martedì 9 aprile 2013

Gli italiani emigrano nell'aldilà

Marco Cedolin
Nonostante la novella presidente della Camera Laura Boldrini, impegnata con migranti e migrazioni di altro genere, abbia dichiarato di non esserne al corrente e mostri tutto il proprio stupore per la povertà in cui versano i suoi connazionali privi di uno stipendio dell'ONU, una larga parte degli italiani vive in condizioni sempre più drammatiche, senza che esista alcun ammortizzatore sociale in grado di mitigare gli effetti della catastrofe economica che si è riversata sulle loro teste.
L'ondata di persone che al culmine della propria disperazione decidono di sublimare il proprio dramma emigrando nell'aldilà, continua a farsi sempre più impetuosa ed inizia a tracimare dagli argini di silenzio attraverso i quali Monti e Napolitano hanno deciso di nasconderla alla vista, intimando ai media la più completa omertà.
Qualche caso più eclatante degli altri, come la strage di Perugia  o il triplice suicidio di Civitanova Marche, finisce per forza di cose per trovare spazio sui quotidiani a tiratura nazionale, ma nonostante perfino la Boldrini e qualche opinionista chic dei salottini TV inizino a prendere atto del fatto che una sempre più ampia fascia della popolazione italiana sia in procinto di migrare con mezzi assai più drammatici dei barconi, continua a mancare totalmente una reale percezione del fenomeno......


Nelle sole ultime 24 ore, Carlo Cossu di 54 anni di Macomer si è tolto la vita impiccandosi nella propria segheria. "Era spaventato e depresso per la crisi economica e le difficoltà finanziarie che stava vivendo" dice brevemente la nota inserita nell'articoletto di cronaca locale che informa sulla notizia.

A Belluno un uomo di 46 anni si è suicidato in un bosco per la paura di perdere il lavoro, stando alle parole del breve articolo che informa dell'accaduto.

A Caserta Giovanni Russo, dipendente comunale di 51 anni part time, è in fin di vita dopo avere ingerito acido muriatico. All'origine del drammatico gesto sembrano esserci motivi di carattere economico, sommariamente spiegati nell'articoletto che rende nota la vicenda.

A Moglia, nel mantovano, un artigiano di 68 anni ha deciso di puntarsi alla tempia una 44 magnum e di fare fuoco. L'uomo aveva perso sia sia la propria abitazione che il proprio laboratorio in seguito al sisma di maggio 2012, senza che lo stato avesse ritenuto di doverlo aiutare. Domenica scorsa si era messo a piangere conversando con un amico, perché non aveva più i soldi per pagare l'affitto dell'abitazione nella quale era stato costretto a trasferirsi.

A siracusa Franco Barcio, noto imprenditore di 63 anni si è tolto la vita impiccandosi con una corda di nylon, dopo il fallimento della propria attività commerciale.

A Conegliano, Elena Da Ros, infermiera originaria di Pordenone di 41 anni si è tolta la vita iniettandosi un micidiale mix di farmaci, all'interno della casa di riposo dove lavorava, ma nell'articoletto che informa sull'accaduto non vengono forniti dettagli indicativi sulle possibili cause del suicidio.

A Cordignano, sempre in provincia di Treviso, Sandro Pietrobon, un artigiano di 43 anni si è tolto la vita con una coltellata al ventre all'interno della propria abitazione, ma anche in questo caso il trafiletto che rende nota la notizia sulla cronaca locale è completamente scarno e privo di qualsiasi riferimento ai probabili motivi alla base dell'insano gesto.

A Portogruaro, Valter Boscariol, geometra di 64 anni, ha deciso di farla finita impiccandosi con una corda all'impalcatura del cantiere in cui lavorava. Stando all'articolo che rende nota la notizia all'origine del suicidio potrebbe esserci un periodo di depressione che il Boscariol stava attraversando a causa di un piccolo errore di calcolo fatto sul lavoro, di cui temeva le conseguenze.

Tenuto conto del fatto che questo scarno elenco d'italiani emigrati nell'aldilà fra oggi e ieri rappresenta il frutto di una sommaria spulciatina compiuta dal sottoscritto insieme ad un paio di amici, all'interno delle cronache locali di alcuni quotidiani online, dal momento che nessuno dei grandi giornali come Il Corriere o Repubblica ha ritenuto giusto far comparire anche uno solo di questi casi nell'ambito della propria cronaca nazionale, si può ben comprendere quale enorme rilevanza stia ormai rivestendo il dramma dei cittadini che in Italia si suicidano per disperazione.

