mercoledì 11 luglio 2012

In Spagna arrivano i miliardi

Marco Cedolin

In Spagna arrivano 30 miliardi di euro di "aiuti" europei, ma contrariamente a quanto viene lasciato intendere nell'immaginario collettivo, non sono destinati agli spagnoli, ma alle banche che ne hanno estrema necessità per calmierare temporaneamente la propria fame bulimica. I cittadini spagnoli in compenso stanno intascando anche loro i propri miliardi, ma purtroppo non si tratta di euro, bensì di bastonate, sia in senso metaforico che in quello letterale del termine.
Il senso metaforico alligna nella nuova manovra lacrime e sangue da 65 miliardi di euro, varata dal premier Rajoy per compiacere la BCE e le banche di cui sopra. Quello letterale nei pestaggi selvaggi (stile G8 di Genova eVal di Susa ) dispensati dalla polizia nei confronti dei minatori che protestano per i difendere i propri sacrosanti diritti....


La manovra imposta dalla BCE, prevede una lunga serie di "doni" per il popolo spagnolo, i più significativi dei quali saranno il taglio delle tredicesime e delle ferie dei dipendenti pubblici e l'aumento di 3 punti percentuali dell'IVA che dal 18% sale al 21%.

Le cariche, i pestaggi selvaggi e gli assalti , durante i quali la polizia non ha lesinato nell'uso dei proiettili di gomma, provocando il ferimento di oltre 50 manifestanti, hanno seguito un copione che in Italia conosciamo bene e si basa sul soffocare nel sangue qualsiasi accenno di protesta popolare, a prescindere dalle motivazioni che la sostengono.

La nuova Europa continua ad avanzare a grandi passi, con le sue parole d'ordine ormai divenute di una chiarezza adamantina. Smantellamento di qualsiasi sovranità nazionale, totale sudditanza al sistema bancario, progressiva eliminazione del welfare e dei servizi al cittadino, creazione di una sempre più ampia fascia di disoccupazione che possa contribuire ad aumentare il dumping sociale, eutanasia dei diritti e repressione feroce di ogni protesta che possa intralciare il cammino intrapreso.

Avanti così, greci, portoghesi, irlandesi, italiani, spagnoli, un futuro radioso vi attende tutti e nel caso le sorti progressive non risultino radiose come era nelle vostre aspettative, accontentatevi della prospettiva di avere un futuro, un giorno di questi qualche riforma potrebbe anche decidere che in fondo non ne avete diritto.

6 commenti:

Giordano ha detto...

Il binario è oramai disegnato e il Treno delle Genti Europee è in piena corsa verso il fine corsa chiamato Guerra Civile.
Non arriverà a breve, ma ci stiamo arrivando: i fatti sono lì a dimostrarlo e nascondere la testa nella sabbia per i politici italiani e per gli italiani (ma anche per gli spagnoli, i greci, i tedeschi, i francesi) servirà solo a non fare i conti con la realtà, ma non ad evitare quel che si delinea come inevitabile. Purtroppo.

Lapenna Daniele ha detto...

Non la vedrei male una moneta unica per Spagna, Portogallo, Irlanda,
Grecia e Italia.
Si ritornerebbe a gestire il valore dell amoneta proponendo sul mercato internazionale i prodotti a prezzi più bassi.
Certo, sarà un bel sacrificio soprattutto per le banche che vedranno valere i loro soldi
molto meno, però mi pare l' unica soluzione.
Dopo la quasi totale privatizzazione della Banca d' Italia, e l' entrata forzata nel MES, l' Italia è in trappola.

Anonimo ha detto...

Io credo che finché c'era un "pollo" e per 50 anni se lo sono smezzato USA e Europa tutto andava bene. Ora che dello stesso "pollo" ne vogliono un pezzo altri, tipo Cina, India, Sud Africa, Russia, Brasile...è chiaro che l'Europa non ha più la garanzia sulla sua metà!

Si pensava che la globalizzazione potesse esportare un po' di ricchezza dove non c'è mai stata, ma invece sta solo "diluendo" la povertà facendo a pezzi la "classe media", quelli che hanno tenuto in piedi i consumi e le aziende dal dopoguerra ad oggi.

Nel momento che compri un prodotto non fabbricato in Italia, lo stato sta andando in perdita, prima con la lira si svalutava e si riusciva a pareggiare i conti, ora con l'euro non può più fare questo giochetto e il debito può solo che aumentare... Non si è capito che la prosperità Europea dipende dalla povertà altrui? Non a caso le aziende europee non riescono a competere con quelle asiatiche in cui si lavora 18 ore al giorno 7 giorni su 7 e come paga prendono una caramella...ed ecco la "cinezizzazione" del mercato del lavoro...

Lapenna Daniele ha detto...

Non è per fortuna tutto così.
Sentendo le statistiche,
hanno rilevato che nell' industria del lusso c'è stato un incremento di entrate. Quindi c'è chi preferisce la qualità al prezzo basso.

Come si può poi comprare un prodotto italiano se non è completamente italiano??
Io vado in libreria. Compro un libro della collana Giunti.
Vi è scritta la sede a Milano e quella a Firenze.
E proprio sotto la scritta "STAMPATO IN CINA".
E quindi con materiali comprati in Cina che hanno costi minori, in stamperie cinesi senza dare lavoro astamperie italiane.
Quindi, perchè comprare un prodotto italiano se non lo è completamente italiano?

Perchè debbo comprare un pane di una marca italiana se poi la farina ( purtroppo per legge non lo si può sapere ) non è italiana?
Perchè comprare i Sofficini se poi molti degli ingredienti del ripieno ed impasto non sono ( forse, siamo senza prove ) italiani?

Non può il popolo salvare industrie italiane se queste non iniziano a produrre tutto italiano.
Non possono le aziende italiane usare prodotti italiani perchè costano troppo.
Non possono i produttori abbassare i prezzi perchè anche loro hanno costi elevati.
Un cane che si morde la coda..

marco schanzer ha detto...

Il cane si ferma producendo per le persone e non per il denaro dei massoni che torna nelle loro tasche portandosi dietro beni e anni .

marco cedolin ha detto...

Grazie a tutti per le riflessioni, molto interessanti ed estremamente utili per meglio sviscerare i temi che erano stati toccati nell'articolo.