Atlantomed

domenica 3 gennaio 2010

La precrimine di Obama


Marco Cedolin
“Immaginate un mondo senza attentati terroristici”

Entrando in perfetta sintonia con lo spirito del celebre film Minority Report, il premio Nobel per la pace Barack Obama, ha annunciato al mondo che porterà la guerra nello Yemen, al fine di scovare i responsabili di Al Quaeda che hanno “armato” le mutande del nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab, intenzionato a far saltare l’aereo diretto a Detroit sul quale egli viaggiava. Attentato che, se portato a compimento, avrebbe provocato una strage, di fronte alla quale l’America deve reagire con forza, colpendo i responsabili e costringendoli a rispondere dei loro crimini.

Rispetto alla strategia del terrorismo olografico dell’ex presidente Bush è impossibile non percepire un notevole affinamento nella tecnica di utilizzazione dello spauracchio terrorista al fine di giustificare le guerre di occupazione statunitensi e renderle condivisibili agli occhi dell’opinione pubblica occidentale.

Se infatti l’amministrazione Bush fu “costretta” ad orchestrare una tragedia come l’11 settembre, costata la vita a migliaia di persone, per garantirsi il viatico all’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq, l’amministrazione Obama dimostra di avere fatto passi da gigante nel futuro. Senza alcuna necessità di spargimenti di sangue (si tratta pur sempre di un premio Nobel per la pace) Barack Obama si appresta infatti ad invadere in armi lo Yemen, in risposta ad un attentato rimasto nelle intenzioni di un giovane nigeriano squilibrato ma di “buona famiglia” che proprio nello Yemen sarebbe stato armato ed indotto all’insano gesto, da parte di cellule terroriste intenzionate a far parte dell’ormai mitica Al Quaeda, che si proponevano di colpire gli Stati Uniti.

Non ci è naturalmente permesso di conoscere l’identità dei “precog” al servizio del presidente Obama, dal momento che i “precog” sono notoriamente individui schivi ed introversi, assai restii a mostrarsi in pubblico. Ma sembra che il software funzioni comunque alla perfezione e tutti governi occidentali si stiano prodigando attivamente per offrire collaborazione ed appoggio all’amministrazione americana. La Gran Bretagna, seguendo l’esempio degli Usa si è già affrettata a chiudere la propria ambasciata nello Yemen e il consiglio di sicurezza dell’ONU si appresta ad incrementare la consistenza del contingente militare di stanza nella vicina Somalia.
Senza dubbio una serie di reazioni che potrebbero apparire sproporzionate, di fronte ad un attentato rimasto nella “mutande” del presunto terrorista e ad una strage mai concretizzatasi nella realtà, soprattutto alla luce del fatto che anche i rapporti dei “precog” notoriamente si possono falsificare.
Ma Obama sta già scaldando i motori dei Maglev, se l’hanno insignito del Nobel per la pace ci sarà pure una ragione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

C'è già in preparazione un Summit mondiale contro lo Yemen....ops contro AlQaeda.....ma perchè non si combattono da soli gli USA? Peccato che siano tremendamente vere le loro guerre anti terroristiche, nel senso che la fanno la guerra, uccidendo bambini, donne, anziani e mandando al massacro anche tantissimi giovani....perchè verrebbe quasi da ridere al pensare che combattono una loro stessa creazione: Al Qaeda......

Tutto sia per il controllo delle risorse prime, petrolio e posizioni geopolitiche strategiche....nonchè, con un colpo, far sparire le religioni, islamica in questo caso...tanto il nuovo "dio" è già bell'e pronto.

Senza contare il senso di "terrore" che creano nella popolazione......

Vane.

marco cedolin ha detto...

Ciao Vane,
hai perfettamente ragione, in effetti in "l'arte del nemico invisibile" (il secondo link all'interno dell'articolo) rifletto proprio sulla tecnica di costruzione di un nemico immaginario che può essere gestito ad uso e consumo del costruttore (in questo caso gli USA)e viene percepito da tutti come reale e al tempo stesso immarcescibile, perciò buono per ogni occasione in cui il costruttore intenda giustificare bombardamenti, invasioni et similia.