mercoledì 26 settembre 2012

Lavoro e dignità

Marco Cedolin
Sul fatto che il lavoro possa rappresentare la dignità, così come si evince da uno striscione "lavoro é dignità" srotolato da un manipolo di operai dell'Ilva di Taranto, impegnati ad occupare a turno l'altoforno in odore di chiusura, continuiamo ad avere molti dubbi. Il lavoro molto spesso non é altro che un sacrificio necessario per vivere o sopravvivere e nel migliore dei casi può rivestire un ruolo importante nell'ambito della realizzazione personale, ma non rende liberi, nè tanto meno dignitosi.
La dignità é un qualcosa che alligna nel nostro animo e traspare dalle azioni che compiamo tutti i giorni, a prescindere dal fatto che noi si lavori o si sia disoccupati.
L'unico fattore che accomuna i due termini é l'evidenza del fatto che nell'Italia di oggi tanto il lavoro quanto la dignità latitano drammaticamente, senza che nessun segnale possa indurci a sperare che in tempi brevi il deficit venga colmato....


In quella guerra fra poveri nella quale si é ormai trasformato il moribondo mondo del lavoro italiano esistono una marea di lavoratorie che stanno per essere trascinati nell'inferno della precarietà e della disoccupazione dalle scelte di un sistema di potere che loro stessi, ostentando ben poca dignità ed ancor meno lungimiranza, hanno nel tempo avallato, per comodità, per "timidezza" e per paura di perdere quelli che consideravano privilegi acquisiti.

Non era certo impossibile comprendere il punto di arrivo della politica iper liberista applicata dai mentori della globalizzazione negli ultimi decenni, con il consenso di larga parte della popolazione. Con tutto il suo carico di delocalizzazioni, dumping sociale, scempi ambientali e ricatti occupazionali.
Per realizzare quale sarebbe stato il punto di arrivo di tutte le scelte scellerate (compiute scientemente con uno scopo preciso) che ci hanno portati allo stato in cui siamo oggi, sarebbe bastato applicarsi un poco e dedicare qualche ora ad informarsi, magari rubandola alla full immersion nel calcio di sky, nelle sitcom a lustrini, nei paradisi dello shoppimg o nelle immancabili corse ai weekend fuori porta.
Per contrastare attivamente l'incedere del treno costruito per trasportarci verso l'abisso sarebbe forse stato sufficiente recuperare un poco di dignità e molto coraggio, puntare i piedi e dire no a tutte quelle scelte velenose che la politica ed i media presentavano come imprescindibili, quasi fosse stato lo spirito santo ad imporle.

Mi dispiace, ma pur con l'ausilio di svariati quintali di buona volontà, non riesco a vedere alcun barlume di dignità allignare fra gli operai della Fiat che hanno accettato di buon grado ogni passo del gambero sia stato loro imposto dalla proprietà e dai sindacati collusi con la stessa. Non vedo dignità fra gli operai dell'Ilva che mai si sono preoccupati del fatto che il lavoro con il quale mantenevano le proprie famiglie riempisse le corsie dei reparti di oncologia di malati condannati ad una morte atroce, ma oggi ritengono di ostentarne una qualche forma, salendo su un altoforno per difendere il posto di lavoro e fare gli interessi della proprietà che da decenni costruisce profitti miliardari sulla pelle della popolazione.
Così come non vedo alcuna dignità fra gli operai della CMC che a Vicenza hanno costruito una base di guerra e in Val di Susa stanno sbancando la montagna contro il volere dei cittadini ai quali regaleranno tanti nuovi tumori e sotto la protezione della polizia.

Il lavoro, a maggior ragione quando si tratta di un lavoro "sporco" non é dignità. La dignità é saper dire di no, quando si rivela necessario, anche se per aver puntato i piedi occorrerà pagare dazio, mettersi in discussione e rendere più duro il presente dei nostri figli, consapevoli del fatto che si tratta di un sacrificio necessario perchè loro e gli altri abbiano un futuro.

