Marco Cedolin
Il consumismo, nato nel Dopoguerra e diventato successivamente sempre
più parte integrante della nostra vita, fino a raggiungere il proprio
acme nel corso dei primi decenni del nuovo secolo, nel corso dei quali
lo shopping compulsivo e l’obsolescenza programmata
risultano essere pratiche sempre più comuni, ha radicalmente cambiato il
rapporto dell’uomo con gli oggetti di cui si circonda.
Se fino agli anni 80 del secolo scorso si tentava di riparare la
maggior parte degli oggetti di uso comune quando si rompevano o
cessavano di funzionare, nei 40 anni seguenti questa pratica è diventata
sempre meno diffusa, sostituita dall’abitudine dell’usa e getta
anche in riferimento a beni abitualmente considerati durevoli....
martedì 17 settembre 2019
sabato 7 settembre 2019
Un filtro solare per raffreddare la Terra (no, non chiamatele scie chimiche)
Marco Cedolin
Nel corso dell’ultimo decennio si è spesso accesa, soprattutto all’interno dei social network e sui blog, la disputa concernente l’esistenza o meno delle scie chimiche. Una sorta di operazione di geoingegneria portata avanti a livello globale attraverso l’uso di aerei militari e di linea che diffonderebbero nell’aria sostanze chimiche di svariata natura, una ipotesi cresciuta intorno a speculazioni poco scientifiche sulle normali scie di condensa generate dagli aerei.
All’Università di Harvard però le teorie “complottiste” sembrano essere servite come fonte di ispirazione per il progetto ScoPEx (Stratospheric Controlled Perturbation Experiment) che proprio attraverso le “scie chimiche” si propone di salvare il mondo dal riscaldamento globale....
Nel corso dell’ultimo decennio si è spesso accesa, soprattutto all’interno dei social network e sui blog, la disputa concernente l’esistenza o meno delle scie chimiche. Una sorta di operazione di geoingegneria portata avanti a livello globale attraverso l’uso di aerei militari e di linea che diffonderebbero nell’aria sostanze chimiche di svariata natura, una ipotesi cresciuta intorno a speculazioni poco scientifiche sulle normali scie di condensa generate dagli aerei.
All’Università di Harvard però le teorie “complottiste” sembrano essere servite come fonte di ispirazione per il progetto ScoPEx (Stratospheric Controlled Perturbation Experiment) che proprio attraverso le “scie chimiche” si propone di salvare il mondo dal riscaldamento globale....
giovedì 29 agosto 2019
Bravi
Marco Cedolin
La nascita del governo di Bibbiano, presieduto dall'avvocato del diavolo è un capolavoro d'ingegneria politica senza precedenti, superiore perfino al governo Vichy di Mario Monti ed a tante manifestazioni di equilibrismo vissute in passato....
La nascita del governo di Bibbiano, presieduto dall'avvocato del diavolo è un capolavoro d'ingegneria politica senza precedenti, superiore perfino al governo Vichy di Mario Monti ed a tante manifestazioni di equilibrismo vissute in passato....
lunedì 26 agosto 2019
Pioggia artificiale: la manipolazione delle nuvole contro incendi e siccità
Marco Cedolin
La vera domanda non è se l’uomo controlli o meno il meteo,
perché in tutta evidenza già lo fa, ma in quale misura e su quale scala con le
potenzialità attualmente in suo possesso sia in grado di controllarlo.
A livello locale ormai da oltre 40 anni viene sperimentata
con alterne fortune l’irrorazione delle nubi con sostanze che favoriscano le
precipitazioni e con il passare del
tempo le tecniche si sono notevolmente affinate a tutto vantaggio dei
risultati.
L'Ansa
(non proprio un sito complottista) lo scorso primo agosto ha reso noto che nel
tentativo di combattere i disastrosi incendi in Siberia, il governo russo
avrebbe proceduto ad azioni di ingegneria climatica, tentando d’indurre le
precipitazioni con aerei Antonov An-26 modificati per spargere ioduro
d'argento....
sabato 17 agosto 2019
Caro Jovanotti, se tieni all’ambiente allora preservalo dal concertone
Marco Cedolin
L’organizzazione e lo svolgimento di un grande concerto che
ha come protagonista una star musicale fra quelle che raccolgono un notevole
seguito è senza dubbio un evento che determina un impatto di un certo rilievo. Si
tratta di movimentare decine e decine di camion, mettere al lavoro almeno un centinaio di
operai e alla fine del tutto gestire alcune decine di migliaia di fan eccitati
ed entusiasti per la gioia di trovarsi al cospetto del proprio idolo.
