La
canapa, abitualmente suddivisa
scientificamente fra
"cannabis sativa" e "cannabis indica" è una
delle più antiche piante coltivate dall'uomo. Originaria dell'Asia
meridionale si diffuse in Europa a partire dal VII secolo A.C. e nel
continente americano nel corso del XVI secolo. L'Italia all'inizio
del Novecento era il primo produttore europeo di canapa con oltre
100mila ettari di coltivazioni indirizzate in larga misura al settore
tessile e per decine di migliaia di famiglie la canapa costituiva la
principale fonte di reddito.....
venerdì 10 maggio 2019
martedì 26 marzo 2019
La leggenda dei Black Bloc, i teppisti "in divisa" che compaiono quando serve
Marco Cedolin



Fecero il loro esordio al
G8 di Genova nel 2001 e da allora fino all’ultimo caso accaduto nei giorni
scorsi a Parigi durante la protesta dei gilet gialli, sono sistematicamente
riapparsi un po’ in tutta Europa ogni qualvolta una manifestazione di piazza o
una protesta hanno goduto di un'ampia partecipazione popolare, arrivando in
qualche misura a suggestionare l'opinione pubblica.
Si tratta dei “famigerati” Black Bloc, piccoli gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto che una volta infiltratisi nelle manifestazioni, con tattiche paramilitari di guerriglia urbana spaccano le vetrine, danneggiano le auto, devastano i negozi e appiccano il fuoco, praticando atti di puro teppismo, per poi sparire regolarmente nel nulla prima che le forze dell’ordine abbiano modo di venire a contatto con loro.....
Si tratta dei “famigerati” Black Bloc, piccoli gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto che una volta infiltratisi nelle manifestazioni, con tattiche paramilitari di guerriglia urbana spaccano le vetrine, danneggiano le auto, devastano i negozi e appiccano il fuoco, praticando atti di puro teppismo, per poi sparire regolarmente nel nulla prima che le forze dell’ordine abbiano modo di venire a contatto con loro.....
giovedì 21 marzo 2019
Incompetenza e propaganda, una miscela esplosiva
Marco Cedolin
Anche l’Italia, per la prima volta, è stata vittima di un attentato terroristico di matrice “razziale” sulla falsariga di quelli ormai comuni nel nuovo millennio. Quando ieri il senegalese Ousseynou Sy, da 15 anni naturalizzato italiano e diventato Paolo ha sequestrato, armato di tutto punto e munito di 2 taniche di benzina, il bus carico di 51 bambini del quale era il conducente, con l’intenzione di compiere un gesto eclatante che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di proporzioni bibliche.
Fortunatamente uno dei bimbi (benché con le mani legate) è riuscito a recuperare un cellulare sfuggito all’attenzione del rapitore e con esso ad avvertire i carabinieri. Fortunatamente gli stessi carabinieri sono riusciti a bloccare il bus ed a mettere in salvo i passeggeri prima che si compisse una strage. Fortunatamente l’attentatore, deciso ma un poco sprovveduto, ha dovuto arrendersi, dopo avere speronato 3 auto dei carabinieri e dato fuoco al bus che già aveva innaffiato di benzina, mentre le forze dell’ordine evacuavano i passeggeri prima che subissero danni.
Tutto bene dunque, niente vittime ma solo tanto spavento ed alcuni danni solo materiali, ma tutto bene solo ed esclusivamente fortunatamente, perché la vicenda avrebbe potuto trasformarsi in una strage se solo un pizzico di fortuna fosse venuto a mancare…..
Anche l’Italia, per la prima volta, è stata vittima di un attentato terroristico di matrice “razziale” sulla falsariga di quelli ormai comuni nel nuovo millennio. Quando ieri il senegalese Ousseynou Sy, da 15 anni naturalizzato italiano e diventato Paolo ha sequestrato, armato di tutto punto e munito di 2 taniche di benzina, il bus carico di 51 bambini del quale era il conducente, con l’intenzione di compiere un gesto eclatante che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di proporzioni bibliche.