26 commenti:

sara elter ha detto...

ti ringrazio davvero. le tue parole fanno molto bene al cuore. Le condivido tutte. Ho fatto la sindacalista, quando ero giovane e pensavo che fosse, appunto, colpa del "padrone". Mi sono sgolata,ai tempi, contro la precarietà, per aiutare gli internitali che allora iniziavano ad arrivare, fra l'indifferenza generale. Nonostante io sia certa di aver fatto il mio dovere in maniera "pulita", l'elezione successiva ho ricevuto un voto. Da allora continuo a pensarla come te. E a continuare a non stare zitta. Mai. Grazie davvero!

Glisenda ha detto...

Grazie Marco :) mi sono permessa ti postare il tuo blog sul mio profilo !

Glisenda ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
czingc Czingc ha detto...

Sai dove toppa il tuo ragionamento? Che vivi nelle nuvole! Quanto prendi tu di stipendio e quante occasioni di lavori tu hai.? Bene paragonali con zero degli abitanti diTaranto. Da sempre costretti a mangiare questa minietsra o buttarsi dalla finestra. Sai quant'è la percentuale di giovani tarentini che emigrano e hanno lasciato la loro città? Quando si ha la pancia piena e la comoda poltrona e troppo facile puntare il dito E ancora una volta vers i più deboli.
Ora sarebbe colpa degli operai di Taranto se muoiono di cancro e di fame! Questa proprio mi mancava!

SimonettaSOSDemocracy ha detto...

Come non essere d'accordo con questa lucida e toccante analisi? Si, la dignità, quella che ci stanno togliendo. Quella che dobbiamo riconquistare, proprio per il futuro dei nostri figli che oggi troppi usano come alibi per cedere al "ricatto"...

marco cedolin ha detto...

Gentile doppio Czing,
il mio stipendio e le mie occasioni di lavoro stanno esattamente a zero, esattamente come capita agli abitanti di Taranto ed a una cospicua parte degli italiani, a prescindere dal fatto che vivano al nord o al sud, cosa del tutto ininfluente, nonostante la politica del dividi et impera cerchi di far credere il contrario.

La pancia vuota, che conosco bene, non può diventare scusante per qualunque cosa, sia essa stracciare i propri diritti o calpestare il diritto alla salute di tutti gli altri. Se seguissimo la tua logica o quella di chi, come te non sta sulle nuvole, anche il furto, il sequestro di persona, il traffico di rifiuti tossici o borseggiare una vecchietta diventerebbero azioni lecite e giustificate dalla necessità di campare una famiglia.

Mi ripeto, nel caso non fossi stato chiaro nell'articolo, gli operai dell'Ilva di Taranto, così come quelli della Fiat, della CMC e delle decine di industrie che avvelenano la popolazione e distruggono l'ambiente imparino a recuperare la propria dignità, insieme al rispetto per sè stessi e per gli altri.
Si tratta dell'unica strada per sottrarsi ad un ricatto a somma zero portato sulle loro spalle em per nutrire qualche speranza di riuscire a riempirla anche in futuro la pancia.

czingc Czingc ha detto...

Naturalmente la pensiamo in maniera diversa. La pancia vuota non è scusante ma determinante nelle scelte. Quando l'alternativa è morire dentro e fuori la fabbrica c'è poco da parlare di dignità non c'è scelta da fare. Ma la cosa curiosa è che tutti a dare le colpe agli operai sulle scelte che tutti politici locali e nazionali, sindacati bianchi rossi e gialli, hanno fatto in tutti questi anni. Ed ora si invitano( costringono) gli operai a scioperare non per far investire nella fabbrica per rinnovare gli impianti obsoleti, ma contro chi vuole far rispettare la legge che per anni è stata disattesa da tutti e tutte le istituzioni. La dignità a Taranto sai cosa significa?. Prendere la valigia di cartone e emigrare come hanno fatto tanti giovani.( tutti i miei nipoti e anche io) Ma a 40-50 anni con moglie e figli a carico dove vai? Solo chi non conosce la fame ed è fuori dal contesto e non conosce quella realtà può parlare delle colpe e della mancanza di dignità dei lavoratori di Taranto. Popolo che ha alto il senso di dignità . Se vuoi saperne di più possiamo parlarne in uno spazio maggiore che il singolo commento. Ma ti prego, prima di parlare di mancanza di dignità per gente che non conosci e per una città che non sai, e per situazioni che non sai , pensaci un po di più.

marco cedolin ha detto...