Proprio per questa ragione, fino ad oggi, i luoghi
generalmente deputati ad ospitare queste kermesse, con qualche eccezione
illustre e non esente da polemiche come Woodstock, sono sempre stati gli stadi
da calcio o (quando la quantità dei fan lo permetteva) i palazzetti dello sport. Luoghi costruiti con lo scopo
precipuo di ospitare migliaia o decine di migliaia di persone all'interno di
uno spazio ristretto. Anche in questi casi spesso le polemiche non sono mancate,
ma hanno riguardato quasi esclusivamente lo stato dei terreni di gioco, spesso
devastati in profondità dai fan e resi inagibili prima che venissero portati a
termine i necessari interventi di manutenzione....
martedì 6 agosto 2019
Automazione: progresso per tutti o profitto per pochi?
Marco Cedolin
A partire dalla fine del XVIII secolo, quando la macchina a
vapore si affiancò prepotentemente all’essere umano, cambiando radicalmente il
piano inclinato sul quale l’intera umanità si muoveva da secoli, l’uomo si
trovò a doversi confrontare con un elemento nuovo, potenzialmente in grado di
migliorare significativamente la sua vita ed altrettanto potenzialmente in
grado di distruggerla.
La macchina in sé costituisce un elemento neutro, non
essendo buona né cattiva e non possedendo una propria identità che prescinda dall’uso
che l’uomo ne farà all’interno del contesto economico e sociale in cui vive.....
sabato 22 giugno 2019
Le multinazionali del petrolio investono miliardi per far finta di vestirsi di verde
Marco Cedolin
Quando ci si trova di fronte ad un problema insormontabile, le uniche alternative sono quelle di arrendersi all’evidenza o tentare di cavalcarlo trasformandolo in un’opportunità.
Le multinazionali del petrolio, per nulla intenzionate a estinguersi in un futuro dove l’inquinamento e i cambiamenti climatici promettono di farla da padrone e i combustibili fossili siedono in prima fila al banco degli imputati, hanno senza dubbio realizzato come l’unica scelta fattibile fosse la seconda e occorresse attivarsi in fretta per perseguirla. Così, accanto agli sforzi ciclopici profusi nell’intento d’influenzare l’agenda politica mondiale....
Quando ci si trova di fronte ad un problema insormontabile, le uniche alternative sono quelle di arrendersi all’evidenza o tentare di cavalcarlo trasformandolo in un’opportunità.
Le multinazionali del petrolio, per nulla intenzionate a estinguersi in un futuro dove l’inquinamento e i cambiamenti climatici promettono di farla da padrone e i combustibili fossili siedono in prima fila al banco degli imputati, hanno senza dubbio realizzato come l’unica scelta fattibile fosse la seconda e occorresse attivarsi in fretta per perseguirla. Così, accanto agli sforzi ciclopici profusi nell’intento d’influenzare l’agenda politica mondiale....
martedì 4 giugno 2019
Andate a casa
Marco Cedolin
Con tutta probabilità verrà ricordato come il governo dei
parolai o del cambiamento versione gattopardo, o più semplicemente non verrà
ricordato affatto.
Con le esternazioni prodotte ieri sera arrampicandosi sugli specchi da Giuseppe Conte, fluente oratore ma pessimo attore, è forte la sensazione che l’esecutivo gialloverde sia arrivato al capolinea per la manifesta incapacità di portare avanti il programma di governo a suo tempo stilato e rispondere alle aspettative degli elettori dei due partiti che lo compongono e anche di tutti coloro che pur non avendo votato Lega o M5S hanno fino ad oggi sostenuto l’esecutivo.
Da un governo a traino PD, come quelli Gentiloni, Renzi o Letta, così come da un esecutivo tecnico sulla falsariga di quello guidato da Mario Monti era logico attendersi che tutta l’azione politica di governo venisse subordinata ai dettami della UE che attraverso i propri passacarte gestisce ormai il Paese da oltre un decennio…..