Fortunatamente uno dei bimbi (benché con le mani legate) è riuscito a recuperare un cellulare sfuggito all’attenzione del rapitore e con esso ad avvertire i carabinieri. Fortunatamente gli stessi carabinieri sono riusciti a bloccare il bus ed a mettere in salvo i passeggeri prima che si compisse una strage. Fortunatamente l’attentatore, deciso ma un poco sprovveduto, ha dovuto arrendersi, dopo avere speronato 3 auto dei carabinieri e dato fuoco al bus che già aveva innaffiato di benzina, mentre le forze dell’ordine evacuavano i passeggeri prima che subissero danni.
Tutto bene dunque, niente vittime ma solo tanto spavento ed alcuni danni solo materiali, ma tutto bene solo ed esclusivamente fortunatamente, perché la vicenda avrebbe potuto trasformarsi in una strage se solo un pizzico di fortuna fosse venuto a mancare…..
mercoledì 13 febbraio 2019
Una pietra tombale sul TAV
Marco Cedolin
Finalmente dopo oltre 20 anni di slogan da bar dello sport, parole
esperite a vanvera, menzogne senza ritegno vendute un tanto al chilo al mercato
delle marchette da giornalista chic, per la prima volta si parla con serietà
del TAV Torino – Lione e lo si fa sulla base della prima seria analisi costi –
benefici riguardante l'opera, portata avanti da una commissione di esperti
indipendenti e non di qualche grottesca analisi pilotata, costruita ad arte
(neppure troppo bene) da un gruppo di dipendenti della consorteria che il TAV lo
voleva costruire ad ogni costo, perché portava miliardi nelle loro tasche....
venerdì 8 febbraio 2019
Robot e super-armi: la guerra del futuro sarà sempre più sporca
Intervista al generale Fabio Mini di Marco Cedolin
Le guerre del passato e le guerre del futuro rappresentano due elementi radicalmente differenti fra loro, oppure in fondo a prescindere dall’evoluzione tecnologica si tratta sempre della solita “sporca guerra” che purtroppo ben conosciamo? E la pace che ci viene “venduta” come tale nel corso degli ultimi decenni lo è davvero o si tratta semplicemente di una guerra combattuta in forme differenti?
Ne parliamo con il generale Fabio Mini, esperto conoscitore di questioni geopolitiche e strategia militare e oggi autore di svariate pubblicazioni su questi argomenti, dopo essere stato capo di Stato maggiore del comando Nato per il Sud Europa, comandante della missione di pace interforze in Kosovo nel 2003, oltre ad avere svolto molti altri incarichi di primaria importanza.
Le guerre del passato e le guerre del futuro rappresentano due elementi radicalmente differenti fra loro, oppure in fondo a prescindere dall’evoluzione tecnologica si tratta sempre della solita “sporca guerra” che purtroppo ben conosciamo? E la pace che ci viene “venduta” come tale nel corso degli ultimi decenni lo è davvero o si tratta semplicemente di una guerra combattuta in forme differenti?
Ne parliamo con il generale Fabio Mini, esperto conoscitore di questioni geopolitiche e strategia militare e oggi autore di svariate pubblicazioni su questi argomenti, dopo essere stato capo di Stato maggiore del comando Nato per il Sud Europa, comandante della missione di pace interforze in Kosovo nel 2003, oltre ad avere svolto molti altri incarichi di primaria importanza.
venerdì 11 gennaio 2019
Niente miracoli ma qualche buona azione
Marco Cedolin
Chi si aspettava che il governo Conte si facesse artefice di
una rivoluzione epocale, realizzando il miracolo di rivoltare questo Paese come
un calzino e mettere fine alla miriade di storture che ammorbano questa Italia targata
UE, ormai svuotata di ogni sovranità e privata di qualsivoglia margine di
manovra è sicuramente andato incontro ad una cocente delusione.
