L'amico Daniel Tarozzi presenta il nuovo giornale on line. A lui faccio i migliori auguri, con la speranza che riesca a cogliere attraverso questa avventura tutta la soddisfazione che merita. Dal canto mio spero riuscirò ad offrirgli anche in questo nuovo affascinante contenitore il mio piccolo contributo, così come accaduto per anni con Terranauta.
il Cambiamento
State 'sfogliando' un nuovo giornale, nato dalla passione e dalla perseveranza di un gruppo di persone un po' 'folli' che hanno deciso di scommettere su un altro modo di fare giornalismo e su un altro modo di concepire e vivere la vita.
Viviamo nell'era dell'informazione. Centinaia di canali televisivi digitali, decine di quotidiani, migliaia di telegiornali, una quantità infinita di radio e siti internet. Eppure mai come in questo momento storico si avverte nell'aria una fame di notizie e un'insoddisfazione per il modo in cui viene raccontata la realtà.
Non abbiamo infatti alcun problema se analizziamo la quantità di notizie ricevute. Ma abbiamo un grande problema se ci soffermiamo a valutarne la qualità.
Purtroppo, infatti, le grandi testate dei diversi media continuano a proporci le stesse non-notizie, la stessa triste e decadente visione del mondo: sterili battibecchi tra politici, cronaca nera, crisi, costume, sport....
venerdì 17 settembre 2010
mercoledì 1 settembre 2010
Grazie Roberto!
Si è spento questa mattina all'età di 58 anni il dott. Roberto Topino, ucciso da quella tragica malattia chiamata cancro che per tutta la vita aveva combattuto attraverso un instancabile lavoro di denuncia di tutte le nocività responsabili dell'insorgenza di simili patologie, che la società del progresso continua a disseminare senza posa nel terreno, nell'aria e nell'acqua, ammorbando la biosfera e mettendo a repentaglio la salute di noi tutti.
Ci ha lasciato innanzitutto un caro amico, ma anche un grande uomo ed uno spirito libero che ha sempre avuto il coraggio di denunciare i dispensatori di morte, senza cedere alle pressioni politiche e del mondo scientifico aggiogato al carro del potere.
Di lui ci restano gli articoli, le ricerche e tutto il suo lavoro d'informazione sui temi dell'amianto, dell'incenerimento dei rifiuti, degli scarichi tossici, della radioattività. Un lavoro d'informazione che a dispetto dell'ostracismo praticato dai media mainstream, ha contribuito e contribuirà a salvare decine di vite da quello stesso incubo che ce lo ha portato via.....
Ci ha lasciato innanzitutto un caro amico, ma anche un grande uomo ed uno spirito libero che ha sempre avuto il coraggio di denunciare i dispensatori di morte, senza cedere alle pressioni politiche e del mondo scientifico aggiogato al carro del potere.
Di lui ci restano gli articoli, le ricerche e tutto il suo lavoro d'informazione sui temi dell'amianto, dell'incenerimento dei rifiuti, degli scarichi tossici, della radioattività. Un lavoro d'informazione che a dispetto dell'ostracismo praticato dai media mainstream, ha contribuito e contribuirà a salvare decine di vite da quello stesso incubo che ce lo ha portato via.....
venerdì 6 agosto 2010
Impiegati, quasi disoccupati
Marco Cedolin
La classe politica in versione estiva, tarantolata dalla canicola e dalla necessità di giustificare in qualche maniera la propria esistenza, non può concedersi all'inanità sotto all'ombrellone, senza fare parlare di sè, magari rischiando d'imborghesirsi fra un festino alla coca, una gita in barca e una puntata a Montecarlo.
Il rischio sarebbe quello di palesare impietosamente la propria inutilità, simile a quella di un vecchio scarpone bucato buono solo per il cassonetto.
L'ex di un pò di tutto Gianfranco Fini pugnala alla schiena il proprio mecenate, mentre Berlusconi, morituro gli urla “tu quoque Gianfranco fili mi”. Il PDL trasformatosi per l'occasione in una Duma di ferro procede ad espellere l'attentatore in una maniera che ricorda da vicino l'epurazione del “povero” Turigliatto da Rifondazione Comunista, durante la prima crisi del governo Prodi....
