giovedì 30 ottobre 2008

Sette in condotta



Marco Cedolin

Giornali e telegiornali stanno dando in queste ore il massimo risalto alla notizia che il fronte degli studenti impegnati a protestare contro il decreto Gelmini si sarebbe spaccato, dando origine a violenti scontri fra giovani di destra e di sinistra che non avrebbero resistito alla tentazione di anteporre le proprie rivalità all’interesse unitario della protesta. La cronaca delle varie testate giornalistiche lascia intendere che la responsabilità degli eventi sia da addebitarsi ora all’una ora all’altra parte politica, ma ciò che più conta è che tutto il circo dell’informazione stia puntando il dito in direzione delle divisioni nel movimento studentesco che confermerebbero come in fondo non sia cambiato nulla che i giovani continuino a dimostrarsi totalmente incapaci di condurre la protesta in maniera unitaria.

Alla luce di quanto è accaduto nella giornata di ieri e dell’enfasi con la quale i media hanno rappresentato sotto forma di scontri fra studenti delle opposte fazioni, quella che in realtà è sembrata essere stata una vera e propria aggressione tanto organizzata quanto strumentale nei confronti dell’intero corteo studentesco composto da giovani di ogni colore, sono doppiamente soddisfatto delle mie parole con le quali in un articolo di un paio di giorni fa rendevo merito al nascente movimento studentesco di avere impartito una vera “lezione” consistente nell’avere intrapreso una strada che riuscisse a fare prevalere l’unità d’intenti rispetto alle differenze.
Una strada particolarmente sgradita a tutti coloro che da tempo immemorabile continuano a strumentalizzare i giovani ed i movimenti educandoli a quella strategia della tensione che risulta essere funzionale al mantenimento delle proprie posizioni di potere.

La possibilità che in questo Paese inizino a crescere i movimenti politici e di opinione che proprio facendo tesoro della trasversalità politica riescano a risultare più incisivi e partecipati spaventa da morire chi continua a gestire il potere ed ha fatto del "dividi et impera" la propria parola d'ordine.
Spaventa perché maggiore partecipazione significa contestazioni più dure ed articolate. Spaventa perchè all'interno della trasversalità è presente in nuce il "germe" di una nuova sensibilità che potrebbe scalzare la dicotomia "destra" - "sinistra" all’interno della quale intere generazioni di faccendieri politici hanno costruito le proprie fortune. Spaventa perché se i giovani di destra e di sinistra smettessero di bastonarsi a vicenda e iniziassero a guardare alla realtà che li circonda verrebbe meno il controllo delle segreterie di partito. Spaventa perché movimenti trasversali ed organizzati potrebbero saldare alla protesta contro il decreto Gelmini altri temi altrettanto pregnanti e sentiti nel Paese, come la lotta contro il precariato, contro le grandi opere, contro le basi di guerra americane, contro la globalizzazione ed il neoliberismo dei banchieri.

E allora per scacciare la paura e “normalizzare” gli studenti che a questo punto non servono più a nessuno, dal momento che Berlusconi può ormai vantarsi di avere “sistemato” anche la scuola dopo la munnezza di Napoli e gli alleati Veltroni e Di Pietro si apprestano a diventare gli unici depositari della contestazione attraverso un ridicolo referendum, non resta altro da fare che seguire, magari non proprio alla lettera, gli insegnamenti portati qualche giorno fa da Francesco Cossiga che candidamente suggeriva:
''Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...''. ''Lasciar fare gli universitari. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'''. ''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri'', nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''. ''Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'.

Il sette in condotta lo merita una classe politica imbolsita e corrotta, sempre uguale a sé stessa anche nella sua reazione di fronte a qualsiasi novità.
Gli studenti? In TV e sulle pagine dei giornali stanno diventando i “soliti violenti”, facinorosi, fascisti e comunisti che spaccano tutto, invasati che cercano ogni pretesto per picchiarsi fra loro, come nel 68, come nel 77, come nel 2008, a meno che gli italiani un giorno di questi decidano che è giunto il momento di dire basta al metodo Cossiga.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

...da Lugo di Romagna Assirelli Luca ha deciso di denunciare Cossiga alla Questura
per le gravi parole pronunciate nell’intervista di cui sappiamo.
Ha messo un video su youtube qui:
http://it.youtube.com/watch?v=06d-9gCS1gI
e sta rispondendo e scrivendo sui vari blog che lo contattano, leggete qui nel blog
di Piazza pulita:
http://piazza-pulita.org/?p=188#comments
Andate anche voi a leggere e a lasciare il vostro sostegno a Luca.
Per informazioni e per contattare direttamente Luca:
assovskossiga@gmail.com

Wil ha detto...