Fra lo stupore della Boldrini, l'indifferenza della politica ed al riparo dagli sguardi dei propri connazionali, una massa sempre più compatta d'italiani sembra avere deciso di emigrare in silenzio, alla ricerca non del miraggio di un lavoro, dello status di rifugiato o della pietistica elemosina di una qualche ong, ma semplicemente della pace eterna, lontano da un paese che ha deciso di negare ai propri figli perfino il diritto a sopravvivere dignitosamente.

8 commenti:

Eleonora ha detto...

E deve essere davvero difficile prendere una simile decisione. Io non riesco a credere che la politica ignori un simile fenomeno e peggio ancora, non capisco perchè dare così poco spazio a storie del genere. Ma è molto probabile che la politica se ne freghi e basta. E' un vero schifo. E della madonna boldrini penso tutto il male possibile. Una miliardaria con compensi miliardari che fa la misericordiosa con tutti tranne che coi suoi connazionali. Ed è evidente che i suoi connazionali non siano all'altezza di vivere.

Giorgio A. Iacono ha detto...

Riprendiamoci il paese con le buone e con le cattive, perché esiste un'altra alternativa al nostro suicidio: la loro sconfitta e la nostra vita.

nadiù ha detto...

Grazie per quest'articolo che tratta un fenomeno agghiacciante di cui nessuno (o molto pochi) si occupa.
Sono esterrefatta e nausata dal constatare come nessun uomo politico ponga al centro delle proprie riflessioni quella che per molte persone ormai è diventata l'unica "soluzione" possibile alla crisi.
Sono altresì icredula nel leggere i quotidiani i quali continuano a scrivere, riflettere, commentare i balletti della politica anziché occuparsi di quello che sta veramente accadendo al tessuto sociale. I media e i giornalisti dovrebbero vegonarsi poiché disattendono sistematicamente la loro missione più autentica cioè essere cani da guardia della politica: denunciare quello che il potere tenta di nascondere, dare spazio a temi importanti o, come in questo caso, a pratiche emergenti e sconcertanti che devastano tutta la collettività intera.

lelamedispadaccinonero ha detto...

pensiero della classe dirigente :
"bisogna salvare le banche e l'euro, gli italiani sono troppi, vivono al di sopra delle loro possibilità e non vogliono lavorare, che crepino"

lelamedispadaccinonero.blogspot.it

nonno enio ha detto...

tutta gente che dovrebbe stre sulla coscienza della Fornero o di Monti

eleonora ha detto...

Un brano che fa riflettere e commuovere nella sua assolutà verità. Chi non ha ancora la disperazione che lo forza ad emigrare non ha da preoccuparsi ci pensano attivamente con scie chimiche, arsenico nell'acqua, ogm nelgli alimenti e quant'altro serva a distruggere chi resiste.

Fiore ha detto...

Sono OT ma vorrei sentire da Marco un commento sui candidati alla presidenza della Repubblica espressi dagli iscritti al M5S. Gabanelli Fece una trasmissione sulla TAV infelice (uso un eufemismo. Caselli non si è certo comportato in modo esemplare con il movimento o sbaglio? Ma gli iscritti dove si informano sui giornali e TV di regime o dove? Per non parlare chiaramente di Bonino o Prodi.

marco cedolin ha detto...

Gentile Fiore,
l'esito di quelle che sono state battezzate come "quirinarie" dimostra a mio avviso una volta di più il fatto che la tanto millantata democrazia dal basso (o partecipata o come la si voglia chiamare)si rivela un esercizio privo di senso, in assenza di un corpo elettorale sufficientemente informato ed acculturato riguardo al tema messo in votazione.
Mi sembra evidente come coloro che (pur essendo elettori di Grillo e per proprietà transitiva NO TAV e molte altre cose)hanno votato Caselli, Prodi, la Bonino o la Gabanelli, lo abbiano fatto senza possedere la debita conoscenza dei personaggi scelti.

Questa constatazione ovviamente impone una domanda. Quella della democrazia dal basso può essere davvero una rivoluzione della nostra epoca, anche se "il basso" risulta essere pesantemente colonizzato dalla disinformazione di giornali e TV?