lunedì 11 maggio 2009

L'acqua di Napoli vietata ai militari USA

Marco Cedolin

Pubblicato su Terranauta


Stanno facendo discutere i risultati, resi noti una settimana fa, di uno studio sanitario commissionato dalla Marina statunitense di Napoli e realizzato nello corso del 2008. Le analisi messe in atto in 130 abitazioni, sparse su un’area di 395 miglia quadrate nelle province di Napoli e Caserta, hanno rilevato in 40 di esse un rischio definito “inaccettabile” a causa dell’elevata concentrazione (notevolmente superiore ai limiti consentiti) di “componenti organiche volatili”. Tali sostanze chimiche che evaporano a temperatura ambiente, sembrano essere penetrate all’interno delle abitazioni attraverso l’acqua (dei pozzi e degli acquedotti) e possono venire assorbite dall’uomo non solamente ingerendo l’acqua contaminata, ma anche per inalazione e per via cutanea.

Oltre alle componenti organiche volatili individuate in quantità preoccupanti, principale delle quali il tetracloroetene generalmente utilizzato nella produzione di solventi, le analisi hanno evidenziato anche la presenza generalizzata di arsenico che in alcuni casi nell’acqua ha superato di 180 volte i livelli limite. I pericoli per la salute umana, determinati dalla concentrazione dei composti chimici, sono potenzialmente molto elevati e vanno da un banale giramento di testa al danneggiamento dei tessuti epatici, renali e del sistema nervoso centrale, alla compromissione del sistema immunitario, alle malformazioni fetali, al rischio di patologie tumorali.

Le amministrazioni locali e le autorità sanitarie italiane, peraltro mai informate ufficialmente della cosa, non sembrano avere preso molto sul serio la questione e non hanno finora richiesto copia dei dati dell’indagine. Ben più seriamente al contrario sembra avere interpretato i risultati la Marina statunitense, che ha deciso l’avvio di una seconda analisi che terminerà a fine 2009 e andrà ad interessare altre 210 abitazioni occupate da personale statunitense in una vasta area che comprenderà sempre le province di Napoli e Caserta.Curiosamente la maggior parte delle inchieste concernenti lo stato di avvelenamento del suolo e dell’acqua in Campania continuano ad arrivare dall’estero. Già nel 2004 fu l’autorevole rivista The Lancet Oncology a definire “triangolo della morte” la zona compresa fra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, nell’ambito di un’inchiesta concernente l’altissima incidenza di patologie tumorali presente nel territorio, dopo due inchieste condotte dalla rivista Newsweek che avevano portato alla luce i devastanti effetti delle innumerevoli discariche illegali di rifiuti tossici presenti in loco. Adesso è la volta della Marina statunitense, mentre le autorità sanitarie italiane continuano a tacere.

3 commenti:

palmuccr ha detto...

ciao Marco, sono Cand.Cons. Comunale a Fano per la lista civica 5 stelle (suona male, sono roberto di Fano!)vorrei sapere quali sono i comuni analizzati e se hai qualche commento da fare sul federico II e sulle analisi

grazie
roberto

Alba Kan ha detto...

Io ce l'ho qualche commento da fare su Federico II....si stava meglio quando c'era lui!
A parte gli sherzi sarebbe interessante sapere quali sono i comuni interessati da questa "storia". Ma è possibile che nessuna autorità locale s'interessi a questa cosa?
Una vergogna!
Mi viene in mente quell'inervista di a Saviano dove raccontava di intercettazioni telefoniche dove un delinquente diceva "ma non si inquinano le falde così?" e l'altro:
"A noi non ci interessa, noi beviamo acqua minerale!"

marco cedolin ha detto...

Cari Roberto ed Alba,
per quanto concerne l'analisi già realizzata, il Mesaggero parlava di Casal di Principe, San Cipriano, Pozzuoli, Casoria, Calvizzano e Mugnano, ma l'elenco non era completo.

Per quanto riguarda la seconda analisi che verrà avviata la lista dei comuni è molto lunga. Oltre a Napoli e Caserta saranno infatti interessati Melito, Arzano, Casoria, Afragola, Qualiano, Mugnano, Quarto, Casalnuovo di Napoli, Cercola, Massa di Somma, Sant’Antimo, Frattamaggiore, Cardito, Pomigliano d’Arco, San Sebastiano al Vesuvio, Grumo Nevano, Volla, Acerra, Casavatore, Casandrino, Sant’Anastasia, Pollena Trocchia, Frignano, Parete, Teverola, Casaluce, Trentola-Ducenta, San Marcellino, Aversa, Lusciano, Santa Maria Capua Vetere, San Tammaro, Curti, Macerata Campania, San Prisco, Casagiove e Casapulla.

Riguardo al Federico II (vero che si stava meglio quando c'era lui :-) dovrei pubblicare un articoletto fra un paio di giorni e non voglio togliervi la sorpresa.

Naturalmente auguro a Roberto un buon risultato elettorale.