Con le esternazioni prodotte ieri sera arrampicandosi sugli specchi da Giuseppe Conte, fluente oratore ma pessimo attore, è forte la sensazione che l’esecutivo gialloverde sia arrivato al capolinea per la manifesta incapacità di portare avanti il programma di governo a suo tempo stilato e rispondere alle aspettative degli elettori dei due partiti che lo compongono e anche di tutti coloro che pur non avendo votato Lega o M5S hanno fino ad oggi sostenuto l’esecutivo.
Da un governo a traino PD, come quelli Gentiloni, Renzi o Letta, così come da un esecutivo tecnico sulla falsariga di quello guidato da Mario Monti era logico attendersi che tutta l’azione politica di governo venisse subordinata ai dettami della UE che attraverso i propri passacarte gestisce ormai il Paese da oltre un decennio…..
lunedì 3 giugno 2019
Elettrosensibilità, un calvario senza fine
Marco Cedolin
L’uomo moderno conduce la propria esistenza immerso sempre
più profondamente all’interno di un vero e proprio mare di campi
elettromagnetici della più svariata natura. Da quelli a bassa frequenza generati
dagli elettrodotti, dagli impianti elettrici delle abitazioni e da qualsiasi
apparecchiatura elettronica domestica o industriale, fino a quelli ad alta
frequenza riconducibili ai telefoni cellulari, al WI- FI, ai cordless, al bluetooth,
a qualsiasi dispositivo lavori “senza fili”, alle stazioni radio base, ai
ripetitori televisivi, ai radar e molto altro ancora....
sabato 1 giugno 2019
Dagli Stati Uniti d’America parte la corsa all’oro verde
Marco Cedolin
Esiste un filo per molti versi indissolubile, teso a legare
nel bene e nel male gli Stati Uniti al destino della cannabis, un po' come
accade in quei rapporti sentimentali fatti di sensazioni forti dove l'amore e l'odio
rappresentano per molti versi le due facce della stessa medaglia.
Il marijuana Tax Act, firmato nel giugno del 1937
dall'allora presidente americano Roosevelt, volto ad impedire la coltivazione
di qualunque tipo di canapa anche a scopo medico e terapeutico, determinò di
fatto la messa al bando della canapa un po' in tutti i Paesi del mondo che non tardarono
a seguire in modo compatto l'esempio statunitense. Il provvedimento rappresentò
l'acme di una pesantissima campagna di stampa durata alcuni anni nel corso
della quale la marijuana venne demonizzata nella maniera più becera, arrivando perfino
ad attribuire ad essa alcuni fra i più sanguinosi fatti di cronaca dell'epoca
ed ogni tipo di devianza immaginabile....
venerdì 10 maggio 2019
La canapa sarà la pianta del futuro
Marco Cedolin
La
canapa, abitualmente suddivisa
scientificamente fra
"cannabis sativa" e "cannabis indica" è una
delle più antiche piante coltivate dall'uomo. Originaria dell'Asia
meridionale si diffuse in Europa a partire dal VII secolo A.C. e nel
continente americano nel corso del XVI secolo. L'Italia all'inizio
del Novecento era il primo produttore europeo di canapa con oltre
100mila ettari di coltivazioni indirizzate in larga misura al settore
tessile e per decine di migliaia di famiglie la canapa costituiva la
principale fonte di reddito.....
martedì 26 marzo 2019
La leggenda dei Black Bloc, i teppisti "in divisa" che compaiono quando serve
Marco Cedolin



Fecero il loro esordio al
G8 di Genova nel 2001 e da allora fino all’ultimo caso accaduto nei giorni
scorsi a Parigi durante la protesta dei gilet gialli, sono sistematicamente
riapparsi un po’ in tutta Europa ogni qualvolta una manifestazione di piazza o
una protesta hanno goduto di un'ampia partecipazione popolare, arrivando in
qualche misura a suggestionare l'opinione pubblica.
