lunedì 1 dicembre 2008

La febbre del consumo

Marco Cedolin

A Valley Stream, un sobborgo di New York è accaduto qualcosa che nella sua drammaticità rappresenta per molti versi la sublimazione del consumo per il consumo, così come lo vorrebbero i “timonieri” che ci governano attraverso esortazioni a consumare sempre di più, comunque di più, anche se per farlo saremo costretti ad indebitarci sempre più, fino al momento in cui le banche ci porteranno via la casa e la macchina insieme agli oggetti dei nostri acquisti e all’ottimismo che ci aveva indotto ad acquistare bulimicamente.
A Valley Stream lo scorso venerdì, quello che segue il giorno del Ringraziamento e tradizionalmente viene chiamato “Black friday” (in quanto inaugura il periodo degli acquisti natalizi e porta le casse dei commercianti ad uscire dal rosso) l’orgia del consumo, favorita anche dai fortissimi sconti praticati per attirare la clientela in un momento di crisi, ha raggiunto livelli mai sperimentati prima neppure negli Stati Uniti.

Venerdì alle 4,55 del mattino, quando la notte era ancora fonda ed in cielo tremolavano le stelle, circa 2000 persone si sono ritrovate assiepate dinanzi all’ingresso di un ipermercato della catena Wal – Mart, che proprio alle 5 del mattino avrebbe aperto le proprie porte sull’universo degli acquisti, fatto di schermi al plasma, forni microonde, macchine fotografiche digitali, cellulari all’ultimo grido, console per videogiochi, piumini imbottiti, robot da cucina e mirabilie di ogni genere. Molte di loro, per guadagnare le prime posizioni, si erano messe in fila già il giorno prima ed erano all’addiaccio nel parcheggio dell’ipermercato da 24 ore.
Quando ormai non mancavano che pochi minuti all’apertura, quasi fosse caduta preda di una sorta di fervore mistico, sconosciuto perfino a chi, come Berlusconi e Unieuro si dice pronto a giurare sull’onnipotenza dell’ottimismo, la folla ha iniziato a premere, sfondando i cancelli ancora chiusi e travolgendo qualunque cosa si frapponesse sul suo cammino. Ne ha fatto le spese Jdimypai Damour, impiegato temporaneo di 34 anni originario della Giamaica, travolto ed ucciso dalla folla che gli è letteralmente “passata sopra”, mentre sono rimaste ferite anche alcune persone scivolate a terra nella calca, fra le quali una donna incinta di 8 mesi.
Secondo le numerose testimonianze i “consumatori” non si sono minimamente curati dell’inserviente da loro stessi ammazzato e senza farsi alcuno scrupolo hanno perfino ostacolato i suoi colleghi che tentavano di soccorrerlo, interessati unicamente a razziare i prodotti sugli scaffali prima che gli stessi rischiassero di andare esauriti. Anche dopo l’arrivo dell’ambulanza e della polizia, il flusso dei clienti è continuato come se nulla fosse accaduto ed il rito degli acquisti natalizi è andato avanti per tutta la giornata rimpinguando le tasche di Wal – Mart.

Pur senza cadere nella retorica e nel facile moralismo, eccessi di follia come quello di Valley Stream, le cui dinamiche (fortunatamente non le conseguenze) ricalcano episodi accaduti anche in Italia, basti pensare agli incidenti al centro commerciale Panorama di San Mauro Torinese negli anni 90, inducono a riflettere su quanto in profondità l’imperativo del consumo per il consumo abbia ormai penetrato la nostra società, trasformandoci in individui disumanizzati che ambiscono unicamente ad interpretare il ruolo di tubi digerenti della produzione industriale. Merci che per un sempre crescente numero di persone rappresentano ormai un vero e proprio surrogato dei sentimenti e delle emozioni, un rifugio sicuro all’interno del quale esorcizzare la mancanza di punti di riferimento esistenziali, la superficialità dei contatti umani, il vuoto assoluto di un viversi in modo esclusivamente materialistico, l’incapacità di trovare un senso all’interno di vite che non riescono a correre in profondità. Oggetti di consumo che diventano il terminale delle emozioni, dei sentimenti, dei sacrifici, delle attenzioni. Compagni fedeli che una volta “posseduti” non tradiranno mai, accettando di buon grado l’individuo con tutte le sue contraddizioni.

