venerdì 27 novembre 2009

Il crac di Dubai


Marco Cedolin
Fino ad oggi da molti è stato considerato un “paradiso artificiale”, quasi un luogo di fantasia collocato a metà fra le “città del futuro” tanto care alla letteratura fantascientifica degli anni 70 ed i fumetti di Walt Disney che ci accompagnavano da bambini. Sicuramente la storia recente di Dubai lo ha reso il paradiso delle grandi opere, dell’edilizia avveniristica e dei mega investimenti immobiliari, tanto da farlo somigliare ad un immenso cantiere a cielo aperto, dove oltre ai grattacieli ed ai centri commerciali si costruiscono anche arcipelaghi di isole artificiali, piste da sci nel bel mezzo del deserto, città costiere adagiate sopra a piattaforme galleggianti. Una sorta di grande “capriccio” dove la favola s’intreccia con la perdita del senso del limite, ma non tutte le favole hanno un lieto fine.

E’ di ieri la notizia in virtù della quale “Dubai World”, la holding statale che ha coniato lo slogan “su Dubai il sole non tramonta mai” e controlla tutti i maggiori investimenti immobiliari del paese, oltre al mercato della logistica, della finanza e dell’energia, sembrerebbe essere sull’orlo del crac finanziario a causa di un debito di 59 miliardi di dollari, pari al 70% dell’intero debito statale. In grandissima difficoltà finanziaria a causa della crisi del mercato immobiliare, con i prezzi delle case precipitati del 47% nell’ultimo anno, Dubai World si è dichiarata intenzionata a chiedere a tutti i creditori una moratoria sul debito almeno fino al 30 di maggio e sta tentando di rinegoziare le proprie posizioni. Per tentare di porre rimedio alla drammatica situazione il governo dello sceicco Moahmmed bin Rashid Al Maktoum sta valutando la possibilità di avviare un vasto programma di emissioni obbligazionarie per una cifra di circa 20 miliardi di dollari che potrebbe prendere l’avvio già all’inizio del prossimo anno.

La difficile situazione in cui versa la holding dell’Emirato arabo, famosa per avere realizzato fra le altre cose le isole artificiali a forma di palma, con relative ville da sogno vendute a peso d’oro a facoltosi clienti vip di ogni parte del mondo, ha creato grande allarme all’interno del sistema bancario europeo che complessivamente risulta essere esposto nei confronti di Dubai World per una cifra di circa 40 miliardi di dollari. Tutte le borse europee hanno già ieri registrato indici pesantemente negativi, nell’ordine Londra -2,83%, Parigi -3,25%, Francoforte -2,91%, Madrid -2,47%, Milano -3,42%, Amsterdam -3,60%, Stoccolma -3,02%, Zurigo -2,42%. Mentre si attende la reazione di Wall Street che oggi era chiusa per il giorno del ringraziamento.
L’intreccio fra un’economia malata, una finanza in stato degenerativo e il gigantismo infrastrutturale fine a sé stesso, anziché una fiaba sta rischiando insomma di partorire un vero e proprio romanzo dell’orrore da aggiungere nella libreria del crollo di questo sistema economico ormai in stadio terminale.

7 commenti:

Alba kan. ha detto...

Nessun "esperto" aveva previsto questo? Credo che questo sia più che altro la dimostrazione più eloquente di quanto "la crescita infinita" sia una cosa impossibile.
Si vede attraverso le immagini di Dubai, grattacieli altissimi fino a 10m dal mare, non c'è più un metro quadrato per costruire, si sono inventati un'isola artificiale per continuare la cementificazione selvaggia, ed ora il mercato immobiliare è collassato, forse perchè se non si può più costruire si gonfiano i prezzi degli immobili esistenti...ma il cerchio prima o poi si chiude...solo l'universo è infinito!

Anonimo ha detto...

"Vi sono due cose infinite : l'universo e la stupidita' umana, e non sono molto sicuro riguardo la prima"

Albert Einstein

marco cedolin ha detto...

Cara Alba,
I progetti concernenti le isole artificiali sono più di uno, all'impianto dove si scia nel deserto dovrebbe affiancarsene a breve un altro costruito all'interno del centro commerciale più grande del mondo, il nuovo aeroporto internazionale di Dubai dovrebbe diventare il più grande del mondo e potrei continuare su questa falsariga per alcune paginette.
Non per nulla proprio a Dubai ho dedicato un capitolo di Grandi Opere :-)

Anonimo ha detto...

..... chissà come mai il crollo di Dubai ha provocato un'innalzamento del valore del dollaro?

Meglio, non chissà come mai, ma chissà come mai questo crollo è avvenuto nel momento in cui la moneta statunitense perdeva ancora più valore, con un yen che saliva ed una nuova moneta da parte del Bric alle porte......??

Vane

marco cedolin ha detto...

Cara Vane,
osservazione molto sottile ed intrigante....

Alba kan. ha detto...

@Vane

"Quando mi chiedono se arriva il cataclisma, la caduta del sistema, dico di non dimenticare che ci sono anche esperti in demolizione, capaci di controllare i detonanti, dove e quando causare il danno e, la cosa più importante, sanno cosa fare sulle macerie. Gli Stati Uniti stanno transitando la crisi amministrandola".
Pedro Paez Perez

...Niente paura: è tutto "sotto controllo"!

Anonimo ha detto...

@Alba.....stavo cercando le parole per risponderti. Ma mi sono ricordata di questo che ho visto qualche giorno fa.

http://www.youtube.com/watch?v=D5n_kxdIluc

E' la prima parte.

Scusa, Marco.....:-)
Vane