Nei deliri onirici dispensati per
decenni dai mentori dell'alta velocità ferroviaria, il TAV Torino –
Lione avrebbe dovuto portare in Val di Susa la ricchezza derivante da
migliaia di posti di lavoro, nonostante molti esperti, su tutti
l'architetto Marco Ponti, avessero ripetutamente tentato di mettere
in guardia l’opinione pubblica in merito alle bassissime ricadute
in termini occupazionali delle grandi opere cementizie.
Cinque anni dopo l'apertura del cantiere fortino
del TAV a Chiomonte....















