martedì 20 gennaio 2009

NO TAV in Spagna come in Val di Susa



Marco Cedolin

Anche la costruzione dell’alta velocità spagnola, impropriamente magnificata durante una puntata di Report nell’aprile dello scorso anno, sta incontrando grande opposizione fra le comunità locali dei cittadini iberici che protestano in maniera veemente contro una grande opera faraonica di dubbia utilità, che farà scempio del territorio prosciugando le falde acquifere, inquinando i terreni e pregiudicando gli equilibri ambientali. Anche in Spagna, come già accaduto in Val di Susa, la risposta dello Stato, incapace di produrre argomentazioni concrete che dimostrino l’utilità dell’opera, continua a rivelarsi unicamente di carattere repressivo e consiste nel pestaggio selvaggio dei manifestanti al fine di indurli al silenzio.

Sabato 17 gennaio ad Urbina, a pochi km da Gasteiz nella regione basca, alcune migliaia di cittadini contrari alla costruzione del TAV, al termine di un corteo di protesta, hanno tentato pacificamente di occupare i terreni che sono oggetto dei cantieri per la costruzione dell’opera, con l’intento di recuperarli ad un uso socialmente compatibile.
La risposta delle forze dell’ordine della polizia autonoma basca, accorse in massa, è stata perentoria e di una violenza inaudita, facendo oggetto i manifestanti oltre che di cariche e pestaggi selvaggi (tutto il campionario già espresso nel 2005 dagli uomini di Pisanu in quel di Venaus) anche dell’uso di proiettili di gomma e del tentativo d’investimento con l’ausilio dei mezzi blindati. Come se non bastasse, dopo la decisione dei manifestanti di abbandonare i terreni per evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente, le forze dell’ordine hanno scatenato una vera e propria “caccia all’uomo” protrattasi per ore, durante la quale sono penetrate perfino all’interno delle abitazioni e del municipio della cittadina. Il bilancio finale di questa giornata di follia parla di oltre 100 feriti e 8 manifestanti arrestati, ma occorre tenere conto del fatto che molti feriti non si sono recati presso le ambulanze, dal momento che queste erano presidiate dalla polizia decisa a trarle in arresto.

Come spesso accade in questi casi, i responsabili delle forze dell’ordine e l’informazione spagnola hanno tentato di giustificare l’operato degli agenti lamentando un mai avvenuto lancio di pietre da parte dei manifestanti che sono stati dipinti come violenti e facinorosi, nonostante due reporter del giornale spagnolo “El Mundo” (quotidiano di centrodestra) presenti sul posto, avessero confermato il carattere assolutamente pacifico della manifestazione.

In Italia naturalmente i grandi media si sono guardati bene dall’inserire la notizia all’interno dei propri palinsesti, preferendo disquisire riguardo alla casa del grande fratello, alla miliardaria cessione di Kakà, al decalogo della chiesa su come usare facebook e alle mirabolanti funzioni dei nuovi cellulari. Gli italiani, tranne quell’esigua minoranza che raccoglie informazioni su internet, continueranno pertanto a pensare che il TAV in Spagna rende tutti felici (perfino le trasmissioni più “trasgressive” come Report ne hanno dato conferma) e solamente uno sparuto gruppo di valsusini contrari al progresso continua ad opporsi al “treno del futuro” che prosciuga le montagne e le finanze, per arricchire le banche, l’industria del cemento e quella delle costruzioni.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando ero studente sentivo dire che in Italia non si facevano le ferrovie per colpa della Fiat che voleva vendere auto. Era quasi giusto. Poi studiando scoprii che (semplificando) MTT = MTU * V e quindi oltre che aumentare i treni, per evitare di coprire l’Italia di binari occorreva aumentare V.
Oggi, gli stessi di allora, dicono NO TAV anche per i merci, anche se le autostrade scoppiano di camion e furgoni.
La Fiat c’è ancora, costruisce treni in consorzio (Bombardier) le ferrovie sono quelle del 1920 (linee nuove da allora 0.0) e qualcosa non torna più.
Not In My Back Yard!
Facile la vita in "itaglia"…


L’infedele

marco cedolin ha detto...

Gentile L'infedele,
senza dubbio la presenza della Fiat in Italia ha determinato dal dopoguerra in poi lo scarso sviluppo dei sistemi di trasporto pubblico (fra i quali anche quello ferroviario)basti pensare ad una città come Torino (di proprietà della Fiat)dove la metropolitana è stata inaugurata con oltre 30 anni di ritardo.

Detto ciò mi preme informarla che le infrastrutture per l'alta velocità ferroviaria (comunemente definite TAV)non sono destinate al trasporto delle merci come le stesse Ferrovie, Confindustria e politicanti assortiti hanno inteso far credere per mezzo dei propri slogan pubblicitari.
A riprova di ciò le faccio notare che anche dove il TAV è già attivo da tempo, Napoli - Roma, Torino - Milano o dove il TAV è attivo da dicembre, Milano - Bologna, Firenze - Roma, mai un treno merci ha viaggiato su quelle rotaie.
Tenga conto inoltre del fatto che in tutti (e sottolineo tutti) i paesi dove è attiva l'alta velocità (dalla Spagna alla Francia, alla Germania, al Giappone ecc.)l'infrastruttura è adibita unicamente al servizio passeggeri e non alle merci, così come accadrà anche in Italia. Questo poichè i pesantissimi treni merci compromettono profondamente lo stato delle rotaie e risultano incompatibili con i convogli ad alta velocità che viaggiano ad oltre 300 kmh e necessitano di binari lisci come un biliardo. Occorerebbe compiere una pesantissima e costosissima manutenzione dopo il passaggio di ogni convoglio merci e si tratta di una "fantasia" improponibile oltre che antieconomica.

Inoltre quando un'opera è sotanzialmente inutile ma costosissima (come nel caso del TAV)non è corretto parlare di sindrome nimby (not in my back yard)dal momento che si tratta del "giardino" di tutti i contribuenti da Pantelleria alla Valle D'Aosta, giardino che oltretutto in questi ultimi tempi non risulta essere molto florido.

Un cordiale saluto
Marco

Alba kan. ha detto...

Ciao Marco,
non ero a conoscenza della "Tav spagnola", sapere che c'è anche lì la stessa situazione come qui in Italia non mi rincuora affatto, che dire? Tutto il mondo è paLese!
Eppoi siamo in nell'Unione Europea del menefreghismo verso i cittadini, dove quello che conta è l'interesse economico di pochi contro l'impotenza del popolo ex-sovrano!

marco cedolin ha detto...

Ciao Alba,
a quanto mi risulta in Spagna ci sono state spesso proteste contro il TAV, anche a Barcellona, seppure con una partecipazione popolare inferiore rispetto a quanto sta accadendo oggi nei territori Baschi.
Proteste che l'informazione si è guardata bene dal rendere note, un pò come accaduto in Italia dove il problema TAV è emerso solo a fronte del grande movimento popolare esploso in Val di Susa.

Prima degli incidenti in Val di Susa c'erano state grandi proteste a Roma dove una donna addirittura si diede fuoco mentre le ruspe entravano nel suo giardino per demolire la sua casa e gli abitanti di un condominio (danneggiato strutturalmente dai lavori) vennero manganellati dalla celere nel cortile condominiale. A Bologna nacque un comitato NO TAV costituito dagli abitanti di una zona residenziale che fu rasa al suolo espropriando le case alla metà del loro valore per costruire il nodo del TAV. Nel Mugello ci furono forti proteste degli abitanti che avevano intuito il disastro idrogeologico che stava per accadere. Nonostante ciò in Italia fino agli incidenti in Val di Susa nessuno parlò di TAV, facendo si che l'argomento rimanesse sconosciuto ai più.
Come hai detto tu, siamo nell'Unione Europea......

Un caro saluto
Marco

Anonimo ha detto...

Occorrerebbe una trattazione dei significati di AV/AC e non è il caso in moschea :)
I binari italiani sono tutti da 60-80 km/h per i merci. Con l’AC si arriverà ai 150 dei paesi civilizzati anche se solo sull’asse centrale.
A proposito, si è domandato nessuno perché le proteste ci sono solo in Italia, Spagna e Nigeria…
Forse che i tedeschi o i francesi sono più stronzi di noi?
Ma qui esagero, mi rimetto le scarpe ed esco... ssttt

L'infedele

marco cedolin ha detto...

Gentile L'infedele,
come potrà confermarle qualunque esperto di trasporti, quando si parla di traffico merci quello che conta è la velocità commerciale (determinata dall'insieme del servizio) e non quella del locomotore. Non serve infatti che un treno merci corra ai 150 kmh se poi le merci restano ferme 3 giorni allo scalo per problemi logistici.

Se in Italia ci fosse l'intenzione (ma purtroppo non c'è) di creare un servizio merci efficiente, laddove le linee fossero state sature si sarebbe potuto pensare a realizzare tratte merci dedicate (come accade da tempo immemorabile negli Stati Uniti)anzichè le inutili linee TAV, dal momento che come credo di avere spiegato succintamente ma in maniera molto chiara i convogli AC mai potranno correre sulle nuove linee ad alta velocità.

Le proteste, sia pure in tono minore, ci sono state anche in Francia ed in Germania dove comunque il territorio è molto differente non esistendo montagne da sventrare con realative sorgenti.

Chiudendo, credo che le mie risposte siano sempre state portate con estrema educazione, senza che da esse si possa esperire alcuna volontà di "cacciare" chi porta idee differenti. Questo blog non è una moschea (eesendo oltretutto il titolare dello stesso lontano da qualsiasi religione)ma un luogo dove leggere e magari discutere con reciproco rispetto e in totale libertà.

Marco

LucaCec ha detto...

Sarà una magra consolazione, ma occorre prendere atto che non è un'esclusiva italiana quella di manganellare di santa ragione pacifici dimostranti e poi far circolare ad arte false accuse (come quella che dalla scuola Diaz di Genova erano state lanciate delle fantomatiche molotov).
Con la differenza non trascurabile che almeno nel caso di Genova scoppio una grande cagnara che ancora non si è spenta, se non altro perché erano stati coinvolti anche stranieri, mentre qui vige la censura.
Ciao
Luca

Anonimo ha detto...

Grande, ho trovato quello che 'ho cercato per