martedì 26 febbraio 2013

Il Guastafeste

Marco Cedolin
La maggior parte degli addetti ai lavori parla di una grande sorpresa, di fronte ai risultati della tornata elettorale che si è appena conclusa, e con tutta probabilità un poco sorpresi sono rimasti sicuramente tutti coloro che già nelle passate settimane avevano "venduto" alle banche ed ai mercati un nuovo governo di continuità con l'agenda Monti, disposto a servire in tavola il cibo dietetico dispensato dalla BCE.
Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sbanca tutto ciò che era umanamente sbancabile, supera il 25% dei consensi e s'incorona primo partito italiano, mettendosi alle spalle sia il PD che il PDL ed apprestandosi a portare nelle stanze dei bottoni circa 160 fra deputati e senatori.
Bersani attraverso una campagna elettorale assai sbiadita, condotta sullo sfondo dello scandalo MPS e della corruzione dilagante nel partito, riesce a dissipare tutti i punti percentuali di vantaggio sul PDL attribuitigli nelle settimane scorse dai sondaggi e con tutta la coalizione non riesce a superare il 30%.
Berlusconi raccoglie una coalizione in fase di disfacimento, ma con una grinta da venditore porta a porta e qualche spot elettorale di sicuro effetto, la rianima come per magia, fino a portarla al pareggio con quella di centrosinistra.....


Il banchiere di Goldman Sachs Mario Monti, dopo avere governato indebitamente per 13 mesi, inabissando il paese nelle sabbie mobili della disperazione, raccoglie quanto seminato e nonostante il sostegno di Casini (che poteva contare nell'UDC su oltre il 5% dei voti) e di Fini (che fino ad un paio di anni fa presiedeva un partito forte dell'11%) non riesce a sfondare la soglia del 10%, attestandosi poco al di sotto e raccogliendo una sconfitta cocente.

Il giudice Antonio Ingroia, rientrato in Italia dal Guatemala per rivitalizzare la sinistra, di fatto ne pratica l'eutanasia, arrivando ad ottenere il 2,2% alla testa di una coalizione (IDV, Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti italiani) che sulla carta portava in dote circa il 10% dei consensi. Sbagliando di fatto tutto quello che sarebbe stato possibile sbagliare e probabilmente anche qualcosa di più e restando con tutti i suoi compagni fuori dal parlamento.

Gli altri piccoli partiti, da quelli di estrema sinistra alla destra identitaria, raccolgono percentuali risibili ben al di sotto del punto percentuale, dimostrando una volta di più che la politica del "tutti contro tutti" non paga e risulta del tutto inadeguata ad esprimere un progetto incisivo per il paese.

Alla luce di questi risultati naufraga ancora prima di partire il progetto di coalizione fra PD e Monti, già venduto da Napolitano ad Obama e alla BCE, dal momento che mancano materialmente i numeri (in primo luogo al Senato) perché un'ammucchiata del genere possa governare. Così come mancano i numeri perché Berlusconi, sostituendosi a Bersani nell'abbracciare l'usuraio di Goldman Sachs, possa aspirare a proporre un governo alternativo.

In una situazione d'impasse che ricorda da vicino la Grecia, le soluzioni praticabili sembrano essere solamente due, entrambe in salita e foriere di molti rischi per chi intenda praticarle.
Un governo di grande coalizione fra PD - PDL e Monti, coadiuvato da una grande crisi delle borse e dei mercati, creata artificialmente alla bisogna con tanto d'impennata dello spread. Con il rischio che però l'elettorato di centrodestra e quello di centrosinistra non accettino di buon grado il sodalizio con il nemico di sempre e facciano mancare il loro sostegno in propensione futura.
Oppure un ritorno alle urne a breve termine (dopo avere varato una nuova legge elettorale ad hoc) con una coalizione di "salvezza nazionale" imposta dallo sfacelo delle borse, dei mercati e dello spread accorso in "aiuto", dove PD - PDL e Monti tentino di giocare la carta del sacrificio necessario. Ma il rischio in questo caso sarebbe anche più grosso, perché l'elettorato indisponibile ad abbracciare il nemico potrebbe debordare in massa verso Beppe Grillo, decretando di fatto la sparizione di tutta la classe politica tradizionale e aprendo orizzonti completamente inesplorati.

Riflettendo così a caldo, l'enorme vittoria del "gustafeste" Beppe Grillo e del suo Movimento 5 stelle non può che farci piacere. Non solo perché diventa primo partito in Italia un movimento dichiaratamente NO TAV, favorevole alla creazione di un reddito di cittadinanza e di un nuovo sistema lavoro, contrario all'incenerimento dei rifiuti, alla cementificazione selvaggia e alle missioni di guerra, vicino al pensiero della decrescita e alla creazione di un nuovo modello di sviluppo. Ma anche e soprattutto perché il trionfo di Grillo intralcia in qualche misura il progetto di Bersani, Monti e Napolitano, costringendoli ad acrobazie di varia natura il cui esito potrebbe non essere così scontato come sembrava alla vigilia delle elezioni.





13 commenti:

Nino di Terlizzi ha detto...

un'analisi molto lucida e che condivido..vedremo quello che succede ma comunque la soddisfazione per il risultato del M5S è piena!

Marco Caparello ha detto...