martedì 3 agosto 2010
La TV mi guarda in cagnesco
Marco Cedolin
Ebbene, devo confessarlo, seppur sottovoce e tenendomi alla larga da orecchie indiscrete, da ormai un anno ho spento la TV . O meglio la “rivoluzionaria” tecnologia del digitale terrestre ha eliminato dal palinsesto televisivo la mia casetta arroccata sui monti, ma io non ho mosso un dito per porre rimedio al problema. Sarebbe stato sufficiente acquistare una parabola in sconto convenienza negli scaffali brulicanti di tecnologia dentro a un qualche centro commerciale, per riappropriarmi del caleidoscopio di colori con annessa cacofonia di sottofondo, ma non me la sono sentita. L'ho abbandonata senza vita là, sul vecchio mobile di mia nonna, dove allignava ormai da molti anni, senza neppure tentare di rianimarla e giorno dopo giorno sto imparando ad ignorarla. Nelle prime settimane non è stato facile, lo schermo nero occhieggiava accattivante facendo leva sulla forza dell'abitudine, invitandomi a prendere in mano il telecomando, per immergermi nella melassa infopubblicitaria di un "telebugia", nella tenzone simulata di un dibattito politico, nella superficialità di un falso approfondimento giornalistico, nello stupidario della pubblicità a pioggia, annegata all'interno di un serial poliziesco , nella babele multiforme del calcio "parlato", mero succedaneo di quello giocato trasmesso a pagamento, nei gingle ipnotici degli spot dei telefonini, nelle voci rassicuranti degli esperti che dissertano con dotte disquisizioni nel merito delle ultime tendenze stagionali, sciorinando cifre, dati e granitiche certezze estrapolate direttamente dalla bibbia del progresso....
giovedì 22 luglio 2010
Poi però non chiedetemi di ripetermi ancora
E' doveroso un aggiornamento sulla vicenda del microscopio della discordia, trattata a suo tempo in maniera approfondita in questa sede e relativa alla libera ricerca imbavagliata, anche con la complicità di chi se ne è sempre professato difensore.
Stefano Montanari
Ho tentato due volte di far pubblicare un mio commento alle stravaganze, almeno di Papa e Toni ospitate da Grillo. tutto inutile: il filtro della censura è invalicabile alla faccia dei grillini che bevono.
Mi scuso se oggi sono lunghissimo, ma sono subissato di mail e di telefonate su quanto imperversa ora in rete.
Di seguito, allora, un paio di lettere: una al professor Stefano Papa, preside della facoltà di Scienze all’Università di Urbino, e l’altra al ragionier Giuseppe Grillo. Per finire, alcune osservazioni su qualcosa pubblicato su YouTube dalla signorina Sonia Toni, ex compagna del ragionier Grillo sunnominato.
Caro Stefano,
Stamattina, un po’ a sorpresa, mi sono trovato una trentina di mail che mi consigliavano di leggere le tue esternazioni ospitate dal blog del comico Beppe Grillo. Tutte, nessuna esclusa, contenevano apprezzamenti sul tuo conto e su quello del tuo ospite, apprezzamenti che non ho assolutamente intenzione di riferire.
Mi è difficile commentare uno scritto così imbarazzante, condito, poi, da un video nel quale, magari per l’abbronzatura, non mostri segni di rossore. Comunque, se non altro per dovere verso chi continua a scrivermi e verso chi anche ora mi ha interrotto con una telefonata, qualcosa scriverò anche se, permettimi la confessione, di tutto questo m’importa solo dal punto di vista del dilettante di etologia che sono....
Stefano Montanari
Ho tentato due volte di far pubblicare un mio commento alle stravaganze, almeno di Papa e Toni ospitate da Grillo. tutto inutile: il filtro della censura è invalicabile alla faccia dei grillini che bevono.
Mi scuso se oggi sono lunghissimo, ma sono subissato di mail e di telefonate su quanto imperversa ora in rete.
Di seguito, allora, un paio di lettere: una al professor Stefano Papa, preside della facoltà di Scienze all’Università di Urbino, e l’altra al ragionier Giuseppe Grillo. Per finire, alcune osservazioni su qualcosa pubblicato su YouTube dalla signorina Sonia Toni, ex compagna del ragionier Grillo sunnominato.
Caro Stefano,
Stamattina, un po’ a sorpresa, mi sono trovato una trentina di mail che mi consigliavano di leggere le tue esternazioni ospitate dal blog del comico Beppe Grillo. Tutte, nessuna esclusa, contenevano apprezzamenti sul tuo conto e su quello del tuo ospite, apprezzamenti che non ho assolutamente intenzione di riferire.
