giovedì 17 agosto 2017

ISIS d'America

Marco Cedolin

Per anni abbiamo stigmatizzato con parole dure il feroce comportamento delle "bestie" dell'ISIS, impegnate a distruggere statue e monumenti antichi delle regioni sotto il loro controllo, dispensando a pioggia la nostra indignazione e vantando il nostro status (occidentale) di civiltà moralmente ed eticamente superiore.
Ma in questi giorni proprio gli americani (moralmente superiori per antonomasia anche all'interno del mondo occidentale) si scoprono improvvisamente molto più vicini alle bestie dell'ISIS di quanto mai avrebbero potuto supporre....


Abbattono statute che fanno parte della loro storia, le prendono a calci e sputi (quasi si trattasse di oggetti animati) le insultano e si scontrano fra loro per distruggere o difendere le reliquie.

Come se non bastasse le stesse autorità statunitensi (non il popolo imbarbarito) stanno impegnadosi in un lavoro certosino di rimozione di qualunque statua, targa o cimelio faccia riferimento ai Confederati dell'epoca della guerra civile e quando la legge ne impedisce la rimozione si accontentano di coprirli alla vista in qualche maniera.

Una nazione, qualsiasi nazione, è il risultato della propria storia, dipanatasi attraverso momenti tragici e meno tragici che hanno concorso a formarla così come è adesso. La pretesa di distruggere la propria storia, laddove la si considera sgradita è un atteggiamento demenziale, oltre che barbaro, sicuramente peggiore di quello dell'ISIS, che non possedendo una storia distrugge quella degli altri.

1 commento:

Val Di Castello ha detto...

Grazie Marco, come sempre.
Combinazione avevo appena finito di leggere un altro post di Giampaolo Rossi riguardante la vicenda.
Il link, è questo:

http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/08/16/lultimo-sudista-e-lamerica-di-fine-stagione/

ciao buona giornata