Gentile Czing,
non prenderla come una diatriba personale, perché quella non è.
A Taranto esiste da sempre una situazione occupazionale drammatica e tale era già quando in alcune zone del nord Italia lavoro ce n'era ed esisteva la possibilità di prendere una valigia di cartone ed andare altrove a lavorare.

Oggi la situazione lavoro è drammatica dappertutto, da nord a sud e ci sono milioni di persone che drammaticamente si ritrovano senza alcun mezzo di sostentamento o si rincoglioniscono dala mattina alla sera dentro ad un call center per 400 euro al mese.

Le responsabilità di quanto è accaduto sono in primis della politica e della confraternita sindacale che hanno ubriacato un popolo di allocchi facendolo correre dietro alla carota, mentre nascostamente alle sue spalle scavavano la fossa. Non certo degli operai di questa o quella azienda, come puoi leggere in decine e decine di articoli solo sfogliando questo blog.

Ciò non toglie che giunti nella situazione odierna gli operai di Pomigliano che votano per Marchionne o quelli dell'Ilva che salgono sull'altoforno per compiacere Ferrante o quelli di Porto Tolle che sfilano con il "padrone" insultando gli ambientalisti (e potremmo continuare a lungo con gli esempi)non rappresentino nulla di dignitoso, ma siano solamente la quinta colonna di una guerra fra poveri nella quale proprio i mestieranti politici e la confraternita sindacale intendono coinvolgerci tutti, a detrimento delle nostre già scarse prospettive occupazionali.

Avere opinioni differenti non è un delitto e dibatterle con educazione fa parte di un esercizio dialettico sempre a segno positivo.
Non dimenticare mai che la salute è in assoluto il primo elemento per cui vale la pena di combattere. Se perdi quella avrai comunque per sempre la pancia vuota, anche se l'economia fosse fiorente come negli anni 70.

Luka78 ha detto...

L'articolo di Marco è una riflessione su di un certo modo di investire dei cosiddetti "imprenditori" e sul modo di lavorare di chi, prestando il proprio lavoro in talune fabbriche, non si preoccupa di ciò che ( indirettamente ) sta creando sia a sè stesso ( e non solo, visto che potrebbero far da apripista per altre trattative di altri posti di lavoro ) come il contratto capestro di "Marpionne" del 2010, che contro gli altri, ovvero l'inquinamento dell'IVA.

Poi, quando scoppia la bomba, ecco il caos e il dramma occupazionale.

Ovvio, un dipendente salariato ha come entrata lo stipendio ( salario, per la precisione ) ed è normale che non si metterà mai contro la sua ( a volte unica ) entrata, ma è pur vero che mai ci si interrogherà su certe scelte dell'"imprenditore", mai si sarà considerati degni di questo nome.

La riflessione di Marco è una di quelle pesanti, perchè tocca il lavoro e la sua dignità, ma a sua volta anche la non possibilità di scelta alla quale il dipendente viene messo di fronte. E nel momento in cui si trova in una situazione del genere, c'è chi sarà accondiscendente, chi un po' meno, chi per niente. E dopo tale scelta, si riflette...

Marco, almeno, ha detto la sua, senza fare il solito retorico articolo che, strizzando l'occhio all'operaio, non vuole vedere dell'altro. Insomma, è andato oltre con i raggionamenti.

Luca D'Amico

barbaranotav ha detto...

Czing, ti consiglio di fare un giro nel reparto oncologico negli ospedali pugliesi. O vogliamo percaso suggerire che ci sono vite che meritano di essere salvate, quelle degli operai, a discapito di chi si ammala di tumore, di chi deve abbattere animali per l'allevamento e buttare via il latte che pieno di diossina non può vendere?
Stai percaso suggerendo che mors tua vita mea è un principio morale etico giusto?
Che è lecito discriminare?

Bella etica e principi morali, e la chiamate pure dignità.

Quella di cui parli è la dignità dello schiavo, per giunta che si sente autorizzato ad uccidere i propri simili.

La dignità vera è quella ad esempio degli OPERAI valusini che decisero DI NON PRODURRE PIU' ARMI e riconvertirono la produzione.

