lunedì 12 gennaio 2009

La "casta" del gas

Marco Cedolin

In Italia esistono giornalisti “famosi” che pur essendo diventati tali dopo avere scritto libri ed articoli di pesante denuncia del “sistema”, continuano allegramente a fare parte della sua elite, scrivendo sulle pagine dei quotidiani più importanti e comparendo nelle trasmissioni in TV con la stessa frequenza di quanto accade agli uomini politici di grido. Giornalisti che con il loro lavoro di “denuncia” del sistema, prodotto con l’ausilio dei finanziamenti che il sistema stesso ha messo loro a disposizione, sono riusciti a ritagliarsi una posizione di favore all’interno della quale possono godere di grande credibilità presso l’opinione pubblica. Credibilità che una volta conquistata potrà essere da loro capitalizzata rendendo utili favori al “deprecabile” sistema che li nutre e li foraggia.

E’ il caso del buon Gian Antonio Stella, nato nel paese che fu di Eleonora Duse e divenuto più che famoso nel 2007 dopo la pubblicazione del best seller “La Casta”, al quale ha fatto seguito l’altrettanto mordace “La deriva” dello scorso anno. Stella, grande estimatore della crescita e dello sviluppo, come si può evincere da molti suoi scritti, ha dedicato una “marchetta” alla casta del gas, quella costituita da ENI, Edison, Enel, Hera, Exxon Mobil, Eon, Gas Natural, Erg, Gaz de France, partorendo un curioso articolo titolato “Il NO ai rigassificatori: bocciano i progetti e stiamo al gelo” che ha trovato pubblicazione sabato scorso sulle pagine del Corriere della Sera.

Nel suo pezzo l’ardimentoso Stella divide gli ambientalisti “buoni” (quelli legati a Legambiente
che contestano il nucleare ma apprezzano i rigassificatori e gli inceneritori) da quelli “cattivi” (che si oppongono a tutti gli scempi e le nocività ambientali), dedicando a questi ultimi alcune righe cariche di disappunto ed ironia. Mette alla berlina i livornesi che si battono contro la costruzione del rigassificatore off shore, ironizzando sul rischio derivante da un’eventuale esplosione dell’impianto, arrivando perfino a definirli “ayatollah ecologisti toscani”. Irride gli ambientalisti di Panigaglia, vittime a suo dire dell’effetto “nimby”, contesta i cittadini che si oppongono (senza che lui ne comprenda il perché) al rigassificatore di Brindisi e lancia i propri strali contro coloro (dalla sinistra radicale, a Sgarbi, fino al centrodestra) che stanno impedendo la costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle in Sicilia, con giustificazioni di carattere archeologico e paesaggistico che Stella giudica incomprensibili.

Se tanto livore nei confronti degli ambientalisti, quelli non allineati con la lobby del cemento di Ermete Realacci di cui Stella nel pezzo si manifesta estimatore, non può mancare di lasciare basito chiunque conosca appena un poco in profondità le questioni ambientali, ancora più stupore provocano gli argomenti che il giornalista porta a giustificazione del livore stesso.
Stella nel suo articolo tenta infatti d’indurre il lettore a credere che a causa della mancanza dei rigassificatori l’Italia rischi seriamente di rimanere al gelo per mancanza di gas, nel caso di eventuali problemi sulla rete dei gasdotti, arrivando a vaticinare di abitazioni congelate, fabbriche bloccate e trasporti paralizzati. Un quadretto degno dei migliori film “catastrofici” a stelle e strisce, tanto più drammatico in un paese come l’Italia che, a suo dire, avrebbe abbandonato il nucleare, senza imboccare le strade alternative delle energie rinnovabili, all’interno delle quali il buon Stella annovera anche i "Termovalorizzatori" dimostrando in maniera inequivocabile come stia sproloquiando riguardo a cose di cui non ha la benché minima conoscenza.

Pur incorrendo nel rischio di rovinare una bella “marchetta”, credo sia doveroso tranquillizzare gli italiani, riportando il piano del discorso dal fantasy alla realtà. Nonostante sia costretta ad importare dall’estero buona parte del gas che consuma, l’Italia gode infatti di una rete di gasdotti (buona parte dei quali già in fase di potenziamento quando non di costruzione ex novo) in grado di consentirle l’approvvigionamento di quantitativi di gas notevolmente superiori al proprio fabbisogno attuale e futuribile. Basti pensare che è in dirittura di arrivo il potenziamento del gasdotto algerino Ttpc che trasporterà 6,5 miliardi di metri cubi di gas in più l’anno, l’ENI ha già iniziato il potenziamento del gasdotto Tag che trasporta in Austria il metano estratto dai giacimenti siberiani, per consentire il trasporto aggiuntivo di 3,2 miliardi di metri cubi annui. Entro la fine del 2012 la società Galsi s.p.a. della quale fanno parte Edison, Enel ed Hera, dovrebbe terminare la costruzione di una nuova pipeline di 2280 km che via Sardegna trasporterà annualmente 8,5 miliardi di metri cubi di metano aggiuntivo dall’Algeria a Piombino, in Toscana, il cui tratto off shore risulterà il più profondo al mondo raggiungendo la profondità di 2.880 metri. Nel corso del 2013 inoltre dovrebbe essere inaugurato il gasdotto South Stream che attraverso la Grecia trasporterà il gas russo fino in Puglia.
I rigassificatori in progetto e quelli esistenti, Panigaglia e Rovigo costato 2 miliardi di euro e posizionato al largo della foce del PO, tanto cari a Gian Antonio Stella, non serviranno al nostro Paese per sfuggire al destino di una catastrofe incombente fatta di gelo e galaverna. Semplicemente saranno destinati a trasformare l’Italia in una sorta di hub energetico attraverso il quale la “casta” dell’energia a braccetto con quella della politica (che Stella ama fustigare nei suoi best seller) potrà accumulare profitti miliardari, lasciando il conto da pagare ai contribuenti e all’ambiente. Quell’ambiente la cui salute, a dispetto dei giornalisti e delle loro marchette, non si divide fra buoni e cattivi ma continua a rimanere un qualcosa di oggettivo ed incontrovertibile.

