredda

marco cedolin ha detto...

Grazie ferro e seta per l'interessante intervista che hai linkato.

Marco

Anonimo ha detto...

ecco, leggete qui, è spiegato forte e chiaro:

QUELLO CHE NON VI DICONO SULLE CENTRALI NUCLEARI

www.xmx.it/centrali-nucleari.htm

...e se vi sembrano cose utili, magari stampatene un po' di copie, e datele in giro ad amici e parenti, o infilatele nelle cassette della posta del vosto palazzo!

marco-anti-silvio&mafiosi