Visto che tiri in mezzo i tarantini di cui fingi di preoccuparti, cosa ne pensi del dato sul corriere che riporta un malato di tumore per famiglia a Taranto?

E' qualcosa di cui gli operai Ilva dovrebbero andare fieri? E dovrei avere rispetto di questi soggetti?

Che faranno un fondo per le vittime del tumore per placarsi la coscienza?

E tutto questo mentre si smentella la sanità.

Vogliono avere rispetto e simpatia?
BENE COMINCINO A RIFIUTARSI DI ESIGERE LE MORTI DEI PROPRI SIMILI e a non considerarli come VITTIME LECITE per la loro busta paga.

czingc Czingc ha detto...

Non vorrei che si instaurasse un dialogo. Ma vedi la questione è troppo importante e i punti toccati sono diversi. Intanto a Pomigliano oltre a chi ha votato pro Marchionne vi è chi ha votato contro pagando a caro prezzo( sono tutti casa altro che dignità). Intanto a Taranto chi sale sulla torre E132 ( e non sull'altoforno, questo a dimostrazione della nostra informazione) sono stati proprio quei lavoratori che hanno detto basta e in questo preciso momento stanno occupando le portinerie dello stabilimento consci che la lotta va condotta non contro chi vuol fare rispettare la legge, ma contro chi in tutti questi decenni ha intascato i profitti e non ha fatto investimenti lasciando che gli impianti diventassero obsoleti.
Se vuoi fare un appello alla dignità la dovresti fare in primis ai giornalisti seguiti dai politici locali e nazionali, governi e sindacati accondiscendenti. Hanno venduto le promesse false della Fiat come vangelo e criminalizzato i lavoratori che sapevano , come tutti lo sapevano, che si raccontavano balle, Gli stessi che a Taranto dicono che l'ingiunzione dei giudici porta alla chiusura dello stabilimento. Balle e se vuoi ti spiego tecnicamente che sono balle. Occorre dignità per chi continua a dire che lavoro e salute devono essere compatibili senza dire come. Sono possibili solo investendo in tecnologie innovative e se vuoi ti posso raccontare quali sono le tecnologie, come e quando è possibile la compatibilità, come e quando è possibile il risanamento di Taranto, senza che un solo operaio di Taranto vada a casa e anzi investendo nei giovani e nel futuro Ma ci vogliono capitali, coraggio e tanta tanta visione politica. Di pennivendoli e di politicanti ne abbiamo piene le tasche e sopratutto abbiamo piene le tasche di chi parla ( nessun riferimento personale) e non sa di cosa parla.
Scuserai la veemenza ma la misura sta diventando veramente troppa

czingc Czingc ha detto...

Caro barbaronotav
Evidentemente non hai letto i miei post. O la foga della polemica ti ha portato fuori strada.
La mia posizione è che i problemi dei lavoratori non si risolve scaricando colpe e mancanza di dignta sui lavoratori. Io dico che le responsabilità sia della situazione attuale, sia delle soluzioni sta da un'altra parte. Le lotte che i lavoratori nei decenni passati per un ambiente sano e per un lavoro ecologicamente sostenibile, quando gli ecologisti della domenica non si vedevano nemmeno col binocolo rapprsentano la storia di Taranto e dei lavoratori di taranto. Ma la storia bisogna conoscerla prima di parlare. I primi e i prinicpali vittime dell'inquinamento sono i lavoratori di Taranto e non esistono gli ecologisti puri e duri da una parte e i lavoratori da un altra parte. Esiste solo il profitto da una parte in contrapposizione con il lavoro, la salute ecc ecc. Se non si capisce questo si fa il gioco del profitto e di chi vuol inquinare anche con parole apparentemente ecologicaemnte corrette. Non c'è il lavoro e la salute Questo è quel che vuol eil profitto perchè la salute vuol dire più costi e meno profitto. Chi credi che abiti a Statte o sui Tamburi. I Riva o i Vendola o i Bersani o i Bonelli? No sono gli operai , quegli stessi che sono sugli altiforni a 200 gradi a spalare loppa e ghisa. Sono gli stessi che sono in cokeria a respirare polvere di carbon coke sono gli stessi che il giorno di riposo passano la giornata sotto la doccia a cercare di togliersi dalla pelle quel nero viscido e che neppure il sapone riesce a far la schiuma. Sono gli stessi che hanno almeno un parente, un figlio, la moglie o lui stesso malato di cancro.
E potrei continuare.
ma la farei troppo lunga e il discorso è troppo grande per sbrigarsela in poche battute. Sarà mio piacere se lo sarà anche per voi raccontare con un post il mio pensiero e il pensiero dei cittadini di Taranto.

marco cedolin ha detto...