Si tratta dei “famigerati” Black Bloc, piccoli gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto che una volta infiltratisi nelle manifestazioni, con tattiche paramilitari di guerriglia urbana spaccano le vetrine, danneggiano le auto, devastano i negozi e appiccano il fuoco, praticando atti di puro teppismo, per poi sparire regolarmente nel nulla prima che le forze dell’ordine abbiano modo di venire a contatto con loro.....
Si tratta dei “famigerati” Black Bloc, piccoli gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto che una volta infiltratisi nelle manifestazioni, con tattiche paramilitari di guerriglia urbana spaccano le vetrine, danneggiano le auto, devastano i negozi e appiccano il fuoco, praticando atti di puro teppismo, per poi sparire regolarmente nel nulla prima che le forze dell’ordine abbiano modo di venire a contatto con loro.....
giovedì 21 marzo 2019
Incompetenza e propaganda, una miscela esplosiva
Marco Cedolin
Anche l’Italia, per la prima volta, è stata vittima di un attentato terroristico di matrice “razziale” sulla falsariga di quelli ormai comuni nel nuovo millennio. Quando ieri il senegalese Ousseynou Sy, da 15 anni naturalizzato italiano e diventato Paolo ha sequestrato, armato di tutto punto e munito di 2 taniche di benzina, il bus carico di 51 bambini del quale era il conducente, con l’intenzione di compiere un gesto eclatante che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di proporzioni bibliche.
Fortunatamente uno dei bimbi (benché con le mani legate) è riuscito a recuperare un cellulare sfuggito all’attenzione del rapitore e con esso ad avvertire i carabinieri. Fortunatamente gli stessi carabinieri sono riusciti a bloccare il bus ed a mettere in salvo i passeggeri prima che si compisse una strage. Fortunatamente l’attentatore, deciso ma un poco sprovveduto, ha dovuto arrendersi, dopo avere speronato 3 auto dei carabinieri e dato fuoco al bus che già aveva innaffiato di benzina, mentre le forze dell’ordine evacuavano i passeggeri prima che subissero danni.
Tutto bene dunque, niente vittime ma solo tanto spavento ed alcuni danni solo materiali, ma tutto bene solo ed esclusivamente fortunatamente, perché la vicenda avrebbe potuto trasformarsi in una strage se solo un pizzico di fortuna fosse venuto a mancare…..
Anche l’Italia, per la prima volta, è stata vittima di un attentato terroristico di matrice “razziale” sulla falsariga di quelli ormai comuni nel nuovo millennio. Quando ieri il senegalese Ousseynou Sy, da 15 anni naturalizzato italiano e diventato Paolo ha sequestrato, armato di tutto punto e munito di 2 taniche di benzina, il bus carico di 51 bambini del quale era il conducente, con l’intenzione di compiere un gesto eclatante che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di proporzioni bibliche.
Fortunatamente uno dei bimbi (benché con le mani legate) è riuscito a recuperare un cellulare sfuggito all’attenzione del rapitore e con esso ad avvertire i carabinieri. Fortunatamente gli stessi carabinieri sono riusciti a bloccare il bus ed a mettere in salvo i passeggeri prima che si compisse una strage. Fortunatamente l’attentatore, deciso ma un poco sprovveduto, ha dovuto arrendersi, dopo avere speronato 3 auto dei carabinieri e dato fuoco al bus che già aveva innaffiato di benzina, mentre le forze dell’ordine evacuavano i passeggeri prima che subissero danni.
Tutto bene dunque, niente vittime ma solo tanto spavento ed alcuni danni solo materiali, ma tutto bene solo ed esclusivamente fortunatamente, perché la vicenda avrebbe potuto trasformarsi in una strage se solo un pizzico di fortuna fosse venuto a mancare…..
mercoledì 13 febbraio 2019
Una pietra tombale sul TAV
Marco Cedolin
Finalmente dopo oltre 20 anni di slogan da bar dello sport, parole
esperite a vanvera, menzogne senza ritegno vendute un tanto al chilo al mercato
delle marchette da giornalista chic, per la prima volta si parla con serietà
del TAV Torino – Lione e lo si fa sulla base della prima seria analisi costi –
benefici riguardante l'opera, portata avanti da una commissione di esperti
indipendenti e non di qualche grottesca analisi pilotata, costruita ad arte
(neppure troppo bene) da un gruppo di dipendenti della consorteria che il TAV lo
voleva costruire ad ogni costo, perché portava miliardi nelle loro tasche....