Non si è lavorato per costruire un “Italexit", non abbiamo abbandonato l'euro, non è stata risolta la piaga dell'immigrazione selvaggia, non sono nati per incanto milioni di posti di lavoro, non è stata bloccata la sperimentazione farmaceutica vaccinale, probabilmente ci sarà un reddito di cittadinanza ma ne usufruiranno più i furbetti di coloro che ne hanno realmente bisogno, non sono diminuite le tasse, forse sparirà un mostro come il TAV Torino – Lione ma resteranno le altre grandi opere inutili, non cambierà radicalmente la nostra politica estera, continueremo probabilmente a pagare il canone RAI e tutte le accise sulla benzina ed i soliti noti seguiteranno ad accumulare fortune miliardarie attraverso le concessioni delle autostrade costruite con i soldi degli italiani....
Non si è lavorato per costruire un “Italexit", non abbiamo abbandonato l'euro, non è stata risolta la piaga dell'immigrazione selvaggia, non sono nati per incanto milioni di posti di lavoro, non è stata bloccata la sperimentazione farmaceutica vaccinale, probabilmente ci sarà un reddito di cittadinanza ma ne usufruiranno più i furbetti di coloro che ne hanno realmente bisogno, non sono diminuite le tasse, forse sparirà un mostro come il TAV Torino – Lione ma resteranno le altre grandi opere inutili, non cambierà radicalmente la nostra politica estera, continueremo probabilmente a pagare il canone RAI e tutte le accise sulla benzina ed i soliti noti seguiteranno ad accumulare fortune miliardarie attraverso le concessioni delle autostrade costruite con i soldi degli italiani....
martedì 4 dicembre 2018
Non invidiate i gilet gialli
Marco Cedolin
È quasi impossibile non provare simpatia per la rivolta dei gilet gialli che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, una protesta per molti versi trasversale e intergenerazionale che incarna il rifiuto di sempre più ampi strati della popolazione europea nei confronti della mondializzazione globalista e delle sue tossine che stanno pregiudicando il futuro di decine e decine di milioni di persone. Così come è impossibile non esternare ammirazione per tutti quei francesi che stanno mettendosi in gioco in prima persona, invadendo strade e piazze nel tentativo di cambiare qualcosa, additati dalla grancassa mediatica come violenti e facinorosi, nonostante stiano semplicemente tentando di far valere i propri diritti....
È quasi impossibile non provare simpatia per la rivolta dei gilet gialli che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, una protesta per molti versi trasversale e intergenerazionale che incarna il rifiuto di sempre più ampi strati della popolazione europea nei confronti della mondializzazione globalista e delle sue tossine che stanno pregiudicando il futuro di decine e decine di milioni di persone. Così come è impossibile non esternare ammirazione per tutti quei francesi che stanno mettendosi in gioco in prima persona, invadendo strade e piazze nel tentativo di cambiare qualcosa, additati dalla grancassa mediatica come violenti e facinorosi, nonostante stiano semplicemente tentando di far valere i propri diritti....
mercoledì 28 novembre 2018
Tempeste a comando? Chi c'è dietro al tempo che fa
Marco Cedolin
Fonte Dolcevita online
Fonte Dolcevita online
Durante tutta la lunga storia dell'umanità i fenomeni
atmosferici e le catastrofi naturali hanno sempre rappresentato un qualcosa d’ineluttabile,
totalmente disancorato da qualsivoglia attività antropica venisse svolta sul
pianeta. Alluvioni, siccità, ondate di gelo o di caldo, così come terremoti, eruzioni
vulcaniche, maremoti, uragani o trombe d'aria potevano forse venire attribuiti
all'ira degli dei o alla volontà divina, ma la responsabilità dell'uomo nell'ambito
di tali catastrofi non è mai andata oltre alla recriminazione per non essere
riuscito ad ingraziarsi adeguatamente il “Padreterno”.
Solamente nel corso dell'ultimo secolo si è iniziato ad
avere la percezione (o la presunzione) che l'attività degli esseri umani
potesse in qualche misura condizionare il clima terrestre ed i grandi eventi
naturali che tormentano il nostro pianeta.....
mercoledì 14 novembre 2018
Tecnologia 5G: pronti a fare da cavie?
