mercoledì 4 marzo 2009

Processo TAV: lo scherzo continua


Marco Cedolin
Dovevano costruire 79 km di tratta ad alta velocità fra Bologna e Firenze, di cui 73 in galleria e finire i lavori entro il 2003 al costo di 5810 miliardi di lire.
Oggi, a marzo 2009 a quasi 13 anni dall’inizio dei cantieri, l’opera, altamente pericolosa in quanto costituita da 73 km di gallerie monotubo prive della tunnel parallelo di soccorso, è già costata 4,8 miliardi di euro e non è ancora stata terminata.
In compenso i lavori, eseguiti dal consorzio Cavet nel quale Impregilo ha fatto la parte del leone, hanno determinato danni ambientali stimati in 750 milioni di euro, conseguenti al disseccamento o impoverimento di 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e 5 acquedotti, comportando la perdita di 100 miliardi di litri d’acqua. Oltre all’inquinamento di vaste parti di territorio a causa del deposito delle terre di scavo contaminate dagli idrocarburi.

Ieri dopo 5 anni il processo a carico di Cavet si è concluso con 27 condanne, da 3 a 5 mesi, e 150 milioni di euro di risarcimento, per il solo reato di smaltimento illecito di rifiuti. Mentre il consorzio Cavet è stato assolto da tutte le accuse legate ai danni determinati alle falde acquifere ed ai torrenti, con uno di quei colpi di spugna a cui la magistratura italiana ci ha ormai abituato.
Per comprendere la reale dimensione della sentenza “farsa” è sufficiente osservare la reazione degli avvocati della difesa che si sono detti certi del fatto che nei prossimi gradi di giudizio neppure l’accusa di smaltimento illecito di rifiuti reggerà, lasciando in questo modo Cavet totalmente impunita, dopo avere inquinato pesantemente i terreni e distrutto gli equilibri idrogeologici di un territorio montano di rara bellezza.

Nei prossimi anni invece toccherà a Firenze, il cui sottoattraversamento comporterà lo scavo di 2 tunnel della lunghezza di 8 km ciascuno, perpendicolari alla linea di flusso della falda freatica e la costruzione di una stazione sotterranea ubicata sotto il letto del torrente Mugnone. Scavi che metteranno a rischio di cedimento almeno 170 edifici, fra cui perfino la Fortezza da Basso.
Solo con allarme, alla luce anche di quanto accaduto oggi a Colonia, dove i lavori di scavo di una nuova linea del metrò hanno provocato il crollo del palazzo dell’archivio, travolgendo un numero ancora imprecisato di persone, si può guardare a questa nuova parte del progetto, tanto più delicata dal momento che riguarderà una città dagli equilibri estremamente fragili.
Non resta che domandarsi se alle stesse imprese che hanno distrutto il Mugello verrà permesso anche di devastare Firenze, ma purtroppo si tratta solo di una domanda retorica di cui sappiamo già la risposta.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Io a questo punto, credo ( spero ) solo una cosa, e cioè che tutti questi torti, subiti generalmente in gran parte dai piccoli comuni che a loro volta hanno un contatto più naturale con il territorio che li ospita, si trasformi in una coesa risposta a livello di protesta contro gli accadimenti speculativi che stanno rovinando anche tutti noi. Sarò un sognatore, ma come paragone mi viene in mente la resistenza degli uomini chiamati partigiani, partita proprio dalle montagne ( almeno qui da noi ). Sottolineo il fatto che questo concetto di paragone non viene da una mia appartenenza politica, anche perchè ora mi avvilirebbe averne una, è tornando a noi, una reazione che credo sia fisiologica. Forse non so quello che dico, ma quello di cui sono certo è che se rompi certi equilibri alla base delle future catene alimentari e naturali, si arriva alla fame e alla siccità........! La conseguenza, come ci insegna la storia ( permettetemi un altro paragone ) è che se i nobili della corte Francese mangiano i croissant mentre il popolo muore di fame..... dura poco la cuccagna , anche perchè la fame è una brutta bestia!
Ciao, ceci

Alba Kan ha detto...

Dobbiamo solo sperare che arriviamo al "collasso" prima che vengano fatte questi sfregi al nostro paese.
Consiglio a tutti la visione di quest'intervista a Stefano Montanari fatta da Moreno Corelli nella sua trasmissione Diciamolatutta (in diretta ogni giov alle 14.30 in livestream su ArcoirisTV):
http://tinurl.us/29dda0

...anche perchè le imprese corrotte della tav...sono le stesse degli inceneritori...

marco cedolin ha detto...

Ceci,
quello che hai detto è senza dubbio vero.
Tieni conto comunque che è tutto un fattore di equilibri fra situazione contingente ed aspirazione a far si che diventi migliore, da leggersi in una contingenza d'impoverimento diffuso ma assai stratificato.
In parole povere i "nobili" mangiano i croissant e il popolo muore di fame, ma non in maniera omogenea, perchè c'è ancora chi riesce ad addentare mezzo pasticcino del discount o qualche salatino. Inoltre larga parte del popolo aspira a far parte di coloro che mangiano i croissant, perchè illuso che se "merita" potrà farcela anche lui.
Sarà più forte la speranza di diventare velina o calciatore o la voglia di ribellarci contro coloro che ci stanno portando alla fame?

Cara Alba,
grazie per l'intervento ed il link molto interessanti.
Le imprese sono sempre le stesse e dentro le imprese ci sono tutti i soggetti, finanziari, politici ed industriali che oltre a corrompere creano il pensiero dominante.

Anonimo ha detto...

Posto qui per non andare troppo fuori traccia dall'ultimo post, che riepiloga un anno di lavoro.

Il corrosivo per me è stato fondamentale, lo sai.
è stato come poter aggiornare il mio sito monotematico con un approccio e con un approfondimento che lo ricollegava a ogni altro argomento.

Allego l'ultimo post del Sindaco di Cassinetta, Finiguerra.
è una provocazione, e una dolorosa riflessione insieme:
http://domenicofiniguerra.wordpress.com/2009/03/07/fondata-sul-cemento/

Come mi disse un anno fa un comune amico:
"non abbiamo più il diritto di mollare".
Gli sviluppisti sono alla guida di un autobus, e noi siamo nostro malgrado i passeggeri. Se non ci sforzeremo di prendere il volante, ci porteranno nel burrone insieme a loro.
Ha cominciato la Valsusa, adesso è ora che tutti si rimbocchino le maniche.

Un caro saluto e grazie, Roberto

PS
i violenti sono "LORO" e le loro inutili grandi opere bipartisan: non bisogna mai dimenticarlo

Luka78 ha detto...

Ogni riferimento a quello che è successo oggi a Firenze, potrebbe essere casuale. Vero, Marco? Ahahah!

Luca D'Amico