giovedì 16 agosto 2018

Tragedie e Ladroni

Marco Cedolin

Neppure in un Paese del quarto mondo (o del quinto nel caso esistesse) può accadere di entrare con la propria auto in autostrada, pagando un pedaggio faraonico, e ritrovarsi a morire ammazzati nel crollo del ponte che si sta attraversando in tutta tranquillità. Ma purtroppo in Italia succedono anche queste cose.
Nel Paese dove sono stati spesi ad oggi decine e decine di miliardi di euro per costruire linee ad alta velocità destinate ad una esigua minoranza dei passeggeri ed a merci di fantasia che non ci sono mai salite, mentre i pendolari spesso sono costretti a viaggiare su littorine diesel a 42 gradi d'estate e prossime allo zero d'inverno, il più delle volte su tratte a binario unico, può accadere anche questo.
In un Paese dove larga parte della rete autostradale italiana, costruita con i soldi dei contribuenti e non dei privati, da decenni è stata regalata (o se preferite data in concessione a prezzi ridicoli) a due famiglie di ladroni....


che mentre riducevano all'osso le spese di manutenzione e gestione della stessa, aumentavano i pedaggi in maniera esponenziale può accadere anche questo.

In un Paese sempre disposto a dilapidare i miliardi depredati al contribuente in grandi opere tanto faraoniche quanto inutili, dal TAV al MOSE, passando attraverso altre decine di progetti demenziali, me restio ad investire anche una sola lira nel patrimonio infrastrutturale esistente che ormai sta cadendo a pezzi può accadere di tutto. Anche che quaranta persone montino in macchina la mattina, per ritrovarsi a volare giù da un ponte che crolla come un castello di sabbia, perché nessuno di coloro che avrebbero dovuto farlo si è preoccupato di metterlo in sicurezza, nonostante da tanti anni e da più parti si fosse domandato loro di farlo.

Oggi che per la prima volta dopo 25 anni l'Italia ha di nuovo un governo e non una congrega di ladroni genuflessa di fronte alla mafia del tondino e del cemento ed impegnata esclusivamente a dispensare favori agli amici degli amici, il lavoro che attende il Premier Conte ed il ministro Toninelli è per molti versi ciclopico, ma al tempo stesso assolutamente indispensabile.

Occorre bloccare immediatamente qualsiasi nuovo progetto non sia necessario ed abbia un rapporto costi/benefici insoddisfacente. Occorre immediatamente estromettere le famiglie dei ladroni da qualsiasi tipo di concessione abbia per oggetto infrastrutture costruite con i soldi dei contribuenti.
Occorre drenare ogni risorsa disponibile per valutare lo stato dell'intera rete infrastrutturale italiana ed intervenire laddove è necessario (e si tratta di molti laddove) per metterla in sicurezza o quando è il caso ricostruire ex novo le infrastrutture non più recuperabili.

Occorre soprattutto cambiare radicalmente mentalità, dichiarare guerra alla mafia del tondino e del cemento ed iniziare ad investire il denaro dei cittadini con l'intento di fare il loro interesse, anziché quello degli amici degli amici. Solo così, ammesso che ce ne sia ancora il tempo, sarà possibile costruire un'Italia diversa, dove non muori ammazzato perché il ponte dell'autostrada crolla sotto di te risucchiando la tua vita.

2 commenti:

Pike Bishop ha detto...

Durante la famosa "Austerity" dell'immediato dopoguerra, per pagare i debiti di guerra agli USA, qui in GB tralasciarono le manutenzioni e diversi ponti caddero. Ora durante l'"Austerity" imposta dalla EU all'Italia, crollano ponti in Italia. Quelli che detengono il record pero' sono sicuramente gli Americani: in USA e' stato un accadimento abbastanza comune specie all'inizio del secolo, che ha senso, essendo la maggior parte delle infrastrutture state costruite una ventina d'anni prima che in Italia e la manutenzione abbandonata dagli anni '70 in poi. L'unica differenza e' che in questi paesi non si paga per accedere alle autostrade e non sono concessionarie di "amici degli amici" a lucrare sulla mancata manutenzione. Non che faccia differenza quando sei su una macchina che vola in verticale verso il basso dove usava esserci un ponte, ma fa anche un po' incazzare che qualcuno di guadagni sempre, sulle disgrazie, nel paese della mozzarella di bufala puttana.

marco schanzer ha detto...

Pero' , cosi' come e' "spin" far credere che la ricostruzione sia virtuosa ... ( e la ricostruzione instantanea serve ad impedire lo sviluppo di idee migliori…) , e' "spin" anche accusare Benetton , e non chi accetto' di far erigere un acquedotto al posto della strada .