Marco Cedolin
Fonte: Dolcevita online
Fonte: Dolcevita online
L’equilibrio fra innovazione tecnologica e tutela della
salute è sempre stato storicamente un qualcosa di molto precario, lo dimostra
il fatto che tutta una lunghissima serie di patologie fra le quali i tumori,
molte malattie neurologiche e degenerative, tantissime forme di allergia,
l’infertilità ed un gran numero di patologie rare rientrino nel novero di
quelle che comunemente vengono definite “malattie del progresso”, poiché nel
corso dei decenni l’incremento della loro incidenza è proceduto di pari passo
con quello dell’evoluzione tecnologica.
I telefoni cellulari, oggi diventati smartphone, ci
accompagnano ormai da una trentina di anni ed hanno senza dubbio rivoluzionato
in maniera radicale la nostra vita ed il nostro comportamento molto più di
quanto noi stessi non si sia disposti ad ammettere....
martedì 6 novembre 2018
L'assurda storia di Aldo Bianzino morto in carcere senza un perché
Marco Cedolin
Fonte Dolcevita online
Fonte Dolcevita online
In
queste ultime settimane si è parlato molto della morte di Stefano
Cucchi, pestato da un gruppo di carabinieri mentre si trovava in
stato di detenzione, e la tragica fine del ragazzo romano è stata
raccontata perfino in un film uscito nelle sale il 12 ottobre scorso.
Così come molto a suo tempo si è parlato della morte di Federico
Aldrovandi durante un fermo di polizia, omicidio per il quale nel
giugno 2012 sono stati condannati in via definitiva i 4 poliziotti
responsabili.
Ma
purtroppo le morti apparentemente inspiegabili di cittadini,
intervenute mentre albergano in carcere o si trovano in stato di
fermo sono davvero tante e la maggior parte di esse non ha
sicuramente avuto l'esposizione mediatica dei casi di Cucchi o di
Aldrovandi....
mercoledì 24 ottobre 2018
Morire d'inquinamento in Irpinia
Marco Cedolin
Fonte: Dolcevita online
Fonte: Dolcevita online
Il
compromesso fra lavoro e salute ci accompagna fin da quando venne
inventata la macchina a vapore, erano gli anni della prima
rivoluzione industriale e nelle grandi città inglesi l'occupazione
cresceva a dismisura (sia pur sottopagata ed in larga parte
minorile), mentre il fumo del carbone anneriva edifici e polmoni,
riportando l'aspettativa di vita della popolazione indietro di
secoli.
Da
allora purtroppo non è cambiato molto, l'attenzione per la salute
naturalmente ha guadagnato ben altre posizioni ed è nata una sia pur
timida "coscienza ambientale", ma il compromesso fra la
salute dei lavoratori e della popolazione ed i "posti di lavoro"
continua a riproporsi comunque in una moltitudine di situazioni che
spaziano dall'industria siderurgica a quella chimica, attraverso una
molteplicità di attività estremamente pericolose per la salute e
l'ambiente.....
lunedì 22 ottobre 2018
Siria: la verità che nessuno racconta
Marco Cedolin
Fonte: Dolcevita online
Fonte: Dolcevita online
Sempre
più spesso le guerre dell'era moderna non si combattono solamente
con i missili "intelligenti", i droni e l'ausilio del
satellite, ma anche e soprattutto attraverso il controllo e la
gestione della realtà a proprio uso e consumo. La creazione di
mostri ed eroi all'interno dell'immaginario collettivo, attraverso la
distorsione e la manipolazione del reale è infatti di gran lunga
l'arma più letale fra quelle usate dall'Occidente per schiacciare
qualsiasi figura ritenuta "scomoda" ed annientare interi
stati sovrani con l'ausilio di operazioni militari sanguinarie che
godano dell'appoggio dell'opinione pubblica.....
martedì 2 ottobre 2018
Bayer-Monsanto: l'accoppiata perversa
Marco Cedolin
Fonte: DolceVita online
Fonte: DolceVita online
C'é
molto fermento in questi ultimi mesi nelle grandi multinazionali
farmaceutiche, quella ristretta casta di semidei impegnati nel
vendere a tranci la nostra salute un tanto al chilo al mercato della
speranza e della disperazione.