Czing,
sull'obiettivo di coniugare lavoro e salute, senza perdere posti di lavoro mi trovi perfettamente d'accordo. Questa sarebbe la strada da perseguire con realismo, senza discettare di dignità ed altre amenità sui generis.
Gli operai dell'Ilva che questa mattina scioperano e bloccano le strade mi risulta però lo facciano in larga parte contro il provvedimento della magistratura, anche se all'interno esistono molte divisioni e c'è anche chi ha in testa qualcosa del genere che hai detto tu.
Finché gli operai dell'Ilva non comprenderanno che il loro interesse non passa necessariamente attraverso quello di Riva e non inizieranno a puntare i piedi pretendendo che gli impianti vengano chiusi per il tempo necessario alla "ristrutturazione", mentre loro devono stare a casa pagati in attesa di rientrare, ogni protesta sarà solo un vuoto a perdere.

Cambiando discorso, sapevo benissimo che si trattava della torre e non dell'altoforno, ma stiamo commentando e non scrivendo un testo, per cui concedimi di estendere il termine altoforno anche al suo camino ;-)
Se invece ritieni di parlare con un imbecille disinformato che vive sulle nuvole, chiudiamo qui la discussione e teniamoci i nostri convincimenti.

czingc Czingc ha detto...

No scusa la mia pignoleria. Ma siccome di scemenze (scappate o fatte con malignità) sulla questione di Taranto se ne sono dette tante allora per non saper ne leggere ne scrivere è meglio precisare. Perché c'è una differenza e non di poco conto. Gli operai che scioperano sono divisi , e la divisione anche questa è strumentale da parte delle forze politiche e sindacali dai mass media. Vi sono quelli che scioperano bloccando la città e sono quelli pro Riva contro la magistratura ( circa mille se ne contavano oggi) e gli altri quelli sotto lo striscione di cittadini liberi e pensanti che hanno occupato l'ingresso dello stabilimento( port "C") e che sono contro Riva e affinche scuci dalle tasche e reinvesti nella fabbrica i miliardi di profitto fatti in questi anni. Vedi esiste un progetto che nessuno dei mass media ha fatto conoscere e che non lascia nessun operaio a casa, che rende tecnologicamente avanzata l'area a caldo dello stabilimento( quello che produce il 90% di inquinamento e che è obsoleto e vetusto) e che continuerebbe a far produrre senza interruzione, e inoltre consentirebbe veramente di risanare la città. E questa la strada. Perché non la si persegue? Perchè richiede investimenti che Riva non ha intenzione di fare, perché richiederebbe uno Stato forte con i forti , che battesse i pugni sul tavolo e che si farebbe troppi nemici nelle alte sfere dei poteri che contano.
Quindi altreo che dignità dei lavoratori. La dignità, ripeto, che bisognerebbe richiedere e nei sindacalisti locali ( in primis CISL e UIL, ma anche CGIL che ha nicchiato) ai politici locali e nazionali ( Stefano Vendola Bersani Fassina, ecc ecc ) e al governo dei "tecnici" che raccontano balle dicendo che con 400 milioni messi a disposizione da Riva si adeguano gli impianti. Basti solo ricordare che la Corea del Sud per coprire 40 ettari di cumuli di minerali ha speso 5,5 miliardi di dollari. Taranto ha 80 ettari di cumuli e per la copertura ha stanziato 190 milioni di Euro ( gli altri sono per il rifacimento dell'AFO 1 normale manutenzione prevista per fine ciclo di vita ( normale per un altoforno) già preventivata per l'anno prossimo. Rifacimento e non risanamento!. Gli afo non possono essere risanati più di come sono. Non sono loro che producono inquinamento , ma gli impianti a monte e a valle.