12 commenti:

Alba Kan ha detto...

Ciao Marco,
sono d'accordo con te rispetto alle segnalazioni e riflessioni di questo ottimo articolo.
A proposito di giacimenti di gas, volevo ricordare quelli di Arafat, una risorsa che molti media dimenticano di proposito propagandando la solita "guerra al terrorismo", dietro la quale, sappiamo ci sono sempre forti interessi economici.
Ti dico questo perchè ho letto delle dichiarazioni sugli scontri a Gaza di un giornalista, qualche ora fa infatti ti avevo mandato una mail, per segnalare questa cosa e conoscere la tua opinione in merito.
Spero mi risponderai presto.
Un caro saluto.

Crocco1830 ha detto...

Quello energetico è il settore dove poter trarre i maggiori profitti, immediati e prossimi futuri. Non meraviglia come chi si muove nei meandri di tali interessi, cerchi un consenso di opinione in un settore facile facile come la denuncia della casta politica. Un consenso da spendere dove maggiormente può dare profitto.

Anonimo ha detto...

"E' difficile far capire qualcosa ad un uomo (o ad una donna), quando lo stipendio di lui o di lei dipende dal fatto di non capire."

Orizzonte ha detto...

Bellissima risposta all'articolo di Stella. Su www.offshorenograzie.it il Comunicato stampa del Comitato contro il rigassificatore offshore di Livorno.
Un caro saluto
Enrica

marco cedolin ha detto...

Cara alba,
grazie per il commento. Per quanto riguarda la mail ho già provveduto a risponderti, spero in maniera esaustiva.

Crocco,
la tua osservazione riassume esattamente quello che intendevo mettere in evidenza nell'articolo.

Cara Enrica,
grazie per il link al comunicato stampa dei diretti interessati.

Anonimo ha detto...

No è la cosa più facile.
In Italia ci si vive da 50 anni.
No, no, no, no...
Certo proporre è più difficile magari ci si fa qualche nemico.
E allora no, no, no, no....

Paolo

marco cedolin ha detto...

Gentile Paolo,
il problema non è NO o SI, ma piuttosto spendere il denaro pubblico in qualcosa che sia utile per la collettività.
Proporre la ristrutturazione del sistema di distribuzione dell'energia, nell'ottica di ridurre le pesantissime perdite che avvengono in questa fase e favorire l'autoproduzione domestica, potrebbe essere un buon inizio.

Anonimo ha detto...

No, caro Marco! (che bello poterti dire di no, una volta!)

Non sarebbe un "buon inizio", sarebbe democrazia dal basso!! Autosufficenza e, quando serve , scambio sul posto tramite la rete...

scherzi a parte: bellissimo articolo, ora non resta che diffonderlo; peccato che non ti siano aperti gli stessi canali del caro Stella: eh, già, quanto a questo, lui insegna! :-(

Cari saluti, Sofia Astori.

Anonimo ha detto...

Essendo un tecnico amo, e mi pagano, per le risposte tecniche.
Fai una proposta che vada oltre il risparmio, l'ottica, la ristrutturazione globale eccetera.
Una proposta con i "joule scritti" che tutti vogliono consumare ma nessuno generare.
Io apprezzo molto il tuo blog ma sull'ambiente devo dire che pecchi un po'.
Non ti dico di ascoltare me ma almeno prova a capire.
Scoprirai come siano diverse le cose quando un'acciaieria parte con la seconda fusione.


Paolo

marco cedolin ha detto...

Cara Sofia,
vuoi forse dire che i miei canali sono deficitari rispetto a quelli del buon Stella?
Ecco perchè Grandi Opere non ha avuto il successo di La Casta ed io che continuavo a dare la colpa al lessico .-)

Un caro saluto
Marco

marco cedolin ha detto...

Gentile Paolo,
vorrei fosse chiaro che non esiste alcuna vis polemica da parte mia nei tuoi confronti.
Ti ringrazio per l'apprezzamento nei riguardi del blog e accetto serenamente le tue critiche, dal momento che è umano avere opinioni diverse.

Per quanto riguarda le "proposte" tieni conto che personalmente sono profondamente convinto del fatto che i consumi energetici in Italia (e più in generale in occidente)caleranno notevolmente nel corso dei prossimi anni, per tutta una serie di ragioni che sarebbe lungo sviscerare in questa sede.
Alla luce di ciò non vedo alternative all'autoproduzione domestica tramite solare ed eolico e alla riduzione delle perdite derivanti dalla trasmissione. Il resto naturalmente continuerà a derivare dal gas e dal petrolio, il cui consumo non potrà (stante i presupposti e il contributo dato dall'autoproduzione e dalla riduzione delle perdite)che essere notevolmente inferiore a quello attuale.
Si tratterà semmai di smantellare i gasdotti e le centrali energetiche in eccesso.

Probabilmente tu la penserai diversamente in quanto parti da presupposti differenti, il futuro dirà come andranno veramente le cose.

Ciao
Marco

Anonimo ha detto...

Perche non:)