venerdì 8 febbraio 2019
Robot e super-armi: la guerra del futuro sarà sempre più sporca
Intervista al generale Fabio Mini di Marco Cedolin
Le guerre del passato e le guerre del futuro rappresentano due elementi radicalmente differenti fra loro, oppure in fondo a prescindere dall’evoluzione tecnologica si tratta sempre della solita “sporca guerra” che purtroppo ben conosciamo? E la pace che ci viene “venduta” come tale nel corso degli ultimi decenni lo è davvero o si tratta semplicemente di una guerra combattuta in forme differenti?
Ne parliamo con il generale Fabio Mini, esperto conoscitore di questioni geopolitiche e strategia militare e oggi autore di svariate pubblicazioni su questi argomenti, dopo essere stato capo di Stato maggiore del comando Nato per il Sud Europa, comandante della missione di pace interforze in Kosovo nel 2003, oltre ad avere svolto molti altri incarichi di primaria importanza.
Le guerre del passato e le guerre del futuro rappresentano due elementi radicalmente differenti fra loro, oppure in fondo a prescindere dall’evoluzione tecnologica si tratta sempre della solita “sporca guerra” che purtroppo ben conosciamo? E la pace che ci viene “venduta” come tale nel corso degli ultimi decenni lo è davvero o si tratta semplicemente di una guerra combattuta in forme differenti?
Ne parliamo con il generale Fabio Mini, esperto conoscitore di questioni geopolitiche e strategia militare e oggi autore di svariate pubblicazioni su questi argomenti, dopo essere stato capo di Stato maggiore del comando Nato per il Sud Europa, comandante della missione di pace interforze in Kosovo nel 2003, oltre ad avere svolto molti altri incarichi di primaria importanza.
venerdì 11 gennaio 2019
Niente miracoli ma qualche buona azione
Marco Cedolin
Chi si aspettava che il governo Conte si facesse artefice di
una rivoluzione epocale, realizzando il miracolo di rivoltare questo Paese come
un calzino e mettere fine alla miriade di storture che ammorbano questa Italia targata
UE, ormai svuotata di ogni sovranità e privata di qualsivoglia margine di
manovra è sicuramente andato incontro ad una cocente delusione.
Non si è lavorato per costruire un “Italexit", non abbiamo abbandonato l'euro, non è stata risolta la piaga dell'immigrazione selvaggia, non sono nati per incanto milioni di posti di lavoro, non è stata bloccata la sperimentazione farmaceutica vaccinale, probabilmente ci sarà un reddito di cittadinanza ma ne usufruiranno più i furbetti di coloro che ne hanno realmente bisogno, non sono diminuite le tasse, forse sparirà un mostro come il TAV Torino – Lione ma resteranno le altre grandi opere inutili, non cambierà radicalmente la nostra politica estera, continueremo probabilmente a pagare il canone RAI e tutte le accise sulla benzina ed i soliti noti seguiteranno ad accumulare fortune miliardarie attraverso le concessioni delle autostrade costruite con i soldi degli italiani....
Non si è lavorato per costruire un “Italexit", non abbiamo abbandonato l'euro, non è stata risolta la piaga dell'immigrazione selvaggia, non sono nati per incanto milioni di posti di lavoro, non è stata bloccata la sperimentazione farmaceutica vaccinale, probabilmente ci sarà un reddito di cittadinanza ma ne usufruiranno più i furbetti di coloro che ne hanno realmente bisogno, non sono diminuite le tasse, forse sparirà un mostro come il TAV Torino – Lione ma resteranno le altre grandi opere inutili, non cambierà radicalmente la nostra politica estera, continueremo probabilmente a pagare il canone RAI e tutte le accise sulla benzina ed i soliti noti seguiteranno ad accumulare fortune miliardarie attraverso le concessioni delle autostrade costruite con i soldi degli italiani....
martedì 4 dicembre 2018
Non invidiate i gilet gialli
Marco Cedolin
È quasi impossibile non provare simpatia per la rivolta dei gilet gialli che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, una protesta per molti versi trasversale e intergenerazionale che incarna il rifiuto di sempre più ampi strati della popolazione europea nei confronti della mondializzazione globalista e delle sue tossine che stanno pregiudicando il futuro di decine e decine di milioni di persone. Così come è impossibile non esternare ammirazione per tutti quei francesi che stanno mettendosi in gioco in prima persona, invadendo strade e piazze nel tentativo di cambiare qualcosa, additati dalla grancassa mediatica come violenti e facinorosi, nonostante stiano semplicemente tentando di far valere i propri diritti....
