lunedì 6 febbraio 2012

Il clima è un mostro o i mostri siamo noi?

Marco Cedolin
In questa sorta di post modernismo decadente che permea la babelica cacofonia delle nostre giornate, i cortocircuiti logici ed i controsensi più non si contano, come foglie elicate sulle fronde degli alberi semplicemente fanno parte del paesaggio e non ci resta altra strada che quella di osservarli basiti, magari dopo averli conditi con un po’ d’ironia.
Il rapporto di belligeranza con il clima, ritenuto per molti versi un ferale nemico da combattere senza pietà, è senza dubbio indicativo del livello di scollamento ormai raggiunto fra l’uomo e l’ambiente in cui vive, nonché fra i fumi della fantasia e le coordinate della realtà.
Grazie alla complicità dell'informazione spazzatura, incline al sensazionalismo che si traduce in ascolti/lettori, ai ritmi sempre più ipercinetici del peregrinare umano e alla scomparsa del Cynar dalle nostre tavole, il clima è diventato qualcosa di drammatico che alligna sopra le nostre teste, in attesa del momento buono in cui stravolgere le nostre vite, sconvolgendo quei ritmi che rappresentano il dogma primo della società crescita e sviluppo.
Nel linguaggio giornalistico la pioggia e la neve, abbandonata la loro natura di fenomeni atmosferici facenti parte dei cicli stagionali, si sono trasformati in eventi catastrofici contro i quali occorre guerreggiare con furia belluina….



I temporali si sono trasformati in bombe d’acqua, le nevicate in apocalissi bianche, le irruzioni fredde in feroci invasioni del gelo e perfino gli anticicloni hanno assunto la connotazione di camere a gas dentro le quali asfissiare, respirando polveri fini ed ultrafini.

Così una nevicata, come quelle di questi giorni, cessa di essere spettacolo per anime candide, trasformando l’estasi dei bambinetti (e dei grandi) con il nasino all’insù e dei fotografi impegnati ad immortalare la natura che trasmuta ad arte, per diventare drammatica calamità, sciagura infinita, terribile catastrofe alla quale non si è saputo porre rimedio nei modi e nei tempi dovuti.

Abbiamo costruito una “civiltà” dove il cemento ha sostituito la terra ed incamerato i fiumi, milioni di forzati del pendolarismo necessitano di coprire quotidianamente centinaia di km in auto o in treno per riuscire in qualche modo a campare la famiglia, le città somigliano a mostri tentacolari vincolati all’imperativo del moto perpetuo.
Camion, auto, autobus e treni devono continuamente correre sui nastri d’asfalto e sulle rotaie, le ciminiere delle fabbriche devono garantire la produzione, le scuole restare aperte per adempiere alla loro funzione di nursery, le partite di calcio svolgersi la notte per tutelare i profitti delle pay tv, gli ingranaggi girare e girare, senza ghiacciarsi mai, perché il tempo è denaro ed il ghiaccio solo un ostacolo.

Non c’è tempo per nasi all’insù e occhi che si perdono sui panorami decorati dalla galaverna, non c’è tempo per essere, perché bisogna fare.
Spalate, rimuovete, caricate la neve sui tir e portatela in una discarica, salite sul treno del mattino e non appiccicatevi al finestrino che tanto non c’è nulla da vedere.
Ancora un po’ di pazienza, il progetto di controllo del clima è quasi terminato e fra un po’ avremo vinto la battaglia. Pioverà e nevicherà quando e come decideremo noi, con buona pace dei nasi all’insù e della fantasia, ma grande aumento della produttività che in fondo rappresenta il nostro vero scopo nella vita.

12 commenti:

Catherine ha detto...

Bellissima riflessione Marco.
Eeehhh! .. non ci sono più gli esseri umani di una volta. ;)

marco cedolin ha detto...

gli esseri umani e basta, temo....

Marina ha detto...

Caro Marco, hai ragione nel dire che ogni evento naturalre atmosfercio ha perso la sua "naturalità" perchè lo subiamo come un "contrattempo" fastidioso, però due obiezioni, o meglio puntualizzazioni:
1)sarebbe da verificare quanto di naturale ci sia in questi eventi, che assumono anche toni drammatici,spesso;
2) che siano naturali o provocati, resta però che almeno qui da noi, non sono più capaci gdi gestire un'emergenza, come non sono più capaci di gestire un kaiser!!!!

Qui sta lo scontento, altrimenti la neve sarebbe bellissima....meglio però se nevica dove sono attrezzati per bene...

Marina ha detto...

mi scuso per i refusi....la fretta!!!

JanQuarius ha detto...

A me comunque la neve dà allegria XD ... animo candido? No, nord-est europa! :D

marco cedolin ha detto...

Cara Marina,
sul punto 1 il dubbio che ci sia anche del "non naturale" negli eventi estremi esiste sicuramente e la questione delle scie chimiche è molto perniciosa.
sul punto 2 non ricordo dove vivi tu, a meno che il "qui da noi" sia riferito all'Italia ;-)

Riguardo all'attrezzarsi, come giustamente rimarcava Luca Mercalli in un articolo di un paio di giorni fa, il discorso è un pò più complesso.
Io vivo in un piccolo comune di 800 anime a 700m di altezza nelle Alpi.
Quando nevica (ed accade spesso) le strade vengono sempre pulite regolarmente e in maniera perfetta. Però si tratta di 4 strade in croce e di un comune dove è logico investire nello sgombero neve, perchè sai che almeno una decina di volte ogni inverno nevicherà.
In una città come Roma, dove il costo sarebbe enorme (vista la quantità di strade esistenti)e nevica ad essere ottimisti una volta ogni 10 anni, sarebbe completamente assurdo spendere capitali per un piano anti neve. Molto più intelligente, quella volta che ogni 10 anni accade, limitarsi ad assicurare i servizi essenziali (ambulanze ecc) e chiudere tutto il resto, dicendo ai cittadini fatevi 2 giorni di vacanza

marco cedolin ha detto...

Anche a me, Janquarius, sarà l'animo candido o il nord ovest piemonte? ;-)

Brumik ha detto...

Una societa` di rammolliti che combatte la stitichezza col "bifidus" e teme la cellulite come il peggiore dei mali, non fara` mai in tempo a dominare il "tempo" prima di scomparire.
E se mai ci riuscira`, questa sara` la sua fine.
Nel frattempo noi che siamo immuni da questa pazzia collettiva continuiamo a guardare la neve col nasino all'insu` perche` sentiamo la Natura come nostra amica. E ci rifiutiamo di volgere il capo all'ingiu` perche` cola` ci sono solo miserie.

-- Michele

marco cedolin ha detto...

"Una societa` di rammolliti che combatte la stitichezza col "bifidus" e teme la cellulite come il peggiore dei mali, non fara` mai in tempo a dominare il "tempo" prima di scomparire."

Questa me la segno, perchè è davvero splendida, Michele ;-)

gianna ha detto...

Abbiamo cominciato tanto tempo fa a cercare di modificare la natura per i nostri tornaconti personali, l'abbiamo combattuta quasi fosse un nemico da eliminare. Adesso che siamo arrivati a non saper più gestire il progresso tanto voluto, ci strappiamo i capelli e cerchiamo un colpevole su cui scaricare le responsabilità, ovviamente.

Team Blog Importanti ha detto...

Ciao, IL CORROSIVO è su Blog Importanti! Saluti dal Team

marco cedolin ha detto...

Grazie, Team ;-)