Dall'inizio
del 2018 non si riesce a tenere conto delle acquisizioni e delle
fusioni intervenute all'interno di Big Pharma, tanto è alto il loro
numero. Nel mese di gennaio la francese Sanofi ha acquistato per 11,5
miliardi di dollari l'azienda statunitense Bioverativ, specializzata
nell'emofilia e la Celgene ha acquisito Juno Therapeutics,
specializzata nelle cure per il cancro, sborsando la cifra di 9
miliardi di dollari, mentre a lungo si è ventilata l'ipotesi di una
colossale fusione fra Pfizer e Bristol Myers, finora non ancora
andata in porto.
Ma ciò
che più ha fatto scalpore è stata l'acquisizione intervenuta lo
scorso giugno della tristemente nota Monsanto, da parte del colosso
tedesco Bayer per la strabiliante cifra di 63 miliardi di dollari....
sabato 29 settembre 2018
Antitaliani
Marco Cedolin
Il
governo Conte, essendo composto da due partiti certo non
rivoluzionari che hanno raccolto un grande consenso popolare e
proprio in virtù di questo governano, senza dubbio alcuno non farà
uscire l'Italia dalla UE e dall'euro, non darà al Paese una moneta
sovrana, non chiuderà i ponti con la NATO e non si farà portatore
di una rivoluzione epocale. Per raggiungere questi obiettivi gli
italiani avrebbero dovuto votare i partiti che li proponevano, ed
esistevano sia in questa che nelle passate tornate elettorali, ma
sono rimasti al palo con percentuali nell'ordine dello zero virgola,
dimostrando inequivocabilmente come la "rivoluzione" almeno
in questo momento non sia nelle corde del popolo che in tutta
evidenza la considera un salto nel buio.
Nonostante
ciò il governo Conte, per la prima volta dalla cacciata di Craxi,
sta dimostrando di occuparsi dei problemi degli italiani, anziché
delle banche, dello spread, dei mercati, di quello che ci chiede
l'Europa e tutte le altre amenità che hanno caratterizzato il
pensiero unico di tutti gli esecutivi precedenti....
mercoledì 26 settembre 2018
Libertà e perline colorate
Marco Cedolin
"Libertà
e perline colorate, ecco quello che io ti darò" cantavano Lucio
Dalla e Francesco De Gregori nell'indimenticato album Banana Republic
del 1979. Libertà e perline colorate è in fondo proprio quello che
viene dato in dono fin dal momento della nascita al cittadino figlio
della globalizzazione mondialista, affinché maturi nel proprio
intimo il convincimento di possedere quel bene che fin dalla notte
dei tempi ispira l'animo di ogni essere umano.
L'uomo moderno apparentemente vive libero di compiere le proprie
scelte sia nell'ambito personale che in quello sociale....
lunedì 24 settembre 2018
Giù le mani dall'Africa
Marco Cedolin
Fonte: DolceVita online
Fonte: DolceVita online
L'Africa è il continente che più di
ogni altro risulta essere stato oggetto di predazione da parte
dell'Occidente da ormai molti secoli. Prima il colonialismo francese,
inglese, olandese e non solo, costituito dalla creazione di vere e
proprie colonie della madrepatria in terra africana, cui ha fatto da
corollario la tristemente nota tratta degli schiavi, deportati negli
Stati Uniti come manodopera a bassissimo costo per i grandi
latifondisti americani.
Poi dopo la fine della seconda guerra
mondiale il neocolonialismo, più morbido solamente in apparenza, con
la (falsa) indipendenza concessa agli stati africani e la creazione
di governi fantoccio, funzionali solo e solamente a soddisfare gli
interessi predatori occidentali....
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