È quasi impossibile non provare simpatia per la rivolta dei gilet gialli che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, una protesta per molti versi trasversale e intergenerazionale che incarna il rifiuto di sempre più ampi strati della popolazione europea nei confronti della mondializzazione globalista e delle sue tossine che stanno pregiudicando il futuro di decine e decine di milioni di persone. Così come è impossibile non esternare ammirazione per tutti quei francesi che stanno mettendosi in gioco in prima persona, invadendo strade e piazze nel tentativo di cambiare qualcosa, additati dalla grancassa mediatica come violenti e facinorosi, nonostante stiano semplicemente tentando di far valere i propri diritti....
mercoledì 28 novembre 2018
Tempeste a comando? Chi c'è dietro al tempo che fa
Marco Cedolin
Fonte Dolcevita online
Fonte Dolcevita online
Durante tutta la lunga storia dell'umanità i fenomeni
atmosferici e le catastrofi naturali hanno sempre rappresentato un qualcosa d’ineluttabile,
totalmente disancorato da qualsivoglia attività antropica venisse svolta sul
pianeta. Alluvioni, siccità, ondate di gelo o di caldo, così come terremoti, eruzioni
vulcaniche, maremoti, uragani o trombe d'aria potevano forse venire attribuiti
all'ira degli dei o alla volontà divina, ma la responsabilità dell'uomo nell'ambito
di tali catastrofi non è mai andata oltre alla recriminazione per non essere
riuscito ad ingraziarsi adeguatamente il “Padreterno”.
Solamente nel corso dell'ultimo secolo si è iniziato ad
avere la percezione (o la presunzione) che l'attività degli esseri umani
potesse in qualche misura condizionare il clima terrestre ed i grandi eventi
naturali che tormentano il nostro pianeta.....
mercoledì 14 novembre 2018
Tecnologia 5G: pronti a fare da cavie?
Marco Cedolin
Fonte: Dolcevita online
Fonte: Dolcevita online
L’equilibrio fra innovazione tecnologica e tutela della
salute è sempre stato storicamente un qualcosa di molto precario, lo dimostra
il fatto che tutta una lunghissima serie di patologie fra le quali i tumori,
molte malattie neurologiche e degenerative, tantissime forme di allergia,
l’infertilità ed un gran numero di patologie rare rientrino nel novero di
quelle che comunemente vengono definite “malattie del progresso”, poiché nel
corso dei decenni l’incremento della loro incidenza è proceduto di pari passo
con quello dell’evoluzione tecnologica.
I telefoni cellulari, oggi diventati smartphone, ci
accompagnano ormai da una trentina di anni ed hanno senza dubbio rivoluzionato
in maniera radicale la nostra vita ed il nostro comportamento molto più di
quanto noi stessi non si sia disposti ad ammettere....
martedì 6 novembre 2018
L'assurda storia di Aldo Bianzino morto in carcere senza un perché
Marco Cedolin
Fonte Dolcevita online
Fonte Dolcevita online
In
queste ultime settimane si è parlato molto della morte di Stefano
Cucchi, pestato da un gruppo di carabinieri mentre si trovava in
stato di detenzione, e la tragica fine del ragazzo romano è stata
raccontata perfino in un film uscito nelle sale il 12 ottobre scorso.
Così come molto a suo tempo si è parlato della morte di Federico
Aldrovandi durante un fermo di polizia, omicidio per il quale nel
giugno 2012 sono stati condannati in via definitiva i 4 poliziotti
responsabili.
Ma
purtroppo le morti apparentemente inspiegabili di cittadini,
intervenute mentre albergano in carcere o si trovano in stato di
fermo sono davvero tante e la maggior parte di esse non ha
sicuramente avuto l'esposizione mediatica dei casi di Cucchi o di
Aldrovandi....
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