E voi mi parlatre di dignità degli operai!
Ma non scherziamo su dai!

marco cedolin ha detto...

Czingc,
a parte il discorso della dignità, che io ho affrontato nell'articolo per ribadire innanzitutto che non ha nulla a che fare con il lavoro, dal momento che gli operai dell'Ilva (pro Riva?) avevano srotolato uno striscione recante scritto "lavoro è dignità", su tutto il resto siamo perfettamente in sintonia.
Vedo le possibili soluzioni esattamente nella maniera in cui le vedi tu, così come gli stessi ostacoli, le stesse balle e le stesse prese per il culo, identificando il "nemico" negli stessi personaggi.

Tutto sommato non la si pensa poi così diversamente ;-)

marco schanzer ha detto...

La dignita' del lavoro dipendente.....e' visibile solo ai vigliacchi .
Chi ha messo i sigilli alla mente , ha l'opzione di credere che farsi sfruttare sia un dovere .
Per gli altri....in Puglia piu' che altrove , dati clima e territorio favorevoli , la Dignita' e' sempre disponibile con un preavviso brevissimo .
Anche a chi fino al giorno prima vagava nelle nebbie della vigliaccheria dipendente .
Acqua , terra , sole , amici .
Poi Architettura , Cultura , Salute .
E infine , la forza di ridere del vittimismo dipendente !

czingc Czingc ha detto...

Infatti la dignità non è nel lavoro dipendente, ma nonostante il lavoro salariato. Il lavoro salariato non è un dovere, ma una necesità . Il coraggio sta nel riuscire a mantenere la dignità di uomo nonostante la necessità di essere proletario. Lo slogan di quei lavoratori Tarentini era Lavoro e Dignità, Dignità nonostante il lavoro. E' la battaglia che esprimevano i lavoratori di Pomigliano, quelli dell'Alcoa. Oggi in italia, ma in europa nonostante tutto

marco schanzer ha detto...

Czing czing fa l'apologia dello schiavo !
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/09/non-cadere-nella-trappola-dei-media-sugli-stipendi-alti-di-chi-governa.html

lo propongo perche' e ' recente e perche' collegare vari luoghi di discussione arricchisce .
Ma e' stato scritto per un pubblico diverso .

Ci metto anche Silvano :
http://youtu.be/5YANjIKfNEo

Guai a chi mitizza l'imbecillita' come czing czing .

czingc Czingc ha detto...

Caro marco shanzer.
Lo so tu non sei costretto ad un lavoro dipendente ma questo è un tuo privilegio.
Beato te.
Ma se non capisci quello che altri dicono o dici "Non ho capito" e allora uno te lo rispiega. Oppure è meglio che eviti di lanciare epiteti e poi fare magre figure.

marco schanzer ha detto...

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/09/spostare-lattenzione-dai-candidati-m5s-a-far-parte-del-regime-a-chi-dovra-migliorare-litalia.html

Le strade percorribili sono infinite .
Individuare quella giusta non richiede una sperimentazione infinita...abbiamo un passato ricco di esperienze da cui pescare...
Poi la strada va percorsa .

Se ti rifiuti di farlo , allora sulla tua carta d'identita' bisognera' scrivere SCHIAVO .
Ma un seme di inquietudine , un piccolo prurito ...lo avverti anche tu ...se no non faresti lo sforzo di venire qui a mettere alla prova le tue contraddizioni , il tuo circuito mentale insoddisfacente .

Ti faccio pero' presente , che la vigliaccheria del lavoratore dipendente , non e' una questione privata...ma condiziona anche i migliori , perche' sostiene il potere degli sfruttatori e crea una interferenza pesantissima alla Democrazia .
Non ce' Democrazia dove ci sono gli schiavi ( pardon i lavoratori dipendenti ) .
Sfogliando strato dopo strato....si arriva a scoprire che e' lui il colpevole .
Ma , per carita'.....se la deve prendere con qualcun altro....se no che succube sarebbe !

czingc Czingc ha detto...