Mi è difficile commentare uno scritto così imbarazzante, condito, poi, da un video nel quale, magari per l’abbronzatura, non mostri segni di rossore. Comunque, se non altro per dovere verso chi continua a scrivermi e verso chi anche ora mi ha interrotto con una telefonata, qualcosa scriverò anche se, permettimi la confessione, di tutto questo m’importa solo dal punto di vista del dilettante di etologia che sono....
mercoledì 21 luglio 2010
EBOOK - Grandi Opere
Le Infrastrutture dell'Assurdo.
Dalla lettura di Grandi Opere di Marco Cedolin si possono imparare molte cose, ma soprattutto ci sono molti elementi di riflessione.
Per la prima volta, un testo mette insieme tutto lo “scibile” sull’attuale situazione delle cosiddette GRANDI OPERE, sia nazionali che in giro per il mondo. Tutte meticolosamente in ordine con una grande completezza di informazioni.
Potete trovare tutti gli intrecci delle società interessate alla loro realizzazione, la ramificazione dei loro collegamenti con il sistema politico e con i mass media, la trama di una legislazione fatta ad hoc, le connivenze tra interessi finanziari privati e spesa pubblica, le corrispondenze a livello internazionale nel contesto della globalizzazione. È un vero e proprio mondo parallelo, quello che ci viene descritto in questo testo, nascosto dietro le quinte come le mani dei burattinai che tirano i fili e fanno sgambettare e agitare i burattini sulla scena....
Dalla lettura di Grandi Opere di Marco Cedolin si possono imparare molte cose, ma soprattutto ci sono molti elementi di riflessione.
Per la prima volta, un testo mette insieme tutto lo “scibile” sull’attuale situazione delle cosiddette GRANDI OPERE, sia nazionali che in giro per il mondo. Tutte meticolosamente in ordine con una grande completezza di informazioni.
Potete trovare tutti gli intrecci delle società interessate alla loro realizzazione, la ramificazione dei loro collegamenti con il sistema politico e con i mass media, la trama di una legislazione fatta ad hoc, le connivenze tra interessi finanziari privati e spesa pubblica, le corrispondenze a livello internazionale nel contesto della globalizzazione. È un vero e proprio mondo parallelo, quello che ci viene descritto in questo testo, nascosto dietro le quinte come le mani dei burattinai che tirano i fili e fanno sgambettare e agitare i burattini sulla scena....
domenica 18 luglio 2010
Date un ombrellone anche a me
Marco Cedolin
E'arrivato veramente il momento di staccare la spina, anche perchè in caso contrario un colpo di calore potrebbe farlo perentoriamente al posto mio.
Sono stati 7 mesi difficili, questi d'inizio anno, permeati di foschi presagi, infarciti di tragedie, senza un attimo di requiem, tanto che quando decidevi di metterti a mangiare pane e ottimismo, improvvisamente dal desco spariva il pane e ti ritrovavi con il solo ottimismo, poco commestibile, ipocalorico e probabilmente pure transgenico.
Ho “goduto” della crisi economica, trasformatasi miracolosamente in una ripresa , costituita da imprese che chiudono, famiglie messe in mezzo ad una strada, ricatti occupazionali ed altri regali assortiti volti a praticare l’eutanasia di qualsiasi residua prospettiva occupazionale.
Ho tremato per la pandemia dell’influenza suina che fortunatamente ha risparmiato la vita di decine di milioni di persone, ma purtroppo ha fagocitato centinaia di milioni di euro, sotto forma d'inutili vaccini commissionati alle multinazionali farmaceutiche.
Ho passato molte notti di Gennaio e Febbraio a presidiare delle trivelle con 10 gradi sottozero, senza riuscire a decidere se facessero più male le manganellate distribuite a pioggia o le estremità dei piedi ridotte a cubetti di ghiaccio opalescenti.
Sono inorridito di fronte al massacro perpetrato dall’esercito israeliano nei confronti dei pacifisti della Freedom Flotilla, senza che l’orrore sia stato lenito minimamente dalle parole del ministro Frattini, sentitosi in dovere di ringraziare Israele per la propria bonomia....
E'arrivato veramente il momento di staccare la spina, anche perchè in caso contrario un colpo di calore potrebbe farlo perentoriamente al posto mio.
Sono stati 7 mesi difficili, questi d'inizio anno, permeati di foschi presagi, infarciti di tragedie, senza un attimo di requiem, tanto che quando decidevi di metterti a mangiare pane e ottimismo, improvvisamente dal desco spariva il pane e ti ritrovavi con il solo ottimismo, poco commestibile, ipocalorico e probabilmente pure transgenico.
