Atlantomed

lunedì 22 dicembre 2008

Dubai e la spiaggia refrigerata



Marco Cedolin

Nessun luogo al mondo è in grado di rappresentare la filosofia della “crescita infinita”, che dalla seconda metà del XX secolo anima l’uomo moderno, in maniera così adamantina quanto la città di Dubai.
La capitale di uno dei sette stati che compongono gli Emirati Arabi Uniti sembra ergersi a terminale delle ambizioni, spesso intrise di utopia, che permeano la nostra società.
Desiderio di dominio assoluto sulla natura, ossessivo edonismo consumista, continua ricerca del gigantismo strutturale, esaltazione della tecnologia quale strumento onnipotente, celebrazione dell’individualismo di massa, sono tutti atteggiamenti che sembrano fondersi magicamente fra le mura di quello che molti considerano un vero “paradiso artificiale”.
Dubai rappresenta l’ inseguimento incessante del primato, la perdita di ogni senso del limite, la proiezione verso l’esterno di tutti i bisogni umani, la gratificazione vissuta nel soddisfacimento del “capriccio”, nell’appartenenza ad una realtà artefatta tanto più affascinante quanto più artificiosa.
Non appena ci si accosta a Dubai si percepisce l’impressione di osservare un luogo di fantasia collocato a metà fra le “città del futuro” tanto care alla letteratura fantascientifica degli anni 70 ed i fumetti di Walt Disney che ci accompagnavano da bambini. L’intrecciarsi delle strutture già esistenti con quelle in fase di realizzazione e con la molteplicità dei progetti che sono sul punto di prendere il via, costituiscono un conglomerato in grado di suscitare tutta una ridda di sensazioni che traslano dal meravigliato stupore fino al preoccupato sgomento.
Elementi del passato e scorci di futuro s’intrecciano in questa sorta di “non luogo” dove tempo e spazio assurgono al ruolo di entità empiriche in precario equilibrio fra loro.

Accanto agli arcipelaghi di isole artificiali, al Burj Al Arab, hotel a 7 stelle a forma di vela ricoperto da milioni di microlampadine, al grattacielo girevole, all’hotel sottomarino con 220 camere collocate sul fondale marino e allo Sky Dubai, mega struttura all’interno della quale si scia su montagne artificiali all’interno di una cupola mantenuta sotto lo zero nonostante la temperatura esterna sfiori i 50°, mentre nei cottage e nei bar che contornano le piste gli impianti di riscaldamento sono perennemente accesi, sarà inaugurato entro la fine del 2009 anche il Palazzo Versace che garantirà perfino un sistema di raffreddamento della battigia.
Sotto alla sabbia della spiaggia, che si troverà a pochi passi dal lussuosissimo resort della famosa griffe italiana, sarà presente un sistema di tubature supertecnologico. Questo raffredderà la superficie e grazie ad esso gli ospiti potranno godersi il sole di Dubai senza soffrire per le alte temperature, potendo perfino sdraiarsi sulla sabbia.

Alle molte persone che hanno fatto notare come tale sistema sia pesantemente inquinante, e più in generale Dubai rappresenti l’esatta antitesi di tutti gli sforzi che si stanno tentando di fare a livello mondiale per di arginare i mutamenti climatici attraverso il risparmio energetico (a Dubai ogni persona che vi risiede produce in media più di 44 tonnellate di CO2 all’anno), il presidente di Palazzo Versace, Soheil Abedian ha risposto semplicemente che questo è il tipo di lusso che pretende la gente ricca.

Solo attraverso la follia, intesa come sublimazione dell’irrazionale e ricerca di una dimensione metafisica è forse possibile comprendere il senso di un’immensa proiezione onirica quale la città di Dubai. Enormi risorse energetiche e monetarie dissipate nell’utopistico tentativo di sovvertire tutte le leggi della natura, inseguimento dello spreco vissuto come elemento di esclusività, spasmodica ricerca di una grandezza solo esteriore, nel velleitario tentativo di sottrarci alla nostra inesorabile condizione di piccoli uomini che stanno distruggendo l’unico pianeta sul quale possono vivere.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Tornando in Italia,
è una crisi di sistema che può rivelarsi positiva, in fondo.
Se non si lascia "risolvere" a chi l'ha provocata a furia di Tav e Ponti-sul-nulla e inceneritori.

Uno come Pallante dovrebbe dirigere un "governo di crisi", e operare col solo scopo dell'efficienza.
La cosa più gentile che si possa dire di chi oggi siede in Parlamento, è che non ne hanno la più pallida idea.
In realtà è molto peggio.

Per i lettori del blog:

http://it.youtube.com/watch?v=jdQEUn-mTmY
Presentazione del libro di Carlo Vulpio, Roba nostra.

"Questa politica" uno come Rossi non poteva che emarginarlo, se non se ne andava da solo come ha fatto.
Siamo davvero di fronte alla possibilità di mandarli a casa. Tutti. La crisi apre gli occhi.
Non riesco a non essere ottimista, perchè l'alternativa è davvero emigrare, andarsene via.
E invece bisogna far diventare l'Italia come oggi
funziona www.comunivirtuosi.org

Per Veltroni, che chiede “Voglio un partito sano”, come se non avesse deciso lui chi candidare, tipo Villari o LaTorre… la risposta è semplice: se ne vada a casa, lui con tutti i “vertici” e i "saggi" come Bassolino.