Trascorrere un’intera giornata festiva e affrontare il freddo della notte, accampati nel posteggio di un centro commerciale, per essere sicuri di non mancare l’acquisto del lettore dvd a metà prezzo o del frigorifero digitale super scontato, rappresenta senza dubbio una manifestazione di follia. Così come è folle l’atteggiamento di migliaia di persone che a notte fonda invadono le corsie di un ipermercato, preoccupandosi unicamente dei propri acquisti scontati, ignorando l’uomo da loro stessi ucciso pochi minuti prima che ancora giace steso per terra.
Ma tanta follia, esacerbata all’interno di episodi surreali come quello di Valley Stream, trova il proprio humus in una società come quella Occidentale all’interno della quale la valenza dell’essere umano viene misurata esclusivamente in virtù delle sue potenzialità di consumatore. Dove chi non consuma a sufficienza non è un buon cittadino, dove l’esibizione degli acquisti superflui equivale all’affermazione del proprio status quo, dove occorre essere ottimisti anche quando si comprende che nel giro di pochi mesi ci si ritroverà a vivere in mezzo ad una strada, dove l’indice del PIL è diventato l’unico valore che conti, dove preservare gli incassi delle grandi catene di distribuzione durante il periodo natalizio è una questione di vita o di morte, dove facendo un lavoro interinale si può morire nel mezzo della notte, schiacciati dalla ressa che alle 5 del mattino sta invadendo le corsie alla ricerca del regalo di Natale a prezzo di sconto.

19 commenti:

Ferro e Seta ha detto...

Articolo stupendo e, purtroppo, di cruda realtà. Chapeau

Framaulo ha detto...

Sono inorridito e seriamente spaventato.

Orizzonte ha detto...

Da "Quaderni del Maya Liebl Institute-Raccolta dei Seminari anno 2003-Ed.Maya Liebl Insttute"
pag. 179:
"Insisto in questa parola, delirio,che può sembrare provocatoria, ma noi siamo troppo abituati dal cosiddetto concetto di normalità a non chiederci se poi la cosa è sana o non è sana: siccome questo lo fanno tutti allora questo va bene. E io porto spesso l'esempio: durante la seconda guerra mondiale era normale ammazzare gli ebrei, però non era mica tanto sano"( Dott. Giovanni Castellano)

Mi sembra che questa citazione si adatti perfettamente all'episodio riportato e alla frenesia degli acquisti. E'importante riflettere anche sulla parola "delirio".
Un saluto
Enrica

LucaCec ha detto...

Non è una sorpresa, dopo quello che possiamo vedere anche su You Tube dell'allucinante ressa che c'è stata a Roma il giorno dell'inaugurazione di Trony in quel desolante nuovo centro commerciale Euroma2, e quello che è successo, sempre per l'inaugurazione di Trony, in un altro centro commerciale di cui non so il nome a Marcianise (CE).
Però resta ugualmente allucinante e disgustoso, a mio avviso: persone di ogni età, di entrambi i sessi, di varia istruzione, anche dall'aspetto abbastanza decoroso, che corrono come pazzi e sgomitano per accaparrarsi un telefonino o un i-pod... il telefonino e l'i-pod! Ma che campate a fa'...

Anonimo ha detto...

Giusto epilogo di una razza umana che per millenni si è autocelebrata credendo di essere al grado più alto di sviluppo della catena evolutiva....quando torneremo purtroppo a farci la guerra per fame, allora rimpiangeremo i supermercati...ma l'importante per i nostri padroni, far finta che sia tutto "normale", gestibile e sopratutto GIUSTO COSì !

un saluto a tutti Ceci

tore ha detto...

Come bestie affamate alla greppia...uno spettacolo avvilente di abbruttimento umano

Anonimo ha detto...

l'11 ci sarà una manifestazione delle associazioni (energia rinnovabile ed efficienza), incredibilmente STRONCATE dal delirio sviluppista PD-PDL.
Di fronte Montecitorio.
Assolterm mi sembra si chiami ma non ricordo bene, in ogni caso è a rischio il vero benessere del sistema-Paese.

Il PD fa finta di protestare, ma ha firmato per dare i soldi tolti agli italiani all'inceneritore del Gerbido. Son soddisfazioni.

Se interessa ho scritto una nota a commento sul blog di Montanari.

Vorrei tanto essere pure io in Valsusa il 6....
Buona manifestazione.
Ciao, Roberto


Solo nel 2006 l’Italia (dati pubblici del GSE -Min.Finanze-) ha subìto il furto di risorse pubbliche per 5,5 miliardi di euro finiti nelle tasche di petrolieri e gestori di inceneritori, su 6,1 disponibili per incentivare le energie rinnovabili VERE.
Nel 2006 il fotovoltaico venne incentivato con 40mila euro.

(i gestori di inceneritori si difendono dicendo "ma la fetta più grossa è dei petrolieri". Straordinari. Come se uno fa una rapina in una tabaccheria e alla polizia che lo ferma risponde: "ma dai, non è mica la banca d'Italia!".)

Proprio il modo migliore di affrontare la "crisi": no fotovoltaico e doppi vetri per gli italiani,
più inceneritori come il Gerbido.

PD-PDL: proprio un voto utile.