Ho “goduto” della crisi economica, trasformatasi miracolosamente in una ripresa , costituita da imprese che chiudono, famiglie messe in mezzo ad una strada, ricatti occupazionali ed altri regali assortiti volti a praticare l’eutanasia di qualsiasi residua prospettiva occupazionale.
Ho tremato per la pandemia dell’influenza suina che fortunatamente ha risparmiato la vita di decine di milioni di persone, ma purtroppo ha fagocitato centinaia di milioni di euro, sotto forma d'inutili vaccini commissionati alle multinazionali farmaceutiche.
Ho passato molte notti di Gennaio e Febbraio a presidiare delle trivelle con 10 gradi sottozero, senza riuscire a decidere se facessero più male le manganellate distribuite a pioggia o le estremità dei piedi ridotte a cubetti di ghiaccio opalescenti.
Sono inorridito di fronte al massacro perpetrato dall’esercito israeliano nei confronti dei pacifisti della Freedom Flotilla, senza che l’orrore sia stato lenito minimamente dalle parole del ministro Frattini, sentitosi in dovere di ringraziare Israele per la propria bonomia....
venerdì 16 luglio 2010
Alternative all'incenerimento
Marco Cedolin
Tratto da "Grandi Opere" Arianna Editrice 2008
Una seria e virtuosa politica di gestione dei rifiuti non può prescindere da una riduzione alla fonte del volume degli stessi e da un cambiamento radicale d’impostazione della produzione industriale. Nonostante fino ad oggi nel nostro paese non sia stato fatto nulla in questo senso, il ricorso all’incenerimento dei rifiuti potrebbe comunque essere evitato fin da subito attraverso un’applicazione sistematica della raccolta differenziata e opportune pratiche di riciclaggio.
Il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) abbinato ad un’efficace raccolta differenziata porta a porta è in grado di rappresentare un’alternativa alla pratica dell’incenerimento, estremamente più vantaggiosa sotto ogni punto di vista che si voglia prendere in considerazione. Nel mondo esistono già 15 moderni impianti TMB ed altri 20 sono in fase di costruzione. I più avanzati sono quello di Sidney in Australia che è attivo dal 2004, quello di Amiens in Francia, Munster e Bassum in Germania e Vagron nei Paesi Bassi....
Tratto da "Grandi Opere" Arianna Editrice 2008
Una seria e virtuosa politica di gestione dei rifiuti non può prescindere da una riduzione alla fonte del volume degli stessi e da un cambiamento radicale d’impostazione della produzione industriale. Nonostante fino ad oggi nel nostro paese non sia stato fatto nulla in questo senso, il ricorso all’incenerimento dei rifiuti potrebbe comunque essere evitato fin da subito attraverso un’applicazione sistematica della raccolta differenziata e opportune pratiche di riciclaggio.
Il Trattamento Meccanico Biologico (TMB) abbinato ad un’efficace raccolta differenziata porta a porta è in grado di rappresentare un’alternativa alla pratica dell’incenerimento, estremamente più vantaggiosa sotto ogni punto di vista che si voglia prendere in considerazione. Nel mondo esistono già 15 moderni impianti TMB ed altri 20 sono in fase di costruzione. I più avanzati sono quello di Sidney in Australia che è attivo dal 2004, quello di Amiens in Francia, Munster e Bassum in Germania e Vagron nei Paesi Bassi....
martedì 13 luglio 2010
Torino, nasce l'inceneritore ma nessuno ci fa caso
Marco Cedolin
Qualche giorno fa a Grugliasco, alle porte di Torino, le autorità, contornate da un nutrito codazzo di giornalisti, hanno presenziato all’inaugurazione del cantiere per la costruzione del nuovo forno inceneritore del Gerbido, prima di recarsi tutti quanti al rinfresco, dove fra un pasticcino e un sorso di spumante si sarebbe potuto dare libero sfogo al compiacimento derivante dal “regalo” fatto alla città da parte della classe politica che l’amministra.
Ad assistere al penoso teatrino, oltre ai disinformatori di professione, solamente un centinaio di contestatori delusi, più che arrabbiati, il che in una città che con l’hinterland supera il milione di abitanti significa l’assoluta mancanza di qualsivoglia reazione da parte della cittadinanza.
In parole povere i torinesi ed i cittadini di Grugliasco, Beinasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli, hanno ritenuto giusto non interessarsi del nuovo megainceneritore. L’inceneritore del Gerbido in compenso ha già iniziato ad interessarsi di loro, partendo dai portafogli, salassati per alcune centinaia di milioni di euro (cifra che continua ad aumentare progressivamente) necessarie per la costruzione, per arrivare alla loro salute che l’impianto metterà a repentaglio anche qualora continuino a restare voltati dall’altra parte....
