giovedì 12 marzo 2009

Crolla il traffico merci


Marco Cedolin
La notizia viene riportata all’interno di un articolo della Stampa nella sezione cronaca di Torino e riguarda il traffico merci fra Italia e Francia ai valichi piemontesi e valdostani, ma la situazione risulta essere molto simile un po’ dappertutto in Italia, dal momento che secondo un’analisi della Fita Cna datata 23 gennaio 2009, sarebbero oltre 10.000 le aziende di autotrasporto destinate a chiudere i battenti entro la fine dell’anno.
La diminuzione dei traffici merci è iniziata nel 2001 con il deteriorarsi della situazione economica, ma nell’ultimo anno ha raggiunto livelli davvero imponenti. Al valico del Frejus, in Valle di Susa, i transiti dei mezzi pesanti sono diminuiti del 25%, al tunnel del Monte Bianco di circa il 20% ed a Ventimiglia del 16%. A causa di questa enorme riduzione dei transiti merci ai valichi di frontiera, il traffico risulta essere diminuito del 13,1% anche sulla tangenziale di Torino e sull’autostrada Torino – Aosta, secondo i dati diffusi dall’Ativa che gestisce entrambe le tratte.

La notizia resterà con tutta probabilità relegata nel novero della cronaca locale, in quanto troppo scomoda per tutta la schiera di “cantastorie” ed esperti da salotto buono che continuano pedissequamente a giustificare proprio con l’incremento esponenziale del traffico merci, la necessità di costruire sempre nuovi tunnel, nuove linee ferroviarie ad alta velocità e nuove autostrade. Mentre la movimentazione delle merci, in virtù di una crisi economica tanto profonda quanto destinata a protrarsi molto a lungo nel tempo, risulta in fase di rilevante e progressiva riduzione, l’Italia sta investendo e si appresta ad investire decine di miliardi per costruire grandi opere destinate proprio al trasporto delle merci, che dovrebbero affiancare quelle esistenti, attualmente sottoutilizzate.
Il lavori di costruzione del doppio tunnel del Brennero (BBT) della lunghezza di 55 km stanno per partire, dopo che l’opera è stata formalmente inaugurata dal presidente Napolitano nello scorso mese di aprile 2008. Al Frejus, proprio dove il crollo del traffico risulta maggiore, stanno per aprirsi i cantieri relativi alla costruzione di un secondo tunnel parallelo che benché venga spacciato come canna di sicurezza, avrà le stesse dimensioni di una normale galleria autostradale. Sempre in Val di Susa il governo ha confermato la volontà di procedere in tempi brevi allo scavo del tunnel di 54 km sotto al massiccio dell’Ambin, che risulta parte integrante del controverso progetto TAV Torino-Lione, senza preoccuparsi minimamente del fatto che oltre alla totale mancanza dei traffici ferroviari (la linea ferroviaria attuale risulta sfruttata al 35% delle proprie potenzialità) stanno diminuendo in maniera sempre più marcata anche quelli su gomma.
Quando i lavori saranno terminati, dentro a questi tunnel e sulle relative infrastrutture di accesso non ci sarà con tutta probabilità nulla da trasportare, ma questo ovviamente è di secondaria importanza per tutti coloro (ultimo in ordine di tempo l'architetto Fuksas) che vivono di slogan e sono soliti plasmare la realtà ad uso e consumo dei propri padroni.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, secondo me tutti quei buchi che intendono fare, alla fine saranno riempiti, in mancanza d'altro, da rifiuti tossici a nostra insaputa....e magari, lo stanno già facendo. Vuoi mettere, che occasione, liberarsi in un colpo solo di un problema ingombrante facendolo passare per un investimento edilizio positivo per la nostra viabilità futura!

Ciao ceci

Alba Kan ha detto...

10.000 aziende di traspotri che chiudono? tra poco anche lo stato chiuderà i battenti, altro che ottimismo, siamo in una situazione davvero drastica. Cosa succederà quando i milioni di cassaintegrati non prenderanno nemmeno quegli 800 euro con cui tirano avanti ora, e quando a questi si aggiungeranno altri milioni di disoccupati delle aziende che chiudono giorno dopo giorno. Tutti questi "buchi" come li definisce il commento prima, non sono altro che dei "buchi Neri" che assorbiranno le ultime speranze per una ripresa del paese.

Anonimo ha detto...

cosi appare nel lunotto posteriore della mia auto:FERROVIE IN SARDEGNA..PER IL CARGOMERCI..DAL 24.07.08...C H I U S O P E R M A F I A...SARDEGNA INVASA DAI TIR........POLITICI TUTTI..VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA...AD AVER MANDATOIN MEZZO ALLA STRADA CENTINAIA DI LAVORATORI DELLE FERROVIE E DITTE PRIVATE CHE OPERANO DIETRO LE QUINTE DELLE STESSE FERROVIE...CHE VERGOGNA!!!!!!!!!!!.....Ciao Marco...un caro e affettuoso saluto da Arianna Costa(EX TERMINALISTA MERCI IN SARDEGNA SU ROTAIA.)

marco cedolin ha detto...

Ceci,
in effetti, quando possono, già lo stanno facendo. Risulta pratica quasi usuale nelle cave dismesse, nei cantieri del TAV, nella costruzione delle massicciate ferroviarie e nella produzione del cemento.

Cara Alba,
non ci vuole un grande esercizio di fantasia per comprendere che l'economia di un paese non può basarsi (come sta accadendo in Italia) sulla cassa integrazione.
Mancano qualsiasi idea e qualsiasi volontà di cercare delle soluzioni volte ad entrare nel merito del problema. Così come manca la capacità di riuscire ad incidere nel dramma che sta per abbattersi sulla nostra società.

Cara Arianna,
ho cercato di visualizzare il lunotto della tua auto, quanto mai esaustivo e chiarificatore della situazione. Andrebbe posteggiata davanti alla casa di Moretti :-)

Un caro saluto anche a tuo fratello.

Anonimo ha detto...

Caro Marco....purtroppo fino a casa di mister Moretti,n ci sono arrivata...ma di gluteo di colt...sotto quella di Soru&Company...piu la banda del mattone che si gela dietro la folle dismissione di trenitalia per il cargomerci...stai sicuro..si!!!!!!!!!ti abbraccio con immutato affetto e stima...Arianna Costa

marco cedolin ha detto...

Cara Arianna,
anche sotto la casa di Soru sono sicuro che la tua auto abbia sortito un ottimo effetto :-)

Un abbraccio
Marco