Marco, ho un amico che è stato nel partito 30anni, e il giorno che è nato il PD ha restituito la tessera... Lui aveva capito tutto, gli italiani ancora no.
Se G.M. non sta più dentro al Partito vuol dire che la situazione è davvero irrimediabile la dentro.
Il PD non è un partito, e non è neppure di sinistra per chi crede nei sistemi tardonovecenteschi.

Un bell’esempio di Veltroni amministratore, appena appena sfiorato dall’ultima inchiesta di Report sui rifiuti, è nel link che segue.
Con tutta la responsabilità di aver nascosto per 5 anni questo documento nel cassetto:

http://www.ecceterra.org/docum.php?id=%201427

Ciao, Roberto.
Tanti auguri a tutti!

Framaulo ha detto...

Ricordiamo anche il Burj Dubai, la nuova torre di Babele attualmente in fase di costruzione (per ora è sui 700 metri).

http://www.burjdubai.com/

Ferro e Seta ha detto...

Ti dirò, se il resto del mondo si ridimensionasse a livello di sprechi e inquinamento, ben venga anche un luogo come Dubay, ma circoscritto solo a quel posto, tanto da diventare quasi un luogo di fantasia. Invece purtroppo vogliono essere "tutti come a Dubay" e così facendo non si rendono (ancora?!?) conto che prima o poi il pianeta per noi finirà.
Non penso che la terra, come tale si estingua, ha resistito anche a calamità peggiori, nei suoi molti milleni passati. Ma noi stiamo diventando "inquilini fastidiosi e zozzoni" e prima o poi ci darà lo sfratto, se non ci diamo una raddrizzata e di corsa.

gas_1986 ha detto...

Ritengo che,Dubai,sia esattamente lo specchio della "pochezza interiore" che attanaglia l'uomo...un'esaltazione al voler APPARIRE più che all'ESSERE...il vizio di "questi" uomini,oltre che essere distruttivo per l'ambiente,denota una fortissima insicurezza personale...hanno un vuoto dentro che pensano di colmarlo solamente con il materialismo e con il consumismo...non mi ritengo assolutamente migliore di nessuno...ma sicuro è che non mi sento più felice e superiore agli altri mostrando uno Status symbol...per costruire una società basata sulla "decrescita felice",occore ridimensionare le nostre pretese...Dubai è,esattamente,l'esempio opposto...

ciao Marco...sempre grande ;)

Anonimo ha detto...

Il bello e' che manco si vergognano di cotanta dabbedaggine.In Europa ci sfrafullano i santissimi con l'abbronzatura,qui in asia tutti devono rincorrere lo sbiancante ,la pubblicita' e' quasi la stessa,cambia il risultato.C'e' sempre qualcuno pronto a spillare il soldo del povero mentecatto che nel caso di Dubai non e' poi cosi' "povero".E cosi' si costruiscono improbabili hotel a tutto un firmamento di stelle tacendo sul fatto che quando uno dorme l'importante e' un letto neanche tanto costoso,la sabbia fresca poi.Vuoi mettere,puoi arrostirti al fresco,come andare in montagna da noi d'estate....
Sono falsi,come lo e' il mondo che vogliono comprare e che qualcuno costruisce per loro,sono falsi come i loro sorrisi a 389 denti,falsi pure loro. Sono falsi i loro sentimenti,talmente falsi che manco hanno un sentimento e se si accorgono di averlo vanno dal terapeuta.Quello che scoccia e' che per la loro vita falsa paghiamo sempre noi.
Un caro augurio di buon natale e di un felice 2009 a te Marco e a chiunque legga questo mio intervento.

Mariano

Anonimo ha detto...

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Scandalo-Formato-G8/2054079

se al posto di RiottaVespaMimun ci fossero giornalisti così, questo Paese non potrebbe essere vandalizzato impunemente.

Onore a Gatti

Wil ha detto...

Caro Cedolin,

affascinato anch'io dalla follia degli Emirati, ed avendo conosciuto tramite il blog una ragazza che vive stabilmente ad Abu Dhabi, qualche mese fa decisi di concederle spazio del sito per sentire le sue opinioni a riguardo.

Ne uscirono 4 post, la ragazza è un "fiume di parole".

Se ti fa piacere, dacci uno sguardo, lascio il link:

http://nonleggerlo.blogspot.com/2008/08/donna-clauds-from-emirates.html

Auguri e buonefeste, Wil

marco cedolin ha detto...

Cari amici,
Un grazie di cuore a tutti per la costante partecipazione ed i contributi sempre interessanti che avete la pazienza di portare a questo blog.

Vi abbraccio tutti e vi auguro Buon Natale!

Marco

Anonimo ha detto...

Auguri speciali,
a cui mi associo, su
www.stefanomontanari.net

Grazie a Marco per il brillante, costante, infaticabile impegno di mostrare QUANTO è ridicolo questo sistema malato.

Roberto