Qualche giorno fa a Grugliasco, alle porte di Torino, le autorità, contornate da un nutrito codazzo di giornalisti, hanno presenziato all’inaugurazione del cantiere per la costruzione del nuovo forno inceneritore del Gerbido, prima di recarsi tutti quanti al rinfresco, dove fra un pasticcino e un sorso di spumante si sarebbe potuto dare libero sfogo al compiacimento derivante dal “regalo” fatto alla città da parte della classe politica che l’amministra.
Ad assistere al penoso teatrino, oltre ai disinformatori di professione, solamente un centinaio di contestatori delusi, più che arrabbiati, il che in una città che con l’hinterland supera il milione di abitanti significa l’assoluta mancanza di qualsivoglia reazione da parte della cittadinanza.
In parole povere i torinesi ed i cittadini di Grugliasco, Beinasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli, hanno ritenuto giusto non interessarsi del nuovo megainceneritore. L’inceneritore del Gerbido in compenso ha già iniziato ad interessarsi di loro, partendo dai portafogli, salassati per alcune centinaia di milioni di euro (cifra che continua ad aumentare progressivamente) necessarie per la costruzione, per arrivare alla loro salute che l’impianto metterà a repentaglio anche qualora continuino a restare voltati dall’altra parte....
martedì 6 luglio 2010
I profitti della crisi
Marco Cedolin
La crisi economica sta imperversando in maniera sempre più drammatica in tutto l'Occidente. Le imprese chiudono o delocalizzano, la disoccupazione sale a ritmo forsennato, i
diritti si vaporizzano, le prospettive occupazionali si riducono al lumicino. Sulla scia lasciata dalla manovra “lacrime e sangue” imposta al popolo greco, un po’ dappertutto s’impongono sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani. Le mense della Caritas conoscono un sovraffollamento mai sperimentato prima, in strada scendono sempre nuovi senza tetto, con gli Stati Uniti che tirano la cordata . Aumentano in maniera esponenziale, anche se i media raramente ne danno notizia, i suicidi e le tragedie familiari aventi per protagonisti persone strozzate dai mutui e rimaste senza lavoro.
Un quadro a tinte fosche, condito dalle promesse dei mentori del progresso che preconizzano improbabili “riprese” che germoglieranno miracolosamente da quelle lacrime e dal quel sangue fagocitati in maniera sempre più famelica.
Eppure la crisi economica presenta anche un’altra faccia della medaglia, quella delle grandi multinazionali e delle grandi banche, a beneficio delle quali è stata costruita l’intera operazione....
venerdì 2 luglio 2010
Paghino i pendolari
Marco Cedolin
Chi sono in realtà i pendolari? Una delle tante categorie eterogenee di cui fa parte la stragrande maggioranza di noi. Come gli automobilisti, i consumatori, i teleutenti, i pazienti della sanità pubblica e così via.
Una categoria assai disomogenea, priva di qualsivoglia coscienza o senso di appartenenza, senza organizzazioni sindacali che fingano di difenderne i diritti, senza alcun genere di tutela.
Ci sono pendolari che giornalmente percorrono oltre 100 km in treno o in auto, altri che ne percorrono solo qualche decina al giorno, altri ancora che si cimentano con tragitti più brevi.
Dalla seconda metà del secolo scorso fino ad oggi il numero dei pendolari è progressivamente aumentato, così come è aumentata la distanza media da essi percorsa, con ritmo estremamente più elevato negli ultimi 20 anni....
sabato 26 giugno 2010
Vendo isole greche a prezzo da saldo
Marco Cedolin
Chi pensava che la manovra lacrime e sangue imposta ai cittadini greci fosse sufficiente a soddisfare l’appetito insaziabile della BCE e del FMI si stava in tutta evidenza sbagliando. E’ passato poco più di un mese dalla pesante e contestata serie d’interventi destinati a pesare come un macigno sulla qualità di vita della popolazione greca e già il governo di Atene si dimostra pronto a nuovi “sacrifici” volti a raccogliere denaro da devolvere alle banche internazionali.