Bene hai espresso la tua opinione, condivisibile o meno, ma questo è un altro film e che magari, potremo vederlo insieme prossimamente su altri schermi. Ma mi dici che nesso ha quello che dici con il commento da me fatto? .
Perdonami, ma siccome io non capisco allora Dico" Non ho capito!"

marco schanzer ha detto...

Ma chi ti sfrutta ...capisce .
Come si puo' avocare Diritti per chi non e' Democratico ?
Prendi 6 esuberati o cassaintegrati , e invece di pregare i capitalisti di avvelenarti.....mettine 2 a produrre cibo , 1 a studiare medicina , 2 a imparare a fare belle case , e 1 a organizzare sport e passatempi .

czingc Czingc ha detto...

Si ma siccome stai parlando con me , non credi che dovrei capire io?
Bella la tua soluzione e chi paga? Lo Stato? E il debito pubblico?
E se sottrai queste forza lavoro ai capitalisti , prima li devi convincere a mollare la presa, E chi si incarica di convincerli? Pensi che questi ti mollano questa forza lavoro attuale o futura così benevolmente?

Secondo me tu leggi troppo Grillo o ascolti troppo Renzi. Senza offesa eh!

marco schanzer ha detto...

Primo problema :
se tu leggi questa pagina , vi trovi tutto il necessario a capire e a dare una direzione alla tua vita .
Invece non lo fai e continui a ripetere la solita retorica .
Perche' ? Perche' la tua mente e' ferma , come quella della vecchia sinistra ,come quella dei religiosi .
Non ce' un metodo sicuro per farti capire . Persone che hanno dedicato i propri talenti e la propria vita a sbloccare le menti degli sfruttati o di altri tipi di persone nocive , vanno comunque per tentativi e per provocazioni . In altre parole non ce' la frase che entra in testa a tutti e vi mette ordine , ma una serie di provocazioni possono risvegliare qualcosa e poi e' il soggetto stesso che completa il percorso ( di solito dimenticandosi del provocatore e sostenendo che la nuova visione e' farina del suo sacco ) .
Prendi la prima frase del video di Agosti : "uno degli aspetti piu' micididiali della attuale cultura e' di far credere che sia l'unica possibile , invece e' semplicemente la peggiore...."
Se provi a cambiare , l'esperienza diretta ti insegnera' piu' di parole che non riescono a penetrare le tue difese .
Il primo cambiamento da fare e' quello ambientale : vai via dal veleno , e scoprirai che al mondo , oltre al ILVA , ci sono altre opzioni . Scoprirari che oltre a lavorare per chi stampa i soldi ci sono altre opzioni . Che la "crisi" non esiste per chi vive senza soldi .
Il potere dei capitalisti deriva dal fatto che tu leggittimi quello che loro stampano .
Per far sorgere il sole , per seminare , per martellare , per fare ginnastica , non si paga .
Sopratutto se il tuo vicino non e' "competitivo" ma e' un amico .
Unendo i poteri di vari amici , hai la ricchezza .
Il "debito pubblico" non e' altro che usura , e' un invenzione , e' finto . Per toglierlo di mezzo devi togliere di mezzo le persone che dicono che esiste . Tutto qui .Sicuramente non e' facendo lo schiavo che modifichi il "DP" .E' una trappola .Piu' paghi e piu' aumenta . E' il lavoratore dipendente , la parte marcia della popolazione , quella che votera' sempre per il ricco e non per la Giustizia ....e' un vizioso . Uno che si ripete sempre le stesse cose e quindi e' in trappola .
Ma tu sei terrorizato da quello che chiami "stato" e dalle minacce dei capitalisti ? Motivo in piu' per scappare e scoprire che ce' vita anche fuori dallo schiavismo .
Il sistema si regge sul "peccato originale" del lavoratore dipendente , il fatto di non avere una visione , non avere un opinione , non avere un sentimento Democratico ,non avere voglia di contribuire ad una Societa' , e quindi mettersi a disposizione degli egoisti , con conseguenze pesanti per tutti , cioe' anche per le persone migliori .

alessandro.sal ha detto...

L'articolo di Marco e l'ultimo post di Marco S. sono, secondo me, entrambi da incorniciare.
Saluti da Fan Francisco

marco cedolin ha detto...

Un salutone anche a te Alessandro ;-)