Buongiorno Cedolin,
mi solleva il suo compiacimento affinché un partito in Italia, il primo alla Camera, sia di matrice NO TAV e soprattutto votato all'effettiva risoluzione dei temi sociali... tuttavia, seguendola da tempo con piacere, mi sento di criticarla fortemente poiché in un suo precedente post (http://ilcorrosivo.blogspot.it/2013/02/tiro-segno-con-grillo.html) ha di fatto dichiarato che lei non si sarebbe recato a votare poichè, cito testualmente, "non avrebbe alcun senso partecipare ad una competizione truccata".

Avessimo seguito in molti la sua linea probabilmente oggi non saremmo a compiacerci del risultato del M5S e vedremmo sicuramente un usuale contrapporsi solitario PD-PDL, non trova?

Pertanto, non condividendolo, rispetto la sua decisione di non voto ma, per favore, sia coerente mostrando una maggiore asetticità nel commento al voto.

La ringrazio,
Marco Caparello

buzz ha detto...

Analisi perfettamente condivisible.

Tullio Guazzotti ha detto...

Ciao Marco, aggiungo alla giusta soddisfazione la considerazione molto positiva che la vittoria di Grillo è destinata a destabilizzare la moneta unica e a mettere in crisi i meccanismi di oppressione che ci stanno strangolando. Già il governo spagnolo accenna un certo panico e Francia e Germania s'indignano per mascherare lo stesso panico. Può essere un punto di partenza per sfasciare il criminale sistema che ci uccide? Lo spero vivamente!

BARTOLOMEO DI TORITTO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
BARTOLOMEO DI TORITTO ha detto...

io penso che non ci sarà nessun governissimo c'è gia tracciata il percorso siciliano.... e gli intenti comuni di rispondere ai problemi della realta non mancano anche se il petomane di arcore, grazie al porcellum e al premio di maggioranza conquistato su base regionale, sta ancora tra le palle a berluscoreggiare..

marco schanzer ha detto...

Intanto....tra Grecia e Spagna....la reazione piu' concreta al soffocamento voluto dalla massoneria...e' venuto ( tramite Baudo e poi Grillo ) dall'Italia . Quei due paesi non hanno avuto ne il riformato PDL , ne M5S .
E' evidente che la prima mossa di M5S DOVREBBE esere mettere fuori legge la borsa e incriminare monti per la speculazione legata allo spread , a cui ha partecipato .
Ma anche il fatto che tutti accettano che il secondo partito alla camera debba avere piu' di 3 volte le sedie del primo....e' un segnale di quanto sia prevalente la follia di questo paese .
La battaglia interessante , sara' comunque quella per trascinare il M5S coi suoi 8 milioni di elettori , che avrebbero potuto rifare l'Italia se avessero collaborato FUORI dal Parlatoio e non dentro , a rendersi utile piuttosto che fare i gioche che si fanno normalmente in Parlatoio .
Tutti noi dobbiamo cercare un modo per contribuire alla crescita culturale degli eletti e di trascinarli verso i fatti .

marco cedolin ha detto...

Gentile Carparello,
comprendo la sua critica, lecita e con una propria logica, anche perché nell'articolo in oggetto (non volevo dilungarmi oltremisura sulle mie posizioni)ho citato solamente la questione della competizione truccata. Senza spiegare che non avrei comunque votato nessuno dei partiti che erano in lizza, per la ragione che nessuno di loro possedeva un programma che ritenessi idoneo a rappresentarmi.

Detto ciò non vedo perché dovrebbe essere incoerente la mia analisi sul risultato del voto. Il fatto che personalmente giudichi l'affermazione di Grillo un qualcosa di positivo per il paese non implica che per avere diritto a scriverlo io dovessi delegare il movimento 5 stelle a rappresentarmi in parlamento.

Un caro saluto
Marco Cedolin

Bastian Contrario ha detto...

Mi dispiace doverla contraddire, ma l'ipotesi del ritorno alle urne è costituzionalmente inapplicabile. Infatti il presidente della repubblica non può più sciogliere le camere, perché questa nuova legisletura non è in scadenza come il suo mandato. Napolitano sarà quindi costretto a nominare per forza un nuovo governo e dovrà farlo chiamando a raccolta le forze politiche che durante le consultazioni assicureranno un sostegno convinto al nuovo esecutivo. In questo modo, a meno che il M5S non si decida a assumere un ruolo pienamente politico (smentendosi), la via è tracciata, come giustamente dice lei: PD-PDL-MONTI. E un esecutivo del genere non mi fa essere per niente ottimista.

lelamedispadaccinonero ha detto...

devo dissentire...
m5s si rivelerà fumo negli occhi...
il famoso referendumo sull'euro : nemmeno una parola
reddito di cittadinanza : idem
miliardi da dare all'europa per i vari fondi salva euro e salva banche : IDEM

ma secondo voi un draghi o una lagarde non imporranno più il loro volere nefasto perchè adesso c'è m5s?
siate realisti e non illusi

lelamedispadaccinonero.blogspot.it

Lupo Larsen ha detto...

Cedolin sei un grande.
Bravo, condivido e non c'è nulla da aggiungere.

Lupo Larsen ha detto...

L'analisi da condotta da Cedolin non lascia spazio a ulteriori commenti.
E' perfetta.
Complimenti.

Pierre ha detto...

A leggere il post precedente ci si trova interdetti.
Sinceramente trovo il tutto abbastanza incoerente. Ma evidentemente mi sono perso qualcosa.