Una volta ripulite a dovere le tasche dei cittadini, non resta che la svendita del territorio e delle principali aziende pubbliche a compratori stranieri (con tutta probabilità gli stessi personaggi che compongono l’azionariato delle banche creditrici) che siano interessati all’acquisto di tranci di Grecia a prezzi da saldo...
martedì 22 giugno 2010
Strage di Viareggio: Moretti sfida i giudici
Marco Cedolin
Mentre è passato un anno dalla strage di Viareggio, nel corso della quale a causa dello scoppio di un vagone cisterna carico di gas liquido morirono 32 persone e mille cittadini furono costretti ad evacuare dalle proprie abitazioni, 18 persone risultano iscritte nel registro degli indagati della procura di Lucca. Stando alle parole della stessa procura gli approfondimenti investigativi continuano in molteplici direzioni e il numero degli indagati potrebbe crescere in rapporto ai vari profili di colpa identificati.
sabato 19 giugno 2010
Toglietemi tutto ma non la nutella
Marco Cedolin
L’Europa dei burocrati e dei banchieri ci ha tolto ogni ambizione di sovranità monetaria, attraverso l'euro e la BCE, ha sradicato qualsiasi parvenza di sovranità nazionale, “sovrascrivendo” la Costituzione per mezzo del Trattato di Lisbona e dal prossimo anno provvederà (come confermato dal ministro Tremonti ) perfino a redigere in prima persona le nostre manovre finanziarie.
Il tutto nel silenzio mediatico più assoluto e nell’acquiescenza generale, senza che nessuno si sia sentito in dovere di esprimere una critica, senza che qualcuno abbia ritenuto giusto palesare un qualche moto di ribellione per essere stato defraudato di quasi tutto quello che ci apparteneva. Senza che un solo elemento del folto gruppo di politici, giornalisti, economisti, intellettuali, filosofi ed opinionisti, che a vario titolo si abbuffano al baccanale offerto dal contribuente, sia stato pervaso da un moto di orgoglio che lo inducesse a spiegare a chi paga il desco, i termini della “svendita” a Bruxelles di un’intera nazione.
Ci è voluta la Nutella, perché rinascesse dalle ceneri l’italico orgoglio e si levassero in alto gli scudi nei confronti della UE....
mercoledì 16 giugno 2010
Tengo famiglia
Marco Cedolin
In mezzo a tanto bailamme, tirati per la giacchetta ora dagli uni ora dagli altri, ci sono i lavoratori oggetto dell’accordo, che presto saranno chiamati ad esprimersi in prima persona riguardo alla sottoscrizione dello stesso. Lavoratori che quando compaiono intervistati in TV, generalmente rispondono senza esitazione “voteremo si, perché teniamo figli e famiglia ed abbiamo bisogno di lavorare”....
In merito al "ricatto" di Marchionne nei confronti dei dipendenti FIAT di Pomigliano D’Arco sono state scritte molte cose. Innumerevoli levate di scudi contro l’ennesimo “attentato” ai diritti dei lavoratori, altrettanto numerosi attestati di stima in difesa di un’azienda disposta ad “investire” denaro (di chi?) per creare occupazione, molte riflessioni salomoniche volte a stemperare i toni e favorire il raggiungimento di un accordo che comunque “s’ha da fare”.
sabato 12 giugno 2010
Il Ricatto
Marco Cedolin
Nel 1831 il presidente del consiglio francese Casimir Perier ammoniva gli agitatori: "gli operai sappiano che per il loro bene non vi sono altri rimedi che la pazienza e la rassegnazione".
L’Italia è davvero uno strano paese, se è possibile che l’ad della FIAT Sergio Marchionne, a capo di un’industria che da sempre costruisce profitti miliardari finanziandosi attraverso il denaro dei contribuenti, può permettersi il lusso di sostituire il governo ed i sindacati, imponendo pro domo sua, nuove regole in aperto contrasto con la legislazione in atto e con il contratto collettivo nazionale dei lavoratori.
Questo è infatti il senso del ricatto (perché di ricatto si tratta) attraverso il quale Marchionne ha minacciato la chiusura dello stabilimento FIAT di Pomigliano D’Arco, e il conseguente licenziamento dei 5000 lavoratori occupati in quella sede, se i lavoratori stessi non accetteranno di rinunciare ai diritti che la legge vigente attribuisce loro. Ostentando inusitata bonomia, Marchionne si dice disposto a “sacrificarsi”, rinunciando a delocalizzare in Serbia e in Polonia la produzione della merce automobile (destinata nei decenni a venire ad avere sempre meno mercato) e concentrandola invece in Italia, a patto che i lavoratori italiani siano disposti essi stessi a diventare di fatto operai serbi e polacchi....
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