giovedì 11 aprile 2013

Mens sana in corpore sano

Marco Cedolin
Nella società del “progresso” che ama cibarsi di stress, di competizione e di sogni venduti un tanto al chilo al mercato delle illusioni, il concetto di salute è un qualcosa di molto relativo i cui contorni spesso sono destinati a perdersi nell’imponderabile. Quando si parla di salute, generalmente lo si fa sotto forma di business, in funzione della presenza di una malattia che necessita di essere curata tramite la terapia farmacologica o quella chirurgica.
Nel mondo del mercato anche la salute trasmuta allo stato di merce, con annesso codice a barre che ne identifica il prezzo. Una merce di fatto molto rara che i nostri ritmi di vita e le nostre abitudini contribuiscono in maniera significativa ad annientare.....
Viviamo costantemente immersi in una cacofonia di stimoli indotti che minano in profondità il nostro equilibrio nervoso, producendo ansia, paura di non farcela e tensioni emotive di varia natura esacerbate all’inverosimile. Spesso all’interno di agglomerati urbani dove impazza il traffico automobilistico, l’aria è irrespirabile e tanto l’asfalto quanto il cemento risultano presenze immanenti che ci avvolgono fra le proprie spire.
Mangiamo cibo spazzatura, profondamente artefatto e di derivazione industriale e spesso pranziamo in maniera disordinata, nel corso di pause faticosamente ritagliate all’interno delle nostre giornate. Molte volte in piedi, in maniera automatica, senza alcun entusiasmo e alcun piacere.
La sedentarietà è diventata la nostra compagna più fedele. Seduti in macchina per andare al lavoro, seduti al pc durante la giornata lavorativa, seduti davanti alla TV la sera e poi ancora seduti in auto durante il weekend, per andare al centro commerciale a fare shopping, al mare a coricarci in spiaggia, o semplicemente a fare un giro in macchina.
Generalmente non troviamo il tempo per fare sport, ma quando accade il contrario anche lo sport viene troppo spesso interpretato in maniera distorta, rivelandosi molto più funzionale al business piuttosto che non alla nostra salute. Pratichiamo lo sport come si trattasse di un dovere più che di un piacere, spesso con l’unico scopo di perdere i chili di troppo e molte volte lo facciamo al termine d’intense giornate lavorative, quando il nostro corpo è troppo stanco.
Da quando suona la sveglia al mattino a quando la notte ci corichiamo, non facciamo altro che calpestare la nostra salute psicofisica, nonostante essa costituisca il bene più caro di cui disponiamo.
Per preservarla o recuperarne l’integrità è necessario innanzitutto cambiare noi stessi. La salute non è una merce che si può acquistare al supermercato, ma la parte più preziosa di noi che resterà tale solamente se sceglieremo di portarle rispetto. Quel rispetto che implica uno stile di vita profondamente differente da quello imposto dalla società del “progresso”, applicando il quale potremmo avere la grande sorpresa di ritrovare, oltre alla salute, anche quella gioia di vivere ormai da troppo tempo dimenticata.




7 commenti:

mostovoi ha detto...

tu credi davvero che mi son fatto un piacere a leggere le tue parole?..porca miseria quand'è che 2 persone s'incontreranno per caso è si diranno questa cosa quà

marco schanzer ha detto...

Abbiamo l'opzione di collaborare in comunita' che prevedano ritmi giusti .E' questione di cambiar padrone .

mostovoi ha detto...

è questione di aver padrone

marco schanzer ha detto...

se la tua mente ha un padrone . Se e' solo il corpo....usalo per spostarti e partecipare a una comunita' di economia sociale , in cui il padrone della tua vita sei tu . Potrai , allora , studiarti la ricetta di vita migliore . Invece , Van Rumpuy...sostiene che il fine del lavoro e' pagare le tasse , che le tasse sono la risorsa di un paese , che non bastano e bisogna pagare di piu' , e che il fine di uno stato e' la finanza .Scegli . Un gruppo di amici o Van Rumoy ??

marco schanzer ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fabio Pupulin ha detto...

La salute molto spesso è lo specchio della nostra mente. Una mente libera, pensante e senza padroni, sovente è accompagnata da una salute solida. Questa Grande Depressione che avvolge tutta l'economia e i valori dell'Occidente, permetterà a molte prsone di aprire gli occhi e di liberare la propria mente da molte gabbie. Questa Grande Crisi, consentirà a molte persone di porsi delle domande sul vero senso della nostra esistenza e di apprezzare maggiormente le cose semplici e spontanee. Forse, in momenti come questi, molti di noi, come dice l'intellettuale Silvano Agosti, inizieranno a pensare che lavorare dieci ore al giorno, sei giorni su sette, significa che qualcuno ci sta rubando la vita.
Complimenti Marco per il bellissimo articolo.

marco cedolin ha detto...

Caro Mostovol, purtroppo nella società attuale sembrano fantascienza anche le cose che dovrebbero essere normali...

Caro Fabio, condivido in pieno la tua riflessione e mi piace pensare che anche dalle peggiori situazioni possa nascere qualcosa di buono.