martedì 26 aprile 2016

Sarà l'acqua il business del futuro?

Marco Cedolin

L'acqua costituisce dal 55 al 70%  del nostro peso corporeo ed è consaputo come l'essere umano possa sopravvivere alcune settimane (fino ad un mese) senza mangiare, ma solamente pochi giorni senza assumere liquidi. L'acqua non è indispensabile solamente per idratare il nostro organismo, ma anche per cucinare, per mantenere la nostra igiene, per coltivare la terra.
Le riserve mondiali di acqua per abitante, in mezzo secolo fra il 1950 ed il 2000 si sono dimezzate, passando da 16.800 m³ a 7.300 m³ e sono ulteriormente calate del 40% negli anni successivi fino a 4800 m³.....

Attualmente nel mondo 1 miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile, mentre 2 miliardi di persone soffrono di carenze sanitarie a causa della scarsità e della cattiva qualità dell’acqua e secondo le stime più autorevoli le persone private del diritto all'acqua sfioreranno i 3 miliardi nel 2025.
A causa della mancanza o della cattiva qualità dell'acqua muoiono ogni giorno circa 10mila persone e ogni anno perdono la vita 200mila bambini.

Questi numeri in tutta la loro drammaticità dimostrano in maniera inequivocabile come la disponibilità di acqua potabile costituisca uno dei beni più preziosi per la sopravvivenza dell'essere umano. Le grandi corporation che gestiscono le vite di noi tutti, questa realtà dimostrano di averla compresa da tempo, se è vero che già una quindicina di anni fa la rivista americana "Fortune" definiva il settore dell'acqua come il più remunerativo e consigliato per praticare investimenti, preferendolo perfino a quello del petrolio.

La sostituzione del "bene" acqua con la "merce" acqua sta proseguendo sempre più speditamente negli ultimi decenni. Ne sa qualcosa il governo argentino, costretto a pagare 21 milioni di euro di risarcimento alla multinazionale Impregilo, per averla danneggiata nella gestione privata del servizio idrico di Buenos Aires e ne sanno qualcosa i cittadini di Aprilia che nel 2005 dopo la privatizzazione del servizio idrico della loro città da parte della multinazionale francese Veolia sperimentarono incrementi nell'ordine del 300% delle loro bollette dell'acqua.

L'accesso all'acqua è un diritto troppo importante e fondamentale, per permettere che sia trasformato in merce e tradotto nel business miliardario delle multinazionali, ed occorre prenderne coscienza fin da subito, prima che ci si ritrovi a doverlo acquistare (se si ha la disponibilità per farlo) sul mercato un tanto al litro come se si trattasse di fare il pieno ad una pompa di benzina.

1 commento:

Masini Marco ha detto...

Secondo la ricerca del Word Resources Institute, nel 2014 saranno 33 i paesi al mondo con una drammatica carenza di acqua... e tutti faticheranno ad approvvigionarsi, tant'è che lo stress idrico per alcuni paesi, come gli Usa, la Cina e l'India, aumenterà del 70%. Al di là degli algidi numeri, la tendenza è comunque quella verso un progressivo impoverimento delle risorse idriche, e laddove le risorse sono poche e indispensabili i poteri forti, come avvoltoi sulle carcasse, arrivano coi loro pelosi interessi economici. D'altronde, le guerre per l'acqua, sono già iniziate