Jean Lafitte ha detto...

complimenti il suo blog è stato inserito nel nuovo aggregatore della sinistra KarlMarxPlatz.blogspot.com.
per info può vedere in homepage o contattarci via posta
jeanpierrelafitte@gmail.com

cordiali saluti

marco cedolin ha detto...

Cari amici,
vi ringrazio tutti per i commenti, dal senso dei quali comprendo che dinanzi a fatti di questo genere siete rimasti inorriditi almeno quanto me.
Temo che in futuro avremo comunque ancora occasione di ritornare sull'argomento.

Marco

Anonimo ha detto...

quoto. io ho postato questo sul mio blog..
http://cronachemarziane.myblog.it/archive/2008/12/04/wal-mort.html

qualcuno ha detto che il paese è più avanti di chi lo governa. Ma non sempre è vero!

Saturnino

Anonimo ha detto...

Ciao Marco, immagino tu sia alla manifestazione -no mafia- in questo momento..
Ti allego l'ultima genialata del governo PD-PD+L.
Ma a questi non gli basta mai??...

Invito te e gli amici del blog a firmare la petizione per non uccidere nella culla il latte crudo (e alla spina)

Il Ministero della Salute , Sottosegretario Martini, annuncia :

"la possibilità di emanare un'ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell' informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura".

Vi chiediamo , a nome di tutti i produttori di Latte crudo , di firmare e fare firmare la petizione online al seguente indirizzo : www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo

Giuseppe Brandizzi
www.biola.it

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Non si capisce davvero dove voglia andare a parare questa genialata, se non a favorire chi usa il tetrapak e la plastica usa e getta per inscatolare il suo latte (e venderlo a prezzo più alto mentre al produttore si riconosce meno che tramite vendita diretta).
Come per le rinnovabili, c'è un attacco verso coloro che praticano forme di economia dolce, legata al territorio.

...come sulla tolda del Titanic, c'è qualcuno che balla mentre la nave fila diretta verso l'iceberg....
è urgente che le persone che hanno responsabilità di amministrare la cosa pubblica siano (rese) competenti e consapevoli delle loro azioni.
Con tutta evidenza, PD e PD+L non si rendono davvero conto della situazione. Aiutiamoli, o a cambiare, o a cambiare mestiere.
Ciao, Roberto

postmaster ha detto...

Stimato amico, effettivamente è ora di cambiare. A questo proposito e anche a proposito del "appello alla rete" invito tutti a visitare il sito unviveremigliore.eu

Chiunque avrà così l’opportunità di passare dalle parole ai fatti partecipando poi in qualche modo al progetto.

Sarà comunque gradito un commento di riscontro

emilianobruno

Wil ha detto...

Ciao Marco, in pochi ne hanno parlato, e quando ho letto la notizia devo dire che ci ho riflettuto su molto.

Immagino l'apertura dei cancelli, le ore di attesa, la ressa, il nervosismo, la tensione, il disagio.

Una morte prodotta dalla fame di acquisto, di sconto, di offerta, di affare.

A qualcuno potrà sembrare una notizia curiosa, ma pensiamoci davvero: c'è una morte di mezzo.

Ed è incredibile.

A presto, Wil

Walter ha detto...

Una vera apocalisse consumistica. Ecco perche' i centri commerciali e i supermercati sono i luoghi ideali di una certa cinematografia horror
(vedi Romero, Carpenter)...beh anche il finale di "The Addiction" di Abel Ferrara...

marco cedolin ha detto...

Cari amici,
domando scusa a tutti per il ritardo con cui procedo a rispondere ai vostri commenti, dovuto a cause di forza maggiore.
Sono infatti costretto a letto da una brutta distorsione alla caviglia e in questi giorni non mi è stato consentito di prendere contatto con il pc ma solamente con ghiaccio e fasciature :-)

Caro Saturnino,
frazie per il link che andrò a vedere al più presto.

Caro Roberto,
si, in effetti sabato (ancora sano) ero alla manifestazione NO TAV a Susa che è stata un grandissimo successo.
La faccenda del latte alla spina che segnali ritengo sia gravissima, dal momento che l'iniziativa iniziava a riscuotere enorme successo, ecco che la politica affila le armi per boicottarla.

Gentile Emilianobruno,
visiterò al più presto il sito che mi hai segnalato e un grazie per il tuo commento.

Caro Wil,
in effetti come dici tu è semplicemente "incredibile".

Caro Walter,
mi è piaciuta molto la tua riflessione sul fatto che proprio i centri commerciali siano spesso al centro della cinematografia horror. Probabilmente è dovuto al fatto che pochi luoghi riescono a rendere il senso dell'individualismo di massa e dell'effimero edonismo consumista, come questi casermoni di cemento armato, tanto rindondanti di luci quanto strapieni di buio.

Anonimo ha detto...

Marco in bocca al lupo per una pronta ripresa!
Daje che c'è bisogno.
Ciao, Roberto

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

imparato molto