Caro Cedolin, mi stupisco sempre di meno quando osservo il modo con cui le istituzioni ed i media compiacenti riescono a distogliere l'attenzione dal cuore del problema.

Nessuno vuole gli sprechi, le baronie, il nepotismo, lo scialacquo. Tutti però desideriamo investimenti decisi, al pari dell'Europa, se non di più, per quel che riguarda l'Istruzione. L'Istruzione è la base su cui si poggia la democrazia.

Destabilizzare ed impoverire scuole ed università, è la tipica mossa di una classe politica che non ha altri mezzi di consenso se non il bombardamento mediatico.

Ti faccio un esempio: della Legge Gelmini salvavo l'articolo 5, sono anni che tutti chiedono il blocco dei libri per tot anni, in modo da far risparmiare le famiglie.

Ieri vengo a sapere che la mossa avvantaggerà moltissimo alcuni grandi gruppi, di cui uno del Premier, e metterà in ginocchio le case editrici pure, che cioè fanno solo testi scolastici.

Ti invito a dare una letta sul mio blog, ultimo post, e magari lasciare una tua opinione (ne sarei felice, dato ciò che leggo quando passo di qui).

A presto, Wil.

LucaCec ha detto...

L'avevo detto, anzi, l'avevamo detto che ci avrebbero provato, e non credo che finirà qui.
Per quanto riguarda l'intervista a Cossiga, a me sembra che ne vada parecchio della sua credibilità: certe cose si fanno e basta, non si dicono certo ai giornali. O forse ci ricordiamo analoghe interviste dell'ex Presidente al tempo degli scontri di Napoli 2001 e Genova 2001?
Il punto è che il tempo lavora contro certi tentativi: smerdare qualcuno in quanto fascista, o in quanto comunista, veri o presunti, è un'operazione che farà sempre meno effetto.
Ciò detto, restano le mie perplessità. Non ci si può certo limitare a unirsi contro Berlusconi.
Luca

marco cedolin ha detto...

Caro Wil,
passerò al più presto.

Caro Luca,
sicuramente, come hai detto tu, non ci si può certo limitare ad unirsi contro Berlusconi, le prospettive devono essere di ben altra portata.

tito ha detto...

bell'articolo

Anonimo ha detto...

Propongo uno slogan anni '70, sempreverde !

COSSINO
ASSASSIGA

Ulisse9 ha detto...

Il giorno 29 ed il giorno 30 ho pubblicato sul mio blog 2 post(praticamente approfondimenti del mio commento al suo "la lezione degli studenti"), nei quali pervengo, fondamentalmente, alle sue stesse conclusioni.
La casta si difende con tutti mezzi.

Anonimo ha detto...

Nulla di nuovo purtroppo,il regime e' sempre uguale a se stesso.La bieca divisione destra-sinistra amalgamata finalmente (dicono loro) in un mix di centro ha solo creato divisione tra la gente con sommo gaudio di lor signori.Pensate : la gente ,tutta la gente ,unita nel volere giustizia, egualianza,qualita' della vita decente ecc e ultimo ma non ultimo una classe politica onesta .
Una semplice utopia,ma sarebbe questa ,secondo me,la strada giusta per avere un'Italia vivibile.
Il Kossiga non e' un demente quando dice quello che e' riportato da piu' parti,lo e' stato (demente) quando quelle cose le ha messe in pratica lui.L'ho detto e lo ripeto,riprendiamoci la vita. Comunque c'e' qualcosa che mi sfugge : anche lor signori un giorno dovranno andare a fertilizzare la terra e mi chiedo se ( lor signori ) ne sono al corrente,se si chi glielo fa fare di rompere i santissimi in questa maniera?Se non ne sono al corrente glielo ricordo io :Anche voi dovete "defungere" .......o no?
Questo mio commento non e' molto lucido,lo ammetto,ma i ricordi non si affievoliscono con l'eta' e vedere cose gia' viste che questa gentaglia pagata da noi ci propina,cose che dovrebbero far parte della storia cupa dell'italia bhe',mi imbestialisco